Al Torino Film Fest è di scena John Lennon

Nowhere Boy di Sam Taylor Wood
Un libro catartico e doloroso allo stesso tempo. Con queste parole Julia Baird, autrice di “Imagine This- Io e mio fratello John Lennon” (Giulio Perrone Editore) definisce la biografia del celeberrimo fratello.
Il libro racconta l’autore di “Imagine” quando ancora era un ragazzo qualunque nella Liverpool degli anni Cinquanta. Non fu un’infanzia facile quella di Lennon. Senza padre, da piccolo fu allontanato dalla madre, che perse ad appena 18 anni.
A tirare su il piccolo Lennon fu la discussa Zia Mimi. In una bella intervista uscita il 12 novembre sul quotidiano “La Repubblica” l’autrice di “Imagine This” confida a Gino Castaldo che la zia Mimi morì nel 1997 “piena di pentimenti e rimpianti” per aver allontanato John, da sua madre, nonché sua sorella. La zia Mimi, infatti, si crucciava di aver giudicato troppo rigidamente sua sorella, che viveva nel peccato ed ebbe altri figli da uomini diversi.
Fu la stessa Mimi che forse mise il primo tassello del Lennon personaggio che noi tutti conosciamo, assecondando la sua passione per la musica e regalandogli la sua prima chitarra acustica.
Il libro è una delle fonti del biopic “Nowhere Boy” della regista Sam Taylor Wood, che ieri sera ha inaugurato ufficialmente il Torino Film Festival. Abbiamo incontrato la regista inglese alla conferenza stampa del film al Circolo dei Lettori di Torino.
“Il libro di Julia Baird era molto focalizzato sulla figura della madre di Lennon. Quindi è stato solo un punto di partenza. Lo sceneggiatore ha usato molte fonti per questo film. Per cui non si può definire ‘Nowhere Boy’ un adattamento di ‘Immagine This’” ci dice Sam Taylor Wood.
Il film ha entusiasmato anche Yoko Ono, che ha concesso così i diritti per l’uso d “Mother” alla fine. “L’approvazione di Yoko Ono mi ha fatto piacere. Perché per me come artista era molto importante capire se avevo reso bene l’uomo John Lennon” spiega la regista.
Dal pubblico di giornalisti, qualcuno chiede se McCartney ha già visto il film. “No, non l’ha ancora visto, ma durante la lavorazione ha collaborato con noi. Ci ha dato dei dettagli su Lennon e sui modi in cui inizialmente loro registravano. Tuttavia è stato molto corretto perché si è tenuto ad una distanza di sicurezza da set. Il suo contributo non è stato invadente, non ha voluto interferire con il nostro lavoro”.
A impersonare John Lennon sul grande schermo è Aaron Johnson, un giovane attore molto affascinante, ma che fisicamente sembra quanto di più lontano possa esistere da Lennon. “Non mi interessava portare sullo schermo dei cloni dei personaggi reali. Volevo rendere al meglio l’intensità artistica e creativa di Johnn Lennon. Ai provini si sono presentati moltissimi sosia dei Beatles, ma io li ho scartati tutti”.
Il film è dedicato a Anthony Minghella, il regista e produttore inglese recentemente scomparso. “Minghella ha rappresentato nel cinema inglese una grande foza, come regista e come produttore. E’ grazie a lui che sono diventata una regista di lungometraggi. Mi ha spronato, mi ha dato forza e sicurezza. E’ grazie a lui se ho debuttato alla regia”.
Insomma una dedica che ha il sapore quasi di un debito di riconoscenza.


















