Treviso: Natale con giallo e verità nascoste

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Commesse a Treviso – Luisa e Fulvio Ervas – Marcos y Marcos

Commesse a Treviso – Luisa e Fulvio Ervas – Marcos y Marcos

Diciamo che sempre più di frequente escono romanzi ricchi di fotografia come se quella linea di demarcazione tra cinema e letteratura diventi sempre più sottile. Ma è anche vero che spesso questi romanzi di ambientazione peccano di limitatezza nella vicenda. Non è il caso di “Commesse a Treviso” edito da Marcos y Marcos, scritto a quattro mani dai fratelli Ervas e uscito lo scorso settembre nelle librerie.
La storia si svolge in una gradevole Treviso nel pieno nord-est italiano. Tra le vie traboccanti di vetrine allestite per l’incombente natale una delle bellissime commesse di questi negozi rimane uccisa in condizioni misteriose. Questo evento scatena tutte le funzioni pubbliche della città, dalla polizia con il dossier del crimine che arriva sulla scrivania dell’ispettore Stucky, al segretario del vescovo alla stampa tutta.
Da qui cominciano a svolgersi storie parallele in un fine gioco di assonanze che le fanno avvicinare ed allontanare i personaggi fino alle ultime pagine in cui si incrociano in una risoluzione finale senza santità.
Stucky entra nel mondo della vittima di colore Jolanda, con cuore e garbo, in cui alla vita alla luce del sole si accosta una vita  parallela fatta di seconde esperienze e seconde case.
Dall’altra parte Max Pierini, piccolo ed agguerrito imprenditore, ha messo assieme una struttura inimitabile per la raccolta differenziata dell’immondizia, incarnazione di quello spirito di adattamento che ci ha resi unici, abile nel cadere in piedi e nell’adattarsi ad una etica che per forza di cose si dovrebbe adattare alle circostanze, si trova dallo psicologo a raccontare la fatica nel procedere contro l’ipocrisia e le proteste, la poca affidabilità della propria famiglia e la concorrenza dell’inceneritore vicino.
E qui si apre un altro parallelismo, quello della città con le sue bellezze e quello della discarica puzzolente e piena di gabbiani.
Tra le pagine del libro traspare una grande dose di umanità e di paradosso in cui, in questo nord-est così attento alla bellezza, piccoli vermi si insinuano in profondità mangiando alla radice, scoprendo che la bella pianta ha la sua malattia.
Forse solo gli autori di questo libro potevano scrivere una storia di questo genere, un po’ per il loro passato sul filo del paradosso e al limite della società. Luisa Ervas Carnielli, originaria di un piccolo paesino tra Venezia e Treviso, potrebbe essere come la Annie Proulx di “Gente del Wyoming” – ricordate il film “I segreti di Brokeback Mountain”di Ang Lee?
Luisa Ervas

Luisa Ervas

È l’autrice della storia -  che prima di essere scrittrice è stata molto altro, mendicante per le sue origini zingare, operaia in un maglificio ancora prima che il nord-est fosse tale, madre che raccontava belle storie alla propria figlioletta. E da una di quelle storie che raccontava in casa è nata “La Lotteria” (Marcos y Marcos, 2005) scritto in collaborazione col fratello alla fine di una gravidanza difficile e che arriva nel 1999 al premio Calvino vincendolo.
Da questa prima collaborazione un po’ ruspante con questo fratello Fulvio nasce la “piccola cooperativa di scrittura” che fa vedere la luce a questa seconda storia pensata già durante la scrittura de “La lotteria”. Fulvio Ervas è laureato in scienze agrarie ed è profondo amante degli animali, questo amore lo possiamo vedere nella cura dei temi della natura della vicenda.

Informazioni sul libro:
Titolo: Commesse di Treviso
Autori: Luisa Ervas Carnielli con Fulvio Ervas
Editore: Marcos y Marcos
Pagine: 272
Prezzo: 14.50 euro

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