Ballard: i veri alieni siamo noi

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Millennium people - James Graham  Ballard Universale Economica

Millennium people - James Graham Ballard Universale Economica

Non provate a definirlo un maestro della fantascienza. Le nuove galassie non gli interessano e tanto meno gli alieni. A chi lo definisce uno dei grandi della fantascienza James Graham Ballard replica serafico che non c’è alcun bisogno di spingersi nello spazio, se c’è un pianeta che va ancora esplorato questo è proprio la Terra. Anzi di più: “Gli alieni, i mostri, siamo noi, gli uomini d’oggi. Lo spazio in cui cerco di entrare con i miei romanzi e racconti è uno spazio psicologico, quello siderale non mi interessa”. Forse la definizione che più calza a pennello a Ballard, che torna in libreria in questi giorni con “Millennium People” (Feltrinelli), è quella di un novello Orwell, non a caso la stampa straniera, in particolare i francesi de “Le Figaro”, lo definisce il maestro dell’anticipazione. Ballard infatti appartiene a quella schiera di scrittori visionari che si dilettano a predire il mondo di domani. Ma la sua definizione preferita è decisamente un’altra. “Se sono uno scrittore estremista? Beh, lo spero proprio – ha affermato Ballard recentemente – Spero di essere uno di quelli che convince la gente a tornare a riflettere sulle cose quotidiane. Alcuni miei romanzi sono stati molto estremi. Crash è stato, per tanti versi, un romanzo terroristico. Come una bomba in un caffè. Credo che lo scrittore cerchi in qualche modo di cambiare il mondo. È un’idea senza speranza, ma vale la pena provarci”.
Eppure per capire questo stregone del futuro – futuro che lui vede a tinte fosche e inquietanti -  bisogna ritornare alla sua adolescenza. Nato da una agiata famiglia inglese nel 1930 a Shangai, a 16 anni, dopo l’attacco giapponese a Pearl Harbour,  Ballard viene internato in un campo di prigionia a Langhua. E soltanto nel 1946 lui e la sua famiglia riescono a far ritorno nel Regno Unito. Alla luce di questi fatti non è difficile mettere in corrispondenza l’elemento biografico con gli scenari apocalittici che lui prefigura nei suoi romanzi. L’unica sua opera in cui viene romanzata questa sua atroce esperienza è  “L’impero del sole”, reso celebre dall’omonimo film di Steven Spielberg. Grazie alla pellicola di Spielberg, Ballard inizia ad avere maggiore visibilità e fama e non solo nel vecchio continente. D’altronde oltreoceano Ballard è molto amato. C’è un altro grande regista che ha contribuito alla fama dello scrittore e questi è David Cronenberg, che ha adattato per lo schermo “Crash”.
Ma è il catastrofismo il tema principale dei romanzi dello scrittore inglese. “Foresta di cristallo”, “Terra bruciata”, “Vento dal nulla” e “Il mondo sommerso” formano un quartetto micidiale,  in cui i disastri naturali che hanno per protagonisti i quattro elementi – terra, fuoco, aria e acqua – prefigurano un mondo non poi tanto lontano da nostro. Tant’è che dopo l’uragano Katrina, i romanzi di Ballard sembravano quasi essersi trasformati in profezie e  c’erano i giornalisti di mezzo mondo che facevano a gara per accapararsi una sua dichiarazione.
Con “Millenium People”, l’ultima sua creatura, Ballard approda a Londra, la sua città. Il romanzo è ambientato a Chelsea Marina, centro di Londra, quartiere di manager,  docenti universitari, antiquari, giornalisti e architetti. Insomma l’epicentro della middle class e dei suoi movimenti tellurici. Se nella Parigi di oggi sono messe a ferro e fuoco le periferie, nella Londra di Ballard è la classe media a rivoltarsi, guidata dall’inquietante figura del dottor Robert Gould, un pediatra che lancia una vera e propria guerra al XX  secolo, e al suo carico di guerre, genocidi e psicosi di massa, ma soprattutto a ipermercati e zone residenziali.
Il protagonista del libro è David Markham, psicologo del prestigioso Adler Institute, decide di indagare in incognita sulla morte della prima moglie, vittima di un attentato terroristico all’aeroporto di Heathrow. Entra in contatto con uno strano gruppo che si propone di scatenare una rivoluzione della middle class londinese attraverso una serie di atti dimostrativi. Il gruppo è formato da Kay Churchill, insegnante di “film studies”; Stephen Dexter, vicario della parrocchia di Chelsea ed ex missionario nelle Filippine; Joan Chang, che cura l’immagine della Royal Academy. Le azioni e i picchetti si succedono in un crescendo di violenza: al National Film Theatre, alla BBC, a Legoland, alla London Library, alla tomba di Marx; fino a quando scoppia una bomba alla Tate Modern, provocando tre morti. Per Ballard: “La media borghesia di questo paese, ma sono convinto che il discorso sia lo stesso in Italia, Francia o Germania, non ha più l’impressione di essere tutelata. ‘Millennium People’ si occupa proprio di questo fenomeno, dell’insicurezza della classe media. E una classe sociale insicura può diventare anche pericolosa. E ho quindi cercato di far capire come l’aumento della criminalità del 2003 continuerà a crescere nei prossimi anni”.
L’analisi di Ballard si basa su un semplice assioma: ” I ricchi passano il tempo trastullandosi, la classe lavoratrice lavora, ma è la classe media ad assumersi le responsabilità. In cambio, ha sempre ricevuto sicurezza, un certo status e la sensazione di essere importante. Ma ora in Inghilterra, così come probabilmente in America, in Francia, in Italia e in Europa occidentale, la situazione è cambiata: la classe media non ha più certezze”.
James Graham  Ballard

James Graham Ballard

Il detonatore di questo conflitto sociale per Ballard sta nel fatto che al giorno di oggi la preparazione professionale di architetti, avvocati, medici non garantisce come un tempo un lavoro stabile e ben retribuito. “Al giorno d’oggi molti appartenenti a questa classe sociale hanno salari pessimi. In Inghilterra, i borghesi hanno sempre mandato i figli in scuole private, si sono sempre serviti di dottori privati, ora in molti non riescono ad affrontare queste spese, in molti hanno dovuto rinunciare ad avere domestici. Questo è il motivo della loro protesta e della loro rivoluzione descritta in Millennium People. Penso che i borghesi, i medici, i commercialisti, gli architetti, gli impiegati statali che iniziano la rivoluzione in ‘Millennium People’ non vedano se stessi come i nuovi proletari, la nuova classe lavoratrice, ma abbiano semplicemente realizzato di essere stati sfruttati esattamente come era accaduto cinquant’anni prima alla classe proletaria. Lavorano duramente per salari miseri e senza sicurezza. Così protestano per quelle che reputano le condizioni fondamentali di vita. Penso che sia in atto una grande rivoluzione”. Un altro tassello che ribadisce la sensibilità dell’autore nei confronti di temi come la violenza e il caos sociale.

Informazioni sul volume:
Titolo: Millennium people
Autore: James Graham  Ballard  
Collana: Universale Economica
Pagine: 264
Prezzo: Euro 8,5

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