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	<title>pura lana di vetro</title>
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	<description>cultura che non infeltrisce</description>
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		<title>I frutti dimenticati, a cavallo tra l’oggi ed un passato più semplice, vince anche il Premio Castiglioncello</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 21:02:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania D&#39;Ammicco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una bugia. Un racconto a metà, elargito per scoprire una verità che, per trentatré anni, era rimasta celata. Per rispondere alla domanda: “Chi è veramente mio padre?” Ecco in che modo Cristiano Cavina dà il via alla semplice, eppure profonda e interessante, storia che costituisce la trama del suo ultimo romanzo, “I frutti dimenticati” uscito per la milanese Marcos y Marcos. 
Una storia realistica e a tratti quasi comune a molti, grazie alla quale trascorrere del tempo in un'altra dimensione, a quando il tempo si trascorreva in modo genuino e a quel periodo che, un po' in tutti, crea tanta nostalgia. 

I frutti dimenticati - Cristiano Cavina - Marcos y Marcos 
AGGIORNAMENTO 1 SETTEMBRE 2009 
Cristiano Cavina ha appena vinto la trentaduesima edizione del Premio Letterario Castiglioncello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong><div class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><strong><img title="I frutti dimenticati - Cristiano Cavina - Marcos y Marcos" src="/wp-content/uploads/_old/20081130/fruttidimenticatiCavina.jpg" alt="I frutti dimenticati - Cristiano Cavina - Marcos y Marcos" width="100" height="151" /></strong><p class="wp-caption-text">I frutti dimenticati - Cristiano Cavina - Marcos y Marcos</p></div><span style="color: #ff6600;">AGGIORNAMENTO DEL 1 SETTEMBRE 2009</span></strong></div>
<div><em>Nota ufficio stampa Marcos y Marcos<br /></em></div>
<div>Sabato sera, il 29 agosto, nel Parco del Castello Pasquini di  Castiglioncello, Cavina si è aggiudicato la stragrande maggioranza dei voti  della nuova edizione del <strong>Premio Letterario  Castiglioncello</strong>.<br />Un bel trionfo, grazie ad una giuria di &#8220;Grandi  Lettori&#8221;, composta da lettori finalmente indipendenti e totalmente anonimi, che  ha scelto la sua scrittura e il suo stile  inconfondibile.</p>
<p>&#8212;&#8212;</p></div>
<div>Una bugia. Un racconto a metà, elargito per scoprire una verità che, per  trentatré anni, era rimasta celata. Per rispondere alla domanda: “<strong>Chi è  veramente mio padre?”</strong></div>
<p>Ecco in che modo <strong>Cristiano Cavina</strong> dà il via alla  <strong>semplice</strong>, eppure <strong>profonda</strong> e  <strong>interessante</strong>, <strong>storia</strong> che costituisce la trama  del suo <strong>ultimo romanzo</strong>, “<strong>I frutti  dimenticati</strong>”. Il libro, infatti, vede un alternarsi di ricordi e  narrazione presente, passato ed emozioni ancora vivide che rende impossibile  interrompere la lettura.</p>
<p><strong>La vita del protagonista</strong>, il piccolo-grande Cristiano,  subisce una serie di <strong>svolte</strong>, in parte orientate negativamente,  grazie alle quali, però, lui, palombaro per gioco e nella stessa realtà,  riuscirà a <strong>crescere</strong>, ad iniziare a <strong>chiedere  scusa</strong>, a <strong>rivedere priorità e obiettivi a fronte di un destino  spesso brutale e beffardo</strong>.</p>
<p>Un <strong>padre</strong> che <strong>finalmente si mostra</strong>,  consentendo di capire l&#8217;esistenza dei suoi lati più “umani”, una compagna che  viene allontanata a causa dell&#8217;indifferenza e un&#8217;infanzia simile a quella di  molti altri bambini, trascorsa tra giochi, preghiere, piccole paure e alcuni  dolori. Tutto questo rende speciale, intimo, il testo di Cristiano Cavina che  espone una parte dei suoi pensieri alla critica e al pubblico, toccando il cuore  dei lettori come pochi sanno fare.</p>
<p><strong>Un libro che in molti dovrebbero leggere</strong>, una storia  realistica e a tratti quasi comune a molti, grazie alla quale trascorrere del  tempo in un&#8217;altra dimensione, fatta di mercatini, di suore, di giochi e di  esperienze, ma soprattutto di amore e di affetto vero; pagine che sembrano lette  dal nostro compagno delle elementari, dall&#8217;amichetta del cortile, dai nonni e  dai genitori perché riportano la mente a qualche decennio fa, a quando il tempo  si trascorreva in modo genuino e a quel periodo che, un po&#8217; in tutti, crea tanta  nostalgia.</p>
<p>Informazioni sul libro:<br /><strong>I frutti  dimenticati</strong><br /><em>di Cristiano Cavina</em></p>
<p>Marcos y Marcos<br />Pagine: 201<br />Prezzo: 14,50€</p>
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		<title>I processi del secolo</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 23:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania D&#39;Ammicco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia di un Paese si costruisce anche attraverso le pagine dei giornali e spesso, forse per una nostra predisposizione verso fatti di sangue ed efferati delitti, la fotografia dell’evoluzione civile di un paese avviene proprio da processi ed inquisitorie importanti. Il tentativo di Sabina Marchesi è proprio quello di tracciare un profilo del nostro paese con il libro “I processi del secolo” (Olimpia). Il testo raccoglie i casi giudiziari che, dal gennaio del 1900 sino al maggio del 1998 hanno scosso l’Italia permettendoci non soltanto di rivivere, riga dopo riga, i procedimenti giudiziari, ma anche di collocare perfettamente quei fatti nella realtà storica e politica dello Stivale. Una raccolta di storie ed un pezzo di Italia importante. 

I processi del secolo - Sabina Marchesi - Olimpia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 150px"><img title="I processi del secolo - Sabina Marchesi - Olimpia" src="/wp-content/uploads/_old/20090427/IprocessidelsecoloMarchesi.jpg" alt="I processi del secolo - Sabina Marchesi - Olimpia" width="140" height="225" /><p class="wp-caption-text">I processi del secolo - Sabina Marchesi - Olimpia</p></div>La storia di un Paese si costruisce anche attraverso le pagine dei giornali.</p>
<p>La curiosità del lettore viene spesso maggiormente calamitata da quelle  narrazioni, quegli intrecci letterari dallo stile giornalistico, che riguardano  i &#8220;fatti di sangue&#8221;, ossia i crimini efferati e i delitti più raccapriccianti e  incomprensibili per la società civile. Ecco perché appare utile, proprio per  disegnare un profilo relativo alla società e alla sua evoluzione storica,  raccogliere in un unico volume le cronache dei processi più importanti così come  ha fatto Sabina Marchesi nel suo libro “I processi del secolo”.</p>
<p>Il testo raccoglie i casi giudiziari che, dal gennaio del 1900 sino al maggio  del 1998 hanno scosso l’Italia. Chi legge ha la possibilità non soltanto di  rivivere, riga dopo riga, i procedimenti giudiziari, descritti in modo vivido e  assolutamente coinvolgente dalla narratrice che utilizza i verbali delle  deposizioni, gli estratti di articoli, le cronache delle udienze e le stesse  canzoni popolari per dirimere dubbi e arrivare alla conclusione della vicenda,  ma anche di collocare perfettamente quei fatti nella realtà storica e politica  dello Stivale, sia con riferimento a periodi particolari, come quelli del  Regime, sia a vicende che hanno determinato modifiche delle stesse leggi. Così  la storia della povera Isolina Canuti, uccisa e poi fatta a pezzi, diventa anche  il punto di partenza dal quale iniziare a parlare di moralità, di costume e di  pericolosi &#8220;passaparola&#8221;; le tragiche vicende che portarono alla morte, e alla  beatificazione, di Maria Teresa Goretti aprono uno spiraglio attraverso il quale  dare uno sguardo alla vita rurale italiana di inizio secolo, mentre riaffiora,  qualche pagina dopo, la successiva storia di Giulio Canelli, il famoso smemorato  di Collegno, del quale molti, ancora oggi, rammentano le “stranezze”, per  giungere all’agghiacciante, e quasi incredibile, storia della “saponificatrice”  Leonarda Cianciulli e alla narrazione dell’ultima esecuzione capitale italiana,  resa a carico dei responsabili della tragedia della cascina di Villarbasse.</p>
<p>E poi, come non ricordare la tragica e insensata morte di Marta Russo, così  vicina agli anni attuali eppure ancora inspiegabile sotto un profilo umano e  morale?</p>
<p>Un secolo costellato da vicende giudiziarie, casi umani, follie e sotterfugi  questo Novecento raccontato dalla Marchesi, che potrà interessare non solo gli  “addetti del settore” ma anche tutti i lettori appasionati di romanzi gialli e  noir ma che preferiscono la realtà alla fantasia di un narratore  sconosciuto.</p>
<p><strong>I processi del secolo</strong><br />Autore: Sabina Marchesi<br />Editore:  Olimpia<br />Anno: 2008<br />Pagine: 304<br />Prezzo 16,50 euro</p>
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		<title>Vendetta al palazzo di giada</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2008/03/04/vendetta-al-palazzo-di-giada/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 20:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania D&#39;Ammicco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Queste sono le vicissitudini del samurai Matsuyama Kaze che cerca di ritrovare la figlia dei suoi padroni e che incontra Hishigawa un mercante in difficoltà, il quale gli invoca l’aiuto per evitare di essere ucciso da un apparente gruppo di banditi che gli tende un agguato. L’onore, il coraggio, la generosità, la correttezza. Sono questi i temi sui quali si sviluppa l’avvincente trama del romanzo dello scrittore hawaiano di origine giapponese Dale Furutani “Vendetta al palazzo di giada”, uscito nelle librerie il 28 febbraio. 

Vendetta al palazzo di giada - Dale Furutani - Marcos y Marcos]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Vendetta al palazzo di giada - Dale Furutani - Marcos y Marcos" src="/wp-content/uploads/_old/20080309/palazzodigiadafurutani.jpg" alt="Vendetta al palazzo di giada - Dale Furutani - Marcos y Marcos" width="120" height="171" /><p class="wp-caption-text">Vendetta al palazzo di giada - Dale Furutani - Marcos y Marcos</p></div>
<p>Queste sono le vicissitudini del samurai Matsuyama Kaze che cerca di ritrovare la figlia dei suoi padroni e che incontra Hishigawa un mercante in difficoltà, il quale gli invoca l’aiuto per evitare di essere ucciso da un apparente gruppo di banditi che gli tende un agguato. L’onore, il coraggio, la generosità, la correttezza. Sono questi i temi sui quali si sviluppa l’avvincente trama del romanzo dello scrittore hawaiano di origine giapponese Dale Furutani “Vendetta al palazzo di giada”, uscito nelle librerie il 28 febbraio.</p>
<p><strong><em>Vendetta al palazzo di giada &#8211; Dale Furutani &#8211; Marcos y Marcos</em></strong></p>
<p>L’onore, il coraggio, la generosità, la correttezza. Sono questi i temi sui quali si sviluppa l’avvincente trama del romanzo dello scrittore hawaiano di orgine giapponese Dale Furutani “Vendetta al palazzo di giada”, uscito nelle librerie il 28 febbraio.</p>
<p>L’opera, edita da Marcos y Marcos, narra le vicissitudini  del samurai Matsuyama Kaze il quale, intraprendendo la strada che unisce Kyoto con Edo (l’antica Tokio) , allo scopo di ritrovare la figlia dei suoi padroni,  incontra Hishigawa un mercante in difficoltà, il quale invoca l’aiuto del valoroso combattente per evitare di essere ucciso da un apparente gruppo di banditi che gli tende un agguato.</p>
<p>Per un certo periodo il percorso del samurai e del mercante sarà lo stesso e Kaze si ritroverà a soggiornare nella sontuosa magione di Hishigawa, abitata non soltanto dall’ambiguo uomo di commercio ma da uno stuolo di servitori, ragazze bellissime e guardie reticenti che instilleranno nella mente del guerriero il dubbio circa la veridicità delle affermazioni del mercante.</p>
<p>Svelare il seguito sarebbe uno sgarbo al lettore, poiché gli toglierebbe l’emozione di leggere in prima persona questo coinvolgente romanzo, il cui stile, scorrevole ma raffinato, corredato da filosofici spunti di riflessione zen, consente non soltanto di rendere molto piacevole la lettura ma anche di immedesimarsi con i personaggi al punto di attendere con impazienza il prossimo capitolo di questa trilogia iniziata con l’opera “Agguato all’incrocio”.</p>
<p>Informazioni sul libro:<br />Titolo: <strong>Vendetta al palazzo di giada</strong><br />Autore: Dale Furutani<br />Editore: Marcos y Marcos<br />Anno: 2008<br />Pagine: 288</p>
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		<title>Il coperchio del mare</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2008/01/21/il-coperchio-del-mare/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 22:12:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania D&#39;Ammicco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le città turistiche, i luoghi di villeggiatura hanno sempre un’aria strana, malinconica e misteriosa. Ogni turista si chiede, almeno una volta durante il suo soggiorno, come si trasformerà quel luogo pieno di sole e di gente durante la stagione invernale. Proprio queste sensazioni, di vuoto, di dolce tristezza e di nostalgia, permeano il nuovo romanzo di Banana Yoshimoto dal titolo “Il coperchio del mare”. 

Il coperchio del mare - Yoshimoto Banana - Feltrinelli
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			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 105px"><img title="Il coperchio del mare - Yoshimoto Banana - Feltrinelli" src="/wp-content/uploads/_old/20080121/yoshimoto-coperchiodelmare_p.jpg" alt="Il coperchio del mare - Yoshimoto Banana - Feltrinelli" width="95" height="149" /><p class="wp-caption-text">Il coperchio del mare - Yoshimoto Banana - Feltrinelli</p></div>
<p>Le città turistiche, i luoghi di villeggiatura hanno sempre un’aria strana, malinconica e misteriosa. Ogni turista si chiede, almeno una volta durante il suo soggiorno, come si trasformerà quel luogo pieno di sole e di gente durante la stagione invernale. Proprio queste sensazioni, di vuoto, di dolce tristezza e di nostalgia, permeano il nuovo romanzo di Banana Yoshimoto dal titolo “Il coperchio del mare”.</p>
<p><strong><em>Il coperchio del mare &#8211; Yoshimoto Banana &#8211; Feltrinelli</em></strong></p>
<p>Le città turistiche, i luoghi di villeggiatura hanno sempre un’aria strana, malinconica e misteriosa. Ogni turista si chiede, almeno una volta durante il suo soggiorno, come si trasformerà quel luogo pieno di sole e di gente durante la stagione invernale.</p>
<p>La malinconia, inoltre, aumenta nel caso in cui il luogo di vacanza stia perdendo la propria clientela, trasformandosi in una città fantasma.</p>
<p>Proprio queste sensazioni, di vuoto, di dolce tristezza e di nostalgia, permeano il nuovo romanzo di Banana Yoshimoto dal titolo “Il coperchio del mare”. Il libro racconta la storia di una nascente amicizia al femminile, dai tratti inusuali, che si sviluppa e si approfondisce in un ambiente turistico decadente, amicizia accompagnata dall’introduzione e dalla trattazione di temi ormai cari all’autrice, quali quello della morte e del distacco, tradizionalmente inseriti all’interno delle precedenti opere della Yoshimoto.</p>
<p>Il romanzo, inoltre, si caratterizza per la sua forma narrativa, quasi assimilabile ad un lungo flusso di coscienza, che spesso spinge il lettore a perdersi nei pensieri di chi narra per poi “risvegliarsi” solo dopo molte pagine.</p>
<p>Le peculiarità di questo nuovo testo della scrittrice orientale richiamano, perciò, alcune delle sue opere più belle ed acclamate, spesso rimpiante dai fans delusi dagli ultimi due volumi della medesima autrice, e spingono i critici e gli esperti del settore a riferirsi a questo episodio narrativo come ad un gradito ritorno alle origini, segnale, forse, di una crisi ormai passata e di un nuovo punto di partenza.</p>
<p>Informazioni sul libro:<br />Titolo: <strong>Il coperchio del mare</strong> <br />Autore: Yoshimoto Banana <br />Prezzo: € 10,00 <br />Pagine: 140 <br />Traduttore Gerevini A. G. <br />Editore: Feltrinelli  (collana I canguri)</p>
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		<title>Qui va tutto a pu**ane!</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 22:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania D&#39;Ammicco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A chi non è mai capitato di vedere una prostituta? L’Italia che ha già primato di avere la più alta concentrazione di prostitute per le strade, e tutte straniere, non si interroga sul fenomeno, semmai costruisce muri per far sparire dalla vista il problema. E proprio in questo clima in cui questa faccenda non viene affrontata, l’associazione Onlus “Fiori di Strada”, assieme alla editrice Ginko Edizioni, ha indetto un concorso letterario che chiede proprio a chi ha a che fare con le prostitute di dire la propria con un concorso letterario. 

Concorso letterario 
Qui va tutto a pu**ane! 
Valido dal 3 settembre 2007 al 2 ottobre 2008]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 74px"><img title="Qui va tutto a puttane! " src="/wp-content/uploads/_old/20071024/puxxane-p.jpg" alt="Qui va tutto a puttane! " width="64" height="149" /><p class="wp-caption-text">Qui va tutto a puttane! </p></div>
<p>A chi non è mai capitato di vedere una prostituta? L’Italia che ha già primato di avere la più alta concentrazione di prostitute per le strade, e tutte straniere, non si interroga sul fenomeno, semmai costruisce muri per far sparire dalla vista il problema. E proprio in questo clima in cui questa faccenda non viene affrontata, l’associazione Onlus “Fiori di Strada”, assieme alla editrice Ginko Edizioni, ha indetto un concorso letterario che chiede proprio a chi ha a che fare con le prostitute di dire la propria con un concorso letterario.</p>
<p> </p>
<p><em><strong>Concorso letterario <br />Qui va tutto a pu**ane! <br />Valido dal 3 settembre 2007 al 2 ottobre 2008</strong></em></p>
<p>A chi non è mai capitato di vedere una prostituta? Tutte le città, anche quelle non propriamente definibili come “metropoli”, vedono i propri abitanti fare i conti con il fenomeno della prostituzione, sia pubblica si maggiormente discreta e “privata”.<br />Molti si pongono delle domande, chiedendosi quali possono essere i motivi che spingono qualcuno a ricorrere al sesso a pagamento, oppure in quale modo viene condotta la dolorosa esistenza di una donna che si vede costretta a vendere il proprio corpo, ma spesso tali quesiti rimangono senza risposta, perché il mondo della prostituzione è nascosto, ambiguo, spesso rigettato da chi non vuol vedere.<br />Per questi motivi la Fiori di Strada ONLUS e la casa editrice Ginko Edizioni hanno deciso di realizzare un progetto: creare un concorso letterario, definito “progetto di pseudo scrittura collettiva”, che consenta di dar voce a tali dubbi, ma non solo: che dia modo di mettere in campo le supposizioni, o le eventuali certezze, che chi scrive può avere in merito a questo tema tanto discusso quanto evitato da chi pensa che non sia un suo problema. <br />In un Paese che ha il primato, all’interno dell’Unione Europea, relativo alla presenza di prostitute straniere, che vede la costituzione di un vero e proprio business riferito allo sfruttamento del corpo e del sesso, forse sarebbe davvero necessario affrontare il problema con maggiore serietà e coscienza; questo non vuol dire accanirsi e schierarsi politicamente o moralmente ma, anzi, dare luogo a progetti come questo allo scopo di consentire al “pubblico” di acquisire consapevolezza e conoscenza di aspetti forse taciuti e sconosciuti in merito al mercato del sesso.<br />Ecco  perché gli organizzatori della manifestazione dichiarano “Vorremmo capirci un po’ di più, dare la voce a chi frequenta, assiste, specula, esercita”: essi hanno l’intenzione di delineare un nuovo punto di vista e di scavare all’interno della questione in modo inusuale e innovativo, occupandosi, perciò, di chiedere la collaborazione di chi, invece, in genere tace e nasconde quello che, in un modo o nell’altro, in maniera più o meno dolorosa, è stato in grado di conoscere in merito al mercato del corpo e dei sentimenti umani.<br />Questo concorso letterario che potremmo chiamare di “studio del costume italiano” ha avuto inizio lo scorso 3 settembre 2007 e ha posto la sua fine per il 2 ottobre 2008. La partecipazione è totalmente gratuita  e la spedizione del proprio materiale per la partecipazione è valida nei tempi tramite il timbro postale. Ogni partecipante è abbastanza libero di partecipare con contributi di lunghezza variabile che possono essere spediti per posta normale a:</p>
<p>Gingko edizioni, Casella postale n° 6223 &#8211; 40138 Roveri Bologna</p>
<p>Oppure alla casella di posta elettronica dattiloscritti@gingkoedizioni.it. <br />Per maggiori informazioni è possibile consultare il regolamento del concorso ai link che riportiamo in fondo all’articolo.<br />Insomma, anche se in questo piccolo spazio di informazione letteraria non dovremmo parlare di argomenti grandi come la politica, anche questa volta i temi vengono studiati dai cittadini anziché dalle istituzioni.<br /><span style="color: #ff6600;"><br />Concorso letterario </span><br /><strong>Qui va tutto a pu**ane! </strong><br />Valido dal 3 settembre 2007 al 2 ottobre 2008</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Link</strong></span></p>
<p><a title="Sito del concorso" href="http://www.fuggicalipso.net/quituttovaaputtane/" target="_blank">Sito del concorso</a><br /><a title="Gingko Edizioni" href="http://www.gingkoedizioni.it" target="_blank">Gingko Edizioni</a><br /><a title="Sito del concorso" href="http://www.fuggicalipso.net/quituttovaaputtane/" target="_blank">Sito del concorso</a></p>
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		<title>Mi vendo per un lavoro serio!</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 22:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania D&#39;Ammicco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nuova generazione di lavoratori di oggi deve fare i conti con la necessità di adattarsi alle neonate tipologie di contratto come “lavoro a progetto”, “stage”, ma soprattutto devono fronteggiare un lavoro che si chiama precario perché non solo non da garanzie per il futuro ma è spesso divenuto riparo per aziende incapaci di instaurare un discorso serio con la propria dipendenza. In questa disastrata situazione c’è chi si dà per vinto, chi accetta di lavorare per sempre tra le insicurezze e chi, invece, si ingegna. È proprio la fantasia e l’ingegno personale a farla da padrone nel libro di Serena Basetti (alias Saradisperata) intitolato “Mi vendo” uscito qualche tempo fa per Newton &#038; Compton. 

Mi vendo! - Saradisperata - Newton &#038; Compton]]></description>
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<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Mi vendo! - Saradisperata - Newton e Compton" src="/wp-content/uploads/_old/20071016/mivendo-saradisperata.jpg" alt="Mi vendo! - Saradisperata - Newton e Compton" width="120" height="186" /><p class="wp-caption-text">Mi vendo! - Saradisperata - Newton e Compton</p></div>
<p>La nuova generazione di lavoratori di oggi deve fare i conti con la necessità di adattarsi alle neonate tipologie di contratto come “lavoro a progetto”, “stage”, ma soprattutto devono fronteggiare un lavoro che si chiama precario perché non solo non da garanzie per il futuro ma è spesso divenuto riparo per aziende incapaci di instaurare un discorso serio con la propria dipendenza. In questa disastrata situazione c’è chi si dà per vinto, chi accetta di lavorare per sempre tra le insicurezze e chi, invece, si ingegna. È proprio la fantasia e l’ingegno personale a farla da padrone nel libro di Serena Basetti (alias Saradisperata) intitolato “Mi vendo” uscito qualche tempo fa per Newton &amp; Compton. <br /><em><strong><br />Mi vendo! &#8211; Saradisperata &#8211; Newton &amp; Compton</strong></em></p>
<p> </p>
<p>La nuova generazione di lavoratori deve attualmente fare i conti con la necessità di adattarsi alle neonate tipologie di contratto; tutti conoscono il significato di espressioni quali “agenzia interinale” “lavoro a progetto”, “stage”, perché costituiscono la realtà lavorativa dei nuovi “attori” del mondo del lavoro. In questa disastrata situazione c’è chi si dà per vinto, chi accetta di lavorare per sempre tra le insicurezze e chi, invece, si ingegna. È proprio la fantasia e l’ingegno personale a farla da padrone nel primo romanzo di Serena Basetti (alias Saradisperata) intitolato “Mi vendo”. La protagonista di questo libro dopo aver svolto miriadi di mansioni differenti, sottoposta a contratti a brevissima scadenza e imbrigliata, sul piano personale, in un matrimonio senza colore, decide di prendere in mano la situazione e di diffondere una vera e propria “proposta indecente”: apre un blog e lì promette, a chi le offrirà un lavoro da definirsi assolutamente serio, di ricambiare il favore con una notte di sesso. L’annuncio consente alla protagonista di rivoluzionare non soltanto la sua vita ma anche di aprire gli occhi dell’opinione pubblica, che comincia ad interessarsi sia alla strana lavoratrice precaria, sia allo stesso fenomeno dei nuovi contratti di lavoro. Il romanzo consente, in altri termini, di portare ad un’evoluzione non più soltanto chi agisce in prima fila all’interno della storia (come accadeva nel passato per i cc.dd. romanzi di formazione) ma anche gli stessi attori secondari e l’ambiente nel quale si svolge la vicenda raccontata. L’opera dell’esordiente scrittrice, perciò, oltre che assolutamente provocatoria può essere indicata quale grido di sfida, e allo stesso tempo di insofferenza, proveniente dal mondo dei giovani, saturo di precarietà e di instabilità economica e, ormai, stanco di cercare nuovi modi di reinventarsi, in quanto desideroso soltanto di un po’ di sana tranquillità, personale, sentimentale e professionale.</p>
<p>Informazioni sul libro: <br />Titolo: <strong>Mi vendo! </strong><br />Autore: Saradisperata <br />Editore: Newton &amp; Compton <br />Anno: 2007; <br />Pagine: 208;</p>
<p><span style="color: #ff6600;">Link</span></p>
<p><a title="Blog dell’autrice" href="http://www.trentennedisperata.splinder.com" target="_blank">Blog dell’autrice</a></p>
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		<title>Festival della filosofia anno VII all’insegna del “Sapere”</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2007 20:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo sempre pensato che la Filosofia sia una materia per pochi, alti e noiosi estimatori, forse è vero ma forse qualcosa alla portata di tutti c’è ad evidenziare che forse questa materia non è poi così ostica. Anche quest’anno l’Emilia Romagna diventerà luogo di pensieri profondi e sapienza con mostre, spettacoli ed installazioni. A partire dal 14 settembre, per un totale di tre giorni, le città di Modena, Carpi e Sassuolo ospiteranno il Festival della Filosofia, giunto alla sua settima edizione, il cui tema sarà “il sapere”. 

Festival della Filosofia 
Modena/Sassuolo/Carpi – 14/16 Settembre 2007]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Festival della Filosofia 2007" src="/wp-content/uploads/_old/20070904/festivalfilosofia2007.jpg" alt="Festival della Filosofia 2007" width="120" height="94" /><p class="wp-caption-text">Festival della Filosofia 2007</p></div>
<p>Abbiamo sempre pensato che la Filosofia sia una materia per pochi, alti e noiosi estimatori, forse è vero ma forse qualcosa alla portata di tutti c’è ad evidenziare che forse questa materia non è poi così ostica. Anche quest’anno l’Emilia Romagna diventerà luogo di pensieri profondi e sapienza con mostre, spettacoli ed installazioni. A partire dal 14 settembre, per un totale di tre giorni, le città di Modena, Carpi e Sassuolo ospiteranno il Festival della Filosofia, giunto alla sua settima edizione, il cui tema sarà “il sapere”. </p>
<p><em><strong>Festival della Filosofia <br />Modena/Sassuolo/Carpi – 14/16 Settembre 2007</strong></em></p>
<p>Anche quest’anno l’Emilia Romagna diventerà luogo di pensieri profondi e sapienza. A partire dal 14 settembre, per un totale di tre giorni, le città di Modena, Carpi e Sassuolo ospiteranno il Festival della filosofia, giunto alla sua settima edizione, il cui tema sarà “il sapere”.<br /> Mostre, spettacoli ed installazioni consentiranno di rendere un po’ più “popolare” una materia spesso ritenuta non “alla portata di tutti” e, a torto, eccessivamente ostica e poco stimolante; questo potrà accadere grazie alla presenza, tra gli altri, di illustri ospiti provenienti da tutto il mondo quali gli americani Jeremy Rifkin, James Hillman, il ghanese Anthony Appiah, il polacco Zygmunt Bauman, lo spagnolo Fernando Savater, i francesi Marc Augé e Francois Jullien, gli italiani Umberto Galimberti, Gianfranco Ravasi, Emanuele Severino, Enzo Bianchi, Pietro Barcellona.<br />Le singole città citate, inoltre, saranno teatro di incontri e rappresentazioni “a tema”; infatti, Carpi vedrà, all’interno del Palazzo del Pio, l’installazione “Non è mai troppo tardi  &#8211; Alberto Manzi, storia di un maestro” dedicata al conduttore del celebre programma televisivo che insegnava i rudimenti della lingua nazionale agli italiani durante gli anni Sessanta, mentre Sassuolo proporrà, all’interno della Galleria PaggeriArte, una singolare mostra delle opere del fotografo Olivo Barbieri con immagini relative alla città di New York scattate dall’elicottero, che consentiranno di ammirare il centro americano da una particolare prospettiva. <br />Anche i bambini potranno approcciarsi al mondo del sapere e  della filosofia, grazie a mostre e installazioni interattive dedicate ai più piccoli <br />Ma la filosofia assumerà anche le vesti del film e approderà al cinema, grazie a specifiche rassegne di film come quella intitolata “Viaggi di scienza e di conoscenza” che si svolgerà nella città di Modena e che comprenderà pellicole di registi come Woody Allen e Daria Menozzi.<br />Inoltre, il 15 settembre si svolgerà, in concomitanza al festival,  il Tiratardi, versione modenese della “notte bianca”, animata da dibattiti, concerti, letture e, corredata (e resa maggiormente accessibile),  grazie al  Philo-bus gratuito che fino alle 6 del mattino collegherà dodici luoghi del centro storico cittadino<br />I palazzi (e le chiese!) diventeranno, infine, per tutta la durata della manifestazione, veri e propri teatri, pronti ad ospitare performances relative al “sapere” ed alla cultura.</p>
<p>Insomma, non soltanto gli amanti del pensiero filosofico, ma anche coloro che non hanno mai avuto modo di entrare in contatto con il mondo affascinante dei sapienti pensatori, potranno imparare e rimanere stupiti grazie alle opportunità che verranno offerte ai visitatori del festival emiliano. </p>
<p>Per saperne di più, ecco l’indirizzo del sito relativo alla manifestazione: http://www.festivalfilosofia.it/festival/Viewer?cmd=default&amp;level=-1&amp;levelname=home&amp;levellink=Viewer?cmd=default</p>
<p>All’interno del quale sono pubblicati i programmi completi, suddivisi per città, dell’intero festival ed è possibile partecipare alla caccia al tesoro on-line, grazie alla quale viene data l’occasione per vincere viaggi studio allo scopo di studiare le lingue straniere.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Link</strong></span></p>
<p><a title="www.festivalfilosofia.it" href="http://www.festivalfilosofia.it/" target="_blank">http://www.festivalfilosofia.it/ </a></p>
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		<title>Festival della letteratura di Mantova, atto XI</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Sep 2007 20:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania D&#39;Ammicco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest’anno il festival della letteratura di Mantova è pronto a partire. Il 5 settembre, precisamente alle ore 16 e 30, prende nuovamente il via la manifestazione, ormai all’undicesima edizione, che consente di percorrere e riscoprire, sino al 9 settembre, non soltanto la diversificata produzione letteraria italiana e straniera, ma anche la stessa città che ospita l’evento in una mescolanza di eventi, letture, musiche e manifestazioni. Parola d’ordine di quest’anno è: semplicità ed interazione, in cui gli autori scenderanno dal palco per mescolarsi con i lettori in passeggiate e discussioni più profonde. 

Festival della Letteratura 
Mantova – 5/9 Settembre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 143px"><img title="Festival della Letteratura Mantova 2007" src="/wp-content/uploads/_old/20070912/festivaletteraturaXI2007_p.jpg" alt="Festival della Letteratura Mantova 2007" width="133" height="134" /><p class="wp-caption-text">Festival della Letteratura Mantova 2007</p></div>Anche quest’anno il festival della letteratura di Mantova è pronto a partire. Il 5 settembre, precisamente alle ore 16 e 30, prende nuovamente il via la manifestazione, ormai all’undicesima edizione, che consente di percorrere e riscoprire, sino al 9 settembre, non soltanto la diversificata produzione letteraria italiana e straniera, ma anche la stessa città che ospita l’evento in una mescolanza di eventi, letture, musiche e manifestazioni. Parola d’ordine di quest’anno è: semplicità ed interazione, in cui gli autori scenderanno dal palco per mescolarsi con i lettori in passeggiate e discussioni più profonde. <br /><em><strong><br />Festival della Letteratura <br />Mantova – 5/9 Settembre</strong></em></p>
<p>Anche quest’anno il Festival della Letteratura di Mantova è pronto a partire. Il 5 settembre, precisamente alle ore 16 e 30,  prende nuovamente il via la manifestazione, ormai all’undicesima edizione, che consente di percorrere e riscoprire, sino al 9 settembre, non soltanto la diversificata produzione letteraria italiana e straniera, ma anche la stessa città che ospita l’evento in una mescolanza di eventi, letture, musiche e manifestazioni. <br />Alla fine della precedente edizione il grande proposito del comitato organizzatore era quello di reinventare la manifestazione portando una maggiore semplicità sia a chi organizza l’iniziativa che a chi vi partecipa. E, se la prima edizione voleva creare una situazione ideale capace di permettere una discussione, ecco che l’edizione 2007 è non solo ricca delle stesse situazioni ma fa tesoro dell’esperienza maturata in questi anni. Non solo ci sono gli autori che parlano e si confrontano tra le vie della città nei vari allestimenti ma gli stessi hanno chiesto di rimanere di più, di poter incontrare altri autori  e di riuscire ad interagire in maniera ancora più incisiva con il loro pubblico.<br />Un esempio è lo scrittore David Grossman che ha deciso di incontrare il pubblico in una passeggiata in mezzo alla natura scendendo dal palco e parlando con i propri lettori tra i sentieri del Bosco Fontana<br />E la rassegna coinvolge attivamente non soltanto gli scrittori, i poeti, gli attori ed i musicisti, ma l’intera cittadinanza, pronta a mobilitarsi e a collaborare, anche con la propria semplice presenza, con gli organizzatori. Gli eventi si svolgono nelle piazze, nelle strade e nei luoghi “di cultura” quali i teatri e i cinema della città, ma non solo; i palazzi più importanti di Mantova sono aperti allo scopo di ospitare rappresentazioni e specifici avvenimenti. Le Bucoliche di Virgilio rivivono all’interno di Palazzo dell’Arco mercoledì 5 settembre, mentre  palazzo Ducale, giovedì 6 settembre, ospita lo scrittore Chuck Palahniuk, pronto a parlare, grazie alla collaborazione di Tullio Avoledo, dei suoi particolari libri. Grande sorpresa per la presenza di Orhan Pamuk in una sua visita tutta italiana che tiene il suo incontro al Festival sabato 8 settembre alle ore 21.00.<br />In questa edizione l’omaggio è a Primo Levi, a vent’anni dalla scomparsa. Per l’occasione Festivaletteratura propone una formula inusuale: per tre giorni, tre interventi di mezz’ora ciascuno ispirati ad alcune parole chiave legate alla figura e all’opera di Levi (Lager, autobiografia, chimica, poesia, chiarezza, narratore, animali, zona grigia, ebraismo). Le stanze di Levi, rimarranno aperte per tutta la durata del Festival, con la possibilità di ascoltare e vedere i documenti radiofonici e televisivi RAI legati a questo autore.<br />La manifestazione consente anche di avvicinare i bambini al mondo della cultura, dei libri e della letteratura, con appuntamenti totalmente dedicati a loro e suddivisi per singole fasce di età, che consentono ai “piccoli” di imparare divertendosi e condividendo esperienze diverse con adulti e coetanei. C’è spazio anche per la trattazione inusuale e per la raffigurazione di periodi rilevanti della storia d’Italia, come accade, giovedì 6 settembre grazie alla rappresentazione dello spettacolo “Mucche ballerine”, che racconta, grazie alla eminente voce di una reine valdostana (una “mucca combattente”) gli anni della Resistenza e della occupazione tedesca del nostro Paese.</p>
<p>Ci sono, perciò, molte buone ragioni per visitare Mantova durante i giorni del Festivaletteratura; grandi e piccini, acculturati e simpatizzanti, residenti e non, tutti possono assaporare e ammirare le diverse sfaccettature che la cultura, in modi inaspettati, può continuamente assumere. </p>
<p>La biglietteria del Festival (Loggia del Grano della Camera di Commercio – via Spagnoli) è aperta da mercoledì 29 agosto a martedì 4 settembre dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00; da mercoledì 5 settembre a domenica 9 settembre dalle 9.00 alle 20.00, orario continuato; la prenotazione e l’acquisto dei biglietti si possono effettuare da Mercoledì 29 agosto per i SOCI FILOFESTIVAL e da Venerdì 31 agosto per tutti gli altri.</p>
<p>Le modalità di prenotazione ed acquisto dei biglietti sono descritte al seguente indirizzo: http://www.festivaletteratura.it/2007/biglietti.php</p>
<p>Il sito della manifestazione è il seguente http://www.festivaletteratura.it/index.php<br />All’interno del quale è possibile visionare l’intero programma della manifestazione, con la descrizione dei differenti eventi.</p>
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		<title>La sposa degli dei</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 23:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania D&#39;Ammicco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando facciamo il nome di Kossi Komla-Ebri ci vengono in mente quelle imbarazzanti ed amare gag di noi popolino italiano che si trova faccia a faccia con un africano. Ma la sua produzione non si ferma qui, vogliamo ricordare la sua ultima uscita dal titolo "La sposa degli dei" del 2005 per le Edizioni dell’Arco. È una storia diversa, che ci fa sempre conoscere un lato che abbiamo sempre conosciuto distorto: il vudù. E questa volta quello che leggeremo non è una superstizione, ma quello che deve essere, un universo di valori e stili di vita, in cui l’uomo non è una bambola di spilli, ma il centro di antiche sapienze e potenti forze. 

La sposa degli dei - Nell'Africa degli antichi riti - Kossi Komla-Ebri - Edizioni dell'Arco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 120px"><img title="La sposa degli dei - NellAfrica degli antichi riti - Kossi Komla-Ebri - Edizioni dellArco" src="/wp-content/uploads/_old/20070613/SposadeiEbri_p.jpg" alt="La sposa degli dei - NellAfrica degli antichi riti - Kossi Komla-Ebri - Edizioni dellArco" width="110" height="163" /><p class="wp-caption-text">La sposa degli dei - Nell&#39;Africa degli antichi riti - Kossi Komla-Ebri - Edizioni dell&#39;Arco</p></div>
<p>Quando facciamo il nome di Kossi Komla-Ebri ci vengono in mente quelle imbarazzanti ed amare gag di noi popolino italiano che si trova faccia a faccia con un africano. Ma la sua produzione non si ferma qui, vogliamo ricordare la sua ultima uscita dal titolo &#8220;La sposa degli dei&#8221; del 2005 per le Edizioni dell’Arco. È una storia diversa, che ci fa sempre conoscere un lato che abbiamo sempre conosciuto distorto: il vudù. E questa volta quello che leggeremo non è una superstizione, ma quello che deve essere, un universo di valori e stili di vita, in cui l’uomo non è una bambola di spilli, ma il centro di antiche sapienze e potenti forze. <br /><em><strong><br />La sposa degli dei &#8211; Nell&#8217;Africa degli antichi riti &#8211; Kossi Komla-Ebri &#8211; Edizioni dell&#8217;Arco</strong></em></p>
<p>Conosciamo Kossi Komla-Ebri per quei piccoli e malefici libretti sulle imbarazzanti gaffe di noi italiani provinciali davanti alle persone di colore. Ci riferiamo a &#8220;Imbarazzismi-quotidiani imbarazzi in bianco e nero&#8221; (2002) e &#8220;Nuovi imbarazzismi&#8221; (2004) entrambi editi da Edizioni Dell&#8217;Arco. Questa volta ci vogliamo soffermare sulla sua ultima opera uscita nelle librerie, &#8220;La sposa degli dei&#8221; del 2005, sempre dello stesso editore, un &#8220;racconto lungo&#8221; attraverso il quale Kossi Komla-Ebri parla all&#8217;occidente delle tradizioni popolari africane; questo avviene attraverso la narrazione di riti e credenze che agli occhi di chi non crede possono sembrare il semplice retaggio di una cultura permeata dalla superstizione e poco razionale, ma che nascondono saggezza e filosofia. Il racconto, infatti, ha come tema centrale il famoso vudù, rappresentato spesso al negativo all&#8217;interno dei libri e dei film a noi conosciuti, demonizzato e, a volte deriso, dalle popolazioni che vivono lontane dall&#8217;Africa e dalla sua storia.<br /> Qui questo oscuro tema viene trattato narrando le vicende che riguardano Briyawo, un uomo che si rivolge al vudù allo scopo di salvare la vita del suo secondogenito, ma che diventa, a sua volta, messaggero, tramite e strumento quando il dono di poter esercitare il vudù scende su di lui trasformandolo in un servitore della sua comunità. E la sua opera viene resa anche grazie all&#8217;aiuto di Amavi, moglie del nipote e &#8220;sposa degli dei&#8221;. Ma chi crede che questa storia sia così semplice sbaglia, questo è &#8220;un racconto lungo sul mondo delle credenze vudù; perché purtroppo per la maggioranza delle persone il vudù è soltanto la bambola con gli spilli. Invece […] è tutta una filosofia di vita, un modo di concepire l&#8217;universo, una visione unitaria dell&#8217;essere umano, non soltanto corpo ma legato all&#8217;ambiente, alla natura, legato alla comunità in cui vive. Una visione diversa&#8221;, sono parole del suo stesso autore che con questa opera vuole guidare, utilizzando la propria scrittura anche in modo allegorico e strumentale, il lettore allo scopo di insegnare a chi legge quanto possa essere potente, e a volte pericolosa, un&#8217;intenzione e la parola con la quale tale intenzione si concretizza, proprio come accade a Briyawo grazie alla calibrata pronuncia delle ghedidi (parole magiche). <br />Le recensioni di lettori entusiasti e affascinati dallo stile semplice e profondo di Kossi Komla-Ebri sono, perciò, una ragione in più per dedicare qualche ora alla lettura di questo libro, allo scopo di familiarizzare con una cultura così diversa dalla nostra, una cultura che considera ancora l&#8217;uomo come corpo e spirito, come depositario di conoscenze e di informazioni preziose e non come una semplice macchina produttrice di ricchezza e di materialità.</p>
<p>Informazioni sul libro</p>
<p>Titolo: <strong>La sposa degli dei &#8211; Nell&#8217;Africa degli antichi riti</strong><br />Autore: Kossi Komla-Ebri<br />Editore: Edizioni dell&#8217;Arco<br />Anno: 2005<br />Pagine: 96</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>LINK</strong></span></p>
<p><a title="www.kossi-komlaebri.net/" href="http://www.kossi-komlaebri.net/" target="_blank">http://www.kossi-komlaebri.net/</a></p>
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