La sposa degli dei

La sposa degli dei - Nell'Africa degli antichi riti - Kossi Komla-Ebri - Edizioni dell'Arco
Quando facciamo il nome di Kossi Komla-Ebri ci vengono in mente quelle imbarazzanti ed amare gag di noi popolino italiano che si trova faccia a faccia con un africano. Ma la sua produzione non si ferma qui, vogliamo ricordare la sua ultima uscita dal titolo “La sposa degli dei” del 2005 per le Edizioni dell’Arco. È una storia diversa, che ci fa sempre conoscere un lato che abbiamo sempre conosciuto distorto: il vudù. E questa volta quello che leggeremo non è una superstizione, ma quello che deve essere, un universo di valori e stili di vita, in cui l’uomo non è una bambola di spilli, ma il centro di antiche sapienze e potenti forze.
La sposa degli dei – Nell’Africa degli antichi riti – Kossi Komla-Ebri – Edizioni dell’Arco
Conosciamo Kossi Komla-Ebri per quei piccoli e malefici libretti sulle imbarazzanti gaffe di noi italiani provinciali davanti alle persone di colore. Ci riferiamo a “Imbarazzismi-quotidiani imbarazzi in bianco e nero” (2002) e “Nuovi imbarazzismi” (2004) entrambi editi da Edizioni Dell’Arco. Questa volta ci vogliamo soffermare sulla sua ultima opera uscita nelle librerie, “La sposa degli dei” del 2005, sempre dello stesso editore, un “racconto lungo” attraverso il quale Kossi Komla-Ebri parla all’occidente delle tradizioni popolari africane; questo avviene attraverso la narrazione di riti e credenze che agli occhi di chi non crede possono sembrare il semplice retaggio di una cultura permeata dalla superstizione e poco razionale, ma che nascondono saggezza e filosofia. Il racconto, infatti, ha come tema centrale il famoso vudù, rappresentato spesso al negativo all’interno dei libri e dei film a noi conosciuti, demonizzato e, a volte deriso, dalle popolazioni che vivono lontane dall’Africa e dalla sua storia.
Qui questo oscuro tema viene trattato narrando le vicende che riguardano Briyawo, un uomo che si rivolge al vudù allo scopo di salvare la vita del suo secondogenito, ma che diventa, a sua volta, messaggero, tramite e strumento quando il dono di poter esercitare il vudù scende su di lui trasformandolo in un servitore della sua comunità. E la sua opera viene resa anche grazie all’aiuto di Amavi, moglie del nipote e “sposa degli dei”. Ma chi crede che questa storia sia così semplice sbaglia, questo è “un racconto lungo sul mondo delle credenze vudù; perché purtroppo per la maggioranza delle persone il vudù è soltanto la bambola con gli spilli. Invece […] è tutta una filosofia di vita, un modo di concepire l’universo, una visione unitaria dell’essere umano, non soltanto corpo ma legato all’ambiente, alla natura, legato alla comunità in cui vive. Una visione diversa”, sono parole del suo stesso autore che con questa opera vuole guidare, utilizzando la propria scrittura anche in modo allegorico e strumentale, il lettore allo scopo di insegnare a chi legge quanto possa essere potente, e a volte pericolosa, un’intenzione e la parola con la quale tale intenzione si concretizza, proprio come accade a Briyawo grazie alla calibrata pronuncia delle ghedidi (parole magiche).
Le recensioni di lettori entusiasti e affascinati dallo stile semplice e profondo di Kossi Komla-Ebri sono, perciò, una ragione in più per dedicare qualche ora alla lettura di questo libro, allo scopo di familiarizzare con una cultura così diversa dalla nostra, una cultura che considera ancora l’uomo come corpo e spirito, come depositario di conoscenze e di informazioni preziose e non come una semplice macchina produttrice di ricchezza e di materialità.
Informazioni sul libro
Titolo: La sposa degli dei – Nell’Africa degli antichi riti
Autore: Kossi Komla-Ebri
Editore: Edizioni dell’Arco
Anno: 2005
Pagine: 96
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