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	<title>pura lana di vetro</title>
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		<title>“La bambola che dorme” e la nuova serie di Jeffery Deaver</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2008/08/16/%e2%80%9cla-bambola-che-dorme%e2%80%9d-e-la-nuova-serie-di-jeffery-deaver/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Aug 2008 22:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Antolisei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La bambola che dorme” non solo è il titolo dell’ultimo libro di Jeffery Deaver uscito nelle librerie per Sonzogno, è il soprannome di Theresa, nove anni, sfuggita alla strage della famiglia a Carmel, in California, perché dormiva sul lettino tra le bambole. Ed è anche l’inizio di una nuova serie poliziesca che vede come protagonista Kathryn Dance, specialista di cinesica, che cerca di fare luce su un crimine irrisolto dello stesso assassino della famiglia di Theresa. Una storia complicata e per certi versi difficile nella lettura per un autore che pare non al suo meglio. Ai posteri la sentenza. 

La bambola che dorme - Jeffery Deaver - Sonzogno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="La bambola che dorme - Jeffery Deaver - Sonzogno" src="/wp-content/uploads/_old/20070810/12007_bamboladorme.jpg" alt="La bambola che dorme - Jeffery Deaver - Sonzogno" width="120" height="192" /><p class="wp-caption-text">La bambola che dorme - Jeffery Deaver - Sonzogno</p></div>“La bambola che dorme” non solo è il titolo dell’ultimo libro di Jeffery Deaver uscito nelle librerie per Sonzogno, è il soprannome di Theresa, nove anni, sfuggita alla strage della famiglia a Carmel, in California, perché dormiva sul lettino tra le bambole. Ed è anche l’inizio di una nuova serie poliziesca che vede come protagonista Kathryn Dance, specialista di cinesica, che cerca di fare luce su un crimine irrisolto dello stesso assassino della famiglia di Theresa. Una storia complicata e per certi versi difficile nella lettura per un autore che pare non al suo meglio. Ai posteri la sentenza. </p>
<p><em><strong>La bambola che dorme &#8211; Jeffery Deaver &#8211; Sonzogno</strong></em></p>
<p>Il libro mette in scena per la prima volta un&#8217;esperta interpretazione del linguaggio del corpo in cui non solo conta quello che si dice ma anche come si agisce. “La bambola che dorme” non solo è il titolo dell’ultimo libro di Jeffery Deaver uscito nelle librerie per Sonzogno, è il soprannome di Theresa, nove anni, sfuggita alla strage della famiglia a Carmel, in California, perché dormiva sul lettino tra le bambole. Per questo orribile delitto viene condannato all’ergastolo per omicidio di primo grado e per omicidio colposo del suo complice, Raymond Pell, 35 anni. Da questo antefatto che presenta tutti i personaggi inizia la vera storia e forse anche la nuova serie. La protagonista di questa nuova vicenda è Kathryn Dance, agente del California Bureau of Investigation, che avevamo già incontrato nella La luna fredda dove affiancava Lincoln Rhyme nelle indagini sull’Orologiaio. E’ una specialista di cinesica ovvero sa leggere il comportamento non verbale delle persone. Di fronte a lei siede, otto anni dopo il massacro, lo stesso Daniel Pell, detto “il figlio di Manson”: Pell deve essere processato di nuovo perché vari indizi lo collegano a un altro delitto del passato rimasto irrisolto. Il confronto tra la Dance e Pell è una sfida tra due intelligenze: la prima è abituata a leggere tra le pieghe di gesti, sguardi e posture il reale intendimento delle persone; la seconda è la mente di un uomo magnetico, scaltro, abile manipolatore delle sensibilità altrui. Pell, riesce poi a evadere dal carcere di massima sicurezza e comincia una fuga mozzafiato finché Kathryn non subodora un diabolico piano. Coadiuvata dall’agente dell’Fbi Winston Kellogg, inizia a scavare nel passato del clan di Pell, costituito da Newberg e da tre donne che vivevano tutti insieme in una squallida abitazione. Kathryn Dance è convinta di trovare la soluzione attraverso l’indizio di tre parole, digitate dall’emulo di Charles Manson sul motore di ricerca del pc: “Alison, Nimue, Helter Skelter”… <br />Questa storia è stata presentata come un nuovo episodio del mago del poliziesco Jeffery Deaver, conosciutissimo e con un ragguardevole seguito di lettori. Ma cercando per la rete i giudizi dei lettori non sono poi così lusinghieri, molti giudizi parlando di un Deaver a corto di idee davanti ad un libro che non ha la stessa verve delle pubblicazioni precedenti, in cui, benché sia molto lungo e avvolgente alcuni pezzi sono troppo epansi da rendere la storia noiosa. Forse Deaver è a corto di idee, o forse è un momento in cui il proprio genio creativo è ad un empasse. Vedremo la sua prossima fatica se saprà scaldare di nuovo i lettori.<br />Ci ricordiamo comunque della citata “Luna Fredda” (sempre edito da Sonzogno) e del precedente protagonista della serie, alias Lincoln Rhyme, alle prese con il caso dell’orologiaio; ci ricordiamo anche dello stesso Rhyme alla ricerca di un assassino con un solo indizio nelle mani, “La dodicesima carta” dei tarocchi, quella dell’impiccato. </p>
<p>Informazioni sul libro:<br />Titolo: <strong>La bambola che dorme </strong><br />Autore: Deaver Jeffery <br />Prezzo: € 19,00<br />Pagine: 503 <br />Traduttore: Cappi A. C.; Astori C. <br />Editore: Sonzogno  (collana Romanzi)</p>
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		<title>Come Dio comanda: storia di un romanzo non finito</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2007/08/10/come-dio-comanda-storia-di-un-romanzo-non-finito/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Aug 2007 22:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania D&#39;Ammicco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vicenzo Cerami nella suo manuale di scrittura per giovani autori dice che un racconto è una storia forte con una ambientazione debole mentre un romanzo è una storia debole con una ambientazione forte, in cui anche se gli eventi non sono eclatanti si accompagna il lettore nelle sfumature dell’animo dei suoi personaggi. E questo è forse l’ultimo libro di Niccolò Ammaniti, premio Strega 2007, dal titolo “Come Dio comanda” (Mondadori). Una storia di persone della stessa famiglia che hanno a che fare con il fato burlone, corposa ma che pare finire repentinamente, troncata. 

Come Dio comanda - Niccolò Ammaniti - Mondadori]]></description>
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<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Come Dio comanda - Niccolò Ammaniti - Mondadori" src="/wp-content/uploads/_old/20070810/12007_comediocomanda.jpg" alt="Come Dio comanda - Niccolò Ammaniti - Mondadori" width="120" height="187" /><p class="wp-caption-text">Come Dio comanda - Niccolò Ammaniti - Mondadori</p></div>
<p>Vicenzo Cerami nella suo manuale di scrittura per giovani autori dice che un racconto è una storia forte con una ambientazione debole mentre un romanzo è una storia debole con una ambientazione forte, in cui anche se gli eventi non sono eclatanti si accompagna il lettore nelle sfumature dell’animo dei suoi personaggi. E questo è forse l’ultimo libro di Niccolò Ammaniti, premio Strega 2007, dal titolo “Come Dio comanda” (Mondadori). Una storia di persone della stessa famiglia che hanno a che fare con il fato burlone, corposa ma che pare finire repentinamente, troncata.</p>
<p> </p>
<p><em><strong>Come Dio comanda &#8211; Niccolò Ammaniti &#8211; Mondadori</strong></em></p>
<p>Il libro di Niccolò Ammaniti “Come Dio comanda” è uscito nel 2006 ma ha continuato a far parlare di sé anche durante l’anno in corso.<br />Vincitore del premio Strega 2007, la semi-nuova opera dello scrittore ha caratteristiche peculiari, che la rendono sicuramente unica, in parte apprezzabile, parzialmente criticabile.<br />L’unicità si trova nella storia creata dallo scrittore, surreale eppure così vera ed ipoteticamente “realmente accaduta”. Il libro, infatti, narra la storia di un gruppo di persone, il cui nucleo centrale non muta durante tutta la narrazione, ma all’interno del quale si verificano alcuni parziali mutamenti. Il protagonista principale è sicuramente Cristiano Zena, ragazzino cresciuto col solo padre, Rino, in una provincia solitaria, piccola e desolatamente piovosa. Il piccolo Cristiano durante la storia, che viene suddivisa in capitoli rappresentanti ognuno un giorno della settimana, muterà, acquisirà coscienza in merito ad alcune vicende, crescerà forse davvero troppo in fretta. Suo padre, principale figura di riferimento del bambino, è un uomo brusco, ma che rivela, grazie a ciò che lo scrittore ci permette di sapere, un lato sensibile, rivolto solamente alla necessità di proteggere il figlio, voluto e protetto dalle “grinfie” di una madre che voleva disfarsene. Anche Rino crescerà, decidendo, per una volta, di prendere la strada più consona.<br />Vi sono, poi, personaggi che costituiscono il corollario del nucleo centrale, quali lo strambo Quattro Formaggi, divenuto ancora più strano dopo aver subito un incidente; amico dei due principali personaggi, rivelerà la sua natura nascosta grazie alle vicende che sconvolgeranno la vita degli attori di questa storia singolare; si trova poi Danilo Aprea, anch’esso amico degli Zena, apparentemente assennato ma irrazionale al tempo stesso. <br />Tutti questi soggetti si ritroveranno a dover fare i conti con il fato che, scaltro ed ironico, deciderà di metterli alla prova.<br />Ciò che può definirsi apprezzabile nell’opera di Ammaniti è la sua capacità di rendere vere le situazioni, i luoghi ed i personaggi stessi; dopo le prime pagine il lettore entra nel mondo piovoso della piccola cittadina, si trova a fare i conti con lo squallore, la solitudine, la pazzia. Ogni attore della storia è ben delineato; nulla viene lasciato al caso e, alla fine, tutti i tasselli, tutte le caratteristiche precedentemente citate vengono ad assumere un ruolo particolare ma assolutamente azzeccato. In alcuni momenti della narrazione, sembra che l’autore si sia sbagliato, che abbia inserito dei pezzetti di storia che non c’entrano nulla; tuttavia, subito dopo, ci si accorge della finalità del riferimento o della vicenda evocata e tutto torna al proprio posto.<br />Tuttavia, ciò che può essere criticato, la caratteristica che consente di non indicare come “perfetto” il libro è il finale; sembra quasi che l’autore abbia fretta di concludere, di mandare in stampa l’opera, quasi come se fosse rimasto senza idee. Questo elemento rovina la storia, lasciandola non soltanto incompiuta (elemento che, di per sé, potrebbe essere assolutamente apprezzato) ma anche “tranciata”, quasi depauperata di una sua fondamentale parte; il lettore, perciò, si trova smarrito a causa del poco, pochissimo tempo che l’autore gli concede per potersi “abituare”, per poter comprendere, infine, lo scopo della storia.<br />In ogni caso, “Come Dio comanda” rappresenta uno stralcio di vite, di nevrosi e di fragilità, sapientemente incastrate tra loro in modo da stupire, grazie alla loro semplicità, il lettore più esigente.</p>
<p>Scheda libro</p>
<p>Titolo: <strong>“Come Dio comanda”</strong><br />Autore: Niccolò Ammaniti<br />Editore: Mondadori<br />Pagine: 500<br />Anno: 2006</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>LINK</strong></span></p>
<p><a title="www.niccoloammaniti.com" href="http://www.niccoloammaniti.com" target="_blank">http://www.niccoloammaniti.com</a></p>
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		<title>L&#8217;ultima estate di innocenza</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Aug 2007 22:39:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Antolisei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una bambina risucchiata dalla calca di una Venezia zeppa di turisti che scompare e riappare senza vita in un parco. Michele Ferrara si sveglia dopo sei anni di coma. Nicola Zanardi, fotografo, torna dall’Iraq della guerra. Tutte queste storie si volgono in una estate, l’ultima per moti aspetti. E questi sono alcuni degli intrecci che si consumano in un nuovo quadro noir che il bolognese Patrick Fogli mette assieme in “L'ultima estate di innocenza” (Piemme). Dopo il romanzo di esordio, “Lentamente prima di morire” questo autore torna con una nuova storia ricca di assonanze con il volume precedente ma anche nuovi colpi di scena. 

L'ultima estate di innocenza - Patrick Fogli - Piemme]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Lultima estate di innocenza - Patrick Fogli - Piemme" src="/wp-content/uploads/_old/20070810/12007_ultimaestateinnocenza.jpg" alt="Lultima estate di innocenza - Patrick Fogli - Piemme" width="120" height="196" /><p class="wp-caption-text">L&#39;ultima estate di innocenza - Patrick Fogli - Piemme</p></div>Una bambina risucchiata dalla calca di una Venezia zeppa di turisti che scompare e riappare senza vita in un parco. Michele Ferrara si sveglia dopo sei anni di coma. Nicola Zanardi, fotografo, torna dall’Iraq della guerra. Tutte queste storie si volgono in una estate, l’ultima per moti aspetti. E questi sono alcuni degli intrecci che si consumano in un nuovo quadro noir che il bolognese Patrick Fogli mette assieme in “L&#8217;ultima estate di innocenza” (Piemme). Dopo il romanzo di esordio, “Lentamente prima di morire” questo autore torna con una nuova storia ricca di assonanze con il volume precedente ma anche nuovi colpi di scena. </p>
<p><em><strong>L&#8217;ultima estate di innocenza &#8211; Patrick Fogli &#8211; Piemme</strong></em></p>
<p>È un&#8217;estate strana, piena di sole accecante e di temporali improvvisi. È l&#8217;estate di Lisa, che ha tredici anni e non parla. Ha smesso un giorno di febbraio. Il giorno in cui non è tornata a casa da scuola fino a notte inoltrata. Il giorno che sua madre Roberta cerca disperatamente di ricostruire, per poter finalmente colmare il muro di silenzio che da allora le tiene distanti. È l&#8217;estate di Michele Ferrara che si sveglia dal coma dopo sei mesi e che non ricorda quasi nulla della sua vita passata. Niente dell&#8217;incidente che lo ha spedito nel buio di una notte di neve. Niente dell&#8217;uomo che era e che ritrova piano piano, scoprendo un altro se stesso che non conosce più. E che gli fa paura. È l&#8217;estate di Nicola Zanardi, che fa il fotografo e ritorna dall&#8217;Iraq. Con una donna da dimenticare, un amico morto in un attentato e una valigia scambiata che nasconde fotografie che nessuno dovrebbe vedere. È l&#8217;estate di Giovanni Marra, poliziotto con troppi ricordi, e del corpo di una bambina che mezza Italia sta cercando, sparita nella calca di una Venezia affollata di turisti e riaffiorato all&#8217;improvviso dalla terra di un parco. E di altre morti strane e sospette arrivate senza un motivo apparente a disegnare una trama difficile da decifrare. Storie che sembrano distanti tra loro, ma che si riveleranno strettamente intrecciate una all&#8217;altra. Finché ognuno dovrà fare i conti con un presente diventato troppo pericoloso.<br />Questo è il secondo romanzo di Patrick Fogli, quello di esordio è uscito qualche tempo fa, un thriller (“Lentamente prima di Morire” &#8211; Piemme) che Lucarelli ha definito come il romanzo che mancava allo senario del noir italiano. Ma alcune assonanze mettono in comune i suoi libri: persone che hanno perso qualcosa o qualcuno. Le storie che si intrecciano in questa vicenda ci comunicano assieme una serie di ambientazioni, corpose e sanguigne, in cui non solo delitti e dolori procedono spediti dentro di noi, ma si ha la sensazione di essere nelle strade, di camminare sotto i portici dei viali. </p>
<p>Informazioni sul libro:<br />Titolo: <strong>L’ultima estate di innocenza</strong><br />Autore: Patrick Fogli<br />Editore: Ed. Piemme,<br />Pagine: 572</p>
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		<title>L’uomo a rovescio</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2007/08/10/l%e2%80%99uomo-a-rovescio/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Aug 2007 22:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Antolisei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna un protagonista caro alle serie di Fred Vargas precedenti, il commissario Baptiste Adamsberg, che questa volta esce dalla solita Parigi per indagare sui monti del Mercantour, alle spalle di Nizza. In questa regione pare che siano tornati i lupi a dilaniare gli ovini degli allevamenti ma le cose non stanno proprio in questa maniera. In un intreccio mai troppo eccessivo, ma sempre accattivante il giusto, si svolge una storia di misteri ed enigmi da svelare alla Vargas. 

L’uomo a rovescio - Fred Vargas - Einaudi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="L’uomo a rovescio - Fred Vargas - Einaudi" src="/wp-content/uploads/_old/20070810/12007_uomorovescio.jpg" alt="L’uomo a rovescio - Fred Vargas - Einaudi" width="120" height="187" /><p class="wp-caption-text">L’uomo a rovescio - Fred Vargas - Einaudi</p></div>Torna un protagonista caro alle serie di Fred Vargas precedenti, il commissario Baptiste Adamsberg, che questa volta esce dalla solita Parigi per indagare sui monti del Mercantour, alle spalle di Nizza. In questa regione pare che siano tornati i lupi a dilaniare gli ovini degli allevamenti ma le cose non stanno proprio in questa maniera. In un intreccio mai troppo eccessivo, ma sempre accattivante il giusto, si svolge una storia di misteri ed enigmi da svelare alla Vargas. <br /><em><strong><br />L’uomo a rovescio &#8211; Fred Vargas &#8211; Einaudi</strong></em></p>
<p>La francese Fred Vargas, misteriosa zooarcheologa medievalista francese che si cela dietro questo pseudonimo ci propone il più gotico e pauroso tra i suoi gialli. Parliamo de “L’uomo a rovescio” uscito lo scorso anno per Einaudi anche se la sua prima pubblicazione nella Francia natale risale a ben otto anni prima. <br />Definita “l’anti Patricia Cornwell”, la scrittrice usa come arma di seduzione lo stile ironico e incisivo ma anche l’originalità dell’intreccio, l’accuratezza dei particolari, il gusto per il ragionamento deduttivo, che pagina dopo pagina conduce alla rivelazione finale. <br />Il romanzo porta ancora una volta sulla scena il protagonista dei libri precedenti: il commissario Jean-Baptiste Adamsberg. L’azione non è ambientata nella capitale francese ma in un luogo aspro e inospitale: i monti del Mercantour. Qui, alle spalle di Nizza, hanno fatto la loro ricomparsa i lupi, segnalati per i numerosi attacchi agli ovili che hanno seminato il panico tra la popolazione locale. In un paesino tra questi monti, si è stabilita Camille, l’eterna amante in fuga del commissario, che, assieme a Lawrence, un amico ricercatore canadese, indaga su una catena di orrendi delitti. I sospetti dei due si incentrano su Massart, uno strano individuo, un “lupo mannaro” redivivo, a cui viene attribuito l’assassinio di una giovane del luogo, Suzanne. Ma spesso le soluzioni, anche dei casi più complicati, sono più semplici di quanto si immagini, come scoprirà il commissario Adamsberg, che, accorso in quei luoghi per rivedere Camille, finirà per scoprire la verità.<br />Leggendo i giudizi dei lettori per la rete, anche questa pubblicazione ha trovato i suoi soddisfatti, infatti la Vargas, anche se ormai specializzata nelle serie poliziesche con gli stessi personaggi che acciuffano i cattivi, è sempre capace di dare sapore alle scene, senza mai strafare ma creando personaggi semplicemente reali.</p>
<p>Informazioni sul libro:<br />Titolo: <strong>L&#8217; uomo a rovescio </strong><br />Autore: Vargas Fred <br />Prezzo: € 15,50<br />Pagine: 330<br />Traduttore: Melaouah Y. <br />Editore: Einaudi  (collana Einaudi. Stile libero big)</p>
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		<title>Crolli emotivi … ed analisi interiori</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Aug 2007 22:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Antolisei</dc:creator>
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		<description><![CDATA["Crolli emotivi - Romanzo tragicomico per uso esterno" è l'ultima creatura del sagace e pungente Sandro Montalto edito per LietoColle Edizioni: creatura tanto esilarante quanto inconsueta perché segna una nuova tappa nel romanzo d'evasione sposando l'assurdo più insensato con una penetrante, onesta e disinibita analisi interiore. La forma di questa infaticabile carrellata di battute è di un critico letterario di fama nazionale, d’un saggista, poeta ed autore teatrale di comprovato impegno che non poteva fare altro che darci un libricino da collezionare. 

Crolli emotivi - Sandro Montalto - LietoColle Libri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Crolli emotivi - Sandro Montalto - LietoColle Libri" src="/wp-content/uploads/_old/20070810/12007_crolliemotivi.jpg" alt="Crolli emotivi - Sandro Montalto - LietoColle Libri" width="120" height="178" /><p class="wp-caption-text">Crolli emotivi - Sandro Montalto - LietoColle Libri</p></div>&#8220;Crolli emotivi &#8211; Romanzo tragicomico per uso esterno&#8221; è l&#8217;ultima creatura del sagace e pungente Sandro Montalto edito per LietoColle Edizioni: creatura tanto esilarante quanto inconsueta perché segna una nuova tappa nel romanzo d&#8217;evasione sposando l&#8217;assurdo più insensato con una penetrante, onesta e disinibita analisi interiore. La forma di questa infaticabile carrellata di battute è di un critico letterario di fama nazionale, d’un saggista, poeta ed autore teatrale di comprovato impegno che non poteva fare altro che darci un libricino da collezionare. </p>
<p><em><strong>Crolli emotivi &#8211; Sandro Montalto &#8211; LietoColle Libri</strong></em></p>
<p>&#8220;Crolli emotivi &#8211; Romanzo tragicomico per uso esterno&#8221; è l&#8217;ultima creatura di Sandro Montalto: creatura tanto esilarante quanto inconsueta perché segna una nuova tappa nel romanzo d&#8217;evasione sposando l&#8217;assurdo più insensato con una penetrante, onesta e disinibita analisi interiore. La forma di questa infaticabile carrellata di battute è di un critico letterario di fama nazionale, d’un saggista, poeta ed autore teatrale di comprovato impegno come Sandro Montalto.<br />E’ un fuoco d&#8217;artificio di battute, di giochi di parole, d&#8217;istruzioni per l&#8217;uso del vivere in chiave burlesca, di fulminei racconti al limite di una stravaganza tanto spinta quanto probabile. E&#8217;, insomma, un compendio di amenità volutamente proposte a raffica per non concedere al lettore un istante di tregua. <br />Questo &#8220;romanzo tragicomico per uso esterno&#8221; è un concentrato d&#8217;energia rigenerante, un libro giovane per consumatori d&#8217;ogni età che, in molte sue parti, sembra ammiccare alla matita chiedendo al lettore di sottolineare quella frase, quella battuta, quel guizzo di umorismo irresistibile da conservare saldo in memoria e da richiamare ogni volta che il quotidiano pare esigere un esubero di seriosità. <br />Ma non di serietà &#8211; attenzione! &#8211; perché &#8220;Crolli emotivi&#8221;, sotto una veste scanzonata e irriverente, nasconde tutta l&#8217;umana vulnerabilità dell&#8217;Autore che, uomo d&#8217;oggi, la condivide democraticamente con ciascuno di noi. Il libro infatti si impone anche come una riflessione all&#8217;occorrenza tragica e dolorosa sullo scandalo dell&#8217;esistenza, mira a stanare le tracce di surrealtà nella realtà ed elegge a suo astro l&#8217;irresistibile e profonda risata che ride di ciò che è infelice con eccezionale compartecipazione.</p>
<p>Informazioni sul libro:<br />Titolo: <strong>Crolli emotivi. Romanzo tragicomico per uso esterno </strong><br />Autore: Montalto Sandro <br />Prezzo: € 13,00<br />Pagine: 150 <br />Editore LietoColle</p>
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		<title>Spingendo la notte più in là</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Aug 2007 21:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Antolisei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una vicenda privata che riguarda tutti noi, ovvero la storia della tragica morte del commissario Calabresi ucciso nel ’72 per una vendetta politica. E la scrive il figlio Mario con il libro edito da Mondadori “Spingendo la notte più in là” che, tra un sorriso, l’amore per gli altri ed una tragedia che ha segnato la nostra società, ci permette di vivere e, per certi di noi rivivere, una storia che ha fortemente smosso l’opinione pubblica. 

Spingendo la notte più in là - Mario Calabresi - Mondadori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Spingendo la notte più in là - Mario Calabresi - Mondadori" src="/wp-content/uploads/_old/20070810/12007_notte+la.jpg" alt="Spingendo la notte più in là - Mario Calabresi - Mondadori" width="120" height="169" /><p class="wp-caption-text">Spingendo la notte più in là - Mario Calabresi - Mondadori</p></div>Una vicenda privata che riguarda tutti noi, ovvero la storia della tragica morte del commissario Calabresi ucciso nel ’72 per una vendetta politica. E la scrive il figlio Mario con il libro edito da Mondadori “Spingendo la notte più in là” che, tra un sorriso, l’amore per gli altri ed una tragedia che ha segnato la nostra società, ci permette di vivere e, per certi di noi rivivere, una storia che ha fortemente smosso l’opinione pubblica. </p>
<p><em><strong>Spingendo la notte più in là &#8211; Mario Calabresi &#8211; Mondadori</strong></em></p>
<p>Un libro che risveglia le coscienze, che ricorda un episodio buio della recente storia italiana e le sue  ancor più penose appendici. Lo scrive con coraggio, chiarezza e misura il figlio del commissario Calabresi, ucciso nel &#8216;72 per vendetta politica.<br />L’omicidio del commissario, oltre a lasciare un segno  nella vita pubblica del Paese, sconvolse l’esistenza della famiglia, conseguenza troppo trascurata che comprende l’agonia delle lettere anonime, delle minacce scritte sui muri, dagli attacchi pubblici di molti intellettuali della sinistra extraparlamentare di allora. Lo stesso vale per le altre vittime del terrorismo, per mogli e figli di chi è morto nello stesso periodo: alcuni di loro non hanno avuto la forza di sopportare la disattenzione pubblica, l&#8217;oblio collettivo, ma c’è chi non ha mai smesso di lottare perché fosse rispettata la memoria dei loro cari e per non farsi inghiottire dai rimorsi. La storia dei Calabresi si intreccia così con quella di tanti altri (la figlia di Antonio Custra, di Luigi Marangoni o il figlio di Emilio Alessandrini), costretti all&#8217;improvviso ad affrontare, soli, una catastrofe privata mentre parte dell&#8217;opinione pubblica italiana offriva una complicità silenziosa alla lotta armata. E’ una storia fatta di dolore, ma anche di inattesa e spensierata allegria, in cui la voglia di vivere e l&#8217;amore per gli altri sono spesso riusciti a vincere l&#8217;odio e le divisioni che ancora oggi colpiscono il nostro paese. Una vicenda privata che appartiene a tutti noi. </p>
<p>Informazioni sul libro:<br />Titolo: <strong>Spingendo la notte più in là. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo </strong><br />Autore: Calabresi Mario <br />Prezzo: € 14,50<br />Pagine: 131 <br />Editore: Mondadori</p>
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		<title>Signore in giallo: Anna Antolisei</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 21:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ne ho le scatole piene dei gialli americani. Sono tutti uguali e schematici. La scrittura è povera. Nei nostri gialli invece c’è atmosfera e i personaggi sono pieni di sfumature”. 
Queste sono le parole della torinese Anna Antolisei, giornalista, scrittrice ed editor, ed anche - e soprattutto - autrice di “A mani nude. Un nuovo caso a Torino per Alessandra Chiesa” (Fogola) un giallo ambientato nella capitale sabauda investigato da una pubblico ministero molto sui generis per una storia emozionante, continuazione del precedente episodio sempre uscito per lo stesso editore. 

A mani nude. Un nuovo caso a Torino per Alessandra Chiesa – Anna Antolisei - Fogola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 129px"><img title="Anna Antolisei" src="/wp-content/uploads/_old/20070514/annaantolisei_p.jpg" alt="Anna Antolisei" width="119" height="160" /><p class="wp-caption-text">Anna Antolisei</p></div>“<em>Ne ho le scatole piene dei gialli americani. Sono tutti uguali e schematici. La scrittura è povera. Nei nostri gialli invece c’è atmosfera e i personaggi sono pieni di sfumature</em>”. <br />Queste sono le parole della torinese Anna Antolisei, giornalista, scrittrice ed editor, ed anche &#8211; e soprattutto &#8211; autrice di “A mani nude. Un nuovo caso a Torino per Alessandra Chiesa” (Fogola) un giallo ambientato nella capitale sabauda investigato da una pubblico ministero molto sui generis per una storia emozionante, continuazione del precedente episodio sempre uscito per lo stesso editore. </p>
<p>A mani nude. Un nuovo caso a Torino per Alessandra Chiesa – Anna Antolisei &#8211; Fogola</p>
<p>Guai a definirla poetessa. Prima di tutto Anna Antolisei è una scrittrice, che proviene dal mondo del giornalismo e una &#8220;poeta molto molto occasionale&#8221;. Parole sue. Come avrete capito, le etichette in generale non la fanno impazzire, men che meno quelle declinate al femminile. <br />L&#8217;autrice di &#8220;A mani nude. Un nuovo caso a Torino per Alessandra Chiesa&#8221; è una graziosa signora che però dietro modi dolci e pacati sembra nascondere un bel caratterino e una buona dose di creatività ed ecclettismo. <br />Basti pensare alla sua variegata produzione letteraria. Esordisce nel 1994 con &#8220;Con troppo amore, per troppo odio&#8221;. Dopodichè si dà ad una sua grande passione: la ricerca di aforismi inediti, che la porterà a pubblicare due volumi dal titolo &#8220;Aforismi urlati&#8221;. Non solo ma da circa due anni, la Antolisei è curatrice della collana di narrativa della casa editrice Lietocolle di Como. Si tratta di una piccola casa editrice, specializzata in poesia, che però ultimamente è alla ricerca di nuovi talenti in prosa. &#8220;Nel mio mestiere per la Lietocolle cerco di tirare fuori dagli autori i lati meno ovvi&#8221; afferma Antolisei, nel corso della presentazione della sua ultima fatica per l&#8217;editore Fogola, tenutasi alla Libreria Scenario di Torino. <br />E questo non voler mai scadere nell&#8217;ovvio ci sembra anche un po&#8217; la ricetta dei suoi gialli. In &#8220;A mani nude&#8221; l&#8217;assassino è un giustiziere  della sera (non della notte, perché ama coricarsi presto). L&#8217;arma dei delitti? La si può desumere dal titolo del volume, sono proprio le sue mani, in cui fa confluire la rabbia che lo attanaglia. &#8220;Per carità non si pensi a descrizioni truculente&#8221;. Il libro è più incentrato su uno scavo di personaggi e di sentimenti.  E poi il suo assassino è un giustiziere, uno che attende paziente l&#8217;uscita di prigione di detenuti che si sono macchiati di atti infamanti per poi avventarsi con violenza su di loro e impedirgli di gustarsi l&#8217;agognata libertà.<br />A indagare sul caso c&#8217;è il pubblico ministero Alessandra Chiesa, una vecchia conoscenza per chi ha già letto la precedente puntata di Antolisei, il complesso &#8220;L&#8217; altra faccia della luna. Delitti d&#8217;autore a Torino&#8221;. A farle da spalla un belloccio capo della omicidi con cui la Chiesa manda avanti le indagini. L&#8217;attenzione della Antolisei per i suoi personaggi poi ce li rende quasi vividi davanti ai nostri occhi. E&#8217; un po&#8217; come spiega Margherita Oggero, che ha intervistato l&#8217;autrice nel corso dell&#8217;incontro: &#8220;Ogni personaggio è un miscuglio di te, di quelli che ami e di quelli che detesti. E ad un certo punto prende vita propria ti sguscia dalle mani e prende il sopravvento&#8221;. Così accade in &#8220;A mani nude&#8221;.<br />Tutto ruota attorno a questo personaggio femminile, che conquista il lettore non per la sua simpatia, ma proprio per i suoi modi a tratti bruschi. La Chiesa è un&#8217;iraconda, un&#8217;emotiva, che prende la vita di petto. E&#8217; un&#8217; amazzone. E dettaglio non secondario, ci dice la Antolisei, la protagonista è lesbica. Per una volta un omosessuale viene rappresentato in un ambiente che non è quello della moda o dello spettacolo. <br />Naturalmente nulla di più è da svelare, perché si tratta di un giallo. Un giallo con una marcia in più perché  &#8220;made in Italy&#8221;,  ci tiene a sottolineare l&#8217;autrice. &#8220;Ne ho le scatole piene dei gialli americani. Sono tutti uguali e schematici. La scrittura è povera. Nei nostri gialli invece c&#8217;è atmosfera e i personaggi sono pieni di sfumature&#8221;. Concorda la Oggero, dalla cui penna è uscita la mitica professoressa Baudino. E aggiunge riferendosi alla collega e a se stessa: &#8220;Esiste una letteratura di intrattenimento, che non ha pretesa di fare cultura, ma che ha dei buoni contenuti. Purtroppo in Italia c&#8217;è il pregiudizio che la letteratura debba essere una mappazza e che il lettore per essere vero lettore debba soffrire  sulla pagina&#8221;. <br />Ma forse non è un vizio solo italiano. Il recente &#8220;Vita da lettore&#8221; di Nick Hornby (Guanda) è lì a testimoniarlo.</p>
<p>Informazioni sul libro:<br /><img class="alignleft size-medium wp-image-852" style="margin: 3px;" title="A mani nude. Un nuovo caso a Torino per Alessandra Chiesa – Anna Antolisei - Fogola" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2009/11/a_mani_nude-185x300.jpg" alt="A mani nude. Un nuovo caso a Torino per Alessandra Chiesa – Anna Antolisei - Fogola" width="112" height="182" />Titolo: <strong>A mani nude. Un nuovo caso a Torino per Alessandra Chiesa</strong><br />Autore: Antolisei Anna<br />Prezzo:  € 19,50 <br />Pagine: 318 p., <br />Editore: Fogola<br />Collana: I gialli di Fogola</p>
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