Caruso: “Vi presento il mio Forrest Gump della mafia”

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Willy Melodia - Caruso Alfio -  Einaudi

Willy Melodia - Caruso Alfio - Einaudi

Fin dalle prime pagine si capisce che la quarta di copertina non mente. “Storie così non se ne fanno più” si legge. E in effetti “Willy Melodia” mantiene quanto promette.
A popolare le ben cinquecento pagine di “Willy Melodia” ci sono gangster e malavita, tra la Sicilia e gli Stati Uniti, ma non è la solita storia di “ammazzatine” e traffici illegali. “Willy Melodia” è il racconto delle traversie, degli amorazzi sgangherati alla mordi e fuggi, di fallimenti e di colpi di fortuna di un malandrino, attaccato alla vita. E’ la cronaca di un grande talento che nella miseria della Sicilia prima e poi della puzzolente Chicago degli anni Trenta e ancora a “Nuovaiocche” va quasi sprecato.

Dietro Willy Melodia, che potrebbe essere un grande personaggio da film, se solo qualche regista o produttore se ne accorgesse, c’è il talento narrativo di Alfio Caruso. Una penna degna del James Ellroy di “American Tabloid” (1995). E infatti Caruso, un po’ alla maniera di Ellroy,  ci racconta la  storia del Novecento “dal buco della serratura” come ama dire lui stesso, e cioè attraverso le peripezie di Guglielmo Melodia, nato a Catania a inizio secolo ed emigrato suo malgrado negli Stati Uniti.

Ebbene sì – ammette Caruso – amo molto Ellroy e ho imparato da lui il gioco di raccontare la grande storia contemporanea attraverso le vicende di personaggi che non sono nessuno. Del resto la storia come sfondo di vicende più umane era una carta che mi ero già giocato in un altro precedente libro intitolato ‘L’uomo senza storia’“.
E va aggiunto che il gusto per la prospettiva storica ha sempre accompagnato quasi tutta la bibliografia di Alfio Caruso, che ha al suo attivo, tra le altre cose,  una monumentale storia della mafia “Da cosa nasce cosa” (Longanesi), giunta ormai all’ottava edizione.

Ma guai a chiamare Caruso uno storico. “No, storico mi sembra eccessivo – si schermisce l’autore – Gli storici hanno le cattedre all’Università. Mi sento più un divulgatore. Ho avuto la fortuna e il privilegio di lavorare accanto al divulgatore per eccellenza della nostra Italia, cioé Indro Montanelli“.

E la sua storia della mafia, vista dalla prospettiva di quest’ultima, che vive di continue ristampe, nacque quasi per scherzo anni fa a casa di una collega giornalista. Fu Mario Spagnol, patron della Longanesi, a lanciare l’idea: “mi propose di scrivere ‘Da Cosa nasce Cosa’ a casa di Fiorella Minervino, all’epoca giornalista del Corriere della Sera, dove eravamo riuniti per festeggiare la biografia di Sciascia (“Il maestro di Regalpetra”) scritta da Matteo Collura” racconta Caruso.

Ma torniamo a “Willy Melodia” che è invece il primo romanzo che Caruso pubblica per Einaudi. Merito dell’editor Paola Gallo della maison Einaudi che sembra abbia corteggiato a lungo il volume e che si è già aggiudicata un seguito, come si comprende dalle battute finali del romanzo.
Lo scrittore con abili pennellate ci fa rivivere la Catania di inizio secolo, la centralissima Via Etnea, “il solito trionfo dell’apparenza: tanti niente mescolati con nessuno, che si credono chissaché“. Del resto anche l’autore è nato a  Catania, e nel libro ha ricostruito la sua città natale com’era ad inizio secolo,  con dedizione filologica,  grazie ad “alcuni antichi e sperimentati amici” come si legge nei ringraziamenti, come Francesco Terracina, Carmelo Volpe. E anche grazie alla collaborazione del cattedratico di Palermo Giovanni Ruffino, esperto dialettologo.
Il romanzo è un lungo flashback. Il protagonista ultranovantenne ricorda le sue peripezie: la scoperta da ragazzino a Catania di avere il cosiddetto orecchio assoluto che gli permette di riprodurre con facilità la musica ascoltata. E’ quello il dono che lo salva da un destino già segnato, e tanto temuto, quello di entrare in seminario e diventare prete. Allora le famiglie erano numerose, le bocche da sfamare tante e su ciò che si doveva fare da grandi i genitori non andavano tanto per il sottile.

A salvare Melodia, un destino quasi scritto nel nome, è quindi la musica. Diventa pianista di feste private e poi passa al soldo del più elegante bordello di Catania, dove  allarga le sue conoscenze non solo in fatto di repertorio musicale,  e infine diventa il pianista del San Carlo di Taormina, un prestigioso hotel di lusso frequentato da stranieri, che dalla descrizione non può non ricordare l’Hotel San Domenico di Taormina.
Sembrerebbe ormai arrivato. E’ l’unico in famiglia, infatti, che può vantare un libretto postale su cui ci siano quasi 1000 lire. Eppure qualcosa va storto. Suo malgrado viene coinvolto in un regolamento di conti di mafia e in quattro e quattr’otto si ritrova su una nave, quasi spedito come un pacco postale in America. L’America che per quasi tutti i passeggeri della nave è un nome denso di promesse, rappresenta la svolta, per lui è un nome amaro, che sa di esilio e di punizione.

Insomma, come si legge nel romanzo, la vita non è mai poi così facile e alla fine ti presenta sempre il conto.
E l’America non solo gli cambierà il nome in Willy, ma lo legherà al mondo di Lucky Luciano, Frank Costello, Vito Genovese, i “comparuzzi” che si “cavavano ogni sfizio, guadagnavano milioni a palate, si facevano baciare il culo dai politici, dai procuratori, dagli industriali, dalle belle donne”. “Non erano bravi ragazzi” ci dice Willy Melodia nel suo prologo al lungo flash back di cui è protagonista. “Avevano fretta di fare i piccioli e quindi non avevano tempo per la buona educazione”. Del resto l’unica scuola che avevano frequentato era la strada, una scuola che però ti fa venire “le palle che arrivano fino a terra” e che “spazzavano la polvere dai marciapiedi”, non a caso questi “costringevano l’amministrazione Roosvelt a scendere a patti” per intenderci. Gli unici personaggi positivi e grintosi di questo romanzo sono le donne, le donne che danno la vita, che come la mamma di Melodia ti fanno sognare raccontandoti di avventure dei paladini francesi, oppure come la diciassettenne Rosa che affronta da sola il viaggio per l’America per incoronare il suo sogno di modista e altre figure che alla fine saranno anche la salvezza del protagonista.
Insomma come dice lo stesso Caruso, Willy Melodia è una sorta di Forrest Gump della mafia. Melodia è un personaggio sgangherato, benedetto dalla sorte, ma che cerca sempre di arrangiarsi alla bell’ e meglio invece che coltivare le proprie attitudini. “E’ un po’ la metafora di un vecchio vizio italico“, conclude l’autore.

Informazioni sul volume:
Titolo: Willy Melodia
Autore: Caruso Alfio
Prezzo: € 19,50
Pagine: 505 p.
Editore: Einaudi  (collana I coralli)

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