Omaggio a José Saramago

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José Saramago

José Saramago

È diventato uno scrittore noto solo passati i sessant’anni e quando nel 1998 fu chiamato a Stoccolma per ritirare il premio Nobel per la Letteratura lesse un discorso poetico e semplice, ricordando le sue origini umili. E’ José Saramago, classe 1922 e lusitano di nascita. «L’uomo piú saggio che io abbia conosciuto non sapeva né leggere né scrivere – disse Saramago quando ricevette il Nobel – Alle quattro di mattina, quando la promessa di un nuovo giorno stava ancora in terra di Francia, si alzava dal pagliericcio e usciva nei campi, portando al pascolo la mezza dozzina di scrofe della cui fertilità si nutrivano lui e sua moglie, i miei nonni materni. [...] Talvolta, nelle calde notti d’estate, dopo cena, mio nonno mi diceva: “José, stanotte dormiamo tutti e due sotto il fico” [...]. In piena pace notturna, tra gli alti rami dell’albero, mi appariva una stella, e poi, lentamente, si nascondeva dietro una foglia, e, guardando da un’altra parte, come un fiume che scorre in silenzio nel cielo concavo, sorgeva il chiarore opalescente della Via Lattea. E mentre il sonno tardava ad arrivare, la notte si popolava delle storie e dei casi che mio nonno raccontava: leggende, apparizioni, spaventi, episodi singolari, morti antiche, zuffe di bastoni e pietre, parole di antenati, un instancabile brusio di memorie che mi teneva sveglio e al contempo mi cullava. Non ho mai potuto sapere se lui taceva quando si accorgeva che mi ero addormentato, o se continuava a parlare per non lasciare a metà la risposta alla domanda che gli facevo nelle pause piú lunghe che lui volontariamente metteva nel racconto: “E poi ?” [...] Molti anni piú tardi, scrivendo per la prima volta di mio nonno Jeronimo e di mia nonna Josefa, mi accorsi che stavo trasformando le persone comuni che erano state in personaggi letterari, e che questo era probabilmente il modo per non dimenticarli, disegnando e ridisegnando i loro volti con un lapis cangiante di ricordi [...]. Nel dipingere i miei genitori e i miei nonni con i colori della letteratura, trasformandoli da semplici persone in carne e ossa in personaggi di nuovo e in modi diversi costruttori della mia vita, senza accorgermene stavo tracciando il percorso attraverso il quale i personaggi che avrei inventato, gli altri, quelli veramente letterari, avrebbero fabbricato e mi avrebbero portato i materiali e gli arnesi che, finalmente, nel buono e nel meno buono, nel sufficiente e nell’insufficiente, nel guadagnato e nel perduto, in quello che è difetto, ma anche in quello che è eccesso, avrebbero finito per fare di me la persona in cui oggi ancora mi riconosco: creatore di quei personaggi, ma al tempo stesso loro creatura».
Dopo il liceo lo scrittore si iscrisse ad una scuola tecnica, per diventare meccanico, mestiere che svolse per diversi anni. Purtroppo le scarse disponibilità finanziarie delal sua famiglia non gli permisero di continuare gli studi. Ma di notte grazie ai libri presi in prestito in una biblioteca pubblica di Lisbona, Saramago provvedeva alla sua “educazione letteraria”. Meccanico di giorno e lettore vorace di notte. Una meravigliosa avventura – per restare in tema con questa fiera – quella di Saramago, prima di lettore e poi di scrittore.

(Lingotto Fiere – Giovedì 4 – Ore 16:00 – Sala Gialla)

Giovedì 4 – Ore 16:00 – Sala Gialla
Conduce: Ernesto Franco

Omaggio a José Saramago
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