Festival della Letteratura di Mantova X, ovvero la beauty farm dell’anima

Festival della Letteratura di Mantova X
La più bella definizione del Festival della Letteratura di Mantova, che apre i battenti il 6 settembre, l’ha data Lella Costa. “E’ la beauty farm dell’anima. Quando ci vado mi viene lo sguardo che hanno solo gli innamorati, gli ubriachi e i consumatori di droghe pesanti”.
E se la vostra droga sono i libri e gli scrittori, quest’anno c’è da andare in overdose. A dieci anni dal suo debutto il festival di anno in anno cresce, assieme alle fila di visitatori.
La formula è ormai collaudata. Cultura e lettura durante il Festival diventano intrattenimento, uno spettacolo dal vivo ambientato nella cornice di una città d’arte, percorribile a piedi o in bicicletta, dove pubblico e autori si incontrano in assoluta libertà. Una formula consueta nei paesi anglosassoni e resa famosa dalla celeberrima manifestazione di Hay-on-Wye nel Galles, a cui Mantova fin dai primi vagiti si ispira.
La forza della manifestazione è quella di essere rimasta indipendente. Con il successo crescente, gli organizzatori avrebbero potuto chiedere sponsorizzazioni a case editrici, ma andando in quella direzione sicuramente avrebbero rimpinguato le casse, perdendo però anche di spontaneità e di credibilità agli occhi dell’audience disinteressata di lettori, ma anche di librai, bibliotecari e quanti del libro vi hanno fatto una professione.
Quest’anno ben tre Nobel passeranno da Mantova: Dario Fo (Letteratura 1997), Elie Wiesel (Pace 1996) e Amartya Sen (Economia 1998).
Se il drappello di autori italiani è davvero molto nutrito, non mancano tuttavia gli ospiti stranieri. Dal franco marocchino Tahar Ben Jelloun, lo spagnolo Javier Cercas, l’umorista americano David Sedaris. C’è molta attesa per la giovanissima scrittrice di origine bengalese Monica Ali, il cui “Sette mari tredici fiumi” (in originale “Bricklane”) è stato uno dei romanzi più letti e contestati in Gran Bretagna negli ultimi anni.
Non mancheranno i giovani talenti da noi, non ancora star, come Emmanuel Dongala, fuggito dal Congo negli Stati Uniti. Il suo “Johnny Mad Dog”, edito da Epoché è stato definito dal Los Angeles Times tra i migliori romanzi del 2005.
I nostri letterati in trasferta a Mantova invece saranno: Alessandro Baricco, Vincenzo Cerami, Erri De Luca, Vincenzo Consolo, Pietro Grossi, Antonio Moresco, Antonio Scurati, Bruno Arpaia, Roberto Saviano, Mario Rigoni Stern.
Altro filone interessante del festival è la presenza di scrittori di origine straniera che scrivono nella nostra lingua. Un fenomeno già in auge da diversi anni in altri Paesi Europei, Francia in testa e ultimamente emerso anche nel nostro Paese e indagato recentemente alla Fiera del Libro di Torino, in manifestazioni come “Lingua Madre”.
A Mantova ci saranno il senegalese Pap Kouma, l’iraniano Hamid Zariati, l’algerino Tahar Lamri e la somala Iciaba Scego.
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