Nuovi pensieri di Bellavista

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I pensieri di Bellavista - Luciano De Crescenzo - Mondadori

I pensieri di Bellavista - Luciano De Crescenzo - Mondadori

“Io prendo un libro di filosofia difficile, lo copio in uno più semplice, lo vendo e ci faccio i soldi”, così bacchetta spiritosamente il suo lavoro lo scrittore partenopeo alla presentazione del suo nuovo libro, i Pensieri di Bellavista (2005, Mondadori) rievocazione del precedente volume del 1977.

Dopo circa venti anni De Crescenzo, 76enne, torna con 365 pensieri, alcuni che rispecchiano il suo innato e pungente umorismo, alcuni che mostrano quel singolare modo di vivere di Napoli ed alcuni gratuitamente scontati. L’autore, che ha presentato questo volume alla passata Fiera del Libro di Torino il 5-9 Maggio, si è posto la domanda: “Che cosa pensiamo quando la sera andiamo a letto ed aspettiamo il sonno?”, risponde dicendo che questo libro non è altro che una lunga lista di quei pensieri che vengono in quel momento e conclude il suo pensiero dicendo che “Questo è un libro da leggere prima di andare a letto, ogni sera ci leggiamo un pensiero e ci terrà compagnia per un anno.”

La presentazione dell’opera, introdotta da un breve spezzone del film ispirato al primo volume, si è susseguita con frizzante ritmo leggendo alcuni pensieri tratti dal libro e condividendo con il pubblico alcuni commenti pescati dalle sue esperienze personali.

Nella vita ci sono tre età: la prima quella più agitata si chiama Rivoluzione, la seconda più riflessiva si chiama Riflessione mentre la terza ed ultima si chiama Televisione.

[Autore] Praticamente si nasce e si cresce volendo cambiare il mondo e si finisce col cambiare canale.

La felicità è desiderare.

[Autore] L’alpinista, se raggiungesse subito la cima non sarebbe felice, lo è nel momento in cui la scala. Non esiste nessuno di più felice di un guardone in un campo di nudisti!

Il giorno prima della chiusura delle case di tolleranza tutti piangevano.

Luciano De Crescenzo

Luciano De Crescenzo

[Autore] La legge Merlin è entrata in vigore nel 1958 decretando come illegali le case di tolleranza. In quelle stesse case nacque il termine marchetta, in quanto era l’offerta di denaro che la signorina percepiva nel ricevere i clienti anche se il suo sostentamento non derivava da quello. Quando uno entrava nella casa, si accomodava in una grande hall in cui aspettare che la ragazza desiderata fosse libera per riceverlo, nel momento in cui questa lo era salivano in camera e il vero guadagno veniva dalle ordinazioni che si facevano. Appena entrati in stanza, lei chiedeva subito se si voleva bere qualcosa e percepiva il 40% sul prezzo della bevanda servita.

Sì, tutti piangevano quel giorno, quella che piangeva di più è stata la metresse che mi si avvicinò e mi disse: “Dottore, che cosa hanno fatto!? E adesso che ne sarà di loro, dovranno andare in strada! Io le controllavo, le proteggevo ed adesso che ne sarà di queste ragazze. E’ possibile che non sappiano fare le leggi a Roma?” Ed oggi sappiamo che fine hanno fatto quelle ragazze e la categoria.

Anche in questo volume tutto lo spirito di Napoli si condensa nelle sue pagine mostrando quello spirito verace che ha contraddistinto la precedente opera. Siamo di fronte a quello spirito che non esiste in altre città del Italia settentrionale in cui nessuno si interessa di nessuno perdendo quella dimensione umana che ci fa sentire vivi.

Questa volta De Crescenzo non da’ il meglio di se stesso producendo quell’opera che spesso esce nei ritagli di tempo mentre si sta scrivendo qualcosa di più impegnato.

Questo libro, risponde De Crescenzo ad una domanda, come il precedente del genere, è ispirato alla memoria di Giuseppe Marotta con il quale in giovane età volevano pubblicare un libro chiamato La Napoli di Bellavista in cui fare foto e scrivere pensieri su di esse ma poi l’editore volle pubblicare solo le foto facendo uscire il libro nel 1979.

Nella bibliografia dell’autore ci sono molti successi tra romanzi, video e saggi, come Così parlò bellavista (1977) che vendette oltre 600.000 copie (grazie soprattutto alla spinta avuta da Costanzo e dal suo Show di quegli anni), la menzionata Napoli di Bellavista (1979), Storia della Filosofia Greca 1 e 2 (1983, 1986), Il dubbio (1992), Croce e Delizia (1993), Il tempo e la felicità (1998) e Tale e quale (2001).

“Io prendo un libro di filosofia difficile, lo copio in uno più semplice, lo vendo e ci faccio i soldi”, guadagna perchè comunque i suoi libri vengono comprati perchè c’è bisogno di leggere di libri che parlano di cose grandi in parole semplici, cosa che nella realtà nostrana non è sempre facile producendo libri troppo ricchi di accademicismo.

“Io prendo un libro di filosofia difficile, lo copio in uno più semplice, lo vendo e ci faccio i soldi”, così bacchetta spiritosamente il suo lavoro lo scrittore partenopeo alla presentazione del suo nuovo libro, i Pensieri di Bellavista (2005, Mondadori) rievocazione del precedente volume del 1977.
Dopo circa venti anni De Crescenzo, 76enne, torna con 365 pensieri, alcuni che rispecchiano il suo innato e pungente umorismo, alcuni che mostrano quel singolare modo di vivere di Napoli ed alcuni gratuitamente scontati. L’autore, che ha presentato questo volume alla passata Fiera del Libro di Torino il 5-9 Maggio, si è posto la domanda: “Che cosa pensiamo quando la sera andiamo a letto ed aspettiamo il sonno?”, risponde dicendo che questo libro non è altro che una lunga lista di quei pensieri che vengono in quel momento e conclude il suo pensiero dicendo che “Questo è un libro da leggere prima di andare a letto, ogni sera ci leggiamo un pensiero e ci terrà compagnia per un anno.”
La presentazione dell’opera, introdotta da un breve spezzone del film ispirato al primo volume, si è susseguita con frizzante ritmo leggendo alcuni pensieri tratti dal libro e condividendo con il pubblico alcuni commenti pescati dalle sue esperienze personali.
Nella vita ci sono tre età: la prima quella più agitata si chiama Rivoluzione, la seconda più riflessiva si chiama Riflessione mentre la terza ed ultima si chiama Televisione.
[Autore] Praticamente si nasce e si cresce volendo cambiare il mondo e si finisce col cambiare canale.
La felicità è desiderare.
[Autore] L’alpinista, se raggiungesse subito la cima non sarebbe felice, lo è nel momento in cui la scala. Non esiste nessuno di più felice di un guardone in un campo di nudisti!
Il giorno prima della chiusura delle case di tolleranza tutti piangevano.
[Autore] La legge Merlin è entrata in vigore nel 1958 decretando come illegali le case di tolleranza. In quelle stesse case nacque il termine marchetta, in quanto era l’offerta di denaro che la signorina percepiva nel ricevere i clienti anche se il suo sostentamento non derivava da quello. Quando uno entrava nella casa, si accomodava in una grande hall in cui aspettare che la ragazza desiderata fosse libera per riceverlo, nel momento in cui questa lo era salivano in camera e il vero guadagno veniva dalle ordinazioni che si facevano. Appena entrati in stanza, lei chiedeva subito se si voleva bere qualcosa e percepiva il 40% sul prezzo della bevanda servita.
Sì, tutti piangevano quel giorno, quella che piangeva di più è stata la metresse che mi si avvicinò e mi disse: “Dottore, che cosa hanno fatto!? E adesso che ne sarà di loro, dovranno andare in strada! Io le controllavo, le proteggevo ed adesso che ne sarà di queste ragazze. E’ possibile che non sappiano fare le leggi a Roma?” Ed oggi sappiamo che fine hanno fatto quelle ragazze e la categoria.
Anche in questo volume tutto lo spirito di Napoli si condensa nelle sue pagine mostrando quello spirito verace che ha contraddistinto la precedente opera. Siamo di fronte a quello spirito che non esiste in altre città del Italia settentrionale in cui nessuno si interessa di nessuno perdendo quella dimensione umana che ci fa sentire vivi.
Questa volta De Crescenzo non da’ il meglio di se stesso producendo quell’opera che spesso esce nei ritagli di tempo mentre si sta scrivendo qualcosa di più impegnato.
Questo libro, risponde De Crescenzo ad una domanda, come il precedente del genere, è ispirato alla memoria di Giuseppe Marotta con il quale in giovane età volevano pubblicare un libro chiamato La Napoli di Bellavista in cui fare foto e scrivere pensieri su di esse ma poi l’editore volle pubblicare solo le foto facendo uscire il libro nel 1979.
Nella bibliografia dell’autore ci sono molti successi tra romanzi, video e saggi, come Così parlò bellavista (1977) che vendette oltre 600.000 copie (grazie soprattutto alla spinta avuta da Costanzo e dal suo Show di quegli anni), la menzionata Napoli di Bellavista (1979), Storia della Filosofia Greca 1 e 2 (1983, 1986), Il dubbio (1992), Croce e Delizia (1993), Il tempo e la felicità (1998) e Tale e quale (2001).
“Io prendo un libro di filosofia difficile, lo copio in uno più semplice, lo vendo e ci faccio i soldi”, guadagna perchè comunque i suoi libri vengono comprati perchè c’è bisogno di leggere di libri che parlano di cose grandi in parole semplici, cosa che nella realtà nostrana non è sempre facile producendo libri troppo ricchi di accademicismo.
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