I giovani e belli, e i servi

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Giovani e belli - Concetto Vecchio - Chiarelettere

Giovani e belli - Concetto Vecchio - Chiarelettere

Chi vi scrive è un ragazzo sulla trentina, come altri hanno detto, nato in un momento della storia in cui pareva che la fame e la guerra fosse finita. Quante madri abbiamo sentito parlare e constatare che i loro figli non avrebbero mai visto la fame delle loro infanzie o i sacrifici che hanno fatto per loro.
E questi trentenni di oggi hanno un lavoro a progetto, a stento riescono ad uscire dalla casa dei loro genitori e non possono permettersi di avere quella vita decorosa che qualche tempo prima i propri genitori gli avevano prospettato.

Non solo, di trentenni che ce l’hanno fatta ce ne sono, ma sono figli di qualcuno, raccomandati, gente che il successo l’ha avuto ma non certo per merito, giovani politici, assessori che vengono eletti perché belli e servizievoli veline in parlamento.
Queste sono le caratteristiche dell’Italia moderna nell’epoca del belusconismo più spinto descritto da Concetto Vecchio con il suo “Giovani e belli” edito da Chiarelettere, ormai casa editrice trainante nella descrizione del degrado in cui il nostro paese è degenerato.

Sempre di Chiarelettere ricordiamo “Mani sporche” del trio Barbacetto, Travaglio, Gomez e non solo, “Se li conosci li eviti” sempre di Marco Travaglio e Peter Gomez.

Quello che possiamo leggere nelle 167 pagine di questo libro sono ritratti, il nostro autore ha viaggiato questa Italia in lungo ed in  largo per trovare chi non ce la fa e chi ci è riuscito, ha cercato di delineare il quadro disarmante della condizione dei giovani che non ha nessuna prospettiva, e di coloro che il futuro è stato pianificato e costruito dai loro “vecchi” di fiducia.

Il domani di questi ragazzi che emerge dal libro ha tre strade possibili.

Scenario uno: emigrare all’estero e vivere in un paese in cui il merito e la bravura valgono ancora qualche cosa e avere la speranza semmai di tornare tra una decina di anni quando questa classe politica sarà deposta, per cause naturali.

Il secondo scenario è quello del continuare a vivere nella casa dei propri genitori, vivere quasi alle loro spalle perché non si hanno le risorse per vivere da soli. Qui, tra questi, ci sono i ragazzi che ormai sono vinti, che non hanno nessuna intenzione di crederci. Parliamo di coloro che non notano ormai le differenze e tutto diviene lecito.

Alla fine c’è il popolo da grande fratello, che avrà successo per la propria bellezza o per il servizio giusto al momento giusto al potente giusto. Coloro che ce la fanno al cospetto di chi tira le fila del nuovo sistema sociale italiano.

L’autore del libro, nella sua opera di ricerca  fa anche nomi e cognomi che lasciamo scoprire al lettore interessato. Sono ministre di bell’aspetto, miss Montecitorio, assessori scelti perché giovani, insomma tutti quelli che sono a servizio del padrone e che da esso dipende tutto il loro futuro, che viene pagato con il metro della servilità.

Un quadro disarmante di una generazione nata per stare bene e che non ha più un futuro, che viven nella sua disperazione, passata come banale da tutti.

Informazioni sul volume:
Titolo: Giovani e belli. Un anno fra i trentenni italiani all’epoca di Berlusconi
Autore: Vecchio Concetto
Prezzo: € 14,00
Prezzi: 167
Editore: Chiarelettere  (collana Principioattivo)

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