E Molinari ci spiega dove va l’America

Cowboy Democratici - Maurizio Molinari - Einaudi
A Torino viene presentato il libro del corrispondente de “La stampa”, Maurizio Molinari. Edito da Einaudi, “Cowboy democratici” ci spiega i meccanismi politici d’oltreoceano. Assieme all’autore, intervengono Boris Biancheri (Presidente dell’Ansa ed ex ambasciatore a Washington) e i docenti universitari Claudio Gorlier e Gian Giacomo Migone.
Cowboy Democratici – Maurizio Molinari – Einaudi
Chi sono e che cosa vogliono i liberal che si sono lanciati alla conquista della casa Bianca? A questo interrogativo riponde l’ultima fatica di Maurizio Molinari, corrispondente a New York del quotidiano “La Stampa”. Negli Stati Uniti dal 2001, il giornalista è un profondo conoscitore dei meccanismi politici d’oltreoceano e ce ne dà uno spaccato nel suo volume, appena uscito in libreria, “Cowboy democratici”.
Edito da Einaudi, il libro verrà presentato a Torino l’11 febbraio (ore 18.00), presso l’Accademia delle Scienze, in un incontro dal titolo “Dove va l’America?”. Assieme all’autore, interverranno Boris Biancheri (Presidente dell’Ansa ed ex ambasciatore a Washington) e i docenti universitari Claudio Gorlier e Gian Giacomo Migone.
L’appuntamento è organizzato dal Premio Grinzane Cavour, riconoscimento di cui Molinari si è fregiato l’anno scorso per il volume edito da Laterza, “Gli ebrei di New York”.
Il libro è di particolare interesse per chi in questi giorni segue le vicende che accompagnano le elezioni primarie che porteranno alla scelta del candidato del partito democratico alla Casa Bianca. Al di là del tormentone: Barack vs. Hillary, Molinari delinea le due anime del partito democratico.
Da una parte la sinistra-sinistra (Nancy Pelosi, Howard Dean, Ted Kennedy), con derive radicali (Michael Moore, Noam Chomsky, la peace mom Cindy Sheehan, il rapper Kanye West), oppure ecologiste (Al Gore, Tom Vilsack, John Podesta) e neopopuliste (John Edwards, George Soros).
I Cowboy democratici del titolo invece sono sull’altro fronte, incarnati da Hillary e il mondo clintoniano, Barack Obama, il governatore del Montana Brian Schweitzer e i libertari del west, Joe Lieberman, Alan Dershowitz, Michael Walzer, gli intellettuali antitotalitari e i veterani dell’Iraq.
E se i primi fanno leva sull’odio verso Bush, i secondi tentano piuttosto di coagulare voti anche su terreni di tradizionale predominio dei conservatori, come la sicurezza nazionale, il rigore fiscale, il rispetto della fede, il diritto alla vita e al porto d’armi. Sarà uno di questi ultimi – scrive Molinari – a guidare l’arcipelago liberal contro l’avversario repubblicano alle elezioni presidenziali di novembre.
Cowboy Democratici – Maurizio Molinari – Einaudi


















