Ginzburg: se tra il vero e il falso c’e’ di mezzo il finto

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Festival della Mente di Sarzana 2008 - Carlo Ginzburg

Festival della Mente di Sarzana 2008 - Carlo Ginzburg

Diceva Giuliano Montaldo, l’anno scorso, proprio a Sarzana, che se si ammira molto un personaggio, sia esso un attore, un regista o uno scrittore, bisognerebbe astenersi dall’incontrarlo, per non incorrere in delusioni e mantenere così intatta la propria ammirazione. Saggia notazione, che mi è tornata alla mente nel corso dell’incontro con Carlo Ginzburg, insigne storico italiano, da anni transfugo negli States.

 

Festival della Mente di Sarzana 29 – 31 Agosto 2008

Diceva Giuliano Montaldo, l’anno scorso, proprio qui a Sarzana, che se si ammira molto un personaggio, sia esso un attore, un regista o uno scrittore, bisognerebbe astenersi dall’incontrarlo, per non incorrere in delusioni e mantenere così intatta la propria ammirazione.Saggia notazione, che mi è tornata alla mente nel corso dell’incontro con Carlo Ginzburg (30 agosto 2008), insigne storico italiano, da anni transfugo negli States. Tanto è brillante come scrittore Ginzburg, quanto poco lo è dal vivo come oratore. Di certo lo storico non è stato servito da buoni assist. Antonio Gnoli, il giornalista de “La Repubblica” incaricato di intervistarlo a Sarzana, encomiabile e acuto con la penna, non si può certo definire un animale da palcoscenico. Eppure di carne al fuoco ce n’era nel loro incontro. E sulla carta la coppia poteva funzionare davvero bene, perché come dice Gnoli, si tratta di una coppia che “danza su tempi diversi”. Se Ginzburg guarda al passato, in quanto storico, Gnoli invece, come giornalista è ben radicato nel presente. Nessuno oggi può permettersi il lusso di ignorare il rapporto tra vero, falso e finto: questo l’assunto da cui è partito Carlo Ginzburg, nel suo intervento al Festival della Mente. Perché proprio oggi? “Perché l’intensità delle comunicazioni nel mondo ha raggiunto uno sviluppo mai prima toccato. E se lo storico si presenta come un ricercatore della verità, oggi non può non fare i conti con il concetto di finto, con l’affabulazione, con i racconti, con i film, con i docudrama”.

Insomma, se prima gli storici avevano a che fare solo con le categorie del vero e del falso, oggi devono maneggiare cose che non sono né vere né false, quindi finte per l’appunto.Anche perché si può utilizzare il finto, per afferrare il vero. L’impulso di oggi è quello di trasformare la realtà, perché sia conforme ai nostri desideri. “C’è una zucchericità ideologica che addomestica la realtà” dice Carlo Ginzburg.
Ed è un po’ quello che capita all’idea di democrazia, oggi. Ideale che abbiamo ereditato dal mondo greco, ma che strada facendo ha subito profonde trasformazioni. Difficile giudicare la democrazia di oggi, ammette Ginzburg, che a tale proposito cita Winston Churchill, il quale, com’è noto, diceva “La democrazia è il peggiore dei regimi, ad eccezione di tutti gli altri”. Come a dire che il principio maggioritario è uno strumento tecnico, che non necessariamente porta al miglior risultato. E la dialettica tra reale e realistico è al centro anche di un altro intervento del Festival della Mente, quello di Walter Siti. Lo scrittore a Sarzana si è esibito nell’analisi dei “paradossi del realismo”, con un po’ più di verve, ma sempre con mortifero spirito accademico.

Festival della mente di Sarzana 2008

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