Il mondo in una piazza, quando la questione immigrazione si depura dei luoghi comuni
Una delle regole d’oro del giornalismo, ripresa anche da Ezio Mauro in una nota intervista rilasciata a Panorama è la seguente: “Andare, guardare, raccontare… Si diventa giornalisti per questo.” Ed è anche il proposito che si è dato Fiorenzo Oliva con il libro “Il mondo in una piazza” (Stampa alternativa). È il diario che lo stesso Oliva ha deciso di tenere a seguito del coinvolgimento involontario in un regolamento di conti tra bande di immigrati. Un racconto sull’immigrazione torinese, togliendo luoghi comuni ed arrivando al nocciolo della questione.
Il mondo in una piazza. Diario di un anno tra 55 etnie – Oliva Fiorenzo – Stampa alternativa
Una delle regole d’oro del giornalismo, ripresa anche da Ezio Mauro in una nota intervista rilasciata a Cesare Lanza a Panorama è la seguente: “Andare, guardare, raccontare… Si diventa giornalisti per questo.” Ed è anche il proposito che si è dato Fiorenzo Oliva con il libro che recensiamo oggi. Parliamo de “Il mondo in una piazza” (Stampa alternativa).Parliamo di un diario che lo stesso Oliva ha deciso di tenere nel momento in cui, a seguito del coinvolgimento involontario in un regolamento di conti tra bande di immigrati, decide di combattere le sue paure post trauma andando a vivere assieme all’amico Ruben nel centro nevralgico torinese dell’immigrazione. Il viaggio di Fiorenzo, protagonista del diario, parte proprio per combattere crisi nel cuore della notte e paranoie post incidente, per fronteggiare il problema faccia a faccia, ed uscire dall’incubo di quella notte al Valentino nel quale venne colpito da una bottiglia di acido. Questo libro è un anno passato vivendo nel cuore dell’immigrazione torinese, tra i colori del mercato all’aperto più grande d’Europa, uno dei quartieri a più alto tasso di immigrazione forse di molte città Italiane, Porta Palazzo, nel quale a fatica cercano di coesistere 55 etnie diverse. Ed in questo libro viene raccontato un anno tra le vie dell’immigrazione, tra violenze, povertà ed indifferenza. Diciamocelo con franchezza, non ci pare un romanzo, manca di una parte di trattamento della vicenda che giustifichi alcune scelte del protagonista. In certi punti manca addirittura il movente che spinge il protagonista della storia ad andare a vivere a Porta Palazzo, come se le motivazioni che hanno scatenato la storia siano forti all’inizio e poi vengano meno giusto nel momento in cui si deve passare all’azione. Ad un certo punto non è chiaro se l’impresa di Fiorenzo e Ruben sia per giornalismo o per reazione all’incidente raccontato ad inizio vicenda. Ma è un diario giornalistico formidabile, della scuola di giornalismo più aurea, di coloro che vanno si documentano e raccontano la storia. Una Porta Palazzo raccontata dal didentro, di chi viene da fuori e delinque per vivere, chi ha cercato una vita decorosa fuori dal quartiere, degli italiani che sono rimasti, che sanno come funziona la vita nel quartiere di Borgo Dora e anche quello che non funziona come quella polizia che interviene solo quando è il momento giusto, di chi decide. È un libro da leggere, scritto da un giornalista che, come tutte le opere prime ha bisogno di qualche limata per definire meglio quello che deve essere un romanzo e quello che è un saggio, ma è la testimonianza di un uomo che ha deciso di andare tra la gente, del toccare con mano quello che succede senza affidarsi a quel sentito dire che spesso, troppo spesso, affolla le stanze dell’informazione ufficiale e quasi tutte le stanze della politica superficiale di oggi. Stiamo aspettando un nuovo lavoro dal nostro Oliva? Lo scopriremo.
Informazioni sul libro:
Titolo: Il mondo in una piazza. Diario di un anno tra 55 etnie
Autore: Oliva Fiorenzo
Prezzo: € 11,00
Pagine: 197 p., brossura
Editore: Stampa alternativa
| Title | Votes | Rating | Review |
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