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	<title>pura lana di vetro</title>
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	<description>cultura che non infeltrisce</description>
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		<title>Il lungo cammino di Tim</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 17:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E cammina, cammina, si smarrisce per crollare esanime in un luogo sconosciuto. E’ questo il karma del protagonista dell’ultimo romanzo di Joshua Ferris, intitolato “Non conosco il tuo nome” e portato in libreria in questi giorni dalla casa editrice Neri Pozza.
Ferris è uno degli scrittori più promettenti dell’attuale panorama narrativo americano e domani (5 marzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/03/J_ferris.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2000" title="J_ferris" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/03/J_ferris.jpg" alt="" width="570" height="250" /></a>E cammina, cammina, si smarrisce per crollare esanime in un luogo sconosciuto. E’ questo il karma del protagonista dell’ultimo romanzo di <strong>Joshua Ferris</strong>, intitolato <strong>“Non conosco il tuo nome”</strong> e portato in libreria in questi giorni dalla casa editrice <strong>Neri Pozza</strong>.<br />
Ferris è uno degli scrittori più promettenti dell’attuale panorama narrativo americano e domani (<strong><em>5 marzo 2010</em></strong>) incontrerà i lettori a Roma presso la libreria Feltrinelli (ore 18.30). A presentarlo due autori di eccezione, il giovane scrittore de <strong>“La solitudine di numeri primi”</strong> <strong>Paolo Giordano</strong> e il giornalista <strong>Antonio Monda</strong>.<br />
Anche nel romanzo di Ferris si respira la solitudine, enigmatica e difficile da spiegare. C’è chi come il giovane Giordano pensa che il romanzo di Ferris sia la metafora della condizione dello scrittore, quella solitudine, che ti spinge a macinare storie e parole, come si legge oggi in un suo intervento sul quotidiano <em>“Il Corriere della Sera”</em>.<br />
Al centro del romanzo c’è un giovane uomo, Tim, padre e marito apparentemente felice, professionista assorbito dal lavoro e  realizzato, che però di tanto in tanto viene roso da un tarlo, da una compulsione a camminare, fino allo sfinimento, quasi un desiderio lancinante di fuga da non si sa bene cosa.<br />
C’è chi dice che quella di Tim sia una <strong>malattia, insinuante</strong>, che non lascia scampo. Ma che razza di malattia è quel desiderio profondo e invincibile di lasciarsi tutto alle spalle? E di fermarsi solo quando si è giunti ad una sorta di trance, in cui si  crolla e ci si addormenta? Se è una malattia, comunque non ha un nome. Tim  privo di memoria in genere si risveglia in un luogo sconosciuto, per poi implorare la moglie perché lo venga a recuperare.<br />
Si legge in un passo del libro, che dopo una sessione di marcia estenuante, il protagonista racconta alla sua consorte “<em>degli ingorghi caotici che era riuscito a evitare, della processione di individui ignari che aveva incrociato. Le disse che era crollato come ai vecchi tempi quando aveva raggiunto una panchina nei pressi dell&#8217;East River, dove il suo corpo aveva ceduto. Le disse che aveva appallottolato la giacca a mo&#8217; di cuscino e che si era tolto la cravatta, sudando malgrado il freddo. E che un&#8217;ora dopo si era svegliato, inorridito. &#8220;È tornata&#8221; disse</em>&#8220;. E via ancora, le gambe si rimettono in moto e la volontà sembra annullata.<br />
Dopo il successo di <strong>“E poi siamo arrivati alla fine”</strong>, esordio che è stato un best seller mondiale, Ferris ritorna dunque sotto i riflettori con un libro che è stato definito dal <strong>New Yorker</strong> “<em>il ritratto sconcertante di un uomo del tutto privo delle difese della civiltà</em>”.</p>
<p><strong>Autore:</strong> Joshua Ferris<br />
<strong>Titolo:</strong> Non conosco il tuo nome<br />
<strong>Editore:</strong> Neri Pozza<br />
<strong>Pagg. 352<br />
Prezzo:</strong> 16,50</p>
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		<title>I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 08:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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Dieci giorni in cui si disegnano altrettanti scenari possibili. Il giorno in cui Google, l’azienda più potente della new economy acquisirà il&#8221;NewYork Times” per un dollaro. Pensiamo ai titoli che leggiamo sui giornali di oggi, sulle dichiarazioni iraniane su Israele e immaginiamo il giorno in cui la terra del re David attaccherà le basi nucleari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/03/dieci-giorni-alain-minc-chiarelettere.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1991" title="Dieci giorni - Alain Minc - Chiarelettere (Foto: abaca)" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/03/dieci-giorni-alain-minc-chiarelettere.jpg" alt="Dieci giorni - Alain Minc - Chiarelettere (Foto: abaca)" width="570" height="250" /></a></p>
<p><strong>Dieci giorni in cui si disegnano altrettanti scenari possibili.</strong> Il giorno in cui Google, l’azienda più potente della new economy acquisirà il&#8221;NewYork Times” per un dollaro. Pensiamo ai titoli che leggiamo sui giornali di oggi, sulle dichiarazioni iraniane su Israele e immaginiamo il giorno in cui la terra del re David attaccherà le basi nucleari iraniane. Ancora, pensiamo al giorno in cui gli asiatici deterranno il primato intellettuale e quando i giovani maschi bianchi si rivolteranno in massa.<br />
Questo è “<strong>I Dieci giorni che sconvolgeranno il mondo</strong>” di <strong>Alain Minc </strong>(<strong>Chiarelettere</strong>) uscito lo scorso febbraio nelle librerie.<br />
Il giornalista e politologo francese ci proietta in avanti di qualche anno. Non parliamo di profezie, ma di proiezioni, facendosi cronista del futuro che potrebbe attenderci, raccontato in presa diretta, prevedendo sia le reazioni immediate che le conseguenze a lungo termine.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Il libro</strong></span><br />
Ogni giornata raccontata in questo libro è un capitolo, un evento choc in grado di sconvolgere gli equilibri attuali da sfigurare il mondo. Minc ci racconta il mondo che potrebbe attenderci senza dimenticare da dove veniamo. Spazia dalle ragioni che hanno fatto dividere la Repubblica Ceca dalla Slovacchia, al fatto che non ci sarà mai una Scozia senza il Regno Unito o una Catalogna senza la Spagna, arrivando a dire che parlare di secessione in Italia è proprio fuori luogo e che uno come Bossi non avrà mai ragione.<br />
È un libro piccolo, poco più di un centinaio di pagine adattato con una specifica introduzione per l’Italia e sulle ripercussioni che ogni giorno raccontato può avere sia sulla politica che l’economia dello stivale.<br />
Scritto scorrevole, il libro di Minc è un’occasione da cogliere per fare domande sul nostro divenire.<br />
Come dice il blog di Panorama (<a title="I dieci giorni che sconvolgono il mondo - alain minc- chiarelettere - Panorama" href="http://blog.panorama.it/libri/2010/02/17/alain-minc-i-dieci-giorni-che-sconvolgeranno-il-mondo/" target="_blank">http://blog.panorama.it/libri/2010/02/17/alain-minc-i-dieci-giorni-che-sconvolgeranno-il-mondo/</a>): un esempio concreto sull’attacco alle basi nucleari iraniane da parte di israele? – Pochi giorni fa, il 10 febbraio, il presidente iraniano ha annunciato l’inizio del processo di arricchimento dell’uranio. Lo stesso giorno, Elie Wiesel, premio Nobel per la Pace nel 1968, ha detto: “Non piangerei se Ahmadinejad fosse ucciso”. Sono fatti che sembrano risuonare a pagina 65 del libro di Minc, dove parte il capitolo dal titolo: Il giorno in cui Israele attaccherà le centrali nucleari iraniane. “Quel giorno potrebbe essere domani”, scrive.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>L’autore</strong></span><br />
Come recita la scheda autore di Chiarelettere, Alain Minc è nato a Parigi nel 1949. Consigliere politico e finanziario, saggista, politologo e dirigente d&#8217;impresa, esperto di tecnologie dell’informazione, è stato presidente del Consiglio di sorveglianza e della Società dei lettori di Le Monde. Tra i suoi saggi più recenti La nuova Trinità. I giudici, i media, l’opinione pubblica (Armando) e Spinoza. Un romanzo ebreo (Baldini Castoldi Dalai)</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>La profezia</strong></span><br />
Questo libro pubblicato dalla editrice Chiarelettere, leader nello scenario editoriale italiano per analisi impietose del nostro tempo, è precipitoso o disegna scenari fantascientifici? Concordiamo con quello che dice di nuovo panorama: fate voi. Non possiamo prevedere il futuro ma, vedendo quali sono le inclinazioni della nostra economia e politica mondiale, ci possiamoo fare una idea abbastanza precisa, eccome.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Informazioni sul volume</strong></span><br />
Titolo:    I Dieci giorni che sconvolgeranno il mondo<br />
Autore: Minc Alain<br />
Prezzo: € 12,00<br />
Pagine: 113 p., brossura<br />
Traduttore:    Abaterusso V.<br />
Editore    : Chiarelettere  (collana Reverse)</p>
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		<title>Fitoussi: ma la crisi è davvero finita?</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 21:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la Grecia ci saranno altri paesi a cadere in Europa, “credo che avremo casi analoghi per il Regno Unito, il Portogallo, la Spagna. Vuol sapere qual è l’unico paese che non finirà mai attaccato dai mercati? Il Lussemburgo”. La battuta è di uno degli economisti più quotati a livello internazionale, il francese Jean-Paul Fitoussi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/03/fitoussi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1997" title="jean paul fitoussi" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/03/fitoussi.jpg" alt="" width="570" height="250" /></a>Dopo la Grecia ci saranno altri paesi a cadere in Europa, “<em>credo che avremo casi analoghi per il Regno Unito, il Portogallo, la Spagna. Vuol sapere qual è l’unico paese che non finirà mai attaccato dai mercati? Il Lussemburgo</em>”. La battuta è di uno degli economisti più quotati a livello internazionale, il francese <strong>Jean-Paul Fitoussi</strong>, di passaggio a Torino per inaugurare un ciclo di lezioni dedicate a Norberto Bobbio, realizzate in collaborazione con la Biennale della Democrazia.<br />
“<em>Non ho ricette magiche per risolvere i problemi in cui siamo oggi</em>” mette le mani avanti l’economista. Ma di sicuro qualche idea sulla crisi finanziaria attuale se l’è fatta. A cominciare dalla sua durata. Non è affatto finita. “<em>La disoccupazione continuerà ad aumentare e ci vorrà tempo per recuperare il livello di ricchezza che credevamo fosse nostro</em>” .<br />
“<em>Siamo in una parentesi</em> – dice Fitoussi – <em>in cui non si sa se i governi continueranno ad aiutare l’economia reale oppure ritireranno l’ossigeno che hanno dato fino ad adesso</em>”. Una parentesi che in Europa deve anche vedersela con il <strong>“caso greco”</strong>. “<em>C’è un rischio contagio e l’Europa sembra non voler capire che la Grecia è solo l’inizio. Altri stati mostreranno la debolezza nei confronti del mercato, dando inevitabilmente ragione al mercato. E purtroppo quando sono i governi a mostrare la loro debolezza nei confronti del mercato, non c’è più nessuna protezione verso la speculazione. Di fatto questo è un incoraggiamento ai mercati a continuare a speculare</em>”.</p>
<p>Ma al di là della cronaca economica spicciola, <strong>qual è il nodo centrale che ha dato l’avvio a questa crisi finanziaria?</strong><br />
Fitoussi, economista, che nei suoi studi ama sconfinare nel terreno della filosofia e della sociologia, è piuttosto scettico sulle teorie più semplicistiche che circolano oggi. “<em>Non mi convince del tutto la visione che ad un certo punto i mercati siano impazziti. La maggior parte della gente che lavora nella finanza è intelligente e non è gente che si lascia prendere dall’irrazionalità. Io credo che la causa fondamentale sia stata la diseguaglianza di questi anni. Inoltre stiamo pagando errori di valutazione accumulati</em>”. Semplificando molto, “<em>se i meno ricchi diventano sempre meno ricchi, dove va a finire la domanda?</em> – si chiede Fitoussi – <em>Nei nostri paesi allora per salvaguardare i livelli della domanda si agisce sulla politica monetaria abbassando i tassi di interesse, per permettere a chi ha pochi soldi di ricorrere a prestiti per mantenere il proprio tenore di vita</em>”.</p>
<p><strong>E i ricchi?</strong><br />
“<em>In un periodo del genere i ricchi hanno troppa liquidità. Aumenta quindi la domanda di asset importanti: immobili e azioni. Così il prezzo delle case e delle azioni aumenta. E cosi’ a livello globale non si nota che c’è una disfunzione: da una parte c’è un aumento del debito privato, dall’altra per esempio aumenta il valore delle case”</em>.</p>
<p><strong>E quindi?</strong><br />
“<em>E’ ovvio che se aumentano i debiti delle famiglie, ma aumenta anche il valore degli immobili delle stesse famiglie, esse sulla carta risultano solvibili</em>”.<br />
Sulla carta. Ma nella realtà è tutto un altro paio di maniche. O meglio è stato così fino a quando non è esplosa sui mercati la bolla immobiliare. “<em>Certo. Quindi significa che noi non abbiamo un sistema di misura giusto, perché c’è una distanza tra le statistiche e la situazione reale della gente. Quando esplode una bolla allora ci accorgiamo che globalmente siamo piu’ poveri. Eravamo gia’ piu’ poveri, ma non lo sapevamo e ora ne paghiamo le conseguenze. Per cui una parte importante della popolazione dei paesi ricchi oggi non è in grado  di progettare il futuro, in un certo senso, con questa crisi abbiamo sacrificato il futuro. E se vogliano lasciare ai nostri figli un capitale umano, ambientale ed economico almeno uguale a quello che abbiamo ereditato noi, occorre misurare la realtà tenendo conto delle attuali diseguaglianze</em>”.</p>
<p><strong>Il primo passo, allora?</strong><br />
“<em>Occorre studiare unità di misura nuove, perché quelle che avevamo non ci hanno avvertito in tempo della crisi. Occorre studiare come misurare la sostenibilità, economica, ambientale del mondo e dei singoli paesi</em>”.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>E quindi il Pil dei paesi è ancora un indicatore valido? </strong><br />
“<em>Forse non assolve più al compito di misurare la situazione economica generale</em>”.</p>
<p>Ma tornando alla <strong>diseguaglianza</strong> il problema non è solo economico, “<em>ma anche politico</em> – assicura l’economista francese &#8211; <em>Perché abbiamo acconsentito a sostituire la politica con il  mercato. Paghiamo un costo economico dell’assenza della politica</em>”. Insomma per Fitoussi la politica deve capire che c’è un grado di diseguaglianza che puo’ fare male, che puo’ nuocere. Ecco perché la politica proprio ora non può abiurare al suo compito principale. “<em>La politica è chiamata in primis a deliberare sulle norme della giustizia, cioè su ciò che deve essere uguale e ciò che può eventualmente essere diverso per le persone e per i paesi. Questa è la democrazia</em>”.<br />
E senza la democrazia, checché ne dicano gli economisti americani, “<em>il capitalismo non potrebbe sopravvivere</em>”.</p>
<p><strong>Un esempio per tutti?</strong><br />
“<em>Chi ha salvato le banche? Noi tutti, noi contribuenti, quindi la democrazia</em>”, conclude l’economista.</p>
<p><em>Per approfondire le ultime idee di Fitoussi, si consiglia di leggere il suo libro scritto con Eloi Laurent, intitolato “<strong>La nuova ecologia politica</strong>”, edito da Feltrinelli e uscito lo scorso aprile.</em></p>
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		<title>X, il piccolo fratello</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 22:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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Immaginiamo una San Francisco del prossimo futuro, chi ci vive ha una giornata che assomiglia molto a quella dei ragazzi di oggi, informatizzati, con cellulari supertecnologici nei quali ci passano i messaggini, internet,  Wikipedia e tutte quelle modernità estruse a velocità strabiliante dalla rete.
Immaginiamo un gruppo di studenti, hacker guastatori ed anticipatori di tempi allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_1986" class="wp-caption aligncenter" style="width: 580px"><a href="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/03/x-cory-doctorow-newton-compton.jpg"><img class="size-full wp-image-1986 " title="X - Cory Doctorow - Newton Compton (foto Joi Ito - http://scifiwire.com)" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/03/x-cory-doctorow-newton-compton.jpg" alt="X - Cory Doctorow - Newton Compton (foto Joi Ito - http://scifiwire.com)" width="570" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">X - Cory Doctorow - Newton Compton (foto Joi Ito - http://scifiwire.com)</p></div>
<p>Immaginiamo una <strong>San Francisco del prossimo futuro</strong>, chi ci vive ha una giornata che assomiglia molto a quella dei ragazzi di oggi, informatizzati, con cellulari supertecnologici nei quali ci passano i messaggini, internet,  Wikipedia e tutte quelle modernità estruse a velocità strabiliante dalla rete.<br />
Immaginiamo un gruppo di <strong>studenti</strong>, <strong>hacker</strong> guastatori ed anticipatori di tempi allo stesso tempo che, a seguito di una devastante esplosione che coinvolge il Bay Bridge e parte della metropolitana, vengono acciuffati dal Dipartimento di Sicurezza Interna per accertamenti. Il fermo per alcuni di loro si risolve con la detenzione, per Marcus, il protagonista, la tortura e per Darryl la sparizione completa.<br />
Ma l’amara scoperta di tutti loro il giorno del rilascio è che il <strong>nemico non è fuori ma dentro,</strong> che quello che è successo non ha nulla a che fare con un attacco terroristico che richiama l’11 settembre, ma è il <strong>tentativo di controllo di massa</strong> da parte del governo degli Stati Uniti, quello della creazione di un Grande Fratello capace di controllare la vita di tutti. E <strong>loro</strong>, nerd della tecnologia, sono l’<strong>unica arma per combatterlo e riportare la democrazia</strong>.<br />
Questo è il romanzo di<strong> Cory Doctorow</strong>, uscito in Italia qualche tempo fa per <strong>Newton &amp; Compton</strong> dal titolo “<strong>X</strong>”.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Il libro</strong></span><br />
Il titolo americano è “Little Brother” che strizza pesantemente l’occhio a Orwell e al “Big Brother” del suo 1984. I temi sono quelli del controllo di massa, di un’entità superiore che deve controllare la vita di tutti. Aldilà della storia, quello che si discosta dal trattamento di 1984 è la tecnologia: mentre Orwel parla di futuristiche ambientazioni, Doctorow ci racconta una vicenda attraverso una tecnologia che già conosciamo, si parla di sistemi operativi, qualche chicca sul funzionamento di quelli della Microsoft, cimici e cellulari nella stessa notazione che conosciamo.<br />
È a tutti gli effetti una storia reale, che di fantascienza ha ben poco (per quanto la parola fantascienza in Italia pare che richiami storie e ambiti morti e sepolti) – forse dovremmo chiamarla Nattativa scientifica, giusta traduzione di Science Fiction.<br />
È una storia che procede in maniera lineare, non ci sono salti temporali, tracciata con un righello, ma <strong>ogni pagina ci pone delle domande</strong>. Come ci controllano oggi? Come funziona la rete internet? Che cosa succede quando usciamo per strada, usiamo i mezzi  pubblici e i sistemi elettronici di riconoscimento della persona?<br />
Questa storia ben scritta, che scivola via veloce e piena di eventi come spesso gli autori del nord America sono capaci di fare, ci fa pensare al mondo che sarà, in cui la tecnologia sarà la padrona di tutto, in cui le informazioni viaggeranno sempre più veloci grazie a tutti i ritrovati che troviamo già oggi in casa nostra. Insomma un mondo non così lontano, anzi per niente.<br />
Doctorow spazia da internet, ai computer, al diritto, alla democrazia ed il fatto che il progresso sta modificando continuamente i contorni del tutto chiedendoci implicitamente se siamo coscienti del mondo in cui ci stiamo inserendo.</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">L&#8217;autore</span></strong><br />
Wikipedia riporta “<em>Cory Doctorow (Toronto, 17 luglio 1971) è un giornalista, scrittore e noto blogger (coeditore del famoso blog Boing Boing) canadese. È un attivista in favore delle leggi che liberalizzano i copyright e sostenitore delle licenze Creative Commons. La maggior parte dei suoi libri sono scaricabili gratuitamente da Internet.</em>”</p>
<p>È da questa attività giornalistica che nasce il background del libro, Doctorow, arrivato in Italia per la presentazione del libro alla fine dello scorso anno, è conosciuto principalmente in Italia per la sua conoscenza nell’ambito delle nuove tecnologie. Interessante la sua intervista per “Meet the media guru” avvenuta a Milano visibile qui (<a title="Meet the media guru - Cory Doctorow" href="http://hightech.blogosfere.it/2009/03/meet-the-media-guru-intervista-a-cory-doctorow-obama-creative-commons-e-controllo-di-stato.html" target="_blank">http://hightech.blogosfere.it/2009/03/meet-the-media-guru-intervista-a-cory-doctorow-obama-creative-commons-e-controllo-di-stato.html</a>) in cui spazia dalla letteratura al diritto d’autore fino alla politica delineando quello che è stato ieri e quello che sarà domani con molti argomenti.</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Creative commons</span></strong><br />
Chi volesse scaricare in lingua originale il formato digitale del libro (sia per Pc che per E-reader) è possibile tramite il seguente link: <a title="Little Brother - Cory Doctorw" href="http://craphound.com/littlebrother/download/" target="_blank">http://craphound.com/littlebrother/download/</a>. Questo libro è diffuso in modalità Creative Commons. Troviamo un accenno di questa politica nella gestione dei diritti delle idee anche nella storia che stiamo segnalando. Doctorow è un fervido sostenitore della libera diffusione delle idee, basta che vengano indicate tutte le fonti. Per maggiori informazioni possiamo visitare il seguente link (<a title="Creative Commons Italia" href="http://www.creativecommons.it/" target="_blank">http://www.creativecommons.it/</a>).</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Politica e comunicazione 2.0</span></strong><br />
Dentro X abbiamo  avuto un chiaro accenno di come il nostro concetto di informazione verrà ridimensionato nel futuro. Riprendendo parte dell’intervista che ha rilasciato a blogosfere nello spazio “Meet the Media Guru”, Doctorow ha parlato della sua idea di politica del futuro partendo dalle innovazioni della politica di Obama. La vera innovazione nella politica del nuovo presidente USA non sta nel fatto che usi Twitter o i social media nella sua proposizione, ma il fatto che si sia deciso di esporre il messaggio tramite <a title="Wiki:Feed" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Feed" target="_blank">feed </a>nella rete, in maniera tale da riuscire a contare quante persone leggono, far interagire l’elettorato, attivo e potenziale, farli parlare.</p>
<p>Per fare un esempio, non è tanto il fatto che ci siano canali come Youtube per il discorso settimanale di Obama e per il battage mediatico che può suscitare sui media, ma la constatazione che oggi non è mai stato così facile comunicare e soprattutto interagire con l’elettorato, avere commenti e feedback su quello che viene detto.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>In conclusione</strong></span><br />
Il libro che abbiamo segnalato in questa occasione è forse lo specchio di un mondo in cui a grande velocità ci siano già incuneati. Mediate gente, meditate.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Il Booktrailer</strong></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/4IpKDPv7X3s" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/4IpKDPv7X3s"></embed></object></p>
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		<title>Sotto cieli noncuranti, da oggi in libreria</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 08:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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“Le cose spaiate si devono appaiare. Le cose rotte si devono aggiustare. E quelle che fanno soffrire si devono curare. Si fa così. Io questo lo so.”
Questa è la storia di Matilde e ha dodici anni, che compie piccoli e bizzarri rituali per addomesticare la realtà. È la protagonista di “Sotto cieli noncuranti” in uscita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/02/benedetta-cibrario-sotto-cieli-non-curanti-feltrinelli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1980" title="Sotto cieli noncuranti - Benedetta Cibrario - Feltrinelli " src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/02/benedetta-cibrario-sotto-cieli-non-curanti-feltrinelli.jpg" alt="Sotto cieli noncuranti - Benedetta Cibrario - Feltrinelli " width="570" height="250" /></a></p>
<p>“<em>Le cose spaiate si devono appaiare. Le cose rotte si devono aggiustare. E quelle che fanno soffrire si devono curare. Si fa così. Io questo lo so.</em>”<br />
Questa è la storia di <strong>Matilde </strong>e ha <strong>dodici anni</strong>, che compie <strong>piccoli e bizzarri rituali per addomesticare la realtà</strong>. È la protagonista di “<strong>Sotto cieli noncuranti</strong>” in uscita oggi per <strong>Feltrinelli</strong>. Scritto dalla torinese <strong>Benedetta Cibrario</strong>.</p>
<p>In un inverno nevoso di Torino il padre di Matilde, Giovanni Corrias, magistrato, è chiamato a indagare sul caso di un bambino morto in circostanze misteriose. Alla partenza dei primi accertamenti la moglie, la mamma di Matilde,  viene investita da un’auto come se la sorte si compiesse con una strana e geometrica sincronicità. A questo duro colpo il magistrato risponde facendo leva sul senso del dovere e della professione, aggrappandosi alle indagini in corso assieme a Violaine, una giovane poliziotta laureata in psicologia.<br />
Nel mentre Matilde osserva gli adulti e il loro dibattersi e si domanda in che maniera curare il dolore del padre e delle sorelle, convinta che spetti a lei tentare di aggiustare quello che si è improvvisamente rotto scoprendo che alla geometria oscura della morte della madre se ne sovrappone un’altra, luminosa e impalpabile.</p>
<p>Come dichiara l’autrice stessa nella presentazione che fa sul sito della Feltrinelli, questo cielo noncurante, richiamo di una poesia di Dylan Thomas, è sinonimo di un cielo che si cura poco del destino degli uomini che vivono sotto di esso. È un romanzo corale in cui le persone si trovano davanti al divenire del tutto avvolti da una strana inerzia e solo questa bambina pare veda attraverso questo meccanismo.</p>
<p>Di primo acchito il libro della Cibrario echeggia temi e trattamenti già visti, il mondo visto da una bambina, il trattamento fatto tramite la sua ingenuità. Ci viene alla mente la piccola Thebes di Miriam Toews (In fuga con la zia, Marcos y Marcos). L’autrice di  Rossovermiglio (Feltrinelli) Premio Campiello 2008 presenta il suo libro oggi alla Libreria Feltrinelli di Torino.</p>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">Informazioni sul volume:</span></strong></p>
<p>Titolo: <strong>Sotto cieli noncuranti</strong><br />
Autore: Benedetta  Cibrario<br />
Editore: Feltrinelli<br />
Pagine: 256<br />
Prezzo: Euro 16</p>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">Calendario delle presentazioni del libro:</span></strong></p>
<p>24/02/2010 alle ore 18:00<br />
<strong>Feltrinelli Libri e Musica </strong><br />
Largo CLN 251 a Torino</p>
<p>25/02/2010 alle ore 18:30<br />
<strong>Feltrinelli Libri e Musica </strong><br />
Piazza Piemonte 2 a Milano.</p>
<p>05/03/2010 alle ore 18:00<br />
<strong>Feltrinelli Libri e Musica</strong><br />
Piazza Colonna 31/35 a Roma</p>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">Un estratto del libro:</span></strong></p>
<p><a title="Sotto cieli non curanti - Benedetta Cibrario - Feltrinelli" href="http://www.feltrinellieditore.it/giornalisti/SchedaLibroEstratto?id_estratto=1892" target="_blank">http://www.feltrinellieditore.it/giornalisti/SchedaLibroEstratto?id_estratto=1892</a></p>
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		<title>Decennale per Minimum Fax Cinema</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 10:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Saggi e interviste in cui Martin Scorsese va a ruota libera sui film che ha girato, ma anche ricorda e commenta le pellicole  che ha amato, gli attori con cui ha lavorato e i registi a cui si è ispirato. Un libro che ci conduce idealmente nell’&#8221;officina&#8221; dell’artista, raccontando in dettaglio la produzione dei suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/02/scorsese.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1976" title="scorsese" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/02/scorsese.jpg" alt="" width="570" height="250" /></a></p>
<p>Saggi e interviste in cui <strong>Martin Scorsese</strong> va a ruota libera sui film che ha girato, ma anche ricorda e commenta le pellicole  che ha amato, gli attori con cui ha lavorato e i registi a cui si è ispirato. Un libro che ci conduce idealmente nell’&#8221;officina&#8221; dell’artista, raccontando in dettaglio la produzione dei suoi capolavori, dalla sceneggiatura alla colonna sonora fino  al montaggio. E’ <strong>“Il bello del mio mestiere”</strong>, libro che Minimum Fax lanciò nel 2004 e che ora riporta in libreria <strong>per festeggiare il primo decennale della collana dedicata al cinema</strong>.</p>
<p>Partita nel 2000, la collana <strong>Minimum Fax Cinema</strong> è diventata ormai un punto di riferimento per gli appassionati e gli studiosi della settima arte. Nelle sue pagine il cinema viene raccontato dalla viva voce dei maestri (da Charlie Chaplin a Stanley Kubrick, da Orson Welles a Woody Allen, da Alfred Hitchcock a Werner Herzog), sotto forma di approfondite interviste (La politica degli autori, La Nouvelle Vague). A comporre la collana anche saggi critici (Antonin Artaud, Jean-Luc Godard), sceneggiature (Lars Von Trier), reportage (Lillian Ross, Eleanor Coppola).</p>
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		<title>La storia di Piera, nel mare dei modelli da seguire</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 08:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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Un misto di risate, humor nero e una fine analisi di un problema molto grave come la bulimia. Questi sono gli ingredienti di “Sei troppo stupida per vivere” che abbiamo segnalato qualche tempo fa.
Il libro di Samantha Momentè pubblicato da Voras Edizioni ci ha colpito per la sua maniera furbetta (nella maniera buona del termine) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/02/samantha-momente-intervista.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1972" title="Sei troppo stupida per vivere - Momentè Samantha - Voras" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/02/samantha-momente-intervista.jpg" alt="Sei troppo stupida per vivere - Momentè Samantha - Voras" width="570" height="250" /></a></p>
<p>Un misto di risate, humor nero e una fine analisi di un problema molto grave come la bulimia. Questi sono gli ingredienti di “<strong>Sei troppo stupida per vivere</strong>” che abbiamo segnalato qualche tempo fa.<br />
Il libro di <strong>Samantha Momentè</strong> pubblicato da <strong>Voras Edizioni </strong>ci ha colpito per la sua maniera furbetta (nella maniera buona del termine) di intrufolarsi in una tematica difficile come questa condizione.<br />
Ci parla di <strong>Piera </strong>che ha il nome sfigato delle Zia fantasma che la disturba la notte, grassa e con una difficile condizione di autostima. Piera è <strong>in balia di Giulia</strong>, la sorella bellissima, che tutti amano e gli uomini perdono la testa. Ma Giulia è cattiva, ci gode nel fare del male alle persone ed in special modo alla sorella, le porta via il fidanzato per il puro gusto di toglierglielo.<br />
<strong>Ma Giulia ha un segreto</strong>, lei che viene vista come un modello da seguire <strong>è bulimica</strong>, la sua bellezza e il suo essere una icona della scuola si poggia sul abitudini alimentari convulse, dove mangia e si mette lo spazzolino in gola per vomitare tutto quello che ha ingurgitato. La cattiveria di Giulia è solo una maschera per coprire la sua insicurezza, demolendo psicologicamente gli altri, per coprire e immiserire questo grave problema che la affligge nell&#8217;indifferenza dei genitori.<br />
Quella che pare una storia fatta di battute, veloce, scorrevole, godibile anche la presenza fantasma della zia, diviene una storia dove la rabbia sgorga pian piano, dove questa Giulia si rende sempre più cattiva e odiabile fino al gesto estremo in cui anche la sorella viene travolta da questo odio.</p>
<p>Abbiamo contattato questa autrice esordiente che spera che la sua nuova opera sia pubblicata  nuovamente per la ravennate Voras Edizioni. Abbiamo fatto due chiacchiere sulla storia e la sua autrice per capire meglio cosa sta dietro a questo bel libro.<br />
Ha chiesto a noi il segreto per scrivere meglio, secondo noi mente.</p>
<p><strong>Parto con una domanda di getto perché è la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo il libro: ho l&#8217;impressione che ci sia (o ci fosse) un altro titolo per questo libro, forse cambiato all&#8217;ultimo. Dico bene? Se si perché l&#8217;hai cambiato?</strong><br />
Innanzitutto ti ringrazio per questa intervista e per la tua simpatia, poi passo a contraddirti!<br />
Forse è bene fare una premessa: sono una persona pochissimo seria e con gusti musicali &#8220;datati&#8221;! Il titolo del libro è un omaggio al maestro Alberto Fortis e alla sua &#8220;Milano e Vincenzo&#8221; e si è insinuato nella mia mente di pari passo alla storia che volevo raccontare. Si è poi rivelata un&#8217;arma a doppio taglio, dal momento che gli amici hanno cominciato a storpiarlo in &#8220;Sono troppo stupida per scrivere&#8221;, riportando alla mente traumi infantili e sensi d&#8217;inferiorità latenti!</p>
<p><strong>Con questo libro, partendo dalle risate, sei riuscita ad intrufolarti in maniera così piena in un tema come quello della bulimia. La domanda viene da se: cosa c&#8217;è di vero in questa vicenda?</strong><br />
Quello della bulimia e di altri disturbi legati all&#8217;alimentazione è un tema delicato e serio che riguarda moltissima gente in maniera differente. Tra la ragazzina che non fa il &#8220;bis&#8221; di torta e la patologia medica ci sono infinite sfaccettature che interessano la maggior parte delle persone. Ovvio quindi che ci sia del vero nella storia che ho raccontato, ma non è importante sapere chi e a quali livelli sia nella vita reale la protagonista del libro. E&#8217; importante, a mio avviso, parlare e raccontare un problema attuale senza necessariamente dare alle stampe un libro dossier, ma, anzi, descrivere in maniera se vuoi comica certe dinamiche molto delicate. L&#8217;intento quindi non è quello di puntare il dito, bensì di tendere una mano, non è ignorare, bensì comprendere.<br />
<strong><br />
Quindi la domanda successiva è come nasce questa storia così &#8220;aderente&#8221; a questo grave problema? È autobiografica con il finale cambiato?</strong><br />
La storia nasce attingendo a piene mani dall&#8217;ambiente che mi circonda e dalle persone che ne fanno parte. Come ti dicevo avvertivo il bisogno profondo di raccontare quei disagi che spesso vengono taciuti per quieto vivere e di farlo in modo apparentemente leggero. C&#8217;è tanto di mio: le insicurezze, le paure e i complessi derivanti dall&#8217;essere anni luce lontana dai modelli perfetti che ci vengono imposti come vincenti.<br />
La storia non è strettamente autobiografica, non è la mia vita, è un &#8220;purè&#8221; di vite schiacciate e frullate in un centinaio di pagine.</p>
<p><strong>Secondo te, cosa c&#8217;è di sbagliato nelle persone per generare persone come Giulia, e anche persone come Piera? O nella nostra società?</strong><br />
Ah, su questo argomento ci sarebbero milioni di cose da dire!<br />
Io divido le persone, tutte le persone, in due sole categorie: oneste e disoneste. Facile no? E invece siamo nel magico mondo della vita reale, in cui i brutti poveri sono solo brutti, mentre i brutti ricchi diventano affascinanti, i ciccioni DEVONO essere felici e autoironici, i gay sono i migliori amici delle donne e si intendono di vestiti, alcuni sono brave persone NONOSTANTE siano stranieri e se vuoi essere una persona vincente DEVI quantomeno portare la taglia 40! Ovviamente sto generalizzando, ma fino a un certo punto. Apri un giornale a caso e c&#8217;è la dieta della settimana, in televisione lasciamo stare, nelle pubblicità del mocio vileda la casalinga indossa un miniabito aderente ed è così felice di pulire la sua casa immensa che mi verrebbe da chiederle se vuole pulire anche la mia! Agli involucri degli assorbenti è affidato il compito di rassicurarmi riguardo agli attacchi di fame incontrollata che mi assalgono in &#8220;quei giorni speciali&#8221;&#8230;Sembra fantascienza? Ti ricordo solo che è stato Topo Gigio a spiegarci come curare l&#8217;influenza&#8230;</p>
<p><strong>E cosa genera persone come i loro genitori che si attaccano ai figli solo quando è successo l&#8217;irreparabile?</strong><br />
Effettivamente nel libro i genitori sembrano avere il ruolo di spettatori disinteressati, ma è stata una scelta voluta per enfatizzare l&#8217;impotenza che assale chi è costretto a convivere con dinamiche che non riesce a comprendere fino in fondo. Il mio non è un atto di accusa verso i genitori, al contrario ho tenuto marginali queste figure perché spesso sono spettatori inconsapevoli di quanto accade nelle loro case.</p>
<p><strong>Hai dedicato il libro a tuo padre, ci vuoi confidare il motivo?</strong><br />
Il motivo è semplice e molto sentimentale: sono orgogliosa di avere un padre come il mio e anche molto fortunata. Questo è il mio primo libro e mi è sembrato naturale dedicarlo a chi mi vede ancora come la sua bambina adorabile!</p>
<p><strong>Guardiamo avanti. Hai un nuovo lavoro da dare alle stampe? La nostra fittissima rete di spionaggio non ci ha riportato nulla.</strong><br />
In effetti sto lavorando a qualcosa di nuovo, ma è ancora presto per parlarne. Quello che ti posso anticipare è che &#8211; se si dimostrerà un buon lavoro &#8211; spero di pubblicarlo ancora con la casa editrice &#8220;Voras&#8221;.</p>
<p><strong>Collegandomi alla domanda precedente, c&#8217;è un filo conduttore nei tuoi lavori?</strong><br />
Rimando la domanda al mio &#8220;esimo&#8221; libro, per il momento l&#8217;unico filo conduttore è l&#8217;humor nero che poi è quello che preferisco. Allegre scivolate nel macabro, ecco quello che ci vuole!</p>
<p><strong>E cosa muove la tua voglia di scrivere? (Visioni durante la tua giornata? Spezzoni di vita della gente che ti capita di osservare, ecc&#8230;?)</strong><br />
Io arrivo alla scrittura per caso, non sono di quelli che già a sei anni riempivano quaderni di pensieri e poesie e consumavano sulle sudate carte la loro miglior parte! Ho cominciato a scrivere per gioco, dopo aver vinto un concorso letterario pochissimo serio, e continuerò a fare così, senza esaltarmi per una recensione o andare in depressione per una stroncatura. Invento storie che racconto prima alle mie amiche, poi elaboro nella mente fino a convincermi che siano capolavori e infine scrivo. Poi di solito le rileggo e fanno pietà!</p>
<p><strong>Insomma qual è il messaggio che ti piacerebbe lasciare ai lettori che ti seguono? Un messaggio alla nazione?</strong><br />
No,no, niente messaggi per carità! Spero solo che i lettori audaci che hanno investito nel mio libro si siano divertiti. In caso contrario amen, tanto il &#8220;soddisfatti o rimborsati&#8221; non c&#8217;è!<br />
<strong><br />
Domanda didattica. Parliamo della tua giornata da scrittrice. Cosa fai quando scrivi? Qualche trucco di &#8220;artigianato&#8221; che ti aiuta a scrivere?</strong><br />
Ma che giornata da scrittrice!! Le mie giornate sono un barcamenarmi tra lavoro, casa, cane e amici, non ho mai tempo per fare tutto quello che dovrei, mi trascino in giro fino a sera e poi sprofondo nel divano priva di sensi e con la coscienza sporca per non aver scritto nemmeno una riga&#8230;<br />
E almeno facessi le cose bene! Le amiche mi dicono che le trascuro, il cane mi abbaia contro quando non faccio parlare Chicco-il-pupazzo con la vocina stupida, il commercialista mi manda mail minatorie, la casa è sempre un casino&#8230;Perché, tu conosci qualche trucco che aiuta a scrivere? E cosa aspetti a dirmelo?<br />
<strong><br />
Stiamo giungendo alle ultime domande, sono passati dieci anni, che Samantha Momenté vedi? Scrittrice? Che fa il lavoro di oggi?</strong><br />
Sono passati dieci anni e quindi vado per i quaranta (aaaargggghhh), i miei capelli sono un casino, mi vesto come Iridella e ho paura dei fantasmi. La mia cagnolina è vecchia e non so ancora cosa farò da grande, in compenso sono a dieta e giuro che questa volta non cederò. Ho in mente una storia incredibile e spero di trovare il tempo di scriverla!<br />
<strong><br />
Cosa devo dire alla zia Piera buonanima che vuole vedere Brothers &amp; Sisters su Rai 4 a casa mia e non mi crede che lo diano su Rai 2?</strong><br />
Dille che se non torna a casa do fuoco alla sua collezione di harmony e vendo su ebay i dischi di Nilla Pizzi, e poi chiamo un esorcista. E comunque non giocare i numeri del lotto che ti dice, sono sempre sbagliati!</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>Informazioni sul volume</strong></span><br />
Titolo:    Sei troppo stupida per vivere<br />
Autore: Momentè Samantha<br />
Prezzo: € 12,50<br />
Pagine: 128 p., brossura<br />
Editore: Voras  (collana Hydra)</p>
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		<title>Eni, Marcos y Marcos, Caterpillar e Rai assieme per Parole Illuminanti</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 22:56:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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Riceviamo la comunicazione e la giriamo con piacere.
Si parla della ricerca della propria originalità. Eni e Marcos y Marcos, in collaborazione con Caterpillar, bandiscono un nuovo Premio di cover letterarie sul tema del buio e della luce.
Quattro brani in cui il buio è protagonista devono essere riscritti introducendo elementi luminosi. Tre di essi sono di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/02/parole-illuminanti-marcos-y-marcos-eni-caterpillar-rai.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1967" title="Parole illuminanti: un progetto Marcos y Marcos, Eni, Caterpillar e Rai" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/02/parole-illuminanti-marcos-y-marcos-eni-caterpillar-rai.jpg" alt="Parole illuminanti: un progetto Marcos y Marcos, Eni, Caterpillar e Rai" width="570" height="250" /></a></p>
<p>Riceviamo la comunicazione e la giriamo con piacere.</p>
<p><strong>Si parla della ricerca della propria originalità</strong>. <strong>Eni </strong>e <strong>Marcos y Marcos</strong>, in collaborazione con <strong>Caterpillar</strong>, bandiscono un nuovo <strong>Premio di cover letterarie sul tema del buio e della luce</strong>.<br />
Quattro brani in cui il buio è protagonista devono essere riscritti introducendo elementi luminosi. Tre di essi sono di autori classici: Hugo, Conrad e Cechov. Il quarto, è di un giovane autore italiano, Cristiano Cavina, figura conosciutissima della letteratura formata Marcos y Marcos.</p>
<p>Il Premio e i quattro brani da “illuminare” verranno proposti nel corso della trasmissione di Radio 2 condotta da Massimo Cirri e Filippo Solibello, nell’ambito dell’iniziativa M’illumino di meno. Saranno resi disponibili, in versione integrale, su <a title="Letteratura rinnovabile" href="http://www.letteraturarinnovabile.com" target="_blank">www.letteraturarinnovabile.com</a>.<br />
I concorrenti devono inviare la propria cover di uno dei quattro brani entro il 30 aprile 2010 all’indirizzo email: <a title="illuminanti(at)marcosymarcos.com" href="mailto:illuminanti@marcosymarcos.com">illuminanti(at)marcosymarcos.com</a>. La partecipazione è gratuita.</p>
<p>La <strong>giuria</strong>, composta da <strong>Maurizio Matrone, Paolo Nori, Alessandro Beretta, Claudia Tarolo, Marco Zapparoli</strong> e dagli studenti di dieci istituti superiori italiani, sceglierà le <strong>otto cover migliori, che saranno pubblicate da Marcos y Marcos.</strong> Il vincitore assoluto verrà proclamato dal pubblico nel corso del Caterraduno di giugno 2010.</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>Scarica il bando di concorso</strong></span></p>
<p><a title="Bando di concorso parole Iluminanti" href="http://www.letteraturarinnovabile.com/parole-illuminanti/come-partecipare.html" target="_blank">http://www.letteraturarinnovabile.com/parole-illuminanti/come-partecipare.html</a></p>
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		<title>Lo strano caso degli autori Scandinavi</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 22:51:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È interessante notare che negli ultimi tempi la letteratura che rimane sulla cima alle classifiche si sta componendo sempre più di autori che arrivano dal Nord Europa. Lo abbiamo trovato anche in un interessante articolo del Wall street Journal dello scorso gennaio che possiamo vedere qui.
Leggiamo i giornali “grandi” e vediamo Stieg Larsson con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1962" class="wp-caption aligncenter" style="width: 580px"><a href="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/02/scrittori-scandinavia.jpg"><img class="size-full wp-image-1962   " title="Indriðason, Larsson, Läckberg, Solstad, Staalesen, Mankel: lo strano caso degli autori scandinavi" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/02/scrittori-scandinavia.jpg" alt="" width="570" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Indriðason, Larsson, Läckberg, Solstad, Staalesen, Mankel: lo strano caso degli autori scandinavi</p></div>
<p style="text-align: center;"><strong>È interessante notare che negli ultimi tempi la letteratura che rimane sulla cima alle classifiche si sta componendo sempre più di autori che arrivano dal Nord Europa.</strong> Lo abbiamo trovato anche in un interessante articolo del Wall street Journal dello scorso gennaio che possiamo vedere <a title="Lo strano caso degli autori scandinavi secondo il wall street journal" href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748703657604575004961184066300.html" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Leggiamo i giornali “grandi” e vediamo <strong>Stieg Larsson</strong> con la sua Millenium Trilogy (Marsilio). Troviamo ancora <strong>Camilla Läckberg</strong> con la sua serie di Erika Falck (sempre Marsilio), ed ancora <strong>Henning Mankel</strong> il primo giallista che si è imposto nella classifica dei grandi romanzieri con il commissario <strong>Wallander</strong>. Il successo di questo commissario è anche stato suggellato dalla sua trasposizione nel piccolo schermo tramite la BBC ed interpretato dal<strong> Kenneth Branagh</strong> di cui, in autunno, uscirà anche in Italia l&#8217;attesissimo decimo e ultimo episodio delle sue inchieste.</p>
<p>Una <strong>classifica </strong>pubblicata dal “<strong>The book seller</strong>” per il 2009 posiziona infatti Larsson al primo posto, la Läckberg al sesto ed infine Henning Mankell al nono. Tutti svedesi.<br />
Ma non ci vogliamo fermare qui, pensiamo anche all’islandese <strong>Arnaldur Indriðason</strong>, del quale abbiamo letto tanto ed recensito altrettanto, appena uscito con un nuovo episodio commissario Erlendur Sveinsson dal titolo “Un grande gelo” (Guanda). C&#8217;è ancora il norvegese <strong>Gunnar Staalesen</strong> con i suoi “Satelliti della morte” uscito sul finire del 2009 per Iperborea, vogliamo aggiungere ancora lo svedese <strong>Dag Solstad</strong> con la sua “Tentativo di descrivere l&#8217;impenetrabile” (Iperborea) anche se non siamo prettamente nello stesso genere, ma tanti sono gli eventi comuni in questa vicenda e chiudiamo con “Il decano”(Iperborea) dello svedese <strong>Lars Gustafsson</strong>.</p>
<p><strong>Cosa rende questi autori così accattivanti da collezionare così tanti lettori? </strong><br />
Ci vengono alle mente le parole della traduttrice di Indriðason, <strong>Silvia Cosimini</strong>,  sul fatto che quasi sempre abbiamo a che fare con <strong>personaggi e storie incredibilmente reali</strong>.  Non sono ineccepibili come il professor Langdon di Dan Brown, che, bontà sua, riesce a mettere tutte le sue intuizioni nella fila giusta fino alla fine del romanzo, pagina per pagina, quasi che ci fosse un film in vista.<br />
Oppure fortunati ed intelligenti come Jessica Fletcher (non Angela Lansbury della televisione degli anni ’90, ma il secondo alter ego che firma i romanzi di Donald Bain), sempre nel luogo del delitto.</p>
<p><strong>Le storie raccontate sono quelle di persone come tutti noi,</strong> con le loro debolezze, il loro mondo e i loro problemi, Sveinsson ha una figlia con problemi con la giustizia, odia spesso il suo lavoro. Non fanno nulla di eccezionale, spesso i casi che devono affrontare richiamano fantasmi del loro passato, paure che sono state represse e forse è proprio quello che lì rende vincenti, il fatto che siano<strong> alla portata di tutti</strong>. Leggere  i romanzi di questi autori nord europei, e alcuni nordamericani, entriamo in un mondo reale, plausibile e autentico. Ci regalano la suspance di un poliziesco e la scoperta di paesi che fino a ieri sono stati marginali, perfetti nelle loro conquiste del diritto, e ci fanno toccare con mano vizi e virtù, fino a farci vedere che in alcuni casi la Scandinavia è un luogo da cui scappare.</p>
<p>Cosa manca a chiudere questa analisi? La storia di una vita raccontata in più episodi, tutti avvincenti, in cui la finzione scenica del poliziesco si mescola con la realtà romanzata del protagonista.  Un compromesso sia scenico che per il fondo pensione dell&#8217;autore? Può darsi.<br />
Rimane il fatto che fra le mani <strong>abbiamo libri che sono specchio dei tempi in cui le pagine ci possono far sentire il bruciore del male e dei dilemmi di oggi</strong>.</p>
<p>E alla fine della fiera ci viene da farci una domanda pensando al nostro paese: quando avremo in Italia una letteratura che parla agli italiani degli italiani di oggi? E senza dover parlare sempre e solo degli anni di piombo della nostra storia, ormai lontana qualche decina di anni?  O dei tempi che furono dei nostri nonni?</p>
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		<title>Camilleri sul grande schermo</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 11:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Andrea Camilleri]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ previsto il 1° febbraio il primo ciak in Sicilia del film "La scomparsa di Patò", film diretto da Rocco Mortelliti, tratto dall'omonimo libro di Andrea Camilleri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1958" title="camilelri_cinema" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/01/camilelri_cinema.jpg" alt="camilelri_cinema" width="570" height="250" /></p>
<p>E’ previsto il <strong>1° febbraio </strong>il primo ciak in Sicilia del film <strong>&#8220;La scomparsa di Patò&#8221;</strong>, film diretto da Rocco Mortelliti, tratto dall&#8217;omonimo libro di Andrea Camilleri.</p>
<p>Vigata, la città siciliana di finzione uscita dalla penna  del papà di Montalbano, sarà ricreata tra Naro, Agrigento, la Valle dei Templi e la Scala dei Turchi di Porto Empedocle. Il film, scritto da Rocco Mortelliti, Maurizio Nichetti e dallo stesso Camilleri è  la prima trasposizione cinematografica di un romanzo dello scrittore siciliano. Nel cast figurano: <strong>Nino Frassica, Maurizio Casagrande, Neri Marcore&#8217; (nel ruolo di Patò</strong>), <strong>Alessandra Mortelliti, Gilberto Idonea, Flavio Bucci, Simona Marchini, Danilo Formaggia</strong>. Prevista anche la partecipazione di <strong>Roberto Herlitzka</strong>.</p>
<p>Prodotto dalla “13 Dicembre” con Emme cinematografica e S.Ti.C. con il contributo della Regione Sicilia,  di  Sicilia Film Commission e di Cinesicilia,  il film sarà girato anche il  contributo del Ministero per i Beni e le Attività  Culturali. Ambientata a fine Ottocento a Vigata, la storia prende le mosse dal venerdì santo, quando nella piazza del paese   viene messo in scena il cosiddetto &#8220;Mortorio&#8221;,  ossia la Passione di Cristo. Tra gli interpreti l’integerrimo ragioniere di banca Antonio Patò, a cui tocca interpretare la parte di Giuda. La rappresentazione giunge all&#8217;acme con l&#8217;impiccagione di Giuda-Patò che, accompagnato dagli improperi degli spettatori, cade in una apposita botola. Ma alla fine della spettacolo Patò sembra essersi volatilizzato e men che meno in camerino si trovano i suoi abiti.</p>
<p>Su un muro di Vigata qualche giorno dopo compare una scritta <strong>&#8220;Murì  Patò  o s&#8217;ammucciò (si nascose)?&#8221;</strong>. La Pubblica Sicurezza nella figura del delegato Ernesto Bellavia e i Reali Carabinieri nella figura del maresciallo Paolo Giummaro entrano in competizione e si ostacolono nelle indagini. Una  qualche irregolarità nella conduzione della banca? Una perdita di memoria dovuta alla caduta nella botola? O la pista del complotto mafioso? Come si spiega questa improvvisa scomparsa? Attraverso le indagini, gli interrogatori e una serie di flashback che danno vita ad una galleria di costumi e malcostumi attuali, emerge un quadro sorprendente e inaspettato della Sicilia, ma anche del nostro Paese.</p>
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