Servillo: quando la poesia ti fa sognare
Serata da mattatore delle scene, quella di ieri di Toni Servillo alla manifestazione della cittadina ligure. L’attore ha proposto un surreale “Viaggio in Italia”. E’ un viaggio quello di Servillo che inizia da Genova, ma che trova il suo culmine emotivo nel secondo testo, quello dedicato a Napoli, di Salvatore Di Girolamo.
Festival della Mente di Sarzana29 – 31 agosto 2008
Breve ma intenso, il passaggio di Toni Servillo a Sarzana. L’attore si è esibito ieri sera (29 agosto 2008) in una serie di letture di poesie, attraverso le quali ha proposto un surreale “Viaggio in Italia”. E’ un viaggio quello di Servillo che inizia da Genova, ma che trova il suo culmine emotivo nel secondo testo, quello dedicato a Napoli, di Salvatore Di Girolamo.
Recitata in dialetto, la poesia è quasi un piccolo testo teatrale, che complice la bravura dell’attore, sobrio, secco, senza gigionerie, ha un che di commovente. Vi si narra la storia del Padreterno che, visto che in una bella giornata, dall’aria “fina fina” propone a San Pietro una gita assieme sulla Terra. San Pietro è un po’ scettico, di sicuro non è entusiasta, ma replica: “O padrone siete vuie“. Si sceglie Napoli per la scorribanda terrena del Padreterno. E i due arrivano in Piazza Dante. “O qual vista gentile” esclama Dio, che prosegue: “Ma com’è che si dice che la terrà è infelice?“. San Pietro è più rassegnato e dolente e mostra al Signore che la sofferenza sulla terra c’è. Eccome. Gli fa vedere i mendicanti, la gente che soffre. Allora Dio rimane colpito, ma San Pietro taglia corto: “Ne parliamo poi in paradiso“. Ma il Padreterno non intende abbandonare Napoli, senza prima aver fatto qualcosa. Fa scendere sulla città un gigantesco lenzuolo volante che carica malati, mendicanti, ciechi, sofferenti. E a bordo del lenzuolo tutti salgono al cielo. Bellissimo il pezzo in cui i poveri derelitti rumoreggiano stupiti per quanto sta loro accadendo.In breve si comprende che Dio li porta in Paradiso, dove fa trovare loro un banchetto con libagioni di ogni tipo, “persino il whisky soda a marca inglese“. E dopo la mangiata luculliana, arriva il sonno, un sonno che si rivelerà essere di morte, ma che comunque mette fine alle loro tribolazioni. L’unica che non si addormenta e non muore è una donna poverissima. San Pietro si agita per far vedere al Padreterno che c’è una superstite e dove mai starà andando? Ci si chiede. Ma il Padreterno sicuro, dice solo: “Lascia fare“. E la donna ritorna a Napoli, sulla Terra. Il padreterno salva anche lei, però restituendola alla vita. Perché ad attenderla a casa c’è il figlioletto di un mese.
E la conclusione è tutta in una bella immagine di una mamma che allatta il suo piccolo a tarda sera in una catapecchia.Altro momento magico, la lettura de “Il ritorno” di Eugenio Montale.Un unico rimpianto: lo spettacolo dell’attore è stato troppo breve e non ha concesso bis.
Festival della Mente di Sarzana29 – 31 agosto 2008



















