Il lungo cammino di Tim

0 commenti

E cammina, cammina, si smarrisce per crollare esanime in un luogo sconosciuto. E’ questo il karma del protagonista dell’ultimo romanzo di Joshua Ferris, intitolato “Non conosco il tuo nome” e portato in libreria in questi giorni dalla casa editrice Neri Pozza.
Ferris è uno degli scrittori più promettenti dell’attuale panorama narrativo americano e domani (5 marzo 2010) incontrerà i lettori a Roma presso la libreria Feltrinelli (ore 18.30). A presentarlo due autori di eccezione, il giovane scrittore de “La solitudine di numeri primi” Paolo Giordano e il giornalista Antonio Monda.
Anche nel romanzo di Ferris si respira la solitudine, enigmatica e difficile da spiegare. C’è chi come il giovane Giordano pensa che il romanzo di Ferris sia la metafora della condizione dello scrittore, quella solitudine, che ti spinge a macinare storie e parole, come si legge oggi in un suo intervento sul quotidiano “Il Corriere della Sera”.
Al centro del romanzo c’è un giovane uomo, Tim, padre e marito apparentemente felice, professionista assorbito dal lavoro e  realizzato, che però di tanto in tanto viene roso da un tarlo, da una compulsione a camminare, fino allo sfinimento, quasi un desiderio lancinante di fuga da non si sa bene cosa.
C’è chi dice che quella di Tim sia una malattia, insinuante, che non lascia scampo. Ma che razza di malattia è quel desiderio profondo e invincibile di lasciarsi tutto alle spalle? E di fermarsi solo quando si è giunti ad una sorta di trance, in cui si  crolla e ci si addormenta? Se è una malattia, comunque non ha un nome. Tim  privo di memoria in genere si risveglia in un luogo sconosciuto, per poi implorare la moglie perché lo venga a recuperare.
Si legge in un passo del libro, che dopo una sessione di marcia estenuante, il protagonista racconta alla sua consorte “degli ingorghi caotici che era riuscito a evitare, della processione di individui ignari che aveva incrociato. Le disse che era crollato come ai vecchi tempi quando aveva raggiunto una panchina nei pressi dell’East River, dove il suo corpo aveva ceduto. Le disse che aveva appallottolato la giacca a mo’ di cuscino e che si era tolto la cravatta, sudando malgrado il freddo. E che un’ora dopo si era svegliato, inorridito. “È tornata” disse“. E via ancora, le gambe si rimettono in moto e la volontà sembra annullata.
Dopo il successo di “E poi siamo arrivati alla fine”, esordio che è stato un best seller mondiale, Ferris ritorna dunque sotto i riflettori con un libro che è stato definito dal New Yorkeril ritratto sconcertante di un uomo del tutto privo delle difese della civiltà”.

Autore: Joshua Ferris
Titolo: Non conosco il tuo nome
Editore: Neri Pozza
Pagg. 352
Prezzo:
16,50

VN:F [1.8.1_1037]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.8.1_1037]
Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia un commento