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	<title>pura lana di vetro</title>
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	<description>cultura che non infeltrisce</description>
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		<title>Sei troppo stupida per vivere</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 08:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come recita il comunicato stampa pubblicato dalla casa editrice, se due uomini si dichiarano guerra faranno di tutto perché uno sia capace di distruggere l’altro. Cosa succederebbe se lo facessero due donne? E nella fattispecie due sorelle?
Ce lo racconta Samantha Momentè che per Voras Edizioni, piccola ed agguerrita casa editrice romagnola, ha pubblicato “Sei troppo stupida per vivere”.
Sei troppo stupida per vivere - Momentè Samantha - Voras Edizioni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1889" class="wp-caption aligncenter" style="width: 580px"><img class="size-full wp-image-1889" title="Sei troppo stupida per vivere - Momentè Samantha - Voras Edizioni" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2009/12/sei-troppo-stupida-per-vivere-momente-voras.jpg" alt="Sei troppo stupida per vivere - Momentè Samantha - Voras Edizioni" width="570" height="250" /><p class="wp-caption-text">Sei troppo stupida per vivere - Momentè Samantha - Voras Edizioni</p></div>
<p>Come recita il comunicato stampa pubblicato dalla casa editrice, se due uomini <strong>si</strong> <strong>dichiarano guerra</strong>, faranno di tutto perché uno sia capace di distruggere l’altro. Cosa succederebbe se lo facessero due donne? E nella fattispecie <strong>due sorelle?</strong><br />
Ce lo racconta<strong> Samantha Momentè </strong>che per <strong>Voras Edizioni</strong>, piccola ed agguerrita casa editrice romagnola, ha pubblicato “<strong>Sei troppo stupida per vivere</strong>”.</p>
<p>C’è da dire anche che le due sorelle sono molto differenti tra loro, <strong>una il ritratto della bellezza</strong>, disposta a tutto pur di non rinunciare alla propria immagine, e <strong>la seconda sovrappeso</strong>, anzi rassegnata ai propri chili superflui e ai problemi di abbigliamento che ne conseguono. Ancora,<strong> la prima non ammette di essere bulimica</strong> mentre <strong>la seconda non è capace di negare la sua grassezza</strong>.<br />
Ci mettiamo anche una zia deceduta che appare e scompare quando vuole ed un chitarrista che viene conteso tra le due. Ed è in questo quadretto che Piera, la sorella extralarge comincia a studiarle tutte pur di riuscire ad eliminare la sorella, quella perfettina di Giulia, perché, a dire suo, è troppo stupida per vivere.</p>
<p>Leggendo i pochi commenti che siamo riusciti a raccogliere dalla rete, si ha l’idea di essere davanti ad una storia <strong>divertente </strong>ma che spazia in <strong>temi molto spinosi</strong> come quello della <strong>bulimia </strong>e di come certe patologie nascono da squallore e falsi schemi nati per il tornaconto di alcuni e la distruzione di altri.</p>
<p>Samantha Momentè, bergamansca di origine, vive divisa tra Milano e Bologna e il libro che segnaliamo è la sua pubblicazione di esordio. Un piccolo romanzo che si legge veloce e che con l’arma del sorriso di parla di cose importanti.<br />
Ci promettiamo di riparlarne con la diretta interessata fra qualche settimana.</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">INFORMAZIONI SUL VOLUME</span></strong><br />
Titolo:    Sei troppo stupida per vivere<br />
Autore: Momentè Samantha<br />
Prezzo: € 12,50<br />
Pagine: 128 p., brossura<br />
Editore    : Voras  (collana Hydra)</p>
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		<title>The sleepers, quando il sonno concilia l’emozione</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 23:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’anno scorso tre ragazzi ammalati di narcolessia decidono all’insaputa delle loro famiglie di rinchiudersi assieme e studiale la patologia che li affligge. Sono ammalati di narcolessia e decidono di capire se questa è una patologia o se sia un potere segreto di introspezione. Questo è “Primi riti del dolce sonno” (Zandegù Editore) di Misia Donati ed anche il manifesto di un progetto letterario chiamato “The Sleepers” creato in collaborazione con Ilaria Silvuni che chiude le porte ai partecipanti il prossimo 31 ottobre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Progetto the Sleeper" src="/wp-content/uploads/_old/20070719/thesleepers.jpg" alt="Progetto the Sleeper" width="120" height="173" /><p class="wp-caption-text">Progetto the Sleeper</p></div>
<p>L’anno scorso tre ragazzi ammalati di narcolessia decidono all’insaputa delle loro famiglie di rinchiudersi assieme e studiale la patologia che li affligge. Sono ammalati di narcolessia e decidono di capire se questa è una patologia o se sia un potere segreto di introspezione. Questo è “Primi riti del dolce sonno” (Zandegù Editore) di Misia Donati ed anche il manifesto di un progetto letterario chiamato “The Sleepers” creato in collaborazione con Ilaria Silvuni che chiude le porte ai partecipanti il prossimo 31 ottobre.</p>
<p> </p>
<p><em><strong>Progetto the Sleepers</strong></em></p>
<p>Cosa succede mentre sogniamo? E cose cosa ci succede quando non riusciamo a sognare? Ed anche, cosa ci succede quando il sonno è una malattia che ci assilla? Questo è l‘interessante scenario che si apre grazie al progetto “The Sleepers”, che vuole analizzare proprio questo stato peculiare della nostra vita.<br />L’anno scorso è uscito  un interessante volume in cui il perno attorno al quale ruotava la vicenda era il sonno. In questa pubblicazione di Misia Donati dal titolo “Primi riti del dolce sonno” (Zandegù Editore) i protagonisti sono tre ragazzi malati di narcolessia – malattia primaria del sonno –  che decidono di analizzare la loro malattia. Per loro quello che tutti vedevano come una malattia diviene un essere unici che appartiene solo a loro. Da questa favola nera dell’anno scorso, lo stesso Donati assieme a Ilaria Silvuni, hanno fondato un gruppo chiamato “The sleepers”, ovvero una comunità virtuale per coloro che hanno un rapporto speciale con il sonno: non più come momento di assenza o di riposo, ma inteso come un momento di autoanalisi e di espressione creativa. Infatti obiettivo di questo gruppo virtuale è proprio quello di condividere suggestioni e consigli per coloro che vogliono fare del dormire un momento da studiare ed analizzare tramite il esso i momenti di veglia. Attorno al progetto hanno configurato un blog con il seguente indirizzo http://thesleepers.wordpress.com che raccoglie tutti i consigli di chi vuole partecipare alla discussione su questo tema. Oltre ai consigli per dormire, nella lista dei contributi sono ben accetti sia testi che immagini, che poesie, video e citazioni.<br />E, come si dice, l’appetito vien mangiando, questa comunità ha allestito anche un suo concorso letterario volto a raccogliere racconti adattabili alle varie fasi del sonno. L’iniziativa è aperta a tutti gli autori di contributi inediti che vogliono esplorare il sonno e le sue simbologie. Sempre sul blog è possibile scaricare il bando del concorso e la esatta categorizzazione degli scritti. Apparentemente pare difficile in quanto sono descritte tutte le fasi del sonno che fanno da contenitore agli scritti, ma basta sapere che i lavori saranno divisi in un macrogruppo ispirato al sogno ed uno alla sua assenza. <br />È possibile inviare un contributo alla mail narco.team@gmail.com oppure consegnare il lavoro per posta ordinaria o a mano a: Concorso “The Sleepers” c/o Ilaria, via Egadi 5, 20144 Milano (MI).<br />Manca solo aggiungere che i lavori devono essere inviati per posta o a mano entro e non oltre il 31 ottobre 2007. Riportiamo l’indirizzo di spedizione.</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">LINK</span></strong></p>
<p><a title="Il sito di Misia Donati" href="http://www.misiadonati.it" target="_blank">Il sito di Misia Donati<br /></a><a title="Concorso Letterario - The Sleepers" href="http://thesleepers.wordpress.com/concorso-letterario/" target="_blank">Concorso Letterario &#8211; The Sleepers</a><a title="Il sito di Misia Donati" href="http://www.misiadonati.it" target="_blank"></a></p>
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		<title>Il baratto, graffiante bello e scaricabile gratuitamente grazie al copyleft</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 21:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Mascheroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una storia che si svolge nella Napoli del diciassettesimo secolo e che vede protagonista Angelo Raffaele Vichi, un ragazzo che si innamora perdutamente di una splendida donna che lo trascinerà in un gorgo di sentimenti laceranti e di dolorosi espedienti macchiati dal sangue e dall’odio. Questo è “Il baratto”, il romanzo di Eros Damasco, denso, sensuale, ricco di immagini profonde, di desiderio, sesso e morte. Questo piccolo gioiello esce per la romana Gaffi Editore che non solo diffonde autori nuovi ed talentuosi ma permette di scaricare il libro in maniera gratuita. Scoprite come. 

Il baratto - Eros Damasco - Alberto Gaffi editore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img title="Il baratto - Eros Damasco - Alberto Gaffi editore" src="/wp-content/uploads/_old/20070412/ilbarattodamasco.jpg" alt="Il baratto - Eros Damasco - Alberto Gaffi editore" width="150" height="208" /><p class="wp-caption-text">Il baratto - Eros Damasco - Alberto Gaffi editore</p></div>
<p>Una storia che si svolge nella Napoli del diciassettesimo secolo e che vede protagonista Angelo Raffaele Vichi, un ragazzo che si innamora perdutamente di una splendida donna che lo trascinerà in un gorgo di sentimenti laceranti e di dolorosi espedienti macchiati dal sangue e dall’odio. Questo è “Il baratto”, il romanzo di Eros Damasco, denso, sensuale, ricco di immagini profonde, di desiderio, sesso e morte. Questo piccolo gioiello esce per la romana Gaffi Editore che non solo diffonde autori nuovi ed talentuosi ma permette di scaricare il libro in maniera gratuita. Scoprite come.</p>
<p><em><strong>Il baratto &#8211; Eros Damasco &#8211; Alberto Gaffi editore</strong></em></p>
<p>Nel panorama letterario italiano l&#8217;editore Alberto Gaffi si staglia come un orizzonte. La sua scelta editoriale, infatti, è tanto moderna e coraggiosa, quanto preziosamente tradizionale. Perché i romanzi pubblicati da questa giovane casa editrice hanno due caratteristiche preponderanti. La prima è che l&#8217;attenzione è riservata a scrittori esordienti italiani, dotati di stili graffianti e incisivi, come quello della bravissima Valeria Brignani e della sua opera metropolitana  Casseur. La seconda è che questi libri possono essere scaricati gratuitamente dal sito grazie al copyleft. Il neologismo, che nasce come proposta collaterale al copyright, si basa su un modello alternativo di gestione dei diritti d&#8217;autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l&#8217;autore indica ai fruitori dell&#8217;opera, quindi i lettori, che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali. Una sfida importante che fa parlare e discutere, soprattutto perché parla di libertà di espressione svincolata dallo sfruttamento economico. Come dice Giulio Mozzi in un&#8217;intervista, &#8220;il principio del copyright è: chiunque usi una certa cosa, deve pagare. Il principio del copyleft è: chiunque usi una certa cosa per farci dei soldi, deve pagare; chi la usa non per farci dei soldi, non deve pagare.&#8221; Una svolta fondamentale perché si arrivi a far conoscere ad un pubblico interattivo scrittori meritevoli di attenzione, per la loro creatività e per il loro talento. Ho citato la Brignani, ma vi consiglio di visitare il sito (www.gaffi.it) e leggere le pagine altrettanto avvincenti dei romanzi di Carola Susani, Andrea Carraro e di Eros Damasco. E Puralanadivetro ha scelto il romanzo di quest&#8217;ultimo per esemplificare la produzione della Gaffi editore: &#8220;Il baratto&#8221;. Un testo che si avvale di una cifra stilistica poetica e lirica, densa di immagini profonde e sensuali, parole che trasudano il desiderio, il sesso e l&#8217;ombra della morte. Una storia che si svolge nella Napoli del diciassettesimo secolo e che vede protagonista Angelo Raffaele Vichi, un ragazzo che si innamora perdutamente di una splendida donna che lo trascinerà in un gorgo di sentimenti laceranti e di dolorosi espedienti macchiati dal sangue e dall&#8217;odio. Una novella che parla di un amore consumato dalla letteratura italiana, ma che qui rivive in maniera autentica, drammatica, rievocando i mondi di Tomasi di Lampedusa e di Sciascia, in una Napoli che a tratti sembra la Londra di Stevenson e di Doyle. Un&#8217;opera che lascia il segno per la nitidezza delle immagini e per la incidenza di frasi che sembrano versi di un sonetto shakespeariano. Un libro che si presterebbe benissimo al teatro, grazie alla partitura che Damasco ha brillantemente orchestrato. Un&#8217;esperienza letteraria che trova spazio sia sulla carta stampata, invitandovi d acquistare il romanzo, sia sullo schermo di un computer. Da leggere in viaggio, a casa, in silenzio. Soprattutto, da leggere.</p>
<p>Informazioni sul libro:</p>
<p>Titolo: <strong>Il baratto</strong><br />
Autore: Eros Damasco<br />
Casa editrice: Alberto Gaffi editore<br />
Prezzo: € 8.00<br />
Pag: 88<br />
Copyleft</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">LINK</span></strong></p>
<p><a title="Gaffi editore" href="http://http://www.gaffi.it/" target="_blank">Gaffi Editore</a></p>
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		<title>Il carro di pickipò ed un una piccola buona azione</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2006/12/19/il-carro-di-pickipo-autori-vari-associazione-fabio-normanni-ediesse-editore/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Dec 2006 20:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ai tempi della fine della seconda guerra mondiale, nella zona di Napoli fu coniato il termine de “Il carro di Pickipò” per indicare quelle persone di diverse estrazioni sociali e religiose, tutte pigiate in quelle carrozze per un viaggio difficile che li avrebbe portati a casa dai campi di concentramento. Facendo tesoro degli stessi significati, di quella solidarietà che voleva aiutare il dramma di quelle famiglie, mettendo assieme mondi e luoghi diversi, in collaborazione con l’Associazione Fabio Sormanni, esce una raccolta di racconti per ragazzi scritti da autori italiani e stranieri che scrivono in italiano edita dalla romana EDIESSE. Questa raccolta ha lo stesso titolo di quel detto napoletano, “Il carro di Pickipò”, ed i proventi sono devoluti alle future attività dell’associazione come una nuova scuola in alcune cittadine di Cuba, un progetto di maggiore condivisione giovanile con l’immigrazione. Insomma una interessante occasione per fare come quei passeggeri di quel treno, fare un viaggio di sorprese tra gli autori della migrazione italiani ed aiutare chi ha meno. 

Il carro di Pickipò – Autori Vari -- Associazione Fabio Normanni - EDIESSE Editore

Per donazioni e versamenti: 

Disponibile nelle Librerie dal 6 Marzo, richiedibile alla Fondazione, all'editore, in vendita alla Fnac di Milano, Duomo - via Torino, 45 e presso i rivenditori di "Scarp de tennis" di Milano.

Associazione Fabio Sormanni 
c.c.n° 113390 Banca Popolare Etica, agenzia di Milano 
CIN, R - ABI, 05018 - cab: 01600]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Il carro di Pickipò – Autori Vari -- Associazione Fabio Normanni - EDIESSE Editore" src="/wp-content/uploads/_old/20061219/ilcarropickipo_p.jpg" alt="Il carro di Pickipò – Autori Vari -- Associazione Fabio Normanni - EDIESSE Editore" width="120" height="179" /><p class="wp-caption-text">Il carro di Pickipò – Autori Vari - Associazione Fabio Normanni - EDIESSE Editore</p></div>
<p>Si nominava nella zona di Napoli il &#8220;<strong><em>Carrò di  Pickipò</em></strong>&#8221; per indicare quel treno che alla fine della seconda  guerra mondiale, portava a casa dai campi di concentramento persone e famiglie  di estrazione, culture e religioni diverse. Oggi &#8220;Il carro di Pickipò&#8221; (edito  dalla romana EDIESSE) è una raccolta di racconti di autori italiani e stranieri  che hanno voluto fare tesoro del cosmopolitismo e della solidarietà di questo  treno per creare una raccolta di racconti per ragazzi che cercasse di mettere  assieme tutte le diversità di questo mondo. La raccolta è curata da <em>Paolo  Gavagna</em> e <em>Raffaele Taddeo</em>, pubblicata in collaborazione con  l&#8217;<em>Associazione Fabio Sormanni</em> e la rivista della migrazione online  el-ghibli (<a href="http://www.el-ghibli.provincia.bologna.it/">www.el-ghibli.provincia.bologna.it</a>).  Nella raccolta ci sono i lavori della brasiliana <em>Christiana De Caldas  Brito</em> e il romeno <em>Mihai Mircea Butcovan</em> &#8211; che abbiamo già  conosciuto anche in questo spazio &#8211; ma anche autori italiani e stranieri di  tutto il mondo come  la greca <em>Helene Paraskeva</em>, il siriano <em>Yousef  Wakkas</em>, l&#8217;italiano <em>Gianguido Palombo</em>, l&#8217;indiana <em>Laila  Wadia</em>, l&#8217;albanese <em>Artur Spajnolli</em>, l&#8217;algerino <em>Tahar  Lamri</em>, l&#8217;italiana di origine palestinese <em>Randa Ghazy</em> e il milanese  <em>Paolo Lavagna</em>. Le illustrazioni della pubblicazione sono ad opera  dell&#8217;italiano <em>Francesco Campanoni</em> e i proventi della vendita dei volumi  sono a sostegno dell&#8217;attività dell&#8217;Associazione <em>Fabio Sormannni</em> impegnata dal 2004 &#8211; anno della sua formazione &#8211; in progetti rivolti  all&#8217;infanzia in situazioni di disagio come ad esempio Cuba, Sri Lanka, Kenia,  Serbia, Guinea Bissau, Palestina ed anche Milano. Per questa occasione natalizia  si è aggiunta anche l&#8217;associazione &#8220;Scarp de tennis&#8221; che venderà una copia del  libro con la propria rivista.<br />Forse è una bella occasione per fare due regali  allo stesso tempo, il primo è un libro di storie di bravi autori, alcuni più  conosciuti ed alcuni meno, che sanno accompagnare il lettore in luoghi lontani;  il secondo è fare qualcosa di importante per i progetti che quest&#8217;associazione  ha messo nei piani per il prossimo anno: <strong>a Cuba la scuola speciale di  Matanzas per bambini che hanno bisogni di insegnamenti educativi speciali e   l&#8217;ospedale Juan Manuel Marquez e quello di Santiago in cui si ha intenzione di  ristrutturare il reparto di oncoematologia; nel villaggio di Pugnido, provincia  di Gambela (Etiopia) la realizzazione del centro diurno di accoglienza dei  bambini del villaggio con attività scolastiche e assistenza sanitaria. E ultimo  ma non in ordine di importanza, nella Milano nostrana verrà continuato il  progetto di conoscenza interculturale &#8220;chi sono, chi sei&#8221; con il laboratorio  teatrale e la realizzazione di incontri specifici sui tema del lavoro, dei  diritti, dei doveri su temi sociali come quello  dell&#8217;immigrazione</strong>.<br />Come quel &#8220;Carro di Pickipò&#8221;, quel treno che  avrebbe accompagnato in un viaggio dolce e difficile le persone alla loro casa,  questa collezione di racconti per ragazzi ha forse lo stesso proposito,  accompagnare i lettori in un percorso ricco di scoperte e sorprese, non tutte  belle come si crede, ma illuminanti facendo scoprire che alla fine dietro la  maschera &#8211; anche quella del colore della pelle &#8211; ci sono le stesse emozioni e  gli stessi malesseri. Ed è una bella sensazione sapere che ci sono persone che  soffrono nel mondo ed lettura piacevole ci ha fatto dare un piccolo aiuto.</p>
<p> </p>
<p>Informazioni sul libro:<br />Titolo: <strong>Il carro di  pickipò</strong><br />Autori: Vari<br />Curatori: Paolo Gavagna e Raffaele  Taddeo<br />Editore: EDIESSE</p>
<p>Disponibile nelle Librerie dal 6 Marzo, richiedibile alla Fondazione,  all&#8217;editore, in vendita alla Fnac di Milano, Duomo &#8211; via Torino, 45 e presso i  rivenditori di &#8220;Scarp de tennis&#8221; di Milano.</p>
<p>Riferimenti:<br />Associazione  Fabio Normanni<br />http//fabiosormanni.org<br /><a href="mailto:associazione@fabiosormanni.org">associazione@fabiosormanni.org</a></p>
<p>Per donazioni e versamenti: <br /><strong><span style="color: #ff9900;">Associazione  Fabio Sormanni<br /></span></strong>c.c.n° 113390 &#8211; Banca Popolare Etica, agenzia  di Milano <br /> CIN, R -  ABI, 05018 &#8211; cab: 01600</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>LINK</strong></span></p>
<p><a href="http://www.el-ghibli.provincia.bologna.it" target="_blank">El-Gibli La rivista sulla migrazione</a><br /><a href="http://www.fabiosormanni.org" target="_blank">Associazione Fabio Normanni</a> (il sito)</p>
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		<title>Christiana de Caldas Brito: Mi piacciono i romanzi che ci fanno riflettere</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Nov 2006 09:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giornalista e scrittrice, soprattutto una delle autrici più importanti sulla migrazione in Italia. Qualche tempo fa è uscita nelle librerie con “500 Temporali” (Cosmo Iannone Editore) uno scorcio di vita tra i morros delle città brasiliane in cui, a braccetto con i personaggi della storia, ci ha accompagnato tra i timori e le aspettative di vita di chi lotta tutti i giorni per un futuro migliore. Stiamo parlando di Christiana de Caldas Brito, autrice che è stata presente anche nei temi per la maturità italiana di quest’anno. Abbiamo raggiunto l’autrice per posta elettronica e ci ha regalato alcune battute sulla sua vita ed il lavoro. 

500 Temporali – Christiana de Caldas Brito – Cosmo Iannone Editore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 150px"><img title="Christiana de Caldas Brito" src="/wp-content/uploads/_old/20061106/Christiana_de_Caldas_Brit.jpg" alt="Christiana de Caldas Brito" width="140" height="215" /><p class="wp-caption-text">Christiana de Caldas Brito</p></div>
<p>È conosciuta in Italia per essere una delle grandi autrici della migrazione,  hanno scelto una sua frase anche per i temi della maturità, con il suo ultimo  libro ci ha accompagnato tra le genti dei <em>morros</em> per farci vedere la  vita di chi vive di stenti alla periferia delle città brasiliane. Ma il suo  curriculum non si ferma qui, ci sono reportage, racconti  e molto molto di più.  È <em>Christiana De Caldas Brito</em> ed il suo libro &#8220;<em><strong>500  Temporali</strong></em>&#8221; (<em>Cosmo Iannone Edizioni</em>)  ci ha fatto vivere  con le difficoltà di chi in Brasile ha molto meno degli altri e tutti i giorni  deve faticare per vivere e di chi, in queste difficoltà, vuole emergere,  chiudere con la povertà e semmai fare soldi a palate anche in maniera illecita.  Le pagine del suo libro, come spesso accade con i suoi lavori, si rivelano poi  una serie di colpi di scena dove la realtà brucia.<br />
Abbiamo raggiunto questa  autrice per posta elettronica e ci ha regalato una gustosa discussione sul  proprio paese e su chi migra nel senso più largo del termine: chi migra non lo  fa solo da un luogo all&#8217;altro ma anche da una situazione all&#8217;altra, da un  momento all&#8217;altro ed, come ha affermato, anche lei sta migrando e forse lo farà  di nuovo.</p>
<p><strong>La prima è una domanda di rito. Lei è scesa per le strade dei morros  per vivere la giornata con Jussara, Marlene, Dona Conceição … quale motivo l&#8217;ha  spinta a questa storia? Si intravede una voglia di documentare una realtà che si  conosce poco, quale desiderio aveva durante la scrittura di questo insieme di  testimonianze?</strong></p>
<p>A Rio de Janeiro, le favelas sono in alto, sulle colline, e si trovano nelle  stesse zone dove abitano i ricchi che vivono accanto al mare. Sono cresciuta in  mezzo alla disuguaglianza sociale e all&#8217;ingiustizia. Sono una privilegiata  perché ho avuto affetto, istruzione, salute e opportunità aperte dal fatto di  appartenere ad una famiglia benestante. Ho voluto scrivere un romanzo che  mostrasse i sogni e le speranze della classe disagiata e in che modi (non sempre  positivi) i privilegiati possono incidere sul destino dei diseredati. Per me, è  stato un modo di disfare degli stereotipi sul Brasile e i brasiliani per  mostrare un Brasile che non si vede da turista. Mi piacciono i romanzi che ci  fanno riflettere su una realtà non conosciuta.</p>
<p><strong>Con questo libro si intravede una grande voglia di parlare di cose  tipicamente brasiliane, ci dice qualcosa (una rima, un detto, un proverbio)  tipicamente brasiliano?</strong></p>
<p>Nel mio libro parlo delle condizioni di estremo disagio in cui vivono le  persone di una determinata favela.<br />
Dirò un proverbio che ha a che fare con i  temporali del libro: &#8220;Depois da tempestade, a bonança&#8221;. (Dopo la tempesta viene  la quiete) che è anche quello che auguro al mio paese dopo tanta sofferenza  mostrata nel romanzo &#8211; ci viene da aggiungere che è identico ad uno stesso  proverbio che abbiamo in Italia, ci permettiamo di dire che alla fine siamo  tutti uguali davanti alle stesse situazioni, forse con sfumature diverse  N.d.R..</p>
<p><strong>Per lei, e per i brasiliani, quale significato ha la pioggia poi? È  solo l&#8217;incarnazione di una voglia di lavare via i problemi o qualcosa di più  profondo e storico?</strong></p>
<p>Per me, la pioggia ha, sì, questo significato di catarsi, ma ha anche il  senso di una precipitazione, di un cambiamento anticipato da segnali visibili  che fanno presentire che le cose non potranno continuare come stanno. Difatti,  tutti i capitoli hanno nomi di fenomeni atmosferici che preparano l&#8217;arrivo dei  cinquecento anni di pioggia che si precipitano su di Rio de Janeiro.</p>
<p><strong>Nel suo libro si parla di brasiliani del sud e quelli del nord e  delle differenze tra le due mentalità, ci vuole fare un riassunto per i  lettori?</strong></p>
<p>È esattamente l&#8217;inverso della situazione in Italia. In Brasile, è il Sud ad  essere più sviluppato. Tanti nordestinos lasciano la loro terra, come la  famiglia paterna del personaggio Marlene, per andare a vivere nelle grandi  metropoli del Sud, sempre con la speranza di migliorare le loro condizioni di  vita, cosa che non sempre succede.</p>
<p><strong>Visto da fuori, se dovesse scrivere sugli italiani come intitolerebbe  il romanzo? E che &#8220;tipacci&#8221; sono questi italiani?</strong></p>
<p>Un libro sugli italiani? Una buona idea per il futuro. Non so come lo  intitolerei perché scelgo i titoli solo dopo aver finito i racconti.</p>
<p><strong>Lo scorso anno scolastico una delle sue citazioni è stata inserita in  uno dei tempi di maturità in Italia inquadrandola a pieno titolo come un&#8217;autrice  della letteratura della migrazione. Con parole sue: che significato sta dietro  al suo lavoro? Quale obiettivo si è voluta dare?</strong></p>
<p>Scrivo da quando ero bambina. È il mio modo di dialogare con la realtà. È il  mio modo anche di cambiare la realtà.</p>
<p><strong>Un&#8217;altra domanda sull&#8217;autore. Per lei, giornalista e scrittrice che  apparentemente fanno lo stesso lavoro, dove finisce il lavoro di giornalista e  dove comincia quello di scrittrice?</strong></p>
<p>La giornalista ha il compito di essere fedele alla realtà. La scrittrice può,  volendo, inventare e trasfigurare la realtà.</p>
<p><strong>Quando ha sentito la voglia di scrivere ed oggi come gestisce quello  che scrive? Ci si immagina una persona che scrive come una eccentrica, fine  conoscitrice della vita ed altrettanto fine ascoltatrice dei suoni del mondo,  lei come arriva alla sua pagina scritta? Dove prende l&#8217;ispirazione?</strong></p>
<p>Come le ho detto, scrivo da quando ero piccola. La scrittura è il mio leit  motiv, è il modo che ho di unire il mio passato al mio presente e, in una certa  forma, anticipare il futuro. Sarebbe bello se tutti fossimo &#8220;fini conoscitori  della vita&#8221; e &#8220;fini ascoltatori dei suoni del mondo&#8221;. Perché scrivo? Perché mi  sento bene quando scrivo, perché ho delle storie da raccontare, perché è la mia  forma di fare politica.</p>
<p><strong>Leggendo le pagine del suo libro e di come documenta quello che  succede nella sua terra ci viene da chiedere che Brasile è quello di oggi e cosa  si intravede nel futuro? E, se vuole, vorremmo avere due battute anche sul  futuro del nostro paese.</strong></p>
<p>La storia di 500 Temporali è totalmente inventata ma basata su situazioni  possibili nell&#8217;attuale Brasile. Il Brasile del futuro è già cominciato. Solo con  la consapevolezza del presente si può costruire un futuro migliore.<br />
Il futuro  dell&#8217;Italia? Sarebbe bello che le coppie italiane avessero più figli. Questi  figli cresceranno in un&#8217;Italia sicuramente multiculturale e con una lingua piena  di parole nuove dovute all&#8217;influenza dei migranti.</p>
<p><strong>Due parole da spendere per Oduvaldo Laurindo, molto presente nelle  pagine del volume come quel Santone benefattore che aiuta i poveri e sempre  presente quando c&#8217;è malessere, è un fenomeno comune in brasile? Le riporto una  frase che abbiamo sentito dire spesso &#8211; noi di Puralanadivetro &#8211; da altri autori  come quelli arabi: &#8220;dove non c&#8217;è ricchezza arriva la religione&#8221;. Che ne pensa di  questa frase?</strong></p>
<p>Oduvaldo Laurindo rappresenta la truffa di chi arricchisce sfruttando la  buona fede di chi non ha i mezzi per difendersi.<br />
Non credo che la religione  sia un fenomeno da collegare o meno al benessere di una persona. La religione  appartiene alla sfera spirituale, è un contatto dell&#8217;essere umano con le forze  superiori e con gli altri esseri umani. Qualunque religione ben vissuta dovrebbe  avvicinarci gli uni agli altri. Da condannare sono la chiusura, l&#8217;autoritarismo,  il fanatismo, l&#8217;intolleranza. &#8211; lo ammettiamo, abbiamo giocato sporco, la  risposta degli autori arabi è stata il fanatismo, non la religione N.d.R..</p>
<p><strong>Abbiamo segnalato il grande successo della giornata di intercultura  che si è tenuta a napoli lo scorso 28 settembre, ci vuoi dire la sua sui  risultati di quella giornata e sul fenomeno della migrazione che è arrivato  anche in Italia? Pensa che gli autori della migrazione siano un&#8217;invenzione che  sta cavalcando una moda o ci sarà sempre più spazio?</strong></p>
<p>La giornata organizzata dalla casa editrice Traccediverse è stata  un&#8217;occasione di sentire la forza espressiva degli stranieri che vivono in  Italia.<br />
Penso che ci sarà sempre più spazio ai validi autori migranti.  Guarda caso, cominciano a vincere dei concorsi a livello nazionale, e non solo  in concorsi creati appositamente per loro. Come lei sa, Marco, quest&#8217;anno  nell&#8217;esame di maturità, per la prima volta sono comparsi degli autori migranti:  Julio Monteiro Martins e io.</p>
<p><strong>Una</strong><img class="alignleft" style="margin: 3px;" title="500 Temporali – Christiana de Caldas Brito – Cosmo Iannone Editore" src="/wp-content/uploads/_old/20061106/500_temporali_1.jpg" alt="" width="188" height="277" /><strong> domanda di chiusura, parafrasando le sue parole, lei ha affermato  che tutti </strong><strong>noi s</strong><strong>iamo migranti e che ci spostiamo da un luogo o situazione ad un  altro. Lei dove sta </strong><strong>migrando? A che punto è del viaggio? È felice?</strong></p>
<p>Dove sto migrando? Credo che dopo questa vita ci sarà un&#8217;altra e ancora  un&#8217;altra. A che punto sono, lo capirò solo alla fine. Sono felice quando prendo  consapevolezza di me.</p>
<p>Informazioni sul libro:<br />
Titolo: <strong>500 Temporali</strong><br />
Autore: Christiana  de Caldas Brito<br />
Editore: Cosmo Iannone Editore<br />
Prezzo: € 12<br />
Pagine:  195</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>LINK</strong></span></p>
<p><a href="http://www.miscia.com/christiana/" target="_blank">http://www.miscia.com/christiana/</a></p>
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		<title>Murid Al-Barghouti: &#8220;La poesia è l&#8217;unico partito che resta&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 12 May 2006 09:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La 19ma edizione del Salone del Libro di Torino ha avuto una presenza importante, un autore poco conosciuto in Italia e poco tradotto ma reduce da un lungo esilio dalla Palestina, una delle voci della resistenza di coloro che tutti i giorni in quel paese cercano di sopravvivere ad una guerra che non vuole terminare. È Murid Al-Barghouti, poeta e scrittore appena uscito nelle librerie con "Ritorno a Ramallah" (Llisso Editore) e che ha presentato il suo lavoro nello spazio “Lingua Madre”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Murid Al-Barghouti" src="/wp-content/uploads/_old/20060516/alBarghuti.jpg" alt="Murid Al-Barghouti" width="120" height="178" /><p class="wp-caption-text">Murid Al-Barghouti</p></div>E&#8217; stato uno degli appuntamenti-fiore all&#8217;occhiello di &#8220;Lingua madre&#8221;, la manifestazione della Fiera del Libro che ha portato una trentina di  autori extraeuropei nella capitale sabauda. <br />Stiamo parlando dell&#8217;incontro con Al-Barghouti, uno dei maggiori scrittori e poeti di lingua araba, vissuto per trent&#8217;anni in esilio, lontano dalla sua terra, la Palestina. Amato e tradotto in undici <br />paesi e pubblicato all&#8217;estero dalle principali case editrici,  come la newyorchese Random House di New York, Al-Barghouti in Italia è poco noto. Le sue poesie sono tradotte con il contagocce e pubblicate in antologie di poeti palestinesi. <br />Il suo editore italiano è Llisso di Nuoro e proprio in questi giorni ha fatto uscire, l&#8217;ultimo libro di Al-Barghouti &#8220;Ritorno a Ramallah&#8221;. Lo scrittore che attualmente vive tra il Cairo e Ramallah ha raccontato alla platea torinese di aver lasciato al Palestina quando frequentava il liceo, per farvi ritorno recentemente con i capelli bianchi. &#8220;Si ritorna sempre in un luogo che non è mai quello che si è lasciato&#8221; spiega pacatamente il poeta. <br />Il libro, una sorta di romanzo autobiografico che reca la prefazione di Edward W. Said, il grande orientalista simbolo della diaspora palestinese, non è un&#8217; operazione di nostalgia ci tiene a precisare il poeta, alla sua prima opera in prosa, &#8220;perchè la nostalgia appartiene a chi  abbandona il suo paese per problemi economici, come fa l&#8217;immigrato, io provo rabbia&#8221;. <br />&#8220;Il ritorno in Palestina è stato per me un terremoto &#8211; ha  detto sempre a Torino &#8211; tanto forte che ho dovuto raccontarlo in un libro. Altrimenti non sarei riuscito a  raccogliere, ma anche a capire i miei stessi sentimenti. Le pagine raccontano odori ritrovati, piazze mai dimenticate, parenti lontani, ma sempre molto vivi nell&#8217;anima&#8221;. <br /> &#8220;La mia è senz&#8217;altro una scrittura dell&#8217;esilio &#8211; ha aggiunto &#8211; ma intrisa di concretezza, di immediatezza, perchè dentro sento l&#8217;emergenza del presente&#8221;. Per chi non conoscesse lo scrittore palestinese,  va aggiunto che questa è la prima volta che lui parla in un suo libro della questione palestinese. La sua poesia non è certo propagandistica, come molta letteratura palestinese, da cui lui da sempre prende le distanze. &#8220;Purtroppo la questione palestinese è violenta, non priva di spargimento di sangue e pressioni e questo ha dato il via alla cosiddetta &#8216;letteratura della resistenza&#8217;, un genere che dovrebbe convincere i lettori ad agire&#8221; spiega lo scrittore intervenuto a Torino in abiti &#8220;occidentali&#8221;, completo blu e cravatta. <br />&#8220;Ma questo è un tipo di letteratura di bassa qualità. Uno scrittore che trasforma la letteratura in propaganda  scrive pensando solo  al pubblico, un vero poeta invece deve ascoltare le sue voci intime. Ad esempio nel periodo in cui l&#8217;OLP si trovava in Libano io scrivevo su cose, come il corpo, l&#8217;attesa e  il desiderio e la cosa sembrava strana agli altri palestinesi e in particolare ai leader politici. Ma io non mi sono  mai fatto ispirare da questioni politiche&#8221;. E la strada battuta da Al-Barghouti ha dato i suoi frutti: ha fatto sì che egli diventasse uno scrittore che è riuscito  a valicare i confini del mondo arabo.  Eppure se ieri lo criticavano  &#8220;oggi anche scrittori politici del mondo arabo riscoprono la parte intima di sè&#8221;. <br /> Tuttavia Al-Barghouti non risparmia frecciate contro l&#8217;amministrazione Bush, ma anche contro l&#8217;Europa e persino  contro la politica ufficiale palestinese. &#8220;Non ho mai avuto una posizione positiva nei confronti della leadership palestinese, sono sempre stato molto critico&#8221; ribadisce in più occasioni nel dibattito che ha seguito l&#8217;incontro di &#8220;lingua Madre&#8221;. <br />&#8220;Certo la violenza della lotta armata palestinese è sbagliata, ma non si può chiedere di deporre le armi solo a una parte&#8221;. <br />Nonostante l&#8217;esilio subito, il messaggio di Al-Barghouti è molto pacifista e pacato, egli rivendica il fatto che la poesia non vada usata come un carro armato , né &#8220;come una bandiera che un partito fa sventolare. Perché alla fine per me la poesia è l&#8217;unico partito che resta&#8221;.</p>
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		<title>Omaggio a José Saramago</title>
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		<pubDate>Fri, 05 May 2006 22:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“L'uomo più saggio che io abbia conosciuto non sapeva né leggere né scrivere” disse Saramago quando ricevette il Nobel nel 1998, quando fece un discorso semplice e che soprattutto che voleva sottolineare le sue povere ed umili origini. Quell’uomo analfabeta era suo nonno del quale raccontò aneddoti di una antica sapienza costruita nei giorni di duro lavoro nei campi. Scrittore che ha raggiunto il successo tardi ha costruito la sua figura nella maniera più aurea: giorno dopo giorno con libri prestati e letture fatte per la pura passione di farlo. Allo scrittore verrà fatto un omaggio alla Fiera del Libro di Torino 2006, proprio nell’anno del Portogallo. 

(Lingotto Fiere - Giovedì 4 - Ore 16:00 - Sala Gialla)


Giovedì 4 - Ore 16:00 - Sala Gialla 
Conduce: Ernesto Franco 

Omaggio a José Saramago 
Giuseppe Cederna legge "Il racconto dell'isola sconosciuta" 
Fiera del libro e Giulio Einaudi editore ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 309px"><img title="José Saramago" src="/wp-content/uploads/_old/20060503/josesaramago.jpg" alt="José Saramago" width="299" height="405" /><p class="wp-caption-text">José Saramago</p></div>È diventato uno scrittore noto solo passati i sessant&#8217;anni e quando nel 1998 fu chiamato a Stoccolma per ritirare il premio Nobel per la Letteratura lesse un discorso poetico e semplice, ricordando le sue origini umili. E&#8217; José Saramago, classe 1922 e lusitano di nascita. «L&#8217;uomo piú saggio che io abbia conosciuto non sapeva né leggere né scrivere &#8211; disse Saramago quando ricevette il Nobel &#8211; Alle quattro di mattina, quando la promessa di un nuovo giorno stava ancora in terra di Francia, si alzava dal pagliericcio e usciva nei campi, portando al pascolo la mezza dozzina di scrofe della cui fertilità si nutrivano lui e sua moglie, i miei nonni materni. [...] Talvolta, nelle calde notti d&#8217;estate, dopo cena, mio nonno mi diceva: &#8220;José, stanotte dormiamo tutti e due sotto il fico&#8221; [...]. In piena pace notturna, tra gli alti rami dell&#8217;albero, mi appariva una stella, e poi, lentamente, si nascondeva dietro una foglia, e, guardando da un&#8217;altra parte, come un fiume che scorre in silenzio nel cielo concavo, sorgeva il chiarore opalescente della Via Lattea. E mentre il sonno tardava ad arrivare, la notte si popolava delle storie e dei casi che mio nonno raccontava: leggende, apparizioni, spaventi, episodi singolari, morti antiche, zuffe di bastoni e pietre, parole di antenati, un instancabile brusio di memorie che mi teneva sveglio e al contempo mi cullava. Non ho mai potuto sapere se lui taceva quando si accorgeva che mi ero addormentato, o se continuava a parlare per non lasciare a metà la risposta alla domanda che gli facevo nelle pause piú lunghe che lui volontariamente metteva nel racconto: &#8220;E poi ?&#8221; [...] Molti anni piú tardi, scrivendo per la prima volta di mio nonno Jeronimo e di mia nonna Josefa, mi accorsi che stavo trasformando le persone comuni che erano state in personaggi letterari, e che questo era probabilmente il modo per non dimenticarli, disegnando e ridisegnando i loro volti con un lapis cangiante di ricordi [...]. Nel dipingere i miei genitori e i miei nonni con i colori della letteratura, trasformandoli da semplici persone in carne e ossa in personaggi di nuovo e in modi diversi costruttori della mia vita, senza accorgermene stavo tracciando il percorso attraverso il quale i personaggi che avrei inventato, gli altri, quelli veramente letterari, avrebbero fabbricato e mi avrebbero portato i materiali e gli arnesi che, finalmente, nel buono e nel meno buono, nel sufficiente e nell&#8217;insufficiente, nel guadagnato e nel perduto, in quello che è difetto, ma anche in quello che è eccesso, avrebbero finito per fare di me la persona in cui oggi ancora mi riconosco: creatore di quei personaggi, ma al tempo stesso loro creatura». <br />Dopo il liceo lo scrittore si iscrisse ad una scuola tecnica, per diventare meccanico, mestiere che svolse per diversi anni. Purtroppo le scarse disponibilità finanziarie delal sua famiglia non gli permisero di continuare gli studi. Ma di notte grazie ai libri presi in prestito in una biblioteca pubblica di Lisbona, Saramago provvedeva alla sua &#8220;educazione letteraria&#8221;. Meccanico di giorno e lettore vorace di notte. Una meravigliosa avventura &#8211; per restare in tema con questa fiera &#8211; quella di Saramago, prima di lettore e poi di scrittore.</p>
<p>(Lingotto Fiere &#8211; Giovedì 4 &#8211; Ore 16:00 &#8211; Sala Gialla)</p>
<p>Giovedì 4 &#8211; Ore 16:00 &#8211; Sala Gialla <br />Conduce: Ernesto Franco </p>
<p>Omaggio a José Saramago <br />Giuseppe Cederna legge &#8220;Il racconto dell&#8217;isola sconosciuta&#8221; <br />Fiera del libro e Giulio Einaudi editore</p>
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		<title>Alla ricerca del tempo perduto</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2006/04/10/alla-ricerca-del-tempo-perduto/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Apr 2006 20:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi i ritmi frenetici scandiscono tutto il nostro divenire giornaliero. Insomma “il tempo è denaro” in cui, per la nostra indipendenza demandiamo altri tutto quello che non possiamo fare in prima persona. Noi raccontiamo a noi stessi che tutto questo succede perché, per preservare la nostra in-dipendenza, diamo a baby sitter e badanti la giornata dei nostri cari ma forse lo facciamo solo per non venire schiacciati dalla di-pendenza dal mercato del lavoro. Ad ogni modo, questa è una attenta analisi dal titolo "Per amore o per denaro. La commercializzazione della vita intima" (Il mulino) della sociologa Arlie Russell Hochschild appena uscito nelle librerie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title=" Per amore o per denaro. La commercializzazione della vita intima - Russell Hochschild Arlie - Il Mulino" src="/wp-content/uploads/_old/20060413/peramoreoperdenaro.jpg" alt=" Per amore o per denaro. La commercializzazione della vita intima - Russell Hochschild Arlie - Il Mulino" width="120" height="189" /><p class="wp-caption-text"> Per amore o per denaro. La commercializzazione della vita intima - Russell Hochschild Arlie - Il Mulino</p></div>Chi non ricorda il detto: il tempo è denaro? E mai detto fu più azzeccato, verrebbe da dire leggendo il saggio di Arlie Russell Hochschild, &#8220;Per amore o per denaro. La commercializzazione della vita intima&#8221;. Anzi l&#8217;autrice si spinge oltre dimostrando come nella società capitalista il nostro tempo, in particolare quel poco che ci rimane libero dal lavoro, è sempre più ridotto ad un&#8217;anonima merce. </p>
<p>L&#8217;autrice, professoressa di Sociologia, all&#8217;Università di Berkley in California,  infatti rileva che nella società occidentale l&#8217;indebolimento della famiglia e dell&#8217;appartenenza a una comunità ha creato un vuoto culturale in cui il mercato la fa da padrone. L&#8217;allungamento degli orari di lavoro o l&#8217;impiego anche delle donne al di fuori delle quattro mura domestiche hanno trasformato radicalmente le nostre abitudini, soprattutto quelle familiari. </p>
<p> La &#8220;dipendenza&#8221; degli individui dal mercato viene travestita da indipendenza.  In soldoni, è il caso di dire, ci viene costantemente predicato che un individuo può realizzare se stesso  nel campo del lavoro, affidando ad altri, per esempio la cura,  della propria casa. </p>
<p>Ma la domanda è: quante parti della nostra vita intima siamo disposti a delegare ad altri? In fondo quando si tratta di caricare la lavastoviglie o di tirare a lucido un pavimento non ci sembra poi di perderci molto pagando un&#8217;altra persona che lo faccia al posto nostro.  Ma se dalle suppellettili si passa alle persone, che succede? Per la Hochschild, mentre noi, uomini e donne, inseguiamo il mito dell&#8217;efficienza e del successo, ci perdiamo la parte migliore della giornate e per fare questo siamo anche disposti ad aprire i cordoni della borsa. E così nella logica di essere liberi di realizzarci iscriviamo i nostri figli  in  nidi o asili, scelti  non tanto per i principi educativi o gli insegnanti, ma in base al tempo che possono dedicare ai nostri figli, mentre noi siamo al lavoro. Oppure paghiamo tate e badanti per occuparci dei nostri cari. D&#8217;altra parte spesso noi non ci troviamo al lavoro proprio per pagare il mutuo della casa e tutti questi servizi che ci permettono di passare  del tempo fuori casa? </p>
<p>L&#8217;assunto del libro è che il nostro sistema economico, il capitalismo sottrae agli individui, ai padri e alle madri in particolare, una risorsa davvero preziosa: il tempo. </p>
<p>Con l&#8217;intento di evitare alla madre e al figlio la battaglia sul tempo, il mercato propone una merce come soluzione.  Ad ogni problema o esigenza corrisponde una merce. Quando non c&#8217;è un prodotto tangibile, c&#8217;è un servizio. Un viaggio, magari in un villaggio dove c&#8217;è chi si prende cura del tempo libero dei vostri figli. Oppure  nel caso del compleanno del pargolo la mamma non necessariamente deve per forza fare la torta, addobbare la casa, invitare gli amichetti. In alternativa può far fare tutto questo ad una agenzia di servizi. Così mentre questi si occuperanno dei dettagli della festa, lei potrà godersi del &#8220;tempo qualità&#8221; con la prole e godersi la festa. </p>
<p>Gli effetti della globalizzazione sul lavoro femminile, e soprattutto su certe tipologie di lavoro che le donne occidentali non vogliono più fare, era al centro peraltro di un altro libro della sociologa, l&#8217;unico ad essere tradotto in Italia. In &#8220;Donne globali&#8221; edito da Feltrinelli, la Hochschild analizzava il mestiere di tata, della collaboratrice domestica, dell’aiuto per persone anziane e inferme, lavoro svolto prevalentemente da donne immigrate, &#8220;che lasciano a casa i propri bambini per poter garantire loro un futuro migliore e alle quali viene chiesto di occuparsi dei nostri figli esattamente come noi faremmo&#8221;. Donne dalle quali si pretende molto salvo poi sviluppare istinti di gelosia perché il figlio si è affezionato troppo a loro. Il Punto focale di questo libro è una dura critica al femminismo (&#8220;nella battaglia per la parità e il diritto all’autoaffermazione, il femminismo ha perso&#8221;) e al capitalismo &#8220;che non si accontenta più dello sfruttamento dei beni materiali, ma pretende di fare commercio dell’affetto, della cura e dell’amore&#8221;.  &#8220;Dietro ogni donna in carriera non c’è condivisione dei compiti. Gli uomini si sono ben guardati dal dividersi tra casa e lavoro. Dietro ogni donna affermata c’è invece un’altra donna, dea ex machina che lava, pulisce e riporta ordine in casa e tranquillità in famiglia&#8221;. </p>
<p>E come dice Umberto Galimberti su &#8220;La Repubblica&#8221; il libro ci fa riflettere sul fatto che demandare ad altri la parte più faticosa, ma anche più bella e densa di soddisfazioni della nostra vita, non necessariamente significa acquistare più libertà. &#8220;Cura dei figli, cura degli anziani, cura delle relazioni reciproche familiari e di vicinato, cura della propria vita emotiva. E se il mercato ci soccorre per tutto quello che non riusciamo più a &#8220;curare&#8221; &#8211; scrive il giornalista -  non dimentichiamo che il denaro non vale uno sguardo accogliente, una carezza tranquilla, un sentimento gravido di storia, un tratto umano iscritto nel &#8220;prendersi cura&#8221; che, come ci ricorda Heidegger, è altra cosa del &#8220;pro-curare&#8221; qualcosa a qualcuno&#8221;. </p>
<p> Insomma dal saggio emerge come il concetto di &#8220;tempo-qualità&#8221; sia una colossale balla che ci raccontiamo per rimettere a posto i conti con la nostra coscienza.   </p>
<p>Infatti se ci avete mai fatto caso, il concetto di &#8220;qualità del tempo&#8221; funziona sempre e solo con il vostro tempo libero.  Stranamente sul posto di lavoro la qualità del tempo raramente viene menzionata. </p>
<p>Informazioni sul libro:</p>
<p>Titolo: <strong>Per amore o per denaro. La commercializzazione della vita intima</strong><br />Autore: Russell Hochschild Arlie<br />Editore: Il Mulino<br />Pagine: 256<br />Prezzo: €15</p>
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		<title>Il libro disceso dal cielo, per sapere di più sull’islam</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2006 21:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è la versione in prosa della pubblicazione più importante del mondo islamico, ma è il primo tentativo ben riuscito di presentare una storia sacra e di difficile presentazione al grande pubblico. È un romanzo, scritto da Vincenzo Ahmad `Abd al Waliyy, una figura di spicco della comunità islamica italiana. L’opera è: “Il libro disceso dal cielo – Un romanzo per saperne di più sull’Islam” (Edizioni Salani) ed è la vicenda epica che ha fatto nascere il Corano, la lettura sacra dell’islam, un libro uscito lo scorso aprile 2005 ma che non ha ancora smesso di essere occasione di dibattito e confronto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Il libro disceso dal cielo - Ahmad `Abd al Waliyy Vincenzo - Salani Editore" src="/wp-content/uploads/_old/20060118/zayd.jpg" alt="Il libro disceso dal cielo - Ahmad `Abd al Waliyy Vincenzo - Salani Editore" width="120" height="182" /><p class="wp-caption-text">Il libro disceso dal cielo - Ahmad `Abd al Waliyy Vincenzo - Salani Editore</p></div>
<p>Ahmad `Abd al Waliyy Vincenzo, affermato islamista presso l&#8217;università Federico II di Napoli, tanto affermato sulla questione islamica da aver pubblicato le sue lezioni in un libro, dal 2001 dirige la rivista italo-francese &#8220;Il Messaggio-Le Message&#8221; dedicata all&#8217;intellettualità sacra ed è anche membro fondatore del Coreis, (Comunità Religiosa Islamica) che lotta per l&#8217;affermazione dei diritti dei mussulmani italiani. Insomma una figura che non passa inosservata quando si parla di certe questioni sacre. Lo scorso aprile è uscito nelle librerie un suo lavoro che non ha ancora smesso di far parlare di se e che continua ad essere presentato nel bel paese come occasione di confronto e dibattito.  Il romanzo è &#8220;Il libro disceso dal cielo &#8211; Un romanzo per saperne di più sull&#8217;Islam&#8221; (Salani) in cui viene raccontata in maniera romanzata la storia che ha portato alla creazione del libro divino per antonomasia dell&#8217;islam, il Corano. <br />Nel romanzo viene raccontata la storia di Zayd, personaggio storico realmente vissuto nella grande oasi di Yathrib, egli sarà testimone di eventi epocali e che segneranno la nascita della cultura araba. Mentre le giornate nell&#8217;oasi scorrono piatte un giorno si presenta, in fuga dalla Mecca, il perseguitato profeta Muhammad (per i più Maometto). Le parole del profeta, la sua leggendaria fede ed eventi miracolosi trasformano l&#8217;oasi in Medina -  tradotto la città -  e diviene anche il baluardo dell&#8217;islam che sta fiorendo. Medina diviene terra di combattimenti e spargimenti di sangue in cui Zayd non ha la parte della battaglia ma un compito più alto: quello della trascrizione delle parole del profeta, quello di scrivere il Corano, il libro disceso dal cielo, la base dalla quale nascerà un&#8217;intera civiltà e una nuova forma di sapere, destinata a diventare il modello delle università che fioriranno in tutto il mondo antico. È una storia importante raccontata da un personaggio importante nello scenario mussulmano italiano: Vincenzo Ahmad &#8216;Abd al Waliyy (Napoli classe 1961). <br />Non un insegnate universitario qualunque ma un docente che ha visto le sue lezioni  pubblicate in un saggio dal titolo &#8220;L&#8217;altra civiltà&#8221; (Mondadori, 2002). <br /><div class="wp-caption alignright" style="width: 130px"><img title="Ahmad `Abd al Waliyy Vincenzo" src="/wp-content/uploads/_old/20060118/ahmad.jpg" alt="Ahmad `Abd al Waliyy Vincenzo" width="120" height="159" /><p class="wp-caption-text">Ahmad `Abd al Waliyy Vincenzo</p></div>Il suo romanzo è stato definito un quadro chiarificatore su una religione temuta. La bellezza di questo racconto non è tanto la grandezza della narrazione che potrebbe apparire semplice per un autore che ha scritto molto altro prima ma per aver scritto in maniera semplice e per il vasto pubblico una storia importante tratta da testi sacri non così immediati da decifrare. Con questo libro ha voluto dimostrare ad un paese di cultura cristiana quale è l&#8217;Italia che questa religione gli è molto più simile di quanto pensi e che la lontananza che si percepisce è forse dettata proprio da quell&#8217;odio strumentale dettato dai drammatici eventi politici di questi tempi oscuri.</p>
<p> </p>
<p>Informazioni sul libro:<br />Titolo:<strong> Il libro disceso dal cielo</strong><br />Autore: Ahmad `Abd al Waliyy Vincenzo<br />Editore: Salani Editore<br />Pag. 320 <br />Prezzo: € 14.00</p>
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		<title>Brandelli D’Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2005 11:16:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa fanno assieme un parlamentare europeo, una astrofisica, un magistrato, un economista ed un filosofo? Forse una analisi non del tutto disinteressata ma un ogni caso un volume uscito alla fine del mese scorso nelle librerie dal titolo Brandelli d’Italia, edito da Chimienti Editore e scritto da Giulietto Chiesa, Nicola Colaianni, Margherita Hack, Nerio Nesi e Gianni Vattimo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 132px"><img title="BRANDELLI D’ITALIA - Giulietto Chiesa, Nicola Colaianni,Margherita Hack,  Nerio Nesi,Gianni Vattimo - Chimienti Editore" src="/wp-content/uploads/_old/20051003/brandelliditalia.jpg" alt="BRANDELLI D’ITALIA - Giulietto Chiesa, Nicola Colaianni,Margherita Hack,  Nerio Nesi,Gianni Vattimo - Chimienti Editore" width="122" height="192" /><p class="wp-caption-text">BRANDELLI D’ITALIA - Giulietto Chiesa, Nicola Colaianni,Margherita Hack,  Nerio Nesi,Gianni Vattimo - Chimienti Editore</p></div>
<p>Cosa fanno assieme un parlamentare europeo, una astrofisica, un magistrato, un  economista ed un filosofo? Forse una analisi non del tutto disinteressata ma un  ogni caso un volume uscito alla fine del mese scorso nelle librerie dal titolo  <strong><em>Brandelli d’Italia</em></strong>, edito da <em>Chimienti  Editore</em> e scritto da <em>Giulietto Chiesa, Nicola Colaianni, Margherita  Hack, Nerio Nesi</em> e<em> Gianni Vattimo</em>.</p>
<p> </p>
<div style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Come viene definito nella introduzione del  libro sul sito dell’editore stesso si afferma che questo volume è un’analisi  severa dell’attività politica e legislativa del governo Berlusconi in materia di  economia, giustizia, riforme,  università, ricerca, comunicazione e della loro  incidenza sulla qualità della democrazia in Italia.</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Il libro si sviluppa in 5 saggi che prendono in  considerazione un aspetto dell’amministrazione del governo di centro destra  (quello in cui l’autore si sente più coinvolto e ferrato) con il proposito di  proporsi all’attenzione della società civile e del mondo politico come strumento  di discussione seria, concreta e progettuale per il futuro del Paese in un  momento abbastanza cruciale in cui entrambi gli schieramenti stanno accusando  duri colpi nelle loro posizioni davanti ad un paese che non esce dalla crisi  internazionale o non vuole uscire.</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Giulietto Chiesa, giornalista, parlamentare  europeo e saggista, impegnato in una lotta coraggiosa contro l’uso improprio dei  mezzi di comunicazione di massa ci propone un saggio  dal titolo <em>La  virtualizzazione del reale e la fucina delle illusioni</em> incentrato sul  significato delle informazioni che arrivano al cittadino.</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Nicola Colaianni, magistrato e professore di  Diritto Pubblico all’Università di Bari, è stato parlamentare e Consigliere  della Corte Suprema di Cassazione, attivo collaboratore di opere giuridiche e  scientifiche ci propone un saggio dal titolo <em>L&#8217;eversione  costituzionale</em>.</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Margherita Hack, astrofisica di fama  internazionale, Professore Emerito dell’Università di Trieste, è socio nazionale  dell’Accademia dei Lincei, ha diretto, dal 1964 al 1987, l&#8217;Osservatorio  Astronomico di Trieste, ci propone un saggio su <em>La cultura del modello  aziendale</em>.</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Nerio Nesi, economista e parlamentare, è stato  Presidente della Banca Nazionale del Lavoro e Ministro del Lavoro, autore di  saggi in materia economico-finanziaria vuole proprio porre l’attenzione del  lettore sul <em>Il declino dell&#8217;economia italiana</em>.</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Gianni Vattimo, Professore Ordinario di  Filosofia teoretica all’Università di Torino e Padre del Pensiero debole, nelle  sue opere si è occupato dell’ontologia ermeneutica contemporanea e vuole porre  l’attenzione su <em>La democrazia verso l&#8217;asfissia</em>.</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0pt;">L’analisi messa a disposizione del lettore  vuole essere scientifica e tecnica ma in un momento in cui non c’è spazio per i  dati ma solo per le loro interpretazioni da rendere il tentativo vano sia che  questa fosse stata una analisi di centro destra come di sinistra. Da leggere e  da tenere, quando, tra 40 anni, potremmo vedere questo volume come un pezzo di  storia da leggere come tale.</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Scheda del libro:</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0pt;">BRANDELLI D’ITALIA</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Autore: Giulietto Chiesa, Nicola  Colaianni,Margherita Hack,  Nerio Nesi,Gianni Vattimo</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Editore: Chimienti Editore</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Pagine: n.a.</div>
<p>Prezzo:  €  15,00</p>
<p> </p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>LINK</strong></span></p>
<p><a href="http://www.chimientieditore.it/Brandelli.htm" target="_blank">La scheda del libro sul sito dell&#8217;editore</a></p>
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