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	<title>pura lana di vetro</title>
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		<title>Il favoloso mondo di Turturro</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 15:03:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Attualmente sta lavorando da autore e regista ad un nuovo film sulla musica napoletana, intitolato “Passioni”, ma si trova a Torino per il debutto teatrale in prima assoluta di “Fiabe Italiane” (domani 19 gennaio), liberamente tratto dall’omonima raccolta di novelle di Italo Calvino.
E’ l’attore italoamericano John Turturro. Qualche giorno fa ha incontrato i giornalisti al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1935" title="turturro1" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/01/turturro1.jpg" alt="turturro1" width="570" height="250" />Attualmente sta lavorando da autore e regista ad un nuovo film sulla musica napoletana, intitolato <strong>“Passioni”</strong>, ma si trova a Torino per il debutto teatrale in prima assoluta di <strong>“Fiabe Italiane”</strong> (<em>domani 19 gennaio</em>), liberamente tratto dall’omonima raccolta di novelle di Italo Calvino.</p>
<p>E’ l’attore italoamericano <strong>John Turturro. </strong>Qualche giorno fa ha incontrato i giornalisti al Teatro Carignano dove debutterà domani sera.</p>
<p>Una conferenza stampa-show, in cui l’attore si è concesso lungamente a giornalisti e ai fotografi, rubando loro anche la macchina fotografica per immortalare il cast della sua piece, scritta a sei mani da lui stesso,  insieme a<strong> Carl Capotorto</strong> e alla moglie <strong>Katherine Borowitz</strong>, attrice teatrale, ma anche volto televisivo in Usa (dove ha fatto parte del cast di celebri serial come <strong>“Law and Order”</strong> e <strong>“Miami Vice”</strong>).</p>
<p>“<em>La grande sfida di portare a teatro Calvino</em> – dice  Turturro – <em>e’ stata quella di scegliere e tradurre drammaturgicamente le fiabe, in modo da far stare il pubblico sveglio. E’ stato molto interessante lavorare su un incrocio di lingue, culture e continenti. Altra cosa difficile è stato trovare un equilibrio tra gli elementi di incanto e quelli feroci che esistono nelle favole, senza cadere nel folkloristico, cercando solo di catturare l’anima delle fiabe per metterla nello spettacolo</em>”. Un lavoro particolarmente impegnativo per gli autori, “<em>visto che non siamo cresciuti con queste fiabe e questa cultura”. “Mia madre è sempre stata una straordinaria affabulatrice</em> – scherza Turturro – <em>ma non mi ha mai raccontato fiabe. I miei genitori preferivano piuttosto raccontarmi storie esagerate riguardanti la loro vita”.</em></p>
<p>Al testo di<strong> Calvino</strong> infatti l’autore si è accostato nel 1981. Fu proprio “Fiabe italiane” il primo regalo della moglie quando si fidanzarono. Ma allora neanche immaginava che un giorno le avrebbe rappresentate in un teatro italiano. Teatro italiano a cui Turturro si è già accostato nel 2006, quando diresse una versione di <strong>“Questi Fantasmi” </strong>di De Filippo al Teatro Mercadante di Napoli. “<em>Fu Francesco Rosi, con cui oltre dieci anni fa lavorai per ‘La Tregua’ a farmi conoscere Eduardo De Filippo, che non conoscevo</em>” spiega Turturro, il cui esordio nel mondo dello spettacolo è legato al teatro. Dopo un Master conseguito alla School of Drama di Yale, Turturro ha iniziato a calcare le scene dell’off Broadway. Solo più tardi inizia la sua carriera cinematografica, interpretando oltre sessanta film e dirigendo ben tre lungometraggi (<strong>“Mac”</strong>,<strong> “Illuminata”</strong> e <strong>“Romance &amp; Sigarette”</strong>).</p>
<p>Tornando a Calvino, l’autore dice di aver apprezzato particolarmente il messaggio universale delle fiabe. “<em>Non c’è dubbio</em> – conclude Turturro &#8211; l<em>a tradizione orale delle favole lega paesi e continenti diversi</em>”. Del resto tra Italia e Stati Uniti, come ha sottolineato <strong>Mario Martone</strong>, direttore del Teatro Stabile torinese, c’è sempre stato un rapporto privilegiato. E Martone cita un altro collega regista.  <strong>Rosi</strong> ama sempre dire che  “<em>la grande tradizione del  cinema italiano del dopoguerra non è mai finita, è solo passata al di là dell’Atlantico, con Coppola, Scorsese e De Palma e io aggiungo anche John Turturro che è uno degli esponenti più appassionati del rapporto culturale tra America e Italia</em>” ha sottolineato Martone.</p>
<p>Risale al 2007 la genesi dello spettacolo, come racconta <strong>Evelina Christillin</strong>, allora neo presidente dello Stabile. Un giorno incontro’ a New York, dove si trovava in vacanza con la figlia, <strong>Salvatore Nastasi</strong>, direttore generale dello spettacolo dal vivo del Ministero dei Beni Culturali italiano. Fu lui a suggerirle Turturro. E detto fatto i tre si ritrovano per un pranzo informale in cui Turturro espose il suo progetto su Calvino. Alla Christillin il progetto sui racconti della nostra tradizione popolare sembro’ subito perfetto per festeggiare il<strong> tri centenario del Teatro Carignano</strong>, che ricorre proprio quest’anno. Da lì il Mibac ha poi deciso di sostenere la produzione targata Teatro Stabile di Torino, a patto che si trattasse di un progetto internazionale e che prevedesse una tournée anche al Sud Italia.</p>
<p>E infatti accanto ad affermati attori americani in scena vedremo anche talenti emergenti del nostro teatro, tra cui due allievi della Scuola dello Stabile, l’attrice <strong>Aurora Quattrocchi</strong> (già apprezzata al cinema  ne <strong>“I Cento Passi”</strong> e <strong>“Nuovo Mondo”</strong>). Ma anche costumi e musiche sono<strong> “made in Turin”</strong>. Queste ultime modellate su studi etnomusicografici, dalla compagnia emergente <strong>“La paranza del Geco”</strong>, a cui Turturro ha concesso un siparietto dal vivo nel corso dell’incontro con i giornalisti.  Così come la scenografia a cui ha partecipato un pezzo storico del teatro sabaudo come la compagnia “Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa”.<br />In scena a Torino fino al 31 gennaio, per poi partire in tournée alla volta di Napoli (2-7 febbraio, Teatro San Ferdinando) e Milano (9-14 febbraio, Piccolo Teatro), la produzione del Teatro Stabile torinese potrebbe anche approdare a New York. Ma le trattative sono ancora in corso. E a chi gli chiede un paragone tra la situazione teatrale e culturale italiana e quella americana, Turturro risponde che oggi ogni paese è in crisi nel settore culturale. “<em>La fiducia che mi è stata accordata in Italia, senza un testo e un cast da presentare subito, non mi sarebbe mai stata data nel mio paese</em>” conclude l’attore.</p>
<p> </p>
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		<title>&#8220;Welcome&#8221; immigrati, la critica sociale di Lioret</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 07:36:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una storia delicata di immigrazione. E' "Welcome" di Philippe Lioret. Presentato in anteprima in Italia all’ultima edizione del Torino Film Festival, il film ha riscosso consensi ovunque in Europa, in primis al festival di Berlino, dove è stato accolto con quindici minuti di applausi. Da oggi nelle sale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0pt;"><em><img class="aligncenter size-full wp-image-1798" title="welcome091210" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2009/12/welcome091210.jpg" alt="welcome091210" width="570" height="250" />Una storia delicata di immigrazione. E&#8217; &#8220;Welcome&#8221; di Philippe Lioret. Presentato in anteprima in Italia all’ultima edizione del Torino Film Festival, il film ha riscosso consensi ovunque in Europa, in primis al festival di Berlino, dove è stato accolto con quindici minuti di applausi. Da oggi nelle sale.</em></p>
<p style="margin: 0pt;">
<p style="margin: 0pt; text-align: center;">***</p>
<p style="margin: 0pt; text-align: center;">
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Esce oggi in Italia in poche copie il film francese <strong>“Welcome”</strong> di <strong>Philippe Lioret</strong>, distribuito dalla <strong>Teodora Film</strong> di Vieri Razzini. Presentato in anteprima in Italia all’ultima edizione del Torino Film Festival, il film ha riscosso consensi ovunque in Europa, in primis al festival di Berlino, dove è stato accolto con quindici minuti di applausi.<br />
Merito del garbo con cui Lioret delinea una s<strong>toria di immigrazione clandestina in Europa</strong>, cosa che comunque lo ha catalputato nel suo paese al centro di polemiche roventi.</span></span></p>
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Protagonisti di <strong>“Welcome”</strong> sono Simon (<strong>Vincent Landon</strong>), un istruttore di nuoto  in una piscina comunale a Calais, sulla costa nord della Francia, in piena crisi coniugale e Bilal (<strong>Firat Ayverd</strong>i), un diciassettenne curdo che ha attraversato l’Europa da clandestino per raggiungere la fidanzatina in Inghilterra.<br />
Dopo un tentativo fallito di varcare la frontiera, l’unica possibilità per Bilal di realizzare il suo sogno è attraversare la Manica a nuoto e Simon è il solo che può allenarlo. La determinazione del ragazzo, deciso a tutto pur di salvare il suo amore, convincerà Simon a mettersi in gioco in prima persona, sfidando la legge per aiutarlo in un’impresa all’apparenza impossibile. </span></span></p>
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">La legge in questione è la 622/1 sull’immigrazione voluta da Sarkozy, che punisce i cittadini francesi che aiutano i clandestini con cinque anni di reclusione. Una legge applicata in Francia con zelo, visto che recentemente è stata messa sotto inchiesta l’organizzazione umanitaria Emmaüs, fondata dall’abbé Pierre.</span></span></p>
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Una legge contro cui si è scagliato senza mezzi termini anche il regista di “Welcome”, che a pochi giorni dall’uscita del film ha detto: “<em>Quello che accade oggi a Calais mi ricorda ciò che è accaduto in Francia durante l’occupazione tedesca: aiutare un clandestino, infatti, è come aver nascosto un ebreo nel ’43, vuol dire rischiare il carcere</em>”. A respingere al mittente come improponibile il paragone è il ministro francese dell’Immigrazione. Lo scambio non finisce qui: in una lettera pubblicata da <strong>“Le Monde”</strong>, Lioret replica ancora: “<em>Non voglio mettere in parallelo la Shoah con le persecuzioni delle quali sono vittime gli immigrati di Calais e i volontari che tentano di aiutarli, bensì i rispettivi meccanismi repressivi che stranamente si assomigliano</em>”. </span></span></p>
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">La bellezza del film sta proprio nel non presentarsi come un film a tesi. Sostanzialmente è una storia di amicizia tra due uomini molto diversi per età, cultura ed estrazione sociale. </span></span></p>
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		<title>Riparte Lingua Madre</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 00:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oggi fino a domenica 29 novembre è di scena a Torino l’appuntamento autunnale con Lingua Madre. 
Nella convinzione che l’incontro tra le culture debba avvenire nel rispetto delle singole identità, la settimana al Circolo dei Lettori di Lingua Madre nasce da un progetto permanente della Regione Piemonte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 579px"><img title="Lingua madre" src="/wp-content/uploads/_old/20091123/l_madre.jpg" alt="Lingua madre" width="569" height="212" /><p class="wp-caption-text">Lingua madre</p></div>
<p>Da oggi fino a domenica 29 novembre è di scena a Torino l’appuntamento autunnale  con <span style="font-weight: bold;">Lingua Madre</span>. </p>
<p>Nella  convinzione che l’incontro tra le culture debba avvenire nel rispetto delle  singole identità, la settimana al <span style="font-weight: bold;">Circolo dei  Lettori</span> di Lingua Madre nasce da un progetto permanente della Regione  Piemonte. </p>
<p>L’idea è quella di tutelare la diversità culturale e  linguistica e la memoria storica e sociale.<br />Diversi gli appuntamenti tra  letture, incontri con gli autori e musica.</p>
<p> </p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>PROGRAMMA</strong></span></p>
<p><a href="http://www.circololettori.it/linguamadre/allegati/LM_23-29nov09.pdf" target="_blank">http://www.circololettori.it/linguamadre/allegati/LM_23-29nov09.pdf</a></p>
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		<title>Il mondo in una piazza, quando la questione immigrazione si depura dei luoghi comuni</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2009/08/10/il-mondo-in-una-piazza-quando-la-questione-immigrazione-si-depura-dei-luoghi-comuni/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 14:57:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle regole d’oro del giornalismo, ripresa anche da Ezio Mauro in una nota intervista rilasciata a Panorama è la seguente: “Andare, guardare, raccontare... Si diventa giornalisti per questo.” Ed è anche il proposito che si è dato Fiorenzo Oliva con il libro “Il mondo in una piazza” (Stampa alternativa). È il diario che lo stesso Oliva ha deciso di tenere a seguito del coinvolgimento involontario in un regolamento di conti tra bande di immigrati. Un racconto sull’immigrazione torinese, togliendo luoghi comuni ed arrivando al nocciolo della questione. 

Il mondo in una piazza. Diario di un anno tra 55 etnie - Oliva Fiorenzo – Stampa alternativa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20090810/ilmondoinunapiazzaolivastampaalternativa.jpg"><strong><img title="Il mondo in una piazza. Diario di un anno tra 55 etnie - Oliva Fiorenzo – Stampa alternativa" src="/wp-content/uploads/_old/20090810/ilmondoinunapiazzaolivastampaalternativa.jpg" alt="Il mondo in una piazza. Diario di un anno tra 55 etnie - Oliva Fiorenzo – Stampa alternativa" width="120" height="167" /></strong></a><p class="wp-caption-text">Il mondo in una piazza. Diario di un anno tra 55 etnie - Oliva Fiorenzo – Stampa alternativa</p></div>
<p><strong>Una delle regole d’oro del giornalismo, ripresa anche da Ezio Mauro in una nota intervista rilasciata a Panorama è la seguente: “Andare, guardare, raccontare&#8230; Si diventa giornalisti per questo.” Ed è anche il proposito che si è dato Fiorenzo Oliva con il libro “Il mondo in una piazza” (Stampa alternativa). È il diario che lo stesso Oliva ha deciso di tenere a seguito del coinvolgimento involontario in un regolamento di conti tra bande di immigrati. Un racconto sull’immigrazione torinese, togliendo luoghi comuni ed arrivando al nocciolo della questione. </strong></p>
<p><strong>Il mondo in una piazza. Diario di un anno tra 55 etnie &#8211; Oliva Fiorenzo – Stampa alternativa</strong></p>
<p>Una delle regole d’oro del giornalismo, ripresa anche da <strong>Ezio Mauro</strong> in una nota intervista rilasciata a Cesare Lanza a Panorama è la seguente: “<em>Andare, guardare, raccontare&#8230; Si diventa giornalisti per questo.</em>” Ed è anche il proposito che si è dato Fiorenzo Oliva con il libro che recensiamo oggi. Parliamo de “<strong><em>Il mondo in una piazza</em>” (<em>Stampa alternativa</em>).</strong>Parliamo di un <strong>diario</strong> che lo stesso Oliva ha deciso di tenere nel momento in cui, a seguito del coinvolgimento involontario in un regolamento di conti tra bande di immigrati, decide di combattere le sue paure  post trauma andando a <strong>vivere assieme all’amico Ruben nel centro nevralgico torinese dell’immigrazione</strong>. Il viaggio di Fiorenzo, protagonista del diario, parte proprio per combattere crisi nel cuore della notte e paranoie post incidente, per fronteggiare il problema faccia a faccia, ed uscire dall’incubo di quella notte al Valentino nel quale venne colpito da una bottiglia di acido. Questo libro è un anno passato vivendo nel cuore dell’immigrazione torinese, <strong>tra i colori del mercato all’aperto</strong> più grande d’Europa, uno dei quartieri a più alto tasso di immigrazione forse di molte città Italiane, <strong>Porta Palazzo</strong>, nel quale a fatica cercano di coesistere 55 etnie diverse. Ed in questo libro viene raccontato un anno tra le vie dell’immigrazione,<strong> tra violenze, povertà ed indifferenza</strong>. Diciamocelo con franchezza, non ci pare un romanzo, manca di una parte di trattamento della vicenda che giustifichi alcune scelte del protagonista. In certi punti manca addirittura il movente che spinge il protagonista della storia ad andare a vivere a Porta Palazzo, come se le motivazioni che hanno scatenato la storia siano forti all’inizio e poi vengano meno giusto nel momento in cui si deve passare all’azione. Ad un certo punto non è chiaro se l’impresa di Fiorenzo e Ruben sia per giornalismo o per reazione all’incidente raccontato ad inizio vicenda. Ma è un <strong>diario giornalistico formidabile</strong>, della scuola di giornalismo più aurea, di <strong>coloro che vanno si documentano e raccontano la storia</strong>. Una <strong>Porta Palazzo raccontata dal didentro</strong>, di chi viene da fuori e delinque per vivere, chi ha cercato una vita decorosa fuori dal quartiere, degli italiani che sono rimasti, che sanno come funziona la vita nel quartiere di Borgo Dora e anche quello che non funziona come quella polizia che interviene solo quando è il momento giusto, di chi decide. <strong>È un libro da leggere</strong>, scritto da un giornalista che, come tutte le opere prime ha bisogno di qualche limata per definire meglio quello che deve essere un romanzo e quello che è un saggio, ma è <strong>la testimonianza di un uomo che ha deciso di andare tra la gente, del toccare con mano quello che succede </strong>senza affidarsi a quel sentito dire che spesso, troppo spesso, affolla le stanze dell’informazione ufficiale e quasi tutte le stanze della politica superficiale di oggi. Stiamo aspettando un nuovo lavoro dal nostro Oliva? Lo scopriremo.</p>
<p>Informazioni sul libro:<br />Titolo: <strong>Il mondo in una piazza. Diario di un anno tra 55 etnie</strong> <br />Autore: Oliva Fiorenzo <br />Prezzo: € 11,00<br />Pagine: 197 p., brossura <br />Editore: Stampa alternativa</p>
<p><table><thead><td class="title">Title</td><td class="votes">Votes</td><td class="rating">Rating</td><td class="rating">Review</td></thead><tbody><tr class="row-odd"><td class="title"><a href="http://www.puralanadivetro.it/2010/02/17/sei-troppo-stupida-per-vivere-momente-samantha-voras-intervista/">La storia di Piera, nel mare dei modelli da seguire</a></td><td class="votes">3</td><td class="rating">10.0</td><td class="rating">-1.0</td></tr><tr class="row-even"><td class="title"><a href="http://www.puralanadivetro.it/2005/12/19/lintervista-elisabetta-gnone-e-la-sua-magia/">L'intervista: Elisabetta Gnone e la sua magia</a></td><td class="votes">8</td><td class="rating">9.3</td><td class="rating">-1.0</td></tr><tr class="row-odd"><td class="title"><a href="http://www.puralanadivetro.it/2007/12/13/massimo-padua-la-luce-delle-parole/">Massimo Padua: la luce delle parole</a></td><td class="votes">3</td><td class="rating">8.0</td><td class="rating">-1.0</td></tr><tr class="row-even"><td class="title"><a href="http://www.puralanadivetro.it/2009/12/30/sei-troppo-stupida-per-vivere-momente-samantha-voras-edizioni-bulimia/">Sei troppo stupida per vivere</a></td><td class="votes">4</td><td class="rating">7.0</td><td class="rating">-1.0</td></tr></tbody></table>
<p>Il booktrailer</p>
<p> </p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5Yg7MEeSkRI" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/5Yg7MEeSkRI"> </embed></object></p>
<p> </p>
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		<title>Anche la cultura contro il pacchetto immigrazione italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 15:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche il mondo della cultura si sta schierando contro la nuova legge sull’immigrazione italiana. Una legge che chiede soldi a chi viene per una vita migliore o che chiede a dottori di denunciare gli irregolari che arrivano all’ospedale per una malattia. Mangrovie Edizioni vuole creare i razionali che dimostrino come questa legge sia inadeguata, e lo vuole fare raccogliendo racconti da tutto noi fino alla fine del prossimo Agosto, per combattere con il sarcasmo e situazioni verosimili aspetti che forse nei palazzoni delle politica non sono stati nemmeno visti. Mandate il vostro materiale, racconti, in digitale a: redazione@mangrovie.org oppure, in formato cartaceo a Mangrovie Edizioni, Viale delle Milizie 108 - 00195 Roma. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20090723/MangrovieImmigrazione.jpg"><img title="Mangrovie Edizioni" src="/wp-content/uploads/_old/20090723/MangrovieImmigrazione.jpg" alt="Mangrovie Edizioni" width="120" height="140" /></a><p class="wp-caption-text">Mangrovie Edizioni</p></div>
<p>Anche il mondo della cultura si sta schierando contro la nuova legge sull’immigrazione italiana. Una legge che chiede soldi a chi viene per una vita migliore o che chiede a dottori di denunciare gli irregolari che arrivano all’ospedale per una malattia. Mangrovie Edizioni vuole creare i razionali che dimostrino come questa legge sia inadeguata, e lo vuole fare raccogliendo racconti da tutti noi fino alla fine del prossimo Agosto, per combattere con il sarcasmo e situazioni verosimili aspetti che forse nei palazzoni delle politica non sono stati nemmeno visti.</p>
<p><strong>Mandate il vostro materiale, racconti, in digitale a: redazione@mangrovie.org oppure, in formato cartaceo a Mangrovie Edizioni, Viale delle Milizie 108 &#8211; 00195 Roma.<br />
</strong><br />
Pare che in Italia il pacchetto sulla sicurezza debba passare, prima veloce come un treno e poi lento per i fermi del nostro capo dello stato. Un giorno appaiono nuove norme per dare qualche altro colpetto all’informazione, come passano vistose denunce mediche per gli immigrati irregolari. Noi nel mezzo che cosa possiamo fare per manifestare il dissenso? Disobbedire alla legge? Essere puniti per una legge liberticida che porta la coercizione togliendoci quel poco di diritto che ci è rimasto? Saremmo puniti anche per questo. Questo piccolo sito sa parlare di cultura e non sa parlare il politichese ma si associa all’iniziativa che sta organizzando Mangrovie Edizioni, casa editrice ormai conosciuta per la letteratura della migrazione, per quegli autori che arrivano da lontano e vogliono parlare in Italiano, dell’Italia e della loro terra.</p>
<p>E proprio a loro si concentra la nuova antologia di racconti che vuole raccogliere in un libro tutte quelle situazioni che la parte del pacchetto sicurezza relativo all’immigrazione vuole limitare.</p>
<p>Riportiamo integralmente le parole della direttrice editoriale della casa editrice, per una raccolta del materiale che durerà fino alla fine del mese prossimo. <strong>Chiedono contenuti che siano capaci di dimostrare che i pensatori di questa legge stanno sbagliando. Fatevi sotto, scrivete perché questa volta la motivazione non è solo l’arte, ma costruire dei razionali capaci di dimostrare che normare, forse, significa anche conoscere situazioni che nei palazzoni della politica non vengono nemmeno prese in considerazione ormai.</strong></p>
<p><strong>Mandate il vostro materiale, racconti, in digitale a: redazione@mangrovie.org  oppure, in formato cartaceo a Mangrovie Edizioni, Viale delle Milizie 108 – 00195 Roma.</strong></p>
<p>Tratto dalla newsletter mangrovie della sua editrice editoriale Silvia De Marchi:</p>
<p>Cari tutti,</p>
<p>non possiamo stare fermi a guadare, contro questo ritorno al più triste passato siamo chiamati ad atti di disobbedienza civile. Noi di Mangrovie Edizioni stiamo organizzando un&#8217;antologia di racconti scritti da migranti e italiani per levare una voce contro il famigerato &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; DDL 733 &#8211; B che sembra sempre più essere una bomba, pronta ad esploderci tra le mani. Molto materiale ci è già arrivato&#8230;</p>
<p>MA:VI CHIEDIAMO DI SCRIVERCI RACCONTI BREVI, IRONICI, CHE ABBIANO PER OGGETTO UN TEMA O SITUAZIONE REALE CHE A CAUSA DI QUESTA LEGGE SI STA VERIFICANDO, PER TUTTI, ITALIANI E STRANIERI SOPRATTUTTO&#8230;</p>
<p>Vi chiediamo di usare l&#8217;arma dell&#8217;ironia, del sarcasmo, per meglio evidenziale l&#8217;assurdità del lessico e dei termini utilizzati da questo Governo, specialmente in materia di sicurezza. Siamo convinti che Gentilini, Calderoli, Borghezio, Berlusconi e colleghi siano per voi enorme fonte di ispirazione&#8230; MANDATECI I VOSTRI RACCONTI in digitale A redazione@mangrovie.org  oppure, se preferite, in formato cartaceo a Mangrovie Edizioni, Viale delle Milizie 108 – 00195 Roma.</p>
<p>p.s. 1: C&#8217;è tempo sino a fine agosto&#8230;. ma vi chiediamo di fare tutto con celerità, l&#8217;antologia vorrebbe essere presto in libreria!!!</p>
<p>p.s. 2 Si accettano volentieri suggerimenti per trovare un titolo a questa antologia!  DDL 733 &#8211; B: scaricalo: <a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00302495.pdf">http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00302495.pdf</a></p>
<p>Permesso Ce di lungo periodo:«L’estensione del diritto ad ottenere la carta di soggiorno ai familiari dei titolari della stessa potrà avvenire solo se questi sono soggiornanti già da 5 anni e solo dopo il superamento di un test di lingua italiana» Una tassa di 200 euro:«Per tutte le pratiche relative al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno» Cancellazione anagrafica:«È prevista dopo sei mesi dalla data di scadenza del permesso di soggiorno»</p>
<h2><span style="color: #ff9900;">Link</span></h2>
<p><a title="Mangrovie su Facebook" href="http://www.facebook.com/home.php#/mangrovie.edizioni?hiq=mangrovie&amp;ref=search&amp;__a=1" target="_blank">Mangrovie su Facebook</a><br />
<a title="Il sito Mangrovie" href="http://www.mangrovie.org/" target="_blank">Il sito Mangrovie</a></p>
<table><thead><td class="title">Title</td><td class="votes">Votes</td><td class="rating">Rating</td><td class="rating">Review</td></thead><tbody><tr class="row-odd"><td class="title"><a href="http://www.puralanadivetro.it/2010/02/17/sei-troppo-stupida-per-vivere-momente-samantha-voras-intervista/">La storia di Piera, nel mare dei modelli da seguire</a></td><td class="votes">3</td><td class="rating">10.0</td><td class="rating">-1.0</td></tr><tr class="row-even"><td class="title"><a href="http://www.puralanadivetro.it/2005/12/19/lintervista-elisabetta-gnone-e-la-sua-magia/">L'intervista: Elisabetta Gnone e la sua magia</a></td><td class="votes">8</td><td class="rating">9.3</td><td class="rating">-1.0</td></tr><tr class="row-odd"><td class="title"><a href="http://www.puralanadivetro.it/2007/12/13/massimo-padua-la-luce-delle-parole/">Massimo Padua: la luce delle parole</a></td><td class="votes">3</td><td class="rating">8.0</td><td class="rating">-1.0</td></tr><tr class="row-even"><td class="title"><a href="http://www.puralanadivetro.it/2009/12/30/sei-troppo-stupida-per-vivere-momente-samantha-voras-edizioni-bulimia/">Sei troppo stupida per vivere</a></td><td class="votes">4</td><td class="rating">7.0</td><td class="rating">-1.0</td></tr></tbody></table>
]]></content:encoded>
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		<title>Lo sguardo dell’altro</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2009/05/27/lo-sguardo-altro-migrazion/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 09:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Lo sguardo dell’altro” è una manifestazione che vuole raccogliere i lavori di autori in erba, stranieri e che scrivono in italiano. Obiettivo, oltre a permettere di veder pubblicato il proprio lavoro dalla casa editrice Tracce Diverse, è poter arricchire lo scenario italiano di autori che vogliono parlare del proprio paese e delle proprie tradizioni o parlare dei grandi temi con un occhi critico diverso, esattamente lo “Sguardo dell’altro”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Concorso “Lo sguardo dell’altro” " src="/wp-content/uploads/_old/20060531/losguardodellaltro_p.jpg" alt="Concorso “Lo sguardo dell’altro” " width="120" height="203" /><p class="wp-caption-text">Concorso “Lo sguardo dell’altro” </p></div>
<p>Partiamo in maniera scoppiettante e trasformiamo questo documento come se fosse uno slogan. Sei immigrato in Italia? Pensi di aver qualcosa da dire e lo vuoi raccontare in italiano? Partecipa al concorso “Lo sguardo dell’altro” che sta raccogliendo contributi fino alla fine del prossimo giugno, una manifestazione che vede il patrocinio della città di Torino, Regione Piemonte, Regione Campania ed Anci.<br />
Leggendo le parole del bando di concorso scaricabile dal sito dell’editrice Tracce Diverse possiamo leggere “Scegliere di scrivere in una lingua che non è quella materna significa accogliere come proprio il mondo che quella lingua crea. Con questa lingua ibrida e per certi versi in-audita,“l’altro” ci parla: parla a noi e di noi. Ma calarsi in una lingua che non è quella madre può essere un gioco o anche un dramma a cui la vita costringe… Prestiamo attenzione perciò a ciò che hanno da dire gli scrittori stranieri che si cimentano nella lingua italiana, perchè la arricchiscono di associazioni odori e mondi inediti che potremmo cogliere cristallizzati nelle loro parole.”<br />
Ed è con queste parole che Tracce Diverse, editrice che dalla sua costituzione ha deciso di porre in primo piano le voci emergenti della letteratura italiana, ha dato un occhio a questa nostra Italia scoprendo che non siamo più gli stessi dei film di Sordi degli anni 50, ma tra di noi ci sono famiglie e persone provenienti da realtà e società molto diverse dalla nostra, che hanno lasciato la loro terra per cercare fortuna e lavoro nel bel paese, portando forza lavoro ma anche arricchendo di nuovi elementi la nostra società.<br />
È giusto sapere, anche a fronte dei tesi rapporti internazionali tra mondo occidentale ed arabo odierno, quale mondo si cela dall’altra parte e fare chiarezza. Questo concorso vuole proprio raccogliere le testimonianze, i sogni, le esperienze, i problemi di queste persone che vogliono partecipare alla manifestazione. Il macrotema della manifestazione di quest’anno è la “migranza” e sono due le categorie in cui partecipare. C’è una sezione “racconti” per lavori dattiloscritti  fino alle 10 cartelle e “Romanzi” per lavori fino alle 200 cartelle dattiloscritte. Le opere devono essere scritte rigorosamente in italiano ed i vincitori premiati da una giuria di autori italiani ed internazionali, vedranno pubblicati i propri lavori il prossimo autunno senza dover esporre nessuno costo e riceveranno un premio alla serata finale.<br />
Ai link allegati è possibile scaricare la locandina ed il bando di concorso con il quale aderire al concorso, con il proprio lavoro ovviamente!</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">LINK</span></strong></p>
<p><a title="www.traccediverse.com" href="http://www.traccediverse.com" target="_blank">http://www.traccediverse.com</a></p>
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		<title>La casa nella moschea</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 22:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un libro contenente tanti libri, tante storie intrecciate, tante vite diverse, plasmato intorno ad una serie di punti di riferimento mutevoli eppure fermi e chiaramente individuabili. Questo è il testo di Kader Abdolah intitolato “La casa della moschea”: un'opera all'interno della quale non si trovano soltanto i racconti ma anche pezzi di storia, sprazzi di vita quotidiana e di drammatici episodi che hanno coinvolto personalità note, ormai, anche in occidente. 
La casa della moschea - Kader Abdolah - Iperborea
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><div class="wp-caption alignleft" style="width: 79px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20081103/CasaMoscheaAbdolah.jpg"><img title="La casa della moschea - Kader Abdolah - Iperborea" src="/wp-content/uploads/_old/20081103/CasaMoscheaAbdolah.jpg" alt="La casa della moschea - Kader Abdolah - Iperborea" width="69" height="140" /></a><p class="wp-caption-text">La casa della moschea - Kader Abdolah - Iperborea</p></div>
<p>Un libro contenente tanti libri, tante storie intrecciate, tante vite diverse, plasmato intorno ad una serie di punti di riferimento mutevoli eppure fermi e chiaramente individuabili. Questo è il testo di Kader Abdolah intitolato “La casa della moschea”: un&#8217;opera all&#8217;interno della quale non si trovano soltanto i racconti ma anche pezzi di storia, sprazzi di vita quotidiana e di drammatici episodi che hanno coinvolto personalità note, ormai, anche in occidente.</p>
<p> </p>
<p></strong>
<p> </p>
<p><em><strong>La casa della moschea &#8211; Kader Abdolah &#8211; Iperborea</strong><br /></em><br />Un libro contenente tanti libri, tante storie intrecciate, tante vite diverse, plasmato intorno ad una serie di punti di riferimento mutevoli eppure fermi e chiaramente individuabili. Questo è il testo di Kader Abdolah intitolato “La casa della moschea”: un&#8217;opera dal grande valore letterario e narrativo, all&#8217;interno della quale non si trovano soltanto i racconti, ben amalgamati, delle vicende degli abitanti della casa, dei loro eredi e di tutti i personaggi che vorticano intorno alla moschea, ma anche pezzi di storia, sprazzi di vita quotidiana e di drammatici episodi che hanno coinvolto personalità note, ormai, anche in occidente. </p>
<p>Con questo libro l’autore torna in Persia, quella della scrittura cuneiforme e delle radici che l’autore ha dovuto recidere per non fare ritorno.La storia è quella della famiglia di un ricco mercante di tappeti e capo del bazar, in una casa ricca di vita ma anche di riti centenari che si fondono con quelli della moschea che le sorge accanto. Insomma una storia che fa i conti con quello che l’Iran è stato e quello in cui è divenuto con la rivoluzione islamica che ha prodotto guerre e sulla quale si è stesa la lunga ombra dell’ayatollah Komeini. </p>
<p>Lo stile di Kader Abdolah è, particolarmente piacevole e accattivante: la sua narrazione scorre veloce, è ben oliata e consente al lettore non soltanto di seguire le complesse vicissitudini di tutti coloro che intervengono all&#8217;interno del libro, ma anche di non vedere cali di attenzione o di interesse.</p>
<p>Gli argomenti toccati grazie all&#8217;autore sono, inoltre, molteplici, e vanno dall&#8217;amore, casto o passionale, alla guerra, per giungere alla fede e al coraggio, tutti sapientemente trattati dall&#8217;autore in modo spesso intimo e personale.  Grazie a queste caratteristiche risulta facile  immedesimarsi nelle due “nonne” che sperano di poter realizzare il proprio sogno di recarsi alla Mecca, o nel tenace Aga Jan, capofamiglia che affronta il dolore con forza e dignità.</p>
<p>Le pagine di Kader Abdolah sono, perciò degne di essere lette per i loro messaggi, per le belle emozioni suscitate nel lettore e per lo stile, soave, forte e forbito allo stesso tempo.</p>
<p>Informazioni sul volume:<br /><strong>La casa della moschea</strong><br />Kader Abdolah<br />(traduzione Elisabetta Svaluto Moreolo)<br />Pag. 466, <br />€ 18.50<br />Iperborea</p></p>
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		<title>Un omaggio alla Polonia nella terra dei Savoia</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 22:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania D&#39;Ammicco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un omaggio alla Polonia e ai suoi scrittori, giovani e “navigati” è stato il moto del Festival internazionale di letteratura “I Luoghi delle Parole” che ha calamitato l'attenzione degli appassionati di libri e carta stampata dal 3 al 12 ottobre attraverso alcuni comuni del torinese. Gli scrittori ospitati a Settimo Torinese sono stati molti e tre, in modo particolare, hanno incantato la platea cittadina mediante il racconto delle proprie esperienze e la loro narrazione.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<p><strong><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20081103/Luoghi_parole2008.jpg"><img title="I Luoghi delle Parole" src="/wp-content/uploads/_old/20081103/Luoghi_parole2008.jpg" alt="I Luoghi delle Parole" width="120" height="118" /></a><p class="wp-caption-text">I Luoghi delle Parole</p></div>
<p>Un omaggio alla Polonia e ai suoi scrittori, giovani e “navigati” è stato il moto del Festival internazionale di letteratura “I Luoghi delle Parole” che ha calamitato l&#8217;attenzione degli appassionati di libri e carta stampata dal 3 al 12 ottobre attraverso alcuni comuni del torinese. Gli scrittori ospitati a Settimo Torinese sono stati molti e tre, in modo particolare, hanno incantato la platea cittadina mediante il racconto delle proprie esperienze e la loro narrazione.</p>
<p>Un omaggio alla Polonia e ai suoi scrittori, giovani e “navigati”. Ecco uno dei fili conduttori dell&#8217;appena conclusasi festival internazionale di letteratura “I Luoghi delle Parole” che ha calamitato l&#8217;attenzione degli appassionati di libri e carta stampata dal 3 al 12 ottobre attraverso i comuni di Settimo, Chivasso, Brandizzo, Casalborgone, Castagneto Po, Cavagnolo, Gassino, San Maurizio e Volpiano. Gli scrittori ospitati a Settimo sono stati molti e tre, in modo particolare, hanno incantato la platea cittadina mediante il racconto delle proprie esperienze e la narrazione a laetere delle modalità attraverso le quali il loro “prodotto finito”, libro o racconto che sia, viene concretamente realizzato. </strong></p>
</p>
<p>Mercoledì 8 ottobre si è dato il via alla rassegna polacca con la presenza di <strong>Wojciech Kuczok</strong>, classe 1972 e un talento davvero innato; grazie al giovane scrittore il pubblico ha avuto modo di esplorare “dall&#8217;interno” i cambiamenti intervenuti nel territorio polacco dopo la fine del regime comunista, fine che ha portato, per citare l&#8217;autore, “<em>Meraviglia e stupore sia all&#8217;interno delle nuove generazioni sia, e forse soprattutto, nel cuore di coloro che erano nati e cresciuti in un clima di oppressione, poiché, questi ultimi, non avevano mai assaggiato la libertà. I più anziani dovevano, perciò, imparare a vivere in un Paese più libero</em>”. Il sollievo si coglie anche dall&#8217;esclamazione di Wojciech il quale ha dichiarato di ritenersi “felice di essere cittadino europeo e non più solo cittadino polacco”.</p>
<p>Il 9 ottobre è stata la volta del carismatico <strong>Marek Krajeswski</strong>, scrittore di libri gialli e indefesso lavoratore, “divulgatore” di una ferrea disciplina dello scrivere che gli consente di realizzare opere degne di nota (e di premi, avendo vinto il riconoscimento Paszport Polityki per la letteratura nel 2005) e tradotte in molte lingue. Marek, durante il suo intervento, ha intrattenuto la platea, sfatando, grazie agli spunti, mirati e incisivi, costituiti da Alessandro Ajres, il mito dello scrittore di libri gialli quale “artista di seconda categoria”. I brani tratti dai suoi libri (“Morte a Breslavia” e “La fine del mondo a Breslavia”) hanno affascinato e, allo stesso tempo, spaventato il pubblico il quale si è rivelato partecipativo e curioso. Grazie alle domande poste, Krajeswski ha confessato di essersi ispirato in parte a se stesso per la costituzione della figura del detective Mock, di amare, come autore italiano, Camilleri e di aver ottenuto supporto da parte dei propri colleghi, tranne per rare eccezioni, quando ha deciso di dedicarsi al “mestiere di scrivere”. Inoltre, vedere dal vivo questo artista è davvero un&#8217;esperienza indimenticabile, in quanto riesce non soltanto ad interessare attraverso i fatti e gli aneddoti raccontati ma anche, e più semplicemente, con la propria “presenza scenica”.</p>
<p>L&#8217;11 ottobre la rassegna settimese di autori polacchi si è conclusa con l&#8217;intervento di<strong> Hanna Kowalewska</strong> incentrato sul contenuto del suo romanzo, premiato nel 1997, “Quell&#8217;estate a Zawrocie”. La personalità di Hanna, dall&#8217;aspetto mite e dimesso, emerge dalle pagine del testo in modo assoluto e netto; il suo stile, a tratti soave e in parte assolutamente tagliente, rende i brani del libro delle “poesie allargate” dalla spiccata musicalità, elemento che rivela l&#8217;esordio da poeta dell&#8217;autrice. Il libro presentato in occasione del festival vede, inoltre, la presenza di figure forti e particolari, di donne forti e particolari, le quali, secondo quanto dichiarato dalla Kowalewska “<em>sono state costruite sulla base delle mie esperienze personali</em>” anche se il libro “<em>non è autobiografico, in quanto Matilda (la protagonista) non rispecchia le mie caratteristiche</em>”.</p>
<p>Questa carrellata offerta ai lettori, e non, italiani ha, perciò, consentito non soltanto di aumentare le vendite di romanzi e testi poco conosciuti all&#8217;interno del nostro Paese ma anche, e forse soprattutto, di determinare l&#8217;immersione della realtà settimese nel variegato, e inaspettatamente vivace, mondo culturale polacco.</p>
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		<title>E Molinari ci spiega dove va l&#8217;America</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2008/02/05/e-molinari-ci-spiega-dove-va-lamerica/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 21:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cowboy Democratici]]></category>
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		<description><![CDATA[A Torino viene presentato il libro del corrispondente de "La stampa", Maurizio Molinari. Edito da Einaudi, "Cowboy democratici"  ci spiega i meccanismi politici d'oltreoceano. Assieme all'autore, intervengono Boris Biancheri (Presidente dell'Ansa ed ex ambasciatore a Washington) e i docenti universitari Claudio Gorlier e Gian Giacomo Migone. 

Cowboy Democratici - Maurizio Molinari - Einaudi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img title="Cowboy Democratici - Maurizio Molinari - Einaudi" src="/wp-content/uploads/_old/20080205/cowboydemo-molinari.jpg" alt="Cowboy Democratici - Maurizio Molinari - Einaudi" width="150" height="231" /><p class="wp-caption-text">Cowboy Democratici - Maurizio Molinari - Einaudi</p></div>
<p>A Torino viene presentato il libro del corrispondente de &#8220;La stampa&#8221;, Maurizio Molinari. Edito da Einaudi, &#8220;Cowboy democratici&#8221;  ci spiega i meccanismi politici d&#8217;oltreoceano. Assieme all&#8217;autore, intervengono Boris Biancheri (Presidente dell&#8217;Ansa ed ex ambasciatore a Washington) e i docenti universitari Claudio Gorlier e Gian Giacomo Migone.</p>
<p><strong><em>Cowboy Democratici &#8211; Maurizio Molinari &#8211; Einaudi</em></strong></p>
<p>Chi sono e che cosa vogliono i liberal che si sono lanciati alla conquista della casa Bianca? A questo interrogativo riponde l&#8217;ultima fatica di Maurizio Molinari, corrispondente a New York del quotidiano &#8220;La Stampa&#8221;. Negli Stati Uniti dal 2001, il giornalista è un profondo conoscitore dei meccanismi politici d&#8217;oltreoceano e ce ne dà uno spaccato nel suo volume, appena uscito in libreria, &#8220;Cowboy democratici&#8221;.</p>
<p>Edito da Einaudi, il libro verrà presentato a Torino l&#8217;11 febbraio (ore 18.00), presso l&#8217;Accademia delle Scienze, in un incontro dal titolo &#8220;Dove va l&#8217;America?&#8221;. Assieme all&#8217;autore, interverranno Boris Biancheri (Presidente dell&#8217;Ansa ed ex ambasciatore a Washington) e i docenti universitari Claudio Gorlier e Gian Giacomo Migone.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è organizzato dal Premio Grinzane Cavour, riconoscimento di cui Molinari si è fregiato l&#8217;anno scorso per il volume edito da Laterza, &#8220;Gli ebrei di New York&#8221;.</p>
<p>Il libro è di particolare interesse per chi in questi giorni segue le vicende che accompagnano  le elezioni primarie che porteranno alla scelta del candidato del partito democratico alla Casa Bianca. Al di là del tormentone: Barack vs. Hillary, Molinari delinea le due anime del partito democratico.</p>
<p>Da una parte la sinistra-sinistra (Nancy Pelosi, Howard Dean, Ted Kennedy), con derive radicali (Michael Moore, Noam Chomsky, la peace mom Cindy Sheehan, il rapper Kanye West), oppure ecologiste (Al Gore, Tom Vilsack, John Podesta) e neopopuliste (John Edwards, George Soros).</p>
<p>I Cowboy democratici del titolo invece sono sull&#8217;altro fronte, incarnati da Hillary e il mondo clintoniano, Barack Obama, il governatore del Montana Brian Schweitzer e i libertari del west, Joe Lieberman, Alan Dershowitz, Michael Walzer, gli intellettuali antitotalitari e i veterani dell&#8217;Iraq.</p>
<p>E se i primi fanno leva sull&#8217;odio verso Bush, i secondi tentano piuttosto di  coagulare voti anche su terreni di tradizionale predominio dei conservatori, come la sicurezza nazionale, il rigore fiscale, il rispetto della fede, il diritto alla vita e al porto d&#8217;armi. Sarà uno di questi ultimi – scrive Molinari – a guidare l&#8217;arcipelago liberal contro l&#8217;avversario repubblicano alle elezioni presidenziali di novembre.</p>
<p><strong>Cowboy Democratici &#8211; Maurizio Molinari &#8211; Einaudi</strong></p>
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		<title>Continenti di parole</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 20:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse per fare una migliore chiarezza su questi stranieri che arrivano nel nostro paese e forse per capire meglio queste persone che hanno deciso di venire in una Italia che non avrebbe mai scommesso di essere centro di migrazione come paesi molto più colonialisti come Olanda e Regno Unito, è organizzata dal prossimo 22 al 24 Novembre una rassegna capitanata da Arcilettore sulla letteratura della migrazione dal titolo “Continenti di parole”. Saranno presenti molti autori importanti sullo scenario italiano con discussioni ed interventi in aree specifiche e scuole.

Continenti di parole – Brescia, 22-24 novembre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img title="Continenti di parole – Brescia, 22-24 novembre" src="/wp-content/uploads/_old/20071114/continentiparole2007_p.jpg" alt="Continenti di parole – Brescia, 22-24 novembre" width="150" height="139" /><p class="wp-caption-text">Continenti di parole – Brescia, 22-24 novembre</p></div>
<p>Da qualche anno anche il nostro paese è divenuto centro di migrazione da parte di paesi più poveri verso le nostre coste in cerca di un futuro migliore o per fare della nostra terra solo una tappa intermedia per un paese in cui la vita è ancora migliore.<br />Questa affluenza non è solo cronaca di scafisti e delitti efferati ma anche la nascita di una cultura meticcia che sta prendendo sempre più piede nella nostra giornata e nelle nostre letture. Prendendo la letteratura assistiamo alla nascita di un nuovo filone che sta portando una ventata di aria fresca ad una cultura italiana un po’ rinsecchita nei nostri stereotipi.<br />Nella storia del nostro piccolo giornale abbiamo incontrato autori come Butcovan che ci hanno fatto vedere il paradosso della nostra esistenza faccia a faccia con il diverso – nella fattispecie il rumeno – , ed bbiamo incontrato Tahar Lamri ed il suo senso dell’amore. </p>
<p>Fino ad oggi, a documentazione di questo nuovo evento sociale, non sono mancate manifestazioni ed iniziative legate a questo nuovo filone letterario come il concorso della napoletana Mangrovie dal titolo “Lo sguardo dell’altro” e dal prossimo 22 al 24 novembre 2007 è indetta a Brescia una prima rassegna sulla letteratura della migrazione chiamata “Continenti di parole”.<br />Questa manifestazione, organizzata dalla onnipresente Arcilettore, assieme al comune di Brescia, il Comune di Gardone Valtrompia, CGIL, Radio Vera, Arci provinciale di Brescia e la Federazione Associazioni Immigrati, avrà alcuni tra i maggiori autori della migrazione – tra i quali proprio quel Mihai Butcovan e Lamri di cui sopra assieme ad altri autori come Julio Monteiro Martins (La passione del vuoto &#8211; Edizione Besa), Rosana Crispim da Costa (Desejo &#8211; Edizioni EX&amp;TRA) e T. F. Brhan (Alida &#8211; Edizioni dell’Arco).<br />Saranno giorni di incontri e discussioni in aree predisposte e nelle stesse scuole per parlare con studenti e fare forse un po’di chiarezza su questa presenza del diverso che spesso viene falsata dalla gogna mediatica che la stampa dipinge sugli eventi di cronaca che attraversano il nostro paese.<br />Di questa manifestazione riportiamo il programma per avere un calendario completo degli interventi.</p>
<p> <em><strong>Continenti di parole – Brescia, 22-24 novembre</strong></em></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Link</strong></span></p>
<p><a title="Scarica il programma" href="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/_old/20071114/Continenti_di_parole.pdf" target="_blank">Scarica il programma</a></p>
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