Fare l’amore con la prosa di Toussaint

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Fare l’amore - Jean-Philippe Toussaint - Nottetempo

Fare l’amore - Jean-Philippe Toussaint - Nottetempo

Nella notte di una Tokyo fredda e nevosa, il protagonista rievoca la cronaca di un tormentato disamore, l’addio lento e consumato fra lui e Marie, una stilista e scultrice parigina in Giappone per una collezione di moda. Una storia che possiede la melanconica persuasione di un tramonto, l’ebbrezza di una spettacolo naturale che tuttavia coincide con il declino della luce, del giorno e che conduce alla resa degli animi e dei sentimenti. Parliamo di “Fare l’amore”, romanzo breve dello scrittore belga Jean-Philippe Toussaint che ferma il tempo e ci immerge nelle emozioni dei personaggi.

Fare l’amore – Jean-Philippe Toussaint – Nottetempo

Ci sono romanzi, articolati, complessi, intimisti, che tendono alla rivelazione del significato della parola amore. Altri, invece, ne colgono l’aspetto passionale, focoso, a tratti giocoso, e tessono storie delicate e gentili. “Fare l’amore”, romanzo breve dello scrittore belga Jean-Philippe Toussaint, si discosta per scrittura e intenzioni, per la sua poetica e romantica lucidità nel descrivere la fine di una storia graficamente uguale a tante altre. Nel cuore di una notte che ha per scenografia una Tokyo fredda e nevosa, il protagonista, nonché voce narrante, rievoca la cronaca di un tormentato disamore, l’addio lento e consumato fra lui e Marie, una stilista e scultrice parigina in Giappone per una collezione di moda. Una storia che possiede la melanconica persuasione di un tramonto, l’ebbrezza di una spettacolo naturale che tuttavia coincide con il declino della luce, del giorno e che conduce alla resa degli animi e dei sentimenti. La particolarità di questo romanzo è la sua serafica scansione degli eventi, come se il tempo ad un tratto si fermasse e i minuti scorressero in una clessidra silenziosa, attraverso la quale vedremmo scendere, come i fiocchi di neve su Tokyo, i granelli delle emozioni dei due personaggi.
Toussaint ha la straordinaria capacità di raccontarci una delle trame più antiche del mondo, l’amore che si dilegua e che separa gli amanti, e lo fa con uno stile asciutto, ma allo stesso tempo incisivo. Ad ogni pagina il lettore, in parallelo, vive il dolore fisico e verbale di Marie e del suo amante, ne ascolta ogni parola, assorbendone l’intonazione, un ascolto che si impregna di immagini e di odori, di suoni e di musiche. La mancanza di dialoghi rende ancora più affascinante questo autentico scenario teatrale, dove i due attori si muovono su un palcoscenico ovattato, distaccato, eppure pieno di fascinazioni e di riferimenti precisi. La progressiva e accelerata dinamica del disamore viene scandita dallo scrittore attraverso scene di grande impatto emotivo, come il trasporto fisico e disperato che porta i due protagonisti a fare l’amore in una stanza o all’aperto, liberando le pulsioni segregate in un angolo del loro cuore.

“Guardavo la neve cadere in silenzio sulla strada, leggera e impalpabile, attaccarsi ai neon, al contorno delle lanterne di carta, ai tetti delle auto e agli occhielli di vetro che trattenevano i fili dei pali telegrafici. E questa neve mi sembrava l’immagine dello scorrere del tempo – quando passava attraverso il chiarore di un riverbero, i fiocchi turbinavano un istante nella luce come una nuvola di zucchero a velo disperso da un soffio invisibile e divino – e, nell’immensa impotenza che sentivo nel non poter impedire lo scorrere del tempo, capii che con la fine della notte sarebbe terminato il nostro amore.”

Nella trama c’è tuttavia un elemento che tinge di mistero l’intera vicenda, un indizio che si perde nei meandri della forza narrativa per poi riemergere in alcuni punti e spiazzare il lettore. Si tratta di un flacone di acido cloridrico che l’uomo ha portato con sé e che tiene a portata di mano. Una sorta di pozione letale pronta ad essere usata come gesto finale nel corso di una vita che ha la durata di una notte. Una chiave di lettura importante che l’autore ha scelto per tendere, come una corda di Stradivari, la già avvincente evoluzione della storia dei due protagonisti. E non si può fare a meno di abbandonarsi sulla poltrona di un cinema ed assistere, spettatori commossi e amareggiati, innamorati e spaesati, scena dopo scena, ciak dopo ciak.
La capacità di filmare questi attimi è una prerogativa di Jean-Phillipe Toussaint, il quale, oltre ad essere un noto scrittore, è anche regista e fotografo. Come nella sua prima prova letteraria, La stanza del bagno, Toussaint forgia a mani nude delle sculture dalla bellezza sfuggente, a prima vista nude e intoccabili, ma che ad ogni sguardo si animano, prendono vita, si impossessano delle stanze e degli astanti. Fare l’amore è una scultura marmorea che si lascia accarezzare, che al tocco trasmette il calore della carne, della pietà umana, del riverbero dei sentimenti più puri. Non a caso il romanzo è stato paragonato, per raffinatezza, a film come In the mood for love di Wong-Kar Waï o Lost in translation di Sofia Coppola, con i quali condivide, oltre che le ambientazioni esotiche, anche i ritmi e il messaggio finale. Infatti Fare l’amore, più che un analisi di un rapporto che sta dileguandosi come la nebbia sul mare, è l’evocazione di un sentimento che si fa più travolgente e focoso quando sta per finire. Marie e il suo amante, corrosi dalla paura e dal buio che consegue la decisione di lasciarsi, si abbandonano alle ultime preziose dichiarazioni d’amore, attraverso una rabbia incontenibile e una fisicità febbrile, senza limiti. Ciò si traduce in una performance lirica, grazie a pagine che si leggono sospirando per la mai scontata esclamazione di un amore burrascoso, veemente, segnato dallo scadere del tempo. Il romanzo, tradotto con eleganza e delicatezza da Roberto Ferrucci, è un piccolo gioiello da recuperare, e speriamo che la casa editrice Nottetempo, la quale ha fatto della qualità un marchio distintivo, continui a proporci le opere di questo inebriante scrittore.

Informazioni sul libro
Titolo: FARE L’AMORE
Autore: Jean-Philippe Toussaint
Editore: Nottetempo
Traduzione : Roberto Ferrucci
Pagine: 14
Prezzo: 13 euro

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