Il Salone del Libro 2010: a Torino memoria tra book ed e-book
Siamo ad una nuova edizione de “Il Salone Internazionale del Libro” che partirà il prossimo giovedì 13 fino a lunedì 17 maggio 2010 al Lingotto Fiere di Torino.
E questo nuovo appuntamento librario torna alle origini reintroducendo la parola Salone nel suo nome, fortunato termine che ha accompagnato la manifestazione dalle sue origini, nel 1988.
Inaugurazione
Alla presenza del Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, sempre che i fatti degli ultimi giorni non lo inducano a mandare un saluto e trattenersi a Roma.
Per il giorno prima, ma solo su invito, è pianificata la serata a inviti in onore degli editori e autori che partecipano al Salone, nell’Arena del Bookstock Village sarà introdotta dalla prolusione dello scrittore indiano Sudhir Kakar accompagnata dalla musica del Quartetto di flauti Indiano (l’India è il paese ospite della manifestazione 2010, ne abbiamo parlato anche qui) diretto da Pt. Hari Mohan Srivastava che offrirà un momento di musica tradizionale del Paese ospite.
Il tema ed il paese ospite
E’ la memoria il motivo conduttore dell’edizione di quest’anno. Un tema affrontato non solo in chiave letteraria, ma anche dal punto artistico, scientifico e storico, a partire dalla lectio magistralis di Gianfranco Ravasi sulle religioni del ricordo, di Mario Botta sul rapporto tra architettura e passato e di registi come Giuseppe Tornatore e il francese Claude Lanzmann, autore del docu-film sulla Shoah.
Memoria, che si accompagna tuttavia a volte alla necessità dell’oblio, di cui parleranno Umberto Eco e il filosofo Maurizio Ferraris.
L‘India è il paese ospite d’onore del salone 2010. Accanto a scrittrici molto apprezzate in occidente, come Kiran Desai, la figlia di Anita, e Anita Nair, ci sarà anche Vikas Swarup, il diplomatico scrittore che ha conosciuto una fama mondiale con il film tratto dal suo romanzo “Slumdog Millionaire”. Ma ci sarà anche la coraggiosa attivista femminista Sampat Devi, fondatrice del movimento del Sari rosa.
Le presenze nazionali ed internazionali
Grande calendario di presenze, sia tra le istituzioni italiane che straniere.
Per le istituzioni nazionali italiane possiamo contare il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) il Mibac (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Ministero della Difesa, Senato della Repubblica e Camera dei Deputati. Tra le regioni italiane sono presenti Abruzzo, che ritorna dal 2004 dopo la tragedia del terremoto che l’ha colpita, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. Oltre 1400 sono gli espositori di cui settantacinque nuovi, divisi in 20 con loro stand e 12 allo spazio Invasioni Mediatiche. Ci sono anche grandi ritorni, Mursia dopo cinque anni, Archetipo libri, Editoriale Olimpia ed Edizioni EL. Sono presenti case editrici e istituzioni di Perù, India, Brasile, Slovacchia, Romania e Albania.
Attesi a Torino i grandi protagonisti della stagione letteraria: Gianrico Carofiglio, l’autore colletivo che risponde al nome di Wu Ming, Gad Lerner, Susanna Tamaro. Ma si sa che ormai la kermesse del Lingotto attira a Torino personaggi di varie estrazioni, attori, cantanti, presentatori e giornalisti. E così tra gli ospiti che hanno già confermato la loro presenza si fanno i nomi di Francesco Guccini, Reinhold Messner, Antonella Clerici, Neri Marcorè, Benedetta Parodi, Emanuele Filiberto di Savoia, Paolo Brosio e Nicola Legrottaglie.
E-book e non solo: il futuro del libro
Le parole del Salone di quest’anno non sono solo di carta ma anche quelle dei nuovi supporti di lettura, specchio della rivoluzione digitale del libro già iniziata fuori dai confini dello stivale e dell’Europa forse. Mai come in questi mesi, sotto l’incalzare di nuovi modelli di lettori e-book che mostrano come la tecnologia che avremo a portata di mano sia sempre più sofisticata, si discute del futuro prossimo delle relazioni (più o meno pericolose o belligeranti) tra supporto cartaceo ed editoria digitale.
Al salone del libro quest’anno c’è tanto di cui parlarne, dal libraio «storico» come Romano Montroni che della sua lunga esperienza professionale, Roberto Cicala presenta “Libri scrittori di via Biancamano”, il libro a più mani dedicato al percorso creativo di 75 anni di Einaudi.
Gino Roncaglia affronta di petto la questione digitale ne “Il futuro del libro” (Laterza).
All’e-book è esplicitamente dedicato il convegno promosso da Wuz.it (ormai parte integrante della nostra esperienza di internauti su Internet Bookshop, il più grande portale di vendita di libri online italiano sia per la grandezza della fornitura che di volumi di fatturato) sui cambiamenti del mercato librario, con la partecipazione di alcuni tra i maggiori editori italiani.
Alla «nuova stagione» dei mestieri del libro è dedicato il convegno «Reinventare l’editoria», curato da Giuliano Vigini, vi prendono parte Pietro Boroli, Riccardo Cavallero, Giovanni Peresson, Monica Zioni.
Ma che questa offensiva dell’editoria digitale sia la maniera di reagire ad un morente impero della carta? Questo è l’oggetto della tavola rotonda sul futuro della carta stampata cui parteciperanno, con gli autori, Mario Calabresi, John Elkann, Gabriele Galateri di Genola e James Murdoch.
Anche “Il ritorno del dinosauro” di Piero Dorfles insiste sulla necessità di coniugare la «vecchia» cultura con le innovazioni tecnologiche, per interrompere la deriva senza ritorno cui altrimenti sarebbe condannato il nostro Paese. L’incontro fa parte del programma del Bookstock Village.
Ed ancora tanta tecnologia tra gli stand, sarà presente anche la Simplicissimus Book Farm, unica azienda italiana che ci ha portato nei negozi i primi lettori per ebook assieme ad una dotazione dei primi libri che possiamo leggere, i classici.
Programmi completi di tutte le sezioni del Salone e delle iniziative collaterali su www.salonelibro.it in cui non ci sono solo eventi dentro i padiglioni del Lingotto Fiere di Torino ma tutta la città sabauda..
Il punto nodale
Ammetto che si sta generando tanta aspettativa attorno al salone del libro che quest’anno, soprattutto per le notizie di oggetti del desiderio come iPad, potrebbe segnare il punto di svolta dietro il quale nascerà la nuova lettura, quella di cui abbiamo parlato tante volte anche nelle pagine di questo blog: riuscire ad andare la parco ed avere a disposizione un oggetto che non è solo un libro ma una libreria con centinaia di libri e, perché no, un sacco di giornali.
Non esiste solo iPad, il prossimo autunno si sta delineando particolarmente caldo e ricco di tanti altri lettori per libri elettronici e forse al Salone di Torino ci sono le prime avvisaglie di qualcosa che cambierà le nostre abitudini di lettura in pochi anni (come ha fatto il cellulare, vi ricordate come era la vita prima? come eravamo capaci di vivere come barbari separati dagli altri? quanto tempo è passato?).
Si ha un’impressione, dalle notizie che si leggono, dalle stesse persone che prima parlavano della carta ed adesso del digitale, che l’editoria del futuro deve avere la forza di recidere alcune radici, per tornare vigorosa, radici che sono profondamente piantate in un terreno secco come quello delle corporazioni.
Se la regola è quella che il mercato vince sempre, ne vedremo delle belle.
Di Marco Montori e Sabina Prestipino




















