Se Google Libri fa rotta verso il Vecchio Continente

0 commenti

Google Books

Google Books

Negli Stati Uniti editori e autori americani hanno già intentato una class action contro Google. Dallo scontro legale è nato un accordo, del valore di 125 milioni di dollari, che prevede il versamento ai titolari dei diritti sulle opere messe on line di una quota del 63% dei guadagni realizzati da Google attraverso la commercializzazione dei testi. Ma questa intesa – che deve ancora essere convalidata dal tribunale Usa – non soddisfa gli editori europei. La battaglia sul libro digitale si arricchisce di una nuova puntata.

Google vuole convincere autori, editori e autorità pubbliche a partecipare al suo progetto di biblioteca universale virtuale. Ma la federazione degli editori europei non ci sta e avverte: il modello Usa non è esportabile qui da noi. A riportare la notizia in tarda serata di ieri (7 settembre) è la principale agenzia di stampa nazionale, l’Ansa.Come già annunciato, il 7 settembre la Commissione europea ha dato il via a una serie di audizioni delle parti in causa. L’obiettivo è quello di valutare la possibilità di mettere a punto interventi normativi per adattare le norme sul copyright alle esigenze dell’era digitale. Ad aprire le danze a Bruxelles ieri è stato Dan Clancy, architetto del programma Google Book Search, il quale ha sottolineato il carattere ‘democratico’ di un’operazione che consentirà a tutti di reperire facilmente i libri che non vengono più stampati. E fin qui tutto bene o quasi. Ma a suscitare più perplessità tra gli addetti ai lavori è il progetto del gigante di Mountain View riguarda anche i libri ancora in commercio o protetti ancora da copyright. E questo ovviamente sia nel vecchio continente che sull’altra sponda dell’Atlantico.Negli Stati Uniti editori e autori americani hanno già intentato una class action contro Google. Dallo scontro legale è nato un accordo, del valore di 125 milioni di dollari, che prevede il versamento ai titolari dei diritti sulle opere messe on line di una quota del 63% dei guadagni realizzati da Google attraverso la commercializzazione dei testi. Ma questa intesa – che deve ancora essere convalidata dal tribunale Usa – non soddisfa gli editori europei. A complicare il confronto tra le parti in Europa c’è inoltre il fatto che la Ue già sostiene il progetto Europeana, libreria digitale in cui sono stati raccolti già 4,6 milioni di libri. E gli editori europei sponsorizzano il progetto Arrow, alternativo, a loro dire, a Google Book Search. Ma stando a quanto riportato dall’Ansa, la stessa Commissione Europea è però ben consapevole – grazie alle esperienze acquisite proprio attraverso Europeana – dello sforzo erculeo che comporta la creazione di una bibilioteca universale digitale e della necessità di un saldo collegamento tra pubblico e privato per dare nuova vita ai milioni di volumi negli scaffali delle biblioteche. Tant’è che i commissari Ue per le comunicazioni e il mercato unico, rispettivamente Viviane Reding e Charlie McCreevy, oggi hanno sottolineato il fatto che l’Europa si trova davanti ad una sfida cruciale. “Finora solo l’1% dei libri delle nostre biblioteche è stato digitalizzato” dicono i commissari. Per questo occorre trovare una “soluzione europea nell’interesse dei nostri consumatori”.

VN:F [1.8.1_1037]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.8.1_1037]
Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia un commento