Allan Bay, curiosità e storia e di ciò che mettiamo nel piatto
Festival della Mente Sarzana 29 – 31 Agosto 2008
Il Teatro degli Impavidi di Sarzana è gremito e Allan Bay (31 agosto 2008) campeggia già sul palco mentre gli ultimi ritardatari prendono posto. Con fare quasi da entomologo osserva il suo pubblico davvero numeroso. Sarzana ha colpito nel segno: attorno al cibo, alla tradizione gastronomica, c’è grande interesse, ma raramente se ne parla, se non in fiere di settore sul genere di Slow Food, che peraltro attirano folle di gente. Insomma il festival in qualche modo contribuisce a sdoganare la cultura culinaria e il know how mangereccio, che un po’ è considerato di serie B.
Tra i giornalisti enogastronomici, Bay si è ritagliato un posto di tutto rispetto, grazie anche ai suoi libri editi da Feltrinelli, da “Cuochi si diventa” a “La cena delle meraviglie”.Alla cucina, suo hobby da tempo immemore, si avvicina in maniera professionale soltanto una decina di anni fa. Classe 1949, Bay è un laureato in Economia e Commercio alla Bocconi, studi che non deve aver buttato a mare completamente, se è riuscito a costruire un business attorno allo scrivere di cucina e di storia dell’alimentazione.
A dispetto del nome, di origine fiamminga, lo scrittore è italianissimo, per tre quarti piemontese e per il resto napoletano.Dal 1995 scrive di cucina sul “Corriere della Sera”. Cura la rubrica settimanale dei ristoranti milanesi su “Vivi Milano”. Dal 1997 cura una rubrica settimanale di cultura culinaria su “Diario della settimana”. Dal 2003 è professore incaricato di cucina presso l’Università di Pavia. Del resto, come ci insegna la storia recente, scrivere di cucina ed essere cuochi sono due mestierie che raramente coincidono. Lo stesso Artusi non era affatto un cuoco. Il suo manuale di cucina, dal titolo La Scienza in cucina e l’Arte di Mangiar bene, nessun editore lo volle pubblicare. Artusi lo diede alle stampe a sue spese e fu un successo editoriale senza precedenti. Il libro divenne così popolare che i cuochi di Artusi, beneficiari dei diritti d’autore del libro alla sua morte, poterono vivere di rendita. Ad Artusi va il grande merito di raccontare la cucina in maniera romanzata e non citando in maniera asettica gli ingredienti che compongono una ricetta.
E tornando a Bay, la storia della cucina e dell’alimentazione, di cui lo scrittore a Sarzana fa una breve carrellata ci regala curiosità, dai risvolti socioligici, davvero interessanti. Una di queste è che spesso i piatti nazionali, derivano da altre tradizioni.
Un esempio per tutti la Tempura, che lungi da essere nata in Giappone, arriva dal Portogallo. Il piatto portoghese si chiamava Tempora, perché veniva consumato in Quaresima, e fu importato in Giappone da alcuni monaci portoghesi.
La pasta alla carbonara fu inventata nella seconda guerra mondiale dai soldati americani, giunti in Italia. Del resto, nel mondo, i piatti che possono vantare di avere un papà e una mamma si contano sulle dita di una mano.
E la mitica “pummarola” della cucina italiana? Fu introdotta soltanto attorno al 1860, prima di quella data non c’è traccia di pomodori e di sugo nella cucina italiana. I cuochi italiani della seconda metà dell’800 rinventano la nostra cucina proprio per introdurre questo elemento. Oggi diremmo che facevano cucina “Fusion”. Insomma il pomodoro, non solo contribuisce all’Unità d’Italia, almeno a tavola, ma porta una rivoluzione epocale nella nostra cucina. Ma non solo sono gli ingredienti, la maggior parte dei quali, tempi addietro, sono arrivati dalle Americhe, a contribuire a formare i nostri gusti e a portare scompiglio nelle ricette.
La tecnologia militare, ad esempio, dice Bay, presta alla cucina materiali e strumenti che oggi ormai sono diventati di uso comune e che hanno cambiato il nostro modo di cucinare. Dal Teflon al micronde. Se poi ci aggiungiamo che non c’è mestiere più “global” di quello del cuoco. Il gioco è fatto: la cultura culinaria e le diverse tradizioni gastronomiche sono in continua evoluzione. I cuochi spesso si formano all’estero e quindi le tecniche di cottura viaggiano veloci e vengono fatte proprie in giro per il mondo. Bay scommette che sempre di più cominceremo a far interagire le diverse tradizioni gastronomiche. D’altronde è un fatto che nella storia si è già verificato.
Festival della MenteSarzana 29 – 31 Agosto 2008
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Il sito del festival della mente 2008
Il Teatro degli Impavidi di Sarzana è gremito e Allan Bay (31 agosto 2008) campeggia già sul palco mentre gli ultimi ritardatari prendono posto. Con fare quasi da entomologo osserva il suo pubblico davvero numeroso. Sarzana ha colpito nel segno: attorno al cibo, alla tradizione gastronomica, c’è grande interesse, ma raramente se ne parla, se non in fiere di settore sul genere di Slow Food, che peraltro attirano folle di gente. Insomma il festival in qualche modo contribuisce a sdoganare la cultura culinaria e il know how mangereccio, che un po’ è considerato di serie B.



















