Al via la Fiera dei libri per ragazzi

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43ma Bologna Book Fair

43ma Bologna Book Fair

Non esiste soltanto Harry Potter. E’ questa la conclusione a cui si arriva scorrendo  lo sterminato programma della 43ma Bologna Book Fair, il più autorevole appuntamento internazionale dedicato all’editoria dell’infanzia. Dal 27 al 30 marzo incontri, workshop ed eventi a Bologna sono dedicati ai libri per bimbi e ragazzi. Editori, scrittori, ma anche traduttori, agenti letterari  e produttori interessati ad acquisire i diritti dei libri per il piccolo e il grande schermo sono i protagonisti della fiera.

L’ospite d’onore di quest’anno è l’Ungheria, paese che si è sempre distinto nel campo dell’illustrazione. “La mostra Ungheria – un libro aperto: 30 illustratori 30 libri”  propone le diverse generazioni di illustratori a confronto; ogni artista è rappresentato da una quindicina di tavole e da un “modello di libro illustrato” realizzato con alcune delle opere selezionate. La migliore editoria ungherese viene poi esposta al Padiglione 30 della Fiera, che ospita oltre duecento libri illustrati per bambini e ragazzi, una carrellata accompagnata da un catalogo.

Impossibile elencare tutte le iniziative degli editori di casa nostra. In contemporanea con l’uscita al cinema del prequel de “La Pantera Rosa” di Blake Edwards, i cui titoli di testa lanciarono il personaggio della mitica pantera rosa shocking, l’editore Gallucci pubblica “La vera storia della Pantera Rosa”.

Il tema più declinato dai nostri editori sembra essere quello dell’esplorazione di mondi e culture diverse. E’ il caso di “La casa di betulla” (Feltrinelli Kids) di Louise Erdrich che racconta le vicende della tribù in­diana degli Ojibwa, o “Lupo siberiano” (Salari) di Alver Metalli, storia di un lupo esportato dalla Siberia al Brasile, o “Loto-Li e il mistero di Gocclasecca” (Molta Junior) le peripezie di una bimba cinese che si improvvisa detective. Non mancarlo i libri-verità destinato ad un pubblico più adolescenziale come “Cuore di fuoco” (Fabbri) in cui il giovane muscista Senait G. Mehari narra la sua infanzia in Eritrea durante la guerra civile oppure “Quello che non so di me” (Fabbri) di Anna Germi Milioni, in cui viene raccontata l’esperienza dell’adozione.

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