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	<title>pura lana di vetro</title>
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		<title>Allan Bay, curiosità e storia e di ciò che mettiamo nel piatto</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2008/09/10/allan-bay-curiosita-e-storia-e-di-cio-che-mettiamo-nel-piatto/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 14:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Teatro degli Impavidi di Sarzana è gremito e Allan Bay (31 agosto 2008) campeggia già sul palco mentre gli ultimi ritardatari prendono posto. Con fare quasi da entomologo osserva il suo pubblico davvero numeroso. Sarzana ha colpito nel segno: attorno al cibo, alla tradizione gastronomica, c'è grande interesse, ma raramente se ne parla, se non in fiere di settore sul genere di Slow Food, che peraltro attirano folle di gente. Insomma il festival in qualche modo contribuisce a sdoganare la cultura culinaria e il know how mangereccio, che un po' è considerato di serie B. 

Festival della Mente Sarzana 29 – 31 Agosto 2008]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em></em></strong>
<p> </p>
<p><strong><em>Festival della Mente Sarzana 29 – 31 Agosto 2008<br /></em></strong><br />Il Teatro degli Impavidi di Sarzana è gremito e Allan Bay (31 agosto 2008) campeggia già sul palco mentre gli ultimi ritardatari prendono posto. Con fare quasi da entomologo osserva il suo pubblico davvero numeroso. Sarzana ha colpito nel segno: attorno al cibo, alla tradizione gastronomica, c&#8217;è grande interesse, ma raramente se ne parla, se non in fiere di settore sul genere di Slow Food, che peraltro attirano folle di gente. Insomma il festival in qualche modo contribuisce a sdoganare la cultura culinaria e il know how mangereccio, che un po&#8217; è considerato di serie B.</p>
<p>Tra i giornalisti enogastronomici, Bay si è ritagliato un posto di tutto rispetto, grazie anche ai suoi libri editi da Feltrinelli, da &#8220;Cuochi si diventa&#8221; a &#8220;La cena delle meraviglie&#8221;.Alla cucina, suo hobby da tempo immemore, si avvicina in maniera professionale soltanto una decina di anni fa. Classe 1949, Bay è un laureato in Economia e Commercio alla Bocconi, studi che non deve aver buttato a mare completamente, se è riuscito a costruire un business attorno allo scrivere di cucina e di storia dell&#8217;alimentazione.</p>
<p>A dispetto del nome, di origine fiamminga, lo scrittore è italianissimo, per tre quarti piemontese e per il resto napoletano.Dal 1995 scrive di cucina sul &#8220;Corriere della Sera&#8221;. Cura la rubrica settimanale dei ristoranti milanesi su &#8220;Vivi Milano&#8221;. Dal 1997 cura una rubrica settimanale di cultura culinaria su &#8220;Diario della settimana&#8221;. Dal 2003 è professore incaricato di cucina presso l&#8217;Università di Pavia. Del resto, come ci insegna la storia recente, scrivere di cucina ed essere cuochi sono due mestierie che raramente coincidono. Lo stesso Artusi non era affatto un cuoco. Il suo manuale di cucina, dal titolo La Scienza in cucina e l&#8217;Arte di Mangiar bene, nessun editore lo volle pubblicare. Artusi lo diede alle stampe a sue spese e fu un successo editoriale senza precedenti. Il libro divenne così popolare che i cuochi di Artusi, beneficiari dei diritti d&#8217;autore del libro alla sua morte, poterono vivere di rendita. Ad Artusi va il grande merito di raccontare la cucina in maniera romanzata e non citando in maniera asettica gli ingredienti che compongono una ricetta.</p>
<p>E tornando a Bay, la storia della cucina e dell&#8217;alimentazione, di cui lo scrittore a Sarzana fa una breve carrellata ci regala curiosità, dai risvolti socioligici, davvero interessanti. Una di queste è che spesso i piatti nazionali, derivano da altre tradizioni. <br />Un esempio per tutti la <strong>Tempura</strong>, che lungi da essere nata in Giappone, arriva dal Portogallo. Il piatto portoghese si chiamava Tempora, perché veniva consumato in Quaresima, e fu importato in Giappone da alcuni monaci portoghesi. <br />La <strong>pasta alla carbonara</strong> fu inventata nella seconda guerra mondiale dai soldati americani, giunti in Italia. Del resto, nel mondo, i piatti che possono vantare di avere un papà e una mamma si contano sulle dita di una mano.<br />E la mitica &#8220;<strong>pummarola</strong>&#8221; della cucina italiana? Fu introdotta soltanto attorno al 1860, prima di quella data non c&#8217;è traccia di pomodori  e di sugo nella cucina italiana. I cuochi italiani della seconda metà dell&#8217;800 rinventano la nostra cucina proprio per introdurre questo elemento. Oggi diremmo che facevano cucina &#8220;Fusion&#8221;. Insomma il pomodoro, non solo contribuisce all&#8217;Unità d&#8217;Italia, almeno a tavola, ma porta una rivoluzione epocale nella nostra cucina. Ma non solo sono gli ingredienti, la maggior parte dei quali, tempi addietro, sono arrivati dalle Americhe, a contribuire a formare i nostri gusti e a portare scompiglio nelle ricette.<br />La tecnologia militare, ad esempio, dice Bay, presta alla cucina materiali e strumenti che oggi ormai sono diventati di uso comune e che hanno cambiato il nostro modo di cucinare. Dal Teflon al micronde. Se poi ci aggiungiamo che non c&#8217;è mestiere più &#8220;global&#8221; di quello del cuoco. Il gioco è fatto: la cultura culinaria e le diverse tradizioni gastronomiche sono in continua evoluzione. I cuochi spesso si formano all&#8217;estero e quindi le tecniche di cottura viaggiano veloci e vengono fatte proprie in giro per il mondo. Bay scommette che sempre di più cominceremo a far interagire le diverse tradizioni gastronomiche. D&#8217;altronde è un fatto che nella storia si è già verificato.</p>
<p><strong><em>Festival della MenteSarzana 29 – 31 Agosto 2008</em></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Link</span></strong></p>
<p><a title="Il sito del festival della mente 2008" href="http://www.festivaldellamente.it/" target="_blank">Il sito del festival della mente 2008</a></p>
<p> </p>
</p>
<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 180px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080903/allan_bay.jpg"><img title="Festival della Mente 2008" src="/wp-content/uploads/_old/20080903/allan_bay.jpg" alt="Festival della Mente 2008" width="170" height="133" /></a><p class="wp-caption-text">Festival della Mente 2008</p></div>
<p>Il Teatro degli Impavidi di Sarzana è gremito e Allan Bay (31 agosto 2008) campeggia già sul palco mentre gli ultimi ritardatari prendono posto. Con fare quasi da entomologo osserva il suo pubblico davvero numeroso. Sarzana ha colpito nel segno: attorno al cibo, alla tradizione gastronomica, c&#8217;è grande interesse, ma raramente se ne parla, se non in fiere di settore sul genere di Slow Food, che peraltro attirano folle di gente. Insomma il festival in qualche modo contribuisce a sdoganare la cultura culinaria e il know how mangereccio, che un po&#8217; è considerato di serie B.</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un giorno a Sarzana durante il festival</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2008/08/31/un-giorno-a-sarzana-durante-il-festival/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 15:21:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo stati al festival ed abbiamo voluto immortalare persone, viette, momenti speciali di questo piccolo festival che sta divenendo sempre più importante. Ecco una carrellata di quei momenti, battute ed personaggi che hanno reso importante la  manifestazione ligure di quest'anno. 

Speciale Festival della Mente di Sarzana – 29-31 Agosto 2008 ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana1_low.jpg"><img title="La piazza del festival di Sarzana 2008" src="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana1_low.jpg" alt="La piazza del festival di Sarzana 2008" width="150" height="113" /></a><p class="wp-caption-text">La piazza del festival di Sarzana 2008</p></div>
<p><strong>Siamo stati al festival ed abbiamo voluto immortalare persone, viette, momenti speciali di questo piccolo festival che sta divenendo sempre più importante. Ecco una carrellata di quei momenti, battute ed personaggi che hanno reso importante la  manifestazione ligure di quest&#8217;anno.</strong></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong><em>Speciale Festival della MenteSarzana – 29-31 Agosto 2008</em></strong></p>
<p>Siamo stati al festival ed abbiamo voluto immortalare persone, viette, momenti speciali di questo piccolo festival che sta divenendo sempre più importante. Ecco una carrellata di momenti, battute ed personaggi che hanno fatto reso importante questa manifestazione 2008.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana1.jpg"><img title="Sarzana" src="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana1.jpg" alt="Sarzana" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Sarzana</p></div>
<p><strong>SARZANA</strong> &#8211; Piazza Matteotti Il cuore pulsante del Festival della Mente  Passeggiando per i vicoli di Sarzana.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_2.jpg"><img class=" " title="SARZANA" src="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_2.jpg" alt="SARZANA" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">SARZANA</p></div>
<p><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_2.jpg"></a><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_2.jpg"></a></p>
<p> </p>
<p>Muovendosi da un appuntamento all&#8217;altro del Festival della Mente (29-31 agosto 2008) è impossibile non rimanere incantati dal dedalo di viuzze della cittadina della Lunigiana. </p>
<p> </p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana4.jpg"><img title="CARLO CRACCO" src="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana4.jpg" alt="CARLO CRACCO" width="300" height="289" /></a><p class="wp-caption-text">CARLO CRACCO</p></div>
<p><strong>CARLO CRACCO</strong> &#8211; Sabato 30 agosto 2008, ore 11.30</p>
<p><strong>&#8220;La mia cucina: cerebrale e di cuore&#8221;<br />
</strong>Classe 1965, è considerato uno dei più grandi cuochi al mondo. E&#8217; il proprietario di Cracco- Peck a Milano.Ha cominciato la sua carriera da Gualtiero Marchesi.</p>
<p> </p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana5.jpg"><img class="   " title="CARLO CRACCO" src="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana5.jpg" alt="CARLO CRACCO" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">CARLO CRACCO</p></div>
<p><strong>CARLO CRACCO</strong> &#8211; Sabato 30 agosto 2008, ore 11.30</p>
<p><strong>&#8220;La mia cucina: cerebrale e di cuore&#8221;<br />
</strong>Carlo Cracco spiega come vede e interpreta la cucina contemporanea, con umorismo e molta semplicità.</p>
<p> </p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_6.jpg"><img title="CARLO CRACCO" src="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_6.jpg" alt="CARLO CRACCO" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">CARLO CRACCO</p></div>
<p><strong>CARLO CRACCO</strong> &#8211; Sabato 30 agosto 2008, ore 11.30</p>
<p><strong>&#8220;La mia cucina: cerebrale e di cuore&#8221;</strong><br />
Il celebre chef risponde alle numerose domande che fioccano dalla platea.</p>
<p> </p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_7.jpg"><img title="CARLO GINZBURG CON ANTONIO AGNOLI" src="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_7.jpg" alt="CARLO GINZBURG CON ANTONIO AGNOLI" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">CARLO GINZBURG CON ANTONIO AGNOLI</p></div>
<p><strong>CARLO GINZBURG CON ANTONIO AGNOLI</strong> &#8211; Sabato 30 agosto 2008, ore 17.00</p>
<p><strong>&#8220;Vero, falso, finto: scrivere di storia oggi&#8221;<br />
</strong>Che cosa possiamo aspettarci oggi da chi fa il mestiere dello storico? Risponde Carlo Ginzburg (nella foto, a sinistra) intervistato da Antonio Gnoli (a destra), scrittore e giornalista per il quotidiano &#8220;La Repubblica&#8221;. Nel suo ultimo libro &#8220;Il filo e le tracce&#8221;, Ginzburg sostiene che oggi il rapporto tra vero, falso e finto riguarda tutti noi e ha a che fare con il nostro modo di stare al mondo.</p>
<p> </p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_8.jpg"><img title="DANILO MAINARDI" src="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_8.jpg" alt="DANILO MAINARDI" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">DANILO MAINARDI</p></div>
<p><strong>DANILO MAINARDI</strong>  &#8211; Sabato 30 agosto 2008, ore 17,30</p>
<p><strong>&#8220;Viaggio nella mente degli animali&#8221;</strong><br />
Delusione per l&#8217;incontro con Mainardi, che insegna Ecologia Comportamentale all&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia e dirige la Scuola Internazionale di Etologia del Centro &#8220;Ettore Majorana&#8221; di Erice.Collabora con Super Quark. E infatti il suo intervento era in pratica una replica di una puntata di Super Quark. Un insigne studioso non dovrebbe mai giocare al risparmio. E trovare qualcosa di più nuovo?Ad ogni modo Mainardi, in quella famosa puntata di Super Quark,  spiega come mammiferi e uccelli non siano guidati solo dall&#8217;istinto, ma usano la mente per arrivare a soluzioni anche complesse.</p>
<p> </p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_9.jpg"><img title="WALTER SITI" src="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_9.jpg" alt="WALTER SITI" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">WALTER SITI</p></div>
<p><strong>WALTER SITI</strong> &#8211; Sabato 30 agosto 2008, ore 19.00</p>
<p><strong>&#8220;Paradossi del realismo&#8221;</strong><br />
Critico, storico della letteratura, Walter Siti è anche scrittore. Attualmente è in libreria con &#8220;Il Contagio&#8221;.  E&#8217; curatore inoltre delle opere di Pasolini per &#8220;I Meridiani&#8221; della Mondadori. Il suo intervento, molto brillante e colto, senza essere pedante, si riallaccia idealmente all&#8217;intervento di Carlo Ginzburg.  Si parla di realismo, fenomeno che nella letteratura e nel cinema, sta tornando prepotentemente in prima linea.A quale mancanza di realtà dobbiamo rimediare? Si interroga Siti.Perché il realismo nel tempo dell&#8217;irrealtà mediatica e dell&#8217;immaterialità finanziaria?</p>
<p> </p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_10.jpg"><img title="WALTER SITI" src="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_10.jpg" alt="WALTER SITI" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">WALTER SITI</p></div>
<p><strong>WALTER SITI</strong> &#8211; Sabato 30 agosto 2008, ore 19.00</p>
<p><strong>&#8220;Paradossi del realismo&#8221;</strong><br />
&#8220;Il realismo efficace è quello che non lascia il tempo alla coscienza del lettore di intervenire con i suoi modelli. Il realismo per un istante fa a meno della coscienza&#8221;.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_11.jpg"><img title="Il teatro degli impavidi" src="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_11.jpg" alt="Il teatro degli impavidi" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il teatro degli impavidi</p></div>
<p>Festival della Mente Un particolare di una delle location della rassegna, Il teatro degli Impavidi.</p>
<p> </p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_12.jpg"><img title="ALLAN   BAY" src="/wp-content/uploads/_old/20080831/sarzana_12.jpg" alt="ALLAN BAY" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">ALLAN BAY</p></div>
<p><strong>ALLAN BAY</strong>  &#8211; Domenica,  31 agosto 2008, ore 10.00</p>
<p><strong>&#8220;Cambiare gusto. Dove sta andando la cucina italiana&#8221;</strong><br />
Lo sapevate che la pasta alla carbonara l&#8217;hanno inventata i soldati americani in missione nel &#8216;43 in Italia? A svelarci queste ed altre curiosità sulla tradizione culinaria italiana è stato Bay, giornalista e scrittore, specializzato nel settore enogastronomico.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 210px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/autrice.jpg"><img title="SABINA PRESTIPINO" src="/wp-content/uploads/_old/20080831/autrice.jpg" alt="SABINA PRESTIPINO" width="200" height="162" /></a><p class="wp-caption-text">SABINA PRESTIPINO</p></div>
<p><strong>SABINA PRESTIPINO</strong> &#8211; Venerdì 29 – Sabato 30 – Domenica 31 Agosto 2008</p>
<p> Uno scatto della nostra curatrice in forma smagliante, ‘smagrita’ per la maratona, ma compiaciuta di questo festival, che anche quest’anno non solo ha confermato le aspettative, ma forse ha ottenuto nuovi successi. <img src='http://www.puralanadivetro.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Ginzburg: se tra il vero e il falso c’e’ di mezzo il finto</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2008/08/31/ginzburg-se-tra-il-vero-e-il-falso-c%e2%80%99e%e2%80%99-di-mezzo-il-finto/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 15:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diceva Giuliano Montaldo, l’anno scorso, proprio a Sarzana, che se si ammira molto un personaggio, sia esso un attore, un regista o uno scrittore, bisognerebbe astenersi dall’incontrarlo, per non incorrere in delusioni e mantenere così intatta la propria ammirazione. Saggia notazione, che mi è tornata alla mente nel corso dell’incontro con Carlo Ginzburg, insigne storico italiano, da anni transfugo negli States. 

Festival della Mente di Sarzana 29 – 31 Agosto 2008]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><div class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080831/c_ginzburg.jpg"><img title="Festival della Mente di Sarzana 2008 - Carlo Ginzburg" src="/wp-content/uploads/_old/20080831/c_ginzburg.jpg" alt="Festival della Mente di Sarzana 2008 - Carlo Ginzburg" width="150" height="122" /></a><p class="wp-caption-text">Festival della Mente di Sarzana 2008 - Carlo Ginzburg</p></div>
<p>Diceva Giuliano Montaldo, l’anno scorso, proprio a Sarzana, che se si ammira molto un personaggio, sia esso un attore, un regista o uno scrittore, bisognerebbe astenersi dall’incontrarlo, per non incorrere in delusioni e mantenere così intatta la propria ammirazione. Saggia notazione, che mi è tornata alla mente nel corso dell’incontro con Carlo Ginzburg, insigne storico italiano, da anni transfugo negli States.</p>
<p></strong></p>
<p> </p>
<p><strong><em>Festival della Mente di Sarzana 29 – 31 Agosto 2008</em><br /></strong><br />Diceva Giuliano Montaldo, l’anno scorso, proprio qui a Sarzana, che se si ammira molto un personaggio, sia esso un attore, un regista o uno scrittore, bisognerebbe astenersi dall’incontrarlo, per non incorrere in delusioni e mantenere così intatta la propria ammirazione.Saggia notazione, che mi è tornata alla mente nel corso dell’incontro con Carlo Ginzburg (30 agosto 2008), insigne storico italiano, da anni transfugo negli States. Tanto è brillante come scrittore Ginzburg, quanto poco lo è dal vivo come oratore. Di certo lo storico non è stato servito da buoni assist. Antonio Gnoli, il giornalista de “La Repubblica” incaricato di intervistarlo a Sarzana, encomiabile e acuto con la penna, non si può certo definire un animale da palcoscenico. Eppure di carne al fuoco ce n’era nel loro incontro. E sulla carta la coppia poteva funzionare davvero bene, perché come dice Gnoli, si tratta di una coppia che “danza su tempi diversi”. Se Ginzburg guarda al passato, in quanto storico, Gnoli invece, come giornalista è ben radicato nel presente. Nessuno oggi può permettersi il lusso di ignorare il rapporto tra vero, falso e finto: questo l’assunto da cui è partito Carlo Ginzburg, nel suo intervento al Festival della Mente. Perché proprio oggi? “<em>Perché l’intensità delle comunicazioni nel mondo ha raggiunto uno sviluppo mai prima toccato. E se lo storico si presenta come un ricercatore della verità, oggi non può non fare i conti con il concetto di finto, con l’affabulazione, con i racconti, con i film, con i docudrama</em>”.</p>
<p>Insomma, se prima gli storici avevano a che fare solo con le categorie del vero e del falso, oggi devono maneggiare cose che non sono né vere né false, quindi finte per l’appunto.Anche perché si può utilizzare il finto, per afferrare il vero. L’impulso di oggi è quello di trasformare la realtà, perché sia conforme ai nostri desideri. “<em>C’è una zucchericità ideologica che addomestica la realtà</em>” dice Carlo Ginzburg.<br />Ed è un po’ quello che capita all’idea di democrazia, oggi. Ideale che abbiamo ereditato dal mondo greco, ma che strada facendo ha subito profonde trasformazioni. Difficile giudicare la democrazia di oggi, ammette Ginzburg, che a tale proposito cita Winston Churchill, il quale, com’è noto, diceva “La democrazia è il peggiore dei regimi, ad eccezione di tutti gli altri”. Come a dire che il principio maggioritario è uno strumento tecnico, che non necessariamente porta al miglior risultato. E la dialettica tra reale e realistico è al centro anche di un altro intervento del Festival della Mente, quello di Walter Siti. Lo scrittore a Sarzana si è esibito nell’analisi dei “paradossi del realismo”, con un po’ più di verve, ma sempre con mortifero spirito accademico.</p>
<p><strong><em>Festival della mente di Sarzana 2008</em></strong></p>
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		<title>Servillo: quando la poesia ti fa sognare</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 18:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Serata da mattatore delle scene, quella di ieri di Toni Servillo alla manifestazione della cittadina ligure. L'attore ha proposto un surreale "Viaggio in Italia". E' un viaggio quello di Servillo che inizia da Genova, ma che trova il suo culmine emotivo nel secondo testo, quello dedicato a Napoli, di Salvatore Di Girolamo.

Festival della Mente di Sarzana29 – 31 agosto 2008]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><div class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080830/festivalMenteSarzana200830ago.jpg"><img title="Festival della Mente di Sarzana" src="/wp-content/uploads/_old/20080830/festivalMenteSarzana200830ago.jpg" alt="Festival della Mente di Sarzana" width="200" height="143" /></a><p class="wp-caption-text">Festival della Mente di Sarzana</p></div>
<p>Serata da mattatore delle scene, quella di ieri di Toni Servillo alla manifestazione della cittadina ligure. L&#8217;attore ha proposto un surreale &#8220;Viaggio in Italia&#8221;. E&#8217; un viaggio quello di Servillo che inizia da Genova, ma che trova il suo culmine emotivo nel secondo testo, quello dedicato a Napoli, di Salvatore Di Girolamo.</p>
<p> </p>
<p></strong>
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<p><em><strong>Festival della Mente di Sarzana29 – 31 agosto 2008</strong><br /></em><br />Breve ma intenso, il passaggio di Toni Servillo a Sarzana. L&#8217;attore si è esibito ieri sera (29 agosto 2008) in una serie di letture di poesie, attraverso le quali ha proposto un surreale &#8220;Viaggio in Italia&#8221;. E&#8217; un viaggio quello di Servillo che inizia da Genova, ma che trova il suo culmine emotivo nel secondo testo, quello dedicato a Napoli, di Salvatore Di Girolamo. <br />Recitata in dialetto, la poesia è quasi un piccolo testo teatrale, che complice la bravura dell&#8217;attore, sobrio, secco, senza gigionerie, ha un che di commovente. Vi si narra la storia del Padreterno che, visto che in una bella giornata, dall&#8217;aria &#8220;fina fina&#8221; propone a San Pietro una gita assieme sulla Terra. San Pietro è un po&#8217; scettico, di sicuro non è entusiasta, ma replica: &#8220;<em>O padrone siete vuie</em>&#8220;. Si sceglie Napoli per la scorribanda terrena del Padreterno. E i due arrivano in Piazza Dante. &#8220;<em>O qual vista gentile</em>&#8221; esclama Dio, che prosegue: &#8220;<em>Ma com&#8217;è che si dice che la terrà è infelice?</em>&#8220;. San Pietro è più rassegnato e dolente e mostra al Signore che la sofferenza sulla terra c&#8217;è. Eccome. Gli fa vedere i mendicanti, la gente che soffre. Allora Dio rimane colpito, ma San Pietro taglia corto: &#8220;<em>Ne parliamo poi in paradiso</em>&#8220;. Ma il Padreterno non intende abbandonare Napoli, senza prima aver fatto qualcosa. Fa scendere sulla città un gigantesco lenzuolo volante che carica malati, mendicanti, ciechi, sofferenti. E a bordo del lenzuolo tutti salgono al cielo. Bellissimo il pezzo in cui i poveri derelitti rumoreggiano stupiti per quanto sta loro accadendo.In breve si comprende che Dio li porta in Paradiso, dove fa trovare loro un banchetto con libagioni di ogni tipo, &#8220;<em>persino il whisky soda a marca inglese</em>&#8220;. E dopo la mangiata luculliana, arriva il sonno, un sonno che si rivelerà essere di morte, ma che comunque mette fine alle loro tribolazioni. L&#8217;unica che non si addormenta e non muore è una donna poverissima. San Pietro si agita per far vedere al Padreterno che c&#8217;è una superstite e dove mai starà andando? Ci si chiede. Ma il Padreterno sicuro, dice solo: &#8220;<em>Lascia fare</em>&#8220;. E la donna ritorna a Napoli, sulla Terra. Il padreterno salva anche lei, però restituendola alla vita. Perché ad attenderla a casa c&#8217;è il figlioletto di un mese. <br />E la conclusione è tutta in una bella immagine di una mamma che allatta il suo piccolo a tarda sera in una catapecchia.Altro momento magico, la lettura de &#8220;Il ritorno&#8221; di Eugenio Montale.Un unico rimpianto: lo spettacolo dell&#8217;attore è stato troppo breve e non ha concesso bis.</p>
<p><em><strong>Festival della Mente di Sarzana29 – 31 agosto 2008</strong></em></p></p>
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		<title>Creatività ai fornelli: incontro con Carlo Cracco</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 18:02:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E dietro ad ogni piatto, dice, quasi con un che di proustiano, c'è sempre un ricordo, una sensazione. "La vera sfida è proprio tradurre queste sensazioni". Incontro con Carlo Cracco, uno dei cuochi che il mondo ci invidia.Con umorismo e qualche aneddoto, il patron di Cracco-Peck ci fa scoprire i segreti di un grande chef. Un lavoro di ricerca meticoloso, unito ad un grande talento."Se tu non ti senti le cose, significa che non ti appartengono e se non ti appartengono non potrai mai eccellere" dice Cracco. Una lezione valida anche lontano dai fornelli. 

Festival della Mente di Sarzana29 – 31 agosto 2008]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 179px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080830/FestivalSarzana2008cracco.jpg"><strong><img title="Carlo Cracco e il Festival della Mente di Sarzana 2008" src="/wp-content/uploads/_old/20080830/FestivalSarzana2008cracco.jpg" alt="Carlo Cracco e il Festival della Mente di Sarzana 2008" width="169" height="128" /></strong></a><p class="wp-caption-text">Carlo Cracco e il Festival della Mente di Sarzana 2008</p></div>
<p><strong>E dietro ad ogni piatto, dice, quasi con un che di proustiano, c&#8217;è sempre un ricordo, una sensazione. &#8220;La vera sfida è proprio tradurre queste sensazioni&#8221;. Incontro con Carlo Cracco, uno dei cuochi che il mondo ci invidia.Con umorismo e qualche aneddoto, il patron di Cracco-Peck ci fa scoprire i segreti di un grande chef. Un lavoro di ricerca meticoloso, unito ad un grande talento.&#8221;Se tu non ti senti le cose, significa che non ti appartengono e se non ti appartengono non potrai mai eccellere&#8221; dice Cracco. Una lezione valida anche lontano dai fornelli.</strong></p>
</p>
<p>
<p><strong><em>Festival della Mente di Sarzana29 – 31 agosto 2008</em></p>
<p></strong>C&#8217;è chi pensa che la creatività sia un fatto astratto, quasi metafisico oppure cerebrale. Eppure qui a Sarzana si ha proprio tutta un&#8217;altra impressione. Si tocca quasi con mano, ci regala sensazioni, che di astratto hanno ben poco.<br />I creativi, siano essi filosofi o scrittori, di certo pensano, ma soprattutto si sporcano le mani, faticano. Fanno e disfano e rifanno, ci dicono. E tutti lavorano sodo.</p>
<p>E tra questa schiera di personaggi, non fa certo eccezione Carlo Cracco, cuoco di fama mondiale. Lui si che per creare si sporca le mani. Classe 1965, veneto, ma trapiantato prima in Piemonte e poi a Milano, Cracco si è fatto le ossa all&#8217;estero con chef del calibro di Alan Ducasse e del catalano Ferran Adrià. La sua carriera professionale è stata fulminante. Fin da giovane fa incetta di allori, anzi di stelle Michelin, rionoscimento dispensato con il contagocce. Nel 1996 apre in proprio la locanda Le Clivie a Piobesi d&#8217;Alba (Cn). Nel 2002 i proprietari del locale milanese Peck, gli Stoppani, lo arruolano e gli affidano il Cracco-Peck, di cui diventa proprietario nel 2007.</p>
<p>E il Cracco-Peck di Milano oggi viene annoverato tra i 50 migliori ristoranti al mondo. Senza attrezzi del mestiere, Carlo Cracco ha conquistato subito il pubblico (30 agosto 2008) con umorismo e semplicità. Parla di cucina, di ricette, di gusto e di come lavora lui. Per inciso, ci tiene subito a dire che la sua fama si deve anche al suo robusto staff, 30 persone, un team,come si usa dire oggi, che cerca di trasmettrere emozioni attraverso un piatto.</p>
<p>&#8220;<em>Quando creiamo un piatto partiamo sempre dalle emozioni, dalla memoria</em>&#8221; dice Cracco, che però si affretta anche a spiegare che il mestiere del cuoco è molto tattile. &#8220;<em>Il nostro mestiere? Cerchiamo di capire cosa abbiamo in mano per poi trasformarlo. Gli ingredienti sono la nostra tavolozza di colori</em>&#8220;. E dietro ad ogni piatto, dice quasi con un che di proustiano, c&#8217;è sempre un ricordo, una sensazione. &#8220;<em>La vera sfida è proprio tradurre queste sensazioni</em>&#8220;. E il lavoro di traduzione passa anche attraverso errori, piatti non riusciti, alla ricerca dell&#8217;equilibrio perfetto. Uno dei suoi cavalli di battaglia per esempio, il tuorlo d&#8217;uovo marinato, è frutto di un lavoro di ricerca durato quasi un anno.Insomma a sentirlo parlare sembra quasi di aver di fronte un alchimista. Ma lui minimizza: &#8220;<em>Spesso trovare l&#8217;alchimia giusta vuol dire mettere insieme ingredienti semplici. Ma quello che conta è l&#8217;interpretazione</em>&#8220;. Interpretazione che non è detto che conquisti tutti. &#8220;<em>Noi cuochi siamo un po&#8217; maniaci. Vorremmo che tutte le nostre creazioni piacessero a tutti. Ma non è possibile. L&#8217;importante è essere onesti con se stessi e dire: qua dentro ci sono io. Il mestiere del cuoco ti permette di regalare emozioni incredibili a persone che non hai mai visto, né conosciuto. E questa è la soddisfazione più grande</em>&#8220;.</p>
<p>Ma qual è la cosa più difficile per un cuoco? Si scopre essere il Menù. &#8220;<em>Un buon menù è la cosa più complicata da fare</em>&#8220;. Se per buon menù ovviamente si intende: &#8220;<em>una serie di piatti in equilibrio tra loro, senza mai ripetizioni di ingredienti e di cotture</em>&#8220;. Altra cosa non proprio facilissima? &#8220;<em>Abbinare il vino ai piatti. Noi in Italia siamo ricchissimi di vitigni diversi e unici al mondo. Abbianre cibo e vino è difficilissimo. C&#8217;è sempre uno dei due che vuole comandare. Sono pochi gli abbinamenti perfetti</em>&#8220;: Certo esistono i sommellier. &#8220;<em>Ma un buon ristorante deve averne uno che capisca cosa succede in cucina</em>&#8220;.</p>
<p>Il tempo stringe e dal pubblico partono domande a raffica. C&#8217;è chi esibisce una cultura culinaria davvero fuori dal comune e vuol sapere che cosa ne pensa Cracco della cucina molecolare. &#8220;<em>Molecolare? Anche noi siamo molecolari&#8230; Di cucine ce ne sono tante. La definizione di una cucina è la cosa peggiore. Non si possono dare definizioni. Esiste una cucina buona e una cattiva. E oggi i grandi cuochi seguono la tradizione per reinterpretarla, per fare piatti d&#8217;autore</em>&#8220;. E tra i cuochi d&#8217;autore quello che l&#8217;ha influenzato di più tra i fornelli sembra essere Ferran Adrià. &#8220;<em>Ho lavorato con grandi ristoranti e la maggio parte erano, non dico rigidi, ma molto impostati e con una forte identità</em>&#8220;. Per Cracco, Adrià ha il merito di aver dato il là alla liberta di espressione in cucina. &#8220;<em>Io, ad esempio, non faccio nulla di quello che fa lui, non perché non mi piaccia, ma perché non è mia. Se tu non ti senti le cose, significa che non ti appartengono e se non ti appartengono non potrai mai eccellere</em>&#8220;.Una lezione valida anche fuori dalla cucina.</p>
<p><em><strong>Festival della Mente di Sarzana29 – 31 agosto 2008</strong></em></p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Link</span></strong></p>
</p>
<p><a title="Il sito del Festival" href="http://www.festivaldellamente.it" target="_blank">Il sito del Festival</a></p>
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		<title>Quando ancora non c’era la televisione</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 18:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eva Cantarella dal suo buen retiro in Costa Amalfitana fa sapere che è già in cantiere il seguito de “L’amore è un Dio”.Questa volta parlerà di Roma e il compito non sembra dei più facili. “Non è facile evitare la volgarità - dice la Cantarella a “La Stampa” - I romani erano grevi, il machismo è nato lì”. E in apertura del festival, sarà lei infatti la protagonista del primo appuntamento di Sarzana,  la studiosa non smentisce se stessa e preferisce affidarsi ai Greci, ed in particolare ad Ulisse. 

Festival della Mente di Sarzana29 – 31 agosto 2008]]></description>
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<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 140px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080829/EvaCantarellaSarzana2008.jpg"><strong><img title="Festival della Mente di Sarzana - Eva Cantarella" src="/wp-content/uploads/_old/20080829/EvaCantarellaSarzana2008.jpg" alt="Festival della Mente di Sarzana - Eva Cantarella" width="130" height="179" /></strong></a><p class="wp-caption-text">Festival della Mente di Sarzana - Eva Cantarella</p></div>
<p><strong>Eva Cantarella dal suo buen retiro in Costa Amalfitana fa sapere che è già in cantiere il seguito de “L’amore è un Dio”.Questa volta parlerà di Roma e il compito non sembra dei più facili. “Non è facile evitare la volgarità &#8211; dice la Cantarella a “La Stampa” &#8211; I romani erano grevi, il machismo è nato lì”. E in apertura del festival, sarà lei infatti la protagonista del primo appuntamento di Sarzana,  la studiosa non smentisce se stessa e preferisce affidarsi ai Greci, ed in particolare ad Ulisse.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p> </p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em><strong>Festival della Mente di Sarzana29 – 31 agosto 2008</strong></em></p>
<p>In un’intervista rilasciata a “Tuttolibri” di sabato 23 agosto 2008 , Eva Cantarella dal suo buen retiro in Costa Amalfitana fa sapere che è già in cantiere il seguito de “L’amore è un Dio”. Questa volta parlerà di Roma e il compito non sembra dei più facili. “<em>Non è facile evitare la volgarità</em> &#8211; dice la Cantarella a “La Stampa” &#8211; <em>I romani erano grevi, il machismo è nato lì, la sessualità del forte che sottomette. C’era esaltazione retorica della moglie e della matrona, c’erano anche molte concessioni e libertà, ma la sostanza del maschio romano era quella. Grande intelligenza politica, nel lasciare spazio alle donne purché entro regole e ambiti rigidissimi: non era facile ribellarsi. Questo è il nostro passato prossimo</em>”. <br />Ma a Sarzana non saranno gli antichi Romani i protagonisti del suo intervento, che è il primo del festival. Il titolo dell’intervento della studiosa è infatti : “<em>Scelgo dunque sono. Ulisse e l’invenzione del soggetto</em>”. Sulla falsariga di quanto raccontato da Omero nell’ “Odissea”, la Cantarella ci condurrà attraverso il percorso che ha permesso alla comunità dei Greci di superare il sistema della vendetta e progredire da una cultura della vergogna a una società del diritto.Del resto come dice l’autrice su “Tuttolibri”, Omero era un po’ la televisione del tempo. Attraverso la sua narrazione, infatti, definiva i modelli di comportamento.</p>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">Link</span></strong></p>
<p><a title="Il sito del festival" href="http://www.festivaldellamente.it/" target="_blank">Il sito del festival</a></p></p>
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		<title>Conto alla rovescia per il Festival della Mente di Sarzana</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 21:03:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ideato e diretto da Giulia Cogoli, l'appuntamento di Sarzana giunge alla quinta edizione, ormai rodato, e con all'attivo il record di presenze della passata edizione, quando la cittadina ligure fu letteralmente invasa da ben 31 mila adepti.La tre giorni, legata al tema della creatività anche quest'anno ha chiamato a raccolta una cinquantina tra scrittori, artisti, musicisti, architetti, antropologi, storici, registi, attori, oltre a scienziati e filosofi italiani e stranieri. 

Festival della Mente di Sarzana 29 – 31 agosto 2008]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 218px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080826/sarzana2008.jpg"><img title="Festival della Mente di Sarzana 2008" src="/wp-content/uploads/_old/20080826/sarzana2008.jpg" alt="Festival della Mente di Sarzana 2008" width="208" height="152" /></a><p class="wp-caption-text">Festival della Mente di Sarzana 2008</p></div>
<p><strong>Ideato e diretto da Giulia Cogoli, l&#8217;appuntamento di Sarzana giunge alla quinta edizione, ormai rodato, e con all&#8217;attivo il record di presenze della passata edizione, quando la cittadina ligure fu letteralmente invasa da ben 31 mila adepti.La tre giorni, legata al tema della creatività anche quest&#8217;anno ha chiamato a raccolta una cinquantina tra scrittori, artisti, musicisti, architetti, antropologi, storici, registi, attori, oltre a scienziati e filosofi italiani e stranieri. </strong></p>
<p><strong><em>Festival della Mente di Sarzana 29 – 31 agosto 2008</em></strong></p>
<p>Ideato e diretto da Giulia Cogoli, l&#8217;appuntamento di Sarzana giunge alla quinta edizione, ormai rodato, e con all&#8217;attivo il record di presenze della passata edizione, quando la cittadina ligure fu letteralmente invasa da ben 31 mila adepti.</p>
<p>La tre giorni, legata al tema della creatività anche quest&#8217;anno ha chiamato a raccolta una cinquantina tra scrittori, artisti, musicisti, architetti, antropologi, storici, registi, attori, oltre a scienziati e filosofi italiani e stranieri. <br />Sessanta appuntamenti, di cui 22 sono laboratori che coinvolgeranno bambini e ragazzi. Come a dire che la creatività non è certo una questione di anagrafe.<br />Ad inaugurare la rassegna, il 29 agosto alle 17.30, ci sranno: Massimo Caleo, Sindaco di Sarzana, Giulia Cogoli, ideatrice e direttrice del festival, e Matteo Melley, presidente della Fondazione Carispe. E ad aprire le danze, in contemporanea all&#8217;inaugurazione ufficiale, sarà Eva Cantarella con una lectio dal titolo &#8220;Scelgo dunque sono. Ulisse e l&#8217;invenzione del soggetto&#8221;. Docente di diritto greco antico all&#8217;Università di Milano, la Cantarella ha pubblicato numerosi saggi sul diritto e sugli aspetti del mondo greco e romano. Dopo il successo di &#8220;L&#8217;amore è un dio&#8221; (Feltrinelli, 2007), Eva Cantarella ritorna in libreria con Rizzoli. <br />La sua ultima fatica si intitola &#8220;Ritorno della vendetta. Pena di morte: giustizia o assassinio?&#8221;. Ma non sarà la pena di morte il tema del suo incontro a Sarzana. Il suo intervento verte sulla consapevolezza di essere un soggetto capace di autodeterminarsi, conquista fondamentale, che è alla base di concetti come &#8220;colpa&#8221; e &#8220;responsabilità&#8221;, e prelude alla loro successiva trasformazione in principi giuridici. La storia di Ulisse consente di seguire i passaggi di questa straordinaria &#8220;invenzione&#8221;. Ulisse sa che gli dei possono determinare le sue azioni, ma è altrettanto consapevole che  esiste anche la possibilità di contrastarli.</p>
<p><em><strong>Festival della Mente di Sarzana 29 – 31 agosto 2008</strong></em></p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Link</span></strong></p>
</p>
<p><a title="Scarica il programma in PDF" href="http://www.festivaldellamente.it/pdf/programma2008.pdf" target="_blank">Scarica il programma in PDF</a><br /><a title="Il sito del Festival" href="http://www.festivaldellamente.it" target="_blank">Il sito del Festival</a></p>
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