Salone del Libro 2006, inizia l’avventura Ospiti, paesi ospiti, ragazzi ed incontri in tutta la città
La seconda volta di Lingua Madre

Progetto Lingua Madre
A rappresentare la dialettica tra radici culturali e modernità ci saranno scrittori, ma anche musicisti. Quest’edizione infatti è una sorta di cocktail tra testi letterari e momenti musicali. Non per nulla la parola d’ordine di “Lingua Madre” è contaminazione, non solo tra lingue, ma anche tra culture, generi letterari e – perché no – tra diverse forme d’arte.
Tra gli ospiti, infatti, ci saranno gruppi musicali d’ogni Paese che hanno fatto della contaminazione di linguaggi la loro cifra espressiva: come I Tamburi del Vesuvio di Napoli, formazione mista di musica e danza capitanata dal percussionista Nando Cittadella; il quartetto d’archi al femminile Euphoria, che coniuga virtuosismo musicale e cabaret; il quintetto francese manouche Bratsch, composto di musicisti, funamboli, poeti e chansonnier; il Trio De Paula Trio, guidato da un pioniere della bossa nova; il Fausto Mesolella Trio, con il virtuoso chitarrista degli Avion Travel; l’ucraino Vladimir Denissenkov, collaboratore di Moni Ovadia; la formazione neozelandese Haka The Legend, con il suo repertorio di canti e balli maori, e la famosa danza di guerra.
Tra gli scrittori ci saranno quelli piú italianizzati come l’iraniano-torinese Hamid Ziarati, il cui esordio per Einaudi (“Salam Maman”) sta riscuotendo un certo successo, la guineana Aminata Fofana, l’algerino Ahmara Lakhous, romani d’adozione. Sono attesi a Torino: l’albanese Ornela Vorpsi, che ha studiato a Milano, fresca vincitrice del Premio Grinzane per gli esordienti, l’indiano Amitav Ghosh, autore del vertiginoso “Cromosoma Calcutta”; i palestinesi Mahmud Darwish e Murid al-Barghuti; il libico Ibrahim Al Koni, l’algerina Leila Marouane, impegnata in prima linea sul tema della difficile condizione femminile nel mondo arabo.
Il turco Moris Fahri, da molti anni in Inghilterra, rievoca il mondo della Istanbul del primo dopoguerra, con tutte le tensioni e contraddizioni, tra il peso della tradizione e un futuro che non decolla.
Dalla Nuova Zelanda arriva Patricia Grace, che lavora sugli aspetti fiabeschi della cultura Maori; dal Sudafrica tre narratori di forte tensione linguistica: Sindiwe Magona e Achmat Dangor. Del Mozambico è Paulina Chiziane, una delle voci nuove e più intense della Lusofonia. L’indiana Lavanya Sankaran, cresciuta negli Stati Uniti, ha compiuto il cammino inverso ed è tornata in patria, a misurare anch’essa il rapporto tra modernità e tradizione. Indiano è anche Pankaj Mishra, che si interroga sulla ricezione che il Buddha ha avuto nel mondo e in Occidente, nel segno dell’attualità del suo messaggio.
Da Cuba, Pedro Juan Gutierrez, estroso esponente del realismo magico. All’area ispanica appartiene anche José Ovejero, mentre la brasiliana Shirley Krenak porta con sé dall’Amazzonia la forte impronta di una cultura sincretistica, ormai minacciata dall’estinzione.
Non mancano poi vere e proprie star da classifica dei best seller come i francofoni Tahar Ben Jelloun e Lilia Zaouali, molto popolari anche da noi e la meno nota libanese Venus Khouri Gata, raffinata narratrice da anni stabilitasi a Parigi.
E dalla pagina alla tavola. La commistione tra culture sará godibile anche sotto un profilo gastronomico. Uno spazio degustazione all’ Arena Piemonte offrirà cibi etnici e specialità piemontesi.
Grande sponsor della sezione rimane sempre la Regione Piemonte che anche nel 2006 si è voluta imporre come raccoglitore di alcuni degli incroci culturali che la società mondiale di oggi non può non tenere conto. Reduce dal grande successo dello scorso anno, in collaborazione con il Centro Studi e Documentazione del Pensiero Femminile di Torino, torna con una nuova competizione settaria che vuole contare nel grande ritorno dell’anno passato con 137 elaborati di donne marocchine, senegalesi, vietnamite, indiane, rumene e di tante altre nazionalità giunti da tutta Italia.


















