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	<title>pura lana di vetro</title>
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	<description>cultura che non infeltrisce</description>
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		<title>La Capria: Formidabili quegli anni della Dolce Vita</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 07:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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“Incontrare Mastroianni, Fellini a Via Veneto, chiacchierare con loro al caffé era normale come trovarsi da Cesaretto o da Otello a via della Croce. In quegli anni non c&#8217;era come oggi la consorteria, scrittori con scrittori, pittori con pittori, ma una polifonia di voci”. Sono gli anni della &#8220;Dolce Vita&#8221;, secondo lo scrittore Raffaele La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/05/timi-capria-doce-vita-massenzio-letterature-roma.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2125" title="Filippo Timi - Raffaele Lacapria - Dolce vita (Massenzio)" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/05/timi-capria-doce-vita-massenzio-letterature-roma.jpg" alt="Filippo Timi - Raffaele Lacapria - Dolce vita (Massenzio)" width="570" height="250" /></a></p>
<p>“<em>Incontrare Mastroianni, Fellini a Via Veneto, chiacchierare con loro al caffé era normale come trovarsi da Cesaretto o da Otello a via della Croce. In quegli anni non c&#8217;era come oggi la consorteria, scrittori con scrittori, pittori con pittori, ma una polifonia di voci</em>”. Sono gli anni della &#8220;Dolce Vita&#8221;, secondo lo scrittore <strong>Raffaele La Capria</strong>, che li ha vissuti.</p>
<p>“<em>Vedersi non era solo un modo di incontrarsi ma di fare cultura, introdurre idee, commentare i libri appena letti. La cultura adesso è diventata una specie di medicina un po&#8217; amara mentre allora era un modo di stare insieme. E poi avevamo un&#8217;idea di futuro che non so se c&#8217;e&#8217; e qual e&#8217; oggi&#8217;</em>&#8216; prosegue lo scrittore che domani, al <strong>Festival delle Letterature</strong>, che si inaugura alla <strong>Basilica di Massenzio di Roma</strong>, ricorderà quegli anni <strong>accanto </strong>allo scrittore e <strong>attore Filippo Timi</strong>. L’inedito duo La Capria-Timi si esibirà con testi inediti in omaggio alla “Dolce Vita”, un periodo, ma anche un film straordinario, che il 20 maggio 1960 a Cannes si aggiudicava la Palma d’Oro. I cinquant’anni del celebre film di Federico Fellini sono quindi lo spunto che darà il là all’ “Amarcord”, per rimanere nella metafora felliniana, in onore di quegli anni e ai suoi protagonisti. Tra questi c’era un’intellettuale come Ennio Flaiano, di cui <strong>Lucrezia Lante della Rovere</strong> <strong>leggerà </strong>brani da “<strong>Un marziano a Roma</strong>”.</p>
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		<title>Leigh e Solanas festeggiano il decennale di Sottodiciotto</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 00:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest’anno giunge alla sua decima edizione, forte del record di presenze del 2008 (32 mila spettatori). 
Organizzato dall’Aiace del capoluogo subalpino, in collaborazione con il Comune di Torino, Sottodiciotto (Torino, 26 novembre-5 dicembre 2009) presenta un cartellone particolarmente ricco.
Diversi gli ospiti internazionali attesi sotto la Mole: Mike Leigh e Fernando Solanas, Mario Monicelli e Citto Maselli, per citarne alcuni. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 581px"><img title="500 giorni insieme in anteprima al festival Sottodiciotto" src="/wp-content/uploads/_old/20091123/500-giorni-insieme-sotto18.jpg" alt="500 giorni insieme in anteprima al festival Sottodiciotto" width="571" height="230" /><p class="wp-caption-text">500 giorni insieme in anteprima al festival Sottodiciotto</p></div>
<p>Taglia un traguardo importante il <span style="font-weight: bold;">Sottodiciotto  Film Festival</span> (<span style="font-style: italic;">Torino, 26 novembre – 5  dicembre 2009</span>).<br />
Quest’anno giunge alla sua decima edizione, forte del  record di presenze del 2008 (32 mila spettatori). Organizzato dall’<span style="font-weight: bold;">Aiace</span> del capoluogo subalpino, in  collaborazione con il Comune di Torino, il festival quest’anno presenta un  cartellone particolarmente ricco.<br />
Oltre 400 i titoli programmati fino al 5  dicembre, presso la multisala Massimo, tra anteprime, retrospettive, personali e  omaggi. Diversi gli ospiti di fama internazionali attesi sotto la Mole: da <span style="font-weight: bold;">Mike Leigh</span>, a cui il festival dedica la  retrospettiva in collaborazione con il <span style="font-weight: bold;">Museo  Nazionale del Cinema </span>e la <span style="font-weight: bold;">Cineteca di  Bologna</span>, a <span style="font-weight: bold;">Aleksandr Petrov</span>,  protagonista della sua prima personale italiana, fino al cineasta e  documentarista francese <span style="font-weight: bold;">Laurent  Chevallier</span> e<span style="font-weight: bold;"> Fernando Solanas</span>.<br />
Due gli autori di spicco del nostro cinema: <span style="font-weight: bold;">Mario Monicelli</span> e <span style="font-weight: bold;">Citto Maselli.</span> Quest’ultimo riceverà la targa  Città di Torino, per la sua lunga carriera nel cinema, iniziata a soli 14 anni.  “<span style="font-style: italic;">Siamo partiti dieci anni fa con l’idea di  creare un festival che ospitasse i lavori realizzati dalle scuole sul territorio  nazionale. Nel tempo il festival si è consolidato come un punto di riferimento  per i giovani autori. La nostra ricetta è quella di abbinare cinema di ricerca e  cinema spettacolare</span>” dice Sara Cortellazzo, direttrice del festival.<br />
Il festival verra’ inaugurato ufficialmente <span style="font-weight: bold;">venerdì 27 novembr</span>e, con l’anteprima presso il  Cinema Massimo del film di animazione <span style="font-weight: bold;">“Nat e il  segreto di Eleonora”</span>, che segna il ritorno nelle sale cinematografiche  della casa di produzione torinese ‘La lanterna magica’.<br />
Tuttavia già da  mercoledì 25 la manifestazione entrerà nel vivo, prima con un ciclo di  proiezioni dedicate alla ‘<span style="font-style: italic;">Giornata  internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne</span>’ e poi  il 26 novembre con l’anteprima di <span style="font-weight: bold;">&#8220;500 giorni  insieme&#8221;</span> del regista di videoclip Marc Webb. Reduce del successo al  Sundance Film Festival e a Locarno, il film è stato definito la commedia  romantica della generazione Facebook.</p>
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		<title>E all&#8217;ultimo arriva Kusturica</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 00:23:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultimi bagliori di cinema al Torino Film Festival. 
Arriva Emir Kusturica in città. Sabato 21 novembre, nel corso della serata di premiazione, il regista serbo sarà insignito del Premio Gran Torino.
Si vocifera che al momento Kusturica stia lavorando ad un progetto cinematografico sulla Rivoluzione Messicana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 579px"><img title="Emir Kusturica" src="/wp-content/uploads/_old/20091120/kusturica.jpg" alt="Emir Kusturica" width="569" height="212" /><p class="wp-caption-text">Emir Kusturica</p></div>
<p>Ultimi bagliori di cinema al <span style="font-weight: bold;">Torino Film  Festival</span>. <br />Arriva <span style="font-weight: bold;">Emir  Kusturica</span> in città. <br />Domani, <span style="font-style: italic;">sabato  21 novembre</span>, nel corso della serata di premiazione, il regista serbo sarà  insignito del premio <span style="font-weight: bold;">Gran Torino</span>.  <br />Accompagnato dal ministro della Cultura serbo <span style="font-weight: bold;">Nebojsa Bradic</span> e dall&#8217;ambasciatore d&#8217;Italia a  Belgrado<span style="font-weight: bold;"> Armando Varricchio</span>, Kusturica è  giunto all’hotel Principi di Piemonte alle 16.00 in punto, dove lo aspettavano  giornalisti e fotografi. <br />Ad accoglierlo il direttore del festival <span style="font-weight: bold;">Gianni Amelio</span>. Grandi abbracci sotto i flash  dei fotografi tra i due cineasti e poi via all’interno dell’hotel. Non si è  concesso molto alla stampa, il regista. All’interno del Principi lo attendevano  un manipolo di quotidianisti, per un incontro blindatissimo. <br />Poi via al  Cinema Massimo a presentare il <span style="font-weight: bold;">Director’s Cut di  Underground</span>, 6 ore di film. </p>
<p>Si vocifera che al momento <span style="font-weight: bold;">Kusturica </span>stia lavorando ad un progetto  cinematografico sulla Rivoluzione Messicana. Ma siamo ancora lontani dall’inizio  delle riprese.</p>
<p> </p>
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		<title>Coppola: se il cinema è limitato dalla logica del profitto</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 00:16:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Classe 1939, il regista americano potrebbe sedersi sugli allori e invece continua a sperimentare. 
A 70 anni compiuti, Francis Ford Coppola ha lo stesso entusiasmo del neofita. Il suo ultimo film “Tetro”, che esce in questi giorni in Italia con il titolo “Segreti di famiglia” è girato quasi tutto in bianco e nero, con inserti a colori, e completamente in digitale. 
Abbiamo incontrato il regista al Torino Film Festival. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 576px"><img title="Francis Ford Coppola" src="/wp-content/uploads/_old/20091120/coppola_tff.jpg" alt="Francis Ford Coppola" width="566" height="152" /><p class="wp-caption-text">Francis Ford Coppola</p></div>
<p>Sorriso sornione, camicia bianca e una sciarpa annodata elegantemente al collo.  Si presenta così <span style="font-weight: bold;">Francis Ford Coppola</span> davanti allo stuolo di giornalisti internazionali che lo attendono in un salone  dell’Hotel Principi di Piemonte, in pieno centro a Torino.<br />
L’industria del  cinema e la creatività, il 3D e il digitale, la nuova frontiera della settima  arte e poi il suo ultimo film <span style="font-weight: bold;">“Tetro”</span>,  che in Italia uscirà col titolo <span style="font-weight: bold;">&#8221;Segreti di  famiglia&#8221; </span>(presentato in anteprima al TFF).<br />
Non si risparmia  Coppola, giunto al Torino Film Festival per ritirare il <span style="font-weight: bold;">Gran Premio Torin</span>o per la sua casa di  produzione, la <span style="font-weight: bold;">American Zoetrope</span>, fondata  circa 40 anni fa a San Francisco assieme all’amico e collega <span style="font-weight: bold;">George Lucas</span>. Classe 1939, il regista americano  potrebbe sedersi sugli allori e invece continua la sua ricerca formale. A70 anni  compiuti, Coppola ha lo stesso entusiasmo del neofita e continua a sperimentare.  Il suo ultimo film <span style="font-weight: bold;">“Segreti di Famiglia”</span> è girato quasi tutto in bianco e nero, con inserti a colori, e completamente in  digitale.<br />
Lo ha scritto, diretto e in parte prodotto. Il cast tecnico di  <span style="font-weight: bold;">“Segreti di famiglia” </span>è formato anche da  giovani artisti, scoperti dal regista: come il direttore della fotografia rumeno  <span style="font-weight: bold;">Mihai Malamaire Jr</span> e il compositore  argentino <span style="font-weight: bold;">Osvaldo Golijov</span>.<br />
Il suo  vero amore da ragazzo era il teatro. Voleva diventare commediografo. Poi a 17  anni per caso vide <span style="font-weight: bold;">“Ottobre”</span> di  Ejzenstein e fu una folgorazione.<br />
Si iscrisse allora a Ucla e il resto fa  parte della storia del cinema.<br />
Per <span style="font-weight: bold;">“Tetro”</span>, una storia melodrammatica, dalle tinte  forti, Coppola ha schierato sul set attori di varia estrazione da <span style="font-weight: bold;">Karl Maria Brandhauer,</span> a<span style="font-weight: bold;"> Vincent Gallo </span>fino a<span style="font-weight: bold;"> Carmen Maura</span>, sullo sfondo Buenos Aires e la  Patagonia.<br />
“<span style="font-style: italic;">Il cinema appartiene a tutto il  mondo </span>- dice il regista &#8211; e<span style="font-style: italic;"> le  innovazioni possono nascere in qualunque paese. Abbiamo visto una rinascita del  cinema sul piano formale dal Messico all&#8217;Iran e spero che ci sarà presto una  rinascita anche del cinema italiano, una nazione di grandi attori</span>&#8221;.<br />
Del resto ha detto Coppola “<span style="font-style: italic;">mi sento  profondamente italiano, perché tutti e quattro i miei nonni sono italiani, tre  napoletani e uno lucano. Se l&#8217;America è un grande paese è perché la sua  popolazione è costituita al 100 per cento da immigrati che hanno avuto la  possibilità di esprimere il proprio talento</span>&#8221;. Italiano, americano o  messicano il cinema è un linguaggio. “<span style="font-style: italic;">E come  tutte le lingue si evolve. La pellicola sta scomparendo. Oggi c’è il digitale.  Con questo nuovo formato si possono fare bellissimi film, basta avere dei buoni  obiettivi e un bravo direttore della fotografia. Credo che fra una trentina  d’anni il cinema sarà cambiato in modo che neanche possiamo immaginare. Come  dice il mio amico Lucas ‘Film is dead. Lunga vita al cinema’</span>”.<br />
Forse  il digitale sarà il mezzo che aiuterà il cinema ad uscire dalla dittatura  dell’industria, auspica Coppola. L’industria e i soldi condizionano il settore,  secondo l’autore di <span style="font-weight: bold;">“Apocalipse Now”</span> che  ama dire che &#8220;<span style="font-style: italic;">la m di movie sta a significare  soprattutto money</span> “. &#8221;<span style="font-style: italic;">Non c&#8217;è nulla di  male a far soldi </span>- precisa Coppola &#8211; i<span style="font-style: italic;">o  per primo ne ho fatti tanti anche se ne ho persi moltissimi, ma bisogna avere  voglia di rischiare e chiunque ha il coraggio di farlo può avere delle  soddisfazioni, soprattutto oggi, un’epoca in cui grazie alle nuove tecnologie si  possono girare film di successo senza grandi capitali</span>”. E cita l’esempio  di <span style="font-weight: bold;">“Millionaire”</span>, una produzione a basso  costo che l’anno scorso ha fatto incetta di Oscar.<br />
Negli Usa ormai gli  Studios pensano solo a fare film d’azione, o con supereroi oppure commedie  volgari, puntualizza il regista. E ora il cinema commerciale punta sul <span style="font-weight: bold;">3D</span>. “<span style="font-style: italic;">No, non  sarà il 3D il cinema del futuro</span>”.<br />
&#8221;<span style="font-style: italic;">E&#8217; triste</span> &#8211; prosegue Coppola &#8211; <span style="font-style: italic;">che il cinema che è un&#8217;arte, con un’enorme varietà di  mezzi e di generi, sia limitato dai capitali dell&#8217;industria cinematografica che  vogliono respingere le immense possibilità dell&#8217;arte cinematografica</span>&#8221;.<br />
E a chi gli chiede lumi sui suoi progetti futuri risponde sornione: “<span style="font-style: italic;">Perché dovrei parlarne qui?</span>”.<br />
Ma poco dopo  il regista incontra <span style="font-weight: bold;">Roberto Benigni</span>, che  si trova a Torino al seguito della moglie <span style="font-weight: bold;">Nicoletta Braschi</span>, impegnata al teatro  Carignano in <span style="font-weight: bold;">“Tradimenti”</span> di Harold  Pinter.<br />
E già si vocifera che non si sia trattato solo di una visita di  cortesia, ma che presto vedremo il duo lavorare insieme.</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">VIDEO</span></strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zmUL0t8ya6c" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/zmUL0t8ya6c"></embed></object></p>
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		<title>A Torino arriva “La bella gente”</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 00:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un cast di grandi nomi: Monica Guerritore, Antonio Catania, Iaia Forte e Elio Germano, in cui eccelle l’esordiente Victoria Larcenko. 
Una storia di interni borghesi, scritta con grande talento narrativo. Stiamo parlando de “La bella gente”, del giovane e sanguigno Ivano De Matteo. 
Una pellicola che è l’esempio del miglior cinema italiano, di qualità e a basso costo, ma che non trova ancora un distributore. 
Abbiamo incontrato l’autore e il cast.

Torino Film Festival - 13-21 novembre 2009]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 581px"><img title="Antonio Catania, Ivano De Matteo, Victoria Larcenko, Gianni Amelio e Elio Germano." src="/wp-content/uploads/_old/20091116/bellagente_big.jpg" alt="Antonio Catania, Ivano De Matteo, Victoria Larcenko, Gianni Amelio e Elio Germano." width="571" height="213" /><p class="wp-caption-text">Antonio Catania, Ivano De Matteo, Victoria Larcenko, Gianni Amelio e Elio Germano.</p></div>
<p>Può una famiglia borghese, che si considera progressista e aperta, mettere a  repentaglio la propria agiata e sofisticata quotidianità per proseguire i propri  ideali?<br />Da questo assunto parte <span style="font-weight: bold;">“La bella  gente”</span> di <span style="font-weight: bold;">Ivano De Matteo</span>,  presentato ieri in anteprima nazionale al <span style="font-weight: bold;">Torino  Film Festival</span>, nella sezione <span style="font-weight: bold;">Festa  Mobile</span>. <br />Scritto da <span style="font-weight: bold;">Valentina  Ferlan</span>, compagna del regista, con notevole cura e talento per dialoghi e  costruzione dei personaggi, il film ci mostra un’inquietante interno familiare  della Roma bene. <br />Lui (<span style="font-weight: bold;">Antonio  Catania</span>) è architetto e lei (<span style="font-weight: bold;">Monica  Guerritore</span>) psicologa in un centro dedito ad aiutare donne che subiscono  violenze. Hanno un figlio Giulio (<span style="font-weight: bold;">Elio  Germano</span>), ormai grande, che studia a Londra e che d’estate li viene a  trovare con la fidanzata (<span style="font-weight: bold;">Myriam  Catania</span>). <br />L’estate la trascorrano nella loro tenuta in Umbria, tra  una cena e un bagno in piscina, con gli amici e vicini di casa <span style="font-weight: bold;">Iaia Forte</span> e <span style="font-weight: bold;">Giorgio Gobbi</span>. Anche questi ultimi sono ricchi  e non ne fanno mistero. Il loro argomento preferito sono i soldi, hanno un  filippino al seguito che dileggiano e schiavizzano come e meglio possono, non  sembrano così aperti e di sinistra come la coppia Guerritore/Catania. <br />Un  giorno la Guerritore nota ai bordi della statale una giovane (<span style="font-weight: bold;">Victoria Larcenko</span>) prostituta, mentre viene  schiaffeggiata da uno che ha tutta l’aria di essere il suo protettore. <br />La  scena la colpisce al  punto che convince il marito a portare a casa la ragazza  per salvarla dalla strada. Dopo una prima diffidenza, la ragazza ucraina si  stabilisce a casa loro.</p>
<p>Sembrerebbe un racconto edificante e invece  <span style="font-weight: bold;">“La bella gente”</span> diventa un <span style="font-weight: bold;">“Pretty Woman”</span> all’incontrario. Quando il  giovane Elio Germano mette gli occhi sulla bella ucraina tutto la retorica delle  buone azioni salvifiche, viene archiviata in un attimo. Tutti improvvisamente si  ricordano che quella bella ragazzina ucraina è in fondo una prostituta, a cui si  può dare a patto che stia al suo posto, che non inizia a prendere. E il suo  posto è davvero in quella casa? <br />Un film per niente buonista, che dialogo  dopo dialogo, si avvia verso un finale amaro e triste. E la cosa ancora più  toccante è che questa storia di individualismo esasperato, di interno borghese  piccolo piccolo, avviene nella più banale normalità. E’ proprio la normalità,  quella apparente, in cui non compaiono schizzi di sangue o grandi colpi di scena  è la forza di questo film, che è stato presentato ieri mattina al Circolo dei  Lettori dal regista e da alcuni attori del cast: Enzo Catania, Elio Germano e  Victoria Larcenko. <br />Reduce da un prestigioso premio al <span style="font-weight: bold;">Festival del cinema italiano di Annency,</span> il  film di De Matteo è davvero girato con cura e attenzione ai dettagli. <br />Eppure  non ha (ancora) una distribuzione. Girata in 4 settimane, con un budget esiguo  (450 mila euro), la pellicola punta il dito sull’ipocrisia di certi ambienti  borghesi, che si battono per grandi ideali, ma quando poi si sporcano le mani  con la realtà è tutto un altro paio di maniche. <br />“<span style="font-style: italic;">L’ipocrisia è come il colesterolo</span> – dice il  regista – <span style="font-style: italic;">c’è quella buona e quello cattiva.  C’è l’ipocrisia che serve per andare avanti, per non risultare magari offensivi,  e quella cattiva, quella perbenista</span>”.<br />Nel film finalmente vediamo  Antonio Catania in un ruolo a tutto tondo. Un uomo profondamente innamorato  della moglie, che per il quieto vivere, per la pace in famiglia, alla fine si  piega a fare cose che non avrebbe mai pensato di fare. “<span style="font-style: italic;">La cosa interessante di questo film è che mostra  personaggi </span>– spiega l’attore – <span style="font-style: italic;">che  all’inizio sono profondamente convinti si essere in una certa maniera, di essere  aperti e per bene. E invece dietro l’angolo c’è la possibilità di scoprire che  tu non sei quella bella persona che credevi di essere. E a rendere ancora più  tragico il finale, c’è la credenza dei personaggi che tutto nella vita passi,  che tutto sia una parentesi, che ci si possa chiudere la porta alle spalle e  ricominciare da capo</span>”. <br />Elio Germano, nel film rappresenta il principe  azzurro che invece del cavallo bianco ha la Mini, fa le vacanze in barca  all’isola del Giglio, studia a Londra e non ha la benché minima volontà di  faticare per avere la principessa. <br />Il giovane attore in conferenza stampa  punta il dito contro quello che definisce il male del secolo: “<span style="font-style: italic;">L’individualismo. Il fatto di pensare sempre al  proprio tornaconto personale. E’ la cosa che fa più male è vedere questo tratto  nelle giovani generazioni, che dovrebbero essere portatrici di idee fresche, di  ideali alti. In un certo senso questo film rappresenta senza retorica la  decomposizione della società attuale</span>”.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>GALLERIA DI IMMAGINI</strong></span></p>
<p>				<div id="gallery-468c4e84" class="flickr-gallery photoset">
													<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159102278"><img class="photo" title="Louis Ronan Choisy" src="http://farm3.static.flickr.com/2631/4159102278_eb7b0befe4_s.jpg" alt="Louis Ronan Choisy" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4158339147"><img class="photo" title="Louis Ronan Choisy" src="http://farm3.static.flickr.com/2497/4158339147_868e804631_s.jpg" alt="Louis Ronan Choisy" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4158339441"><img class="photo" title="Louis Ronan Choisy" src="http://farm3.static.flickr.com/2632/4158339441_660cf03ac3_s.jpg" alt="Louis Ronan Choisy" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159102798"><img class="photo" title="Louis Ronan Choisy" src="http://farm3.static.flickr.com/2799/4159102798_cf875e3d52_s.jpg" alt="Louis Ronan Choisy" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159118458"><img class="photo" title="Torino Film Festival 2009" src="http://farm3.static.flickr.com/2646/4159118458_7e758ee6af_s.jpg" alt="Torino Film Festival 2009" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159118548"><img class="photo" title="Una scena di Le refuge di Ozon" src="http://farm5.static.flickr.com/4001/4159118548_b04c7295ec_s.jpg" alt="Una scena di Le refuge di Ozon" /></a>
								</div>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4158355093"><img class="photo" title="Torino Film Festival 2009" src="http://farm3.static.flickr.com/2534/4158355093_70c6c5ce54_s.jpg" alt="Torino Film Festival 2009" /></a>
								</div>
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		<title>Il TFF entra nel vivo</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2009/11/15/torino-film-festival-13-22-novembre-2009/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 23:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Choisy, cantante di professione prestato al cinema, è il primo anti-divo del festival, rassegna quest'anno declinata sul binomio buoni film e austerity. Giovane, con quell'atteggiamento da "bello e impossibile", Choisy ha raccontato il film di Ozon, di cui è l'interprete principale. 
"La Refuge" è una storia di solitudine e abbandono molto toccante.

Torino Film Festival - 13-22 Novembre 2009]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 579px"><img title="Torino Film Festival - 13-22 Novembre 2009 - Choisy" src="/wp-content/uploads/_old/20091115/choisy1.jpg" alt="Torino Film Festival - 13-22 Novembre 2009 - Choisy" width="569" height="212" /><p class="wp-caption-text">Torino Film Festival - 13-22 Novembre 2009 - Choisy</p></div>
<p>Un&#8217;inaugurazione con contestazione, con i ragazzi dei centri sociali che  irrompono al Teatro Regio. Il direttore Gianni Amelio e la madrina Maya Sansa a  fare gli onori di casa. Sempre il direttore Amelio che si infuria, perché un  giornalista gli chiede se a fronte dei tagli di budget al festival, anche se il  suo cachet è stato rivisto al ribasso, rispetto a quello che intascava nanni  Moretti gli anni scorsi.</p>
<p>Un <strong>sabato</strong>, ieri,  un po&#8217;  <strong>sonnacchioso</strong>, in cui la macchina del festival inizia a  <strong>carburare</strong>, con <strong>Louis Ronan Choisy</strong>,  l&#8217;interprete de &#8220;<strong>La Refuge</strong>&#8221; di <strong>Ozon</strong> (oggi  all&#8217;Ambrosio alle 14, e domani al Nazionale alle 20,15) che ha incontrato il  pubblico.<br />
Choisy, cantante di professione prestato al cinema, è il primo  anti-divo del festival, rassegna quest&#8217;anno declinata sul binomio buoni film e  austerity.<br />
Giovane, con quell&#8217;atteggiamento da &#8220;bello e impossibile&#8221;, Choisy  ha raccontato il film di Ozon, di cui è l&#8217;interprete principale.<br />
&#8220;La Refuge&#8221;  è una <strong>storia</strong> di <strong>solitudine</strong> e abbandono molto  toccante. &#8220;Paul, il personaggio che interpreto, non è mai stato accettato  completamente dalla sua famiglia&#8221;. E di Mousse (Isabelle Carré), nessuno accetta  la sua gravidanza.<br />
Il film peraltro è stato definito quasi un documentario  sull maternità e sulla gravidanza dallo stesso regista. &#8220;<em>Ozon voleva mettere  a nudo, attraverso questa storia, le emozioni che una donna prova in gravidanza.  Isabel Carré, l&#8217;interprete di Mousse, era davvero incinta. Anche se la sua  maternità era completamente diversa da quella problematica della protagonista  del film</em>&#8220;.</p>
<p>Nel film, Choisy, alla sua prima esperienza sul set,  interpreta un ragazzo omossessuale con un grandissimo istinto paterno, ma è  anche l&#8217;autore della colonna sonora. &#8220;<em>Non è stato un lavoro semplice  scrivere le musiche per questo film. All&#8217;inizio pensavo di comporre la musica  nelle pause delle riprese o alla sera. Isabel Carré mi aveva avvertito: la  stanchezza dopo una giornata sul set non lascia molto scampo. Ma io non le avevo  badato. Purtroppo aveva ragione lei. Ad ogni modo ho lavorato su suggerimento  del regista, che voleva una canzone malinconica, ma allo stesso tempo  rassicurante come una ninna nanna. Un tema che rimandasse anche ad un&#8217;immagine  di infanzia. Una bella sfida insomma</em>&#8220;.<br />
Oggi pomeriggio a Caselle atterra  Charlotte Rampling, che incontrerà un piccolo gruppo di quotidianisti al  Principi di Piemonte e il pubblico in serata.</p>
<p><strong><em>Torino Film Festival &#8211; 13-22 Novembre 2009</em></strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>LINK</strong></span><strong><em> </em></strong></p>
<p><a href="http://www.torinofilmfest.org" target="_blank">http://www.torinofilmfest.org</a></p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">GALLERIA DI FOTO</span></strong></p>
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													<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159102278"><img class="photo" title="Louis Ronan Choisy" src="http://farm3.static.flickr.com/2631/4159102278_eb7b0befe4_s.jpg" alt="Louis Ronan Choisy" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4158339147"><img class="photo" title="Louis Ronan Choisy" src="http://farm3.static.flickr.com/2497/4158339147_868e804631_s.jpg" alt="Louis Ronan Choisy" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4158339441"><img class="photo" title="Louis Ronan Choisy" src="http://farm3.static.flickr.com/2632/4158339441_660cf03ac3_s.jpg" alt="Louis Ronan Choisy" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159102798"><img class="photo" title="Louis Ronan Choisy" src="http://farm3.static.flickr.com/2799/4159102798_cf875e3d52_s.jpg" alt="Louis Ronan Choisy" /></a>
								</div>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159118458"><img class="photo" title="Torino Film Festival 2009" src="http://farm3.static.flickr.com/2646/4159118458_7e758ee6af_s.jpg" alt="Torino Film Festival 2009" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159118548"><img class="photo" title="Una scena di Le refuge di Ozon" src="http://farm5.static.flickr.com/4001/4159118548_b04c7295ec_s.jpg" alt="Una scena di Le refuge di Ozon" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4158355093"><img class="photo" title="Torino Film Festival 2009" src="http://farm3.static.flickr.com/2534/4158355093_70c6c5ce54_s.jpg" alt="Torino Film Festival 2009" /></a>
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		<title>Al Torino Film Fest è di scena John Lennon</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 22:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Nowhere Boy” della regista Sam Taylor Wood, che il 13 novembre ha inaugurato ufficialmente il Torino Film Festival, prende le mosse dalla biografia dell’artista di Julia Baird. 
Ce ne parla la regista. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 579px"><img title=" Nowhere Boy di Sam Taylor Wood" src="/wp-content/uploads/_old/20091114/nowhere_boy.jpg" alt=" Nowhere Boy di Sam Taylor Wood" width="569" height="212" /><p class="wp-caption-text"> Nowhere Boy di Sam Taylor Wood</p></div>
<p>Un libro catartico e doloroso allo stesso tempo. Con queste parole <span style="font-weight: bold;">Julia Baird</span>, autrice di <span style="font-weight: bold;">“Imagine This- Io e mio fratello John Lennon”</span> (<span style="font-style: italic;">Giulio Perrone Editore</span>) definisce la  biografia del celeberrimo fratello. <br />Il libro racconta l’autore di “Imagine”  quando ancora era un ragazzo qualunque nella Liverpool degli anni Cinquanta. Non  fu un’infanzia facile quella di Lennon. Senza padre, da piccolo fu allontanato  dalla madre, che perse ad appena 18 anni. <br />A tirare su il piccolo Lennon fu  la discussa <span style="font-weight: bold;">Zia Mimi</span>. In una bella  intervista uscita il 12 novembre sul quotidiano <span style="font-style: italic;">“La Repubblica”</span> l’autrice di “Imagine This”  confida a Gino Castaldo che la zia Mimi morì nel 1997 “<span style="font-style: italic;">piena di pentimenti e rimpianti”</span> per aver  allontanato John, da sua madre, nonché sua sorella. La zia Mimi, infatti, si  crucciava di aver giudicato troppo rigidamente sua sorella, che viveva nel  peccato ed ebbe altri figli da uomini diversi. <br />Fu la stessa Mimi che forse  mise il primo tassello del Lennon personaggio che noi tutti conosciamo,  assecondando la sua passione per la musica e regalandogli la sua prima chitarra  acustica.  <br />Il libro è una delle fonti del biopic <span style="font-weight: bold;">“Nowhere Boy”</span> della regista <span style="font-weight: bold;">Sam Taylor Wood</span>, che ieri sera ha inaugurato  ufficialmente il <span style="font-weight: bold;">Torino Film Festival</span>.  Abbiamo incontrato la regista inglese alla conferenza stampa del film al Circolo  dei Lettori di Torino. <br />“I<span style="font-style: italic;">l libro di Julia  Baird era molto focalizzato sulla figura della madre di Lennon. Quindi è stato  solo un punto di partenza. Lo sceneggiatore ha usato molte fonti per questo  film. Per cui non si può definire ‘Nowhere Boy’ un adattamento di ‘Immagine  This’</span>” ci dice Sam Taylor Wood. <br />Il film ha entusiasmato anche Yoko  Ono, che ha concesso così i diritti per l’uso d “Mother” alla fine. “<span style="font-style: italic;">L’approvazione di Yoko Ono mi ha fatto piacere.  Perché per me come artista era molto importante capire se avevo reso bene l’uomo  John Lennon</span>” spiega la regista. <br />Dal pubblico di giornalisti, qualcuno  chiede se McCartney ha già visto il film. “<span style="font-style: italic;">No,  non l’ha ancora visto, ma durante la lavorazione ha collaborato con noi. Ci ha  dato dei dettagli su Lennon e sui modi in cui inizialmente loro registravano.  Tuttavia è stato molto corretto perché si è tenuto ad una distanza di sicurezza  da set. Il suo contributo non è stato invadente, non ha voluto interferire con  il nostro lavoro</span>”. <br />A impersonare John Lennon sul grande schermo è  <span style="font-weight: bold;">Aaron Johnson</span>, un giovane attore molto  affascinante, ma che fisicamente sembra quanto di più lontano possa esistere da  Lennon. “<span style="font-style: italic;">Non mi interessava portare sullo  schermo dei cloni dei personaggi reali. Volevo rendere al meglio l’intensità  artistica e creativa di Johnn Lennon. Ai provini si sono presentati moltissimi  sosia dei Beatles, ma io li ho scartati tutti</span>”.  <br />Il film è dedicato a  <span style="font-weight: bold;">Anthony Minghella</span>, il regista e  produttore inglese recentemente scomparso. “<span style="font-style: italic;">Minghella ha rappresentato nel cinema inglese una  grande foza, come regista e come produttore. E’ grazie a lui che sono diventata  una regista di lungometraggi. Mi ha spronato, mi ha dato forza e sicurezza. E’  grazie a lui se ho debuttato alla regia</span>”. <br />Insomma una dedica che ha  il sapore quasi di un debito di riconoscenza.</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Arriva il Festival della Letteratura</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2008/09/02/arriva-il-festival-della-letteratura/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 14:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest’anno, a cento anni dalla nascita di Cesare Pavese, il festival dedicato alla letteratura non poteva essere più ricco. Questa edizione del Festival della Letteratura di Mantova, che apre dal 3 al 7 settembre, non poteva avere un programma più cospicuo. Grandi nomi del panorama nostrano nonché internazione saranno presenti alla manifestazione, per celebrare lo stesso scrittore torinese ma anche per tanti reading e discussioni con i lettori, per consolidare un rapporto che ormai dura da dodici lunghi anni e che si rinnova con grande entusiasmo ogni anno. 

Festival della Letteratura Mantova – 3-7 Settembre 2008]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 180px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080903/festivalletteraturaMantova2008.jpg"><img title="Festival della Letteratura 2008" src="/wp-content/uploads/_old/20080903/festivalletteraturaMantova2008.jpg" alt="Festival della Letteratura 2008" width="170" height="140" /></a><p class="wp-caption-text">Festival della Letteratura 2008</p></div>
<p>Quest’anno, a cento anni dalla nascita di Cesare Pavese, il festival dedicato alla letteratura non poteva essere più ricco. Questa edizione del Festival della Letteratura di Mantova, che apre dal 3 al 7 settembre, non poteva avere un programma più cospicuo. Grandi nomi del panorama nostrano nonché internazione saranno presenti alla manifestazione, per celebrare lo stesso scrittore torinese ma anche per tanti reading e discussioni con i lettori, per consolidare un rapporto che ormai dura da dodici lunghi anni e che si rinnova con grande entusiasmo ogni anno.</p>
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<p><strong>Festival della Letteratura Mantova – 3-7 Settembre 2008</strong></p>
<p>Quest’anno, a cento anni dalla nascita di Cesare Pavese, il festival dedicato alla letteratura non poteva essere più ricco. Questa edizione del Festival della Letteratura di Mantova, che apre  dal 3 al 7 settembre, non poteva avere un programma più cospicuo. Grandi nomi del panorama nostrano nonché internazione saranno presenti alla manifestazione, per celebrare lo stesso scrittore torinese ma anche per tanti reading e discussioni con i lettori, per consolidare un rapporto che ormai dura da dodici lunghi anni e che si rinnova con grande entusiasmo ogni anno.</p>
<p>Per la prima volta saranno presenti al festival grandi autori internazionali come Scott Turow, Jonathan Safran Foer, Nicole Krauss, William Langewiesche, Eugenio Scalfari, Paolo Villaggio e Sebastian Faulks, l’autore che ha preso le redini delle storie di James Bond. Non solo, viene riconfermato l’occhio che si vuole dare alla letteratura di qualità di autori meno noti con gli spagnoli Bernardo Axtaga e Julio Llamazares, il francese Jean Echenoz, il romeno Mircea Cartarescu, l’islandese Gudrun Eva Minervuddottir che abbiamo già conosciuto tra le pagine digitali di questo sito con “Il circo dell’arte e del dolore” (Scritturapura), la scrittrice greca Ioanna Karistiani e Joseph Zoderer, scrittore italiano di lingua tedesca.</p>
<p>Il centenario della morte del grande scrittore torinese si farà sentire con una serie di reading ad opera di poeti e scrittori presenti alla manifestazione. Un particolare è quello di  una lezione che Eraldo Affinati dedicherà a “La casa in collina” e lo spettacolo “Non fate troppi pettegolezzi” portato in scena da Fabrizio Gifuni e Cesare Picco.</p>
<p>Spazio per la letteratura di altri paesi come il medio oriente ed il sud america. Per il primo, grande ritorno alla manifestazione, saranno presenti le autrici libanesi come Najwa Barakat, Joumana Haddad, Nisrine Ojeil, Rania Zghir; da Israele vedremo i poeti Shimon Adaf e Tali Latowicki, ci sarà la coraggiosa autrice di libri arabi in Israele Yael Lerer e Taghrid El Najjar, scrittrice giordana per ragazzi. Per il sud america sarà presente una selezione di autori importanti per gli aspetti cosmopoliti che sono riusciti a sviluppare.</p>
<p>La sera, come appuntamento fisso, ci sarà lo spazio “Vivavoce”, una sorta di diario quotidiano impaginato da Lella Costa e Flavio Soriga che racconteranno tutto quello che è successo al festival durante il giorno. Rimane “Scritture Giovani” come appuntamento fisso con nuovi giovani autori scelti dal panorama internazionale. Saranno presenti Cynan Jones, Giovanni Montanaro, Seray Sahiner e Thomas vonSteinaecker a cui è stato proposto di scrivere un racconto sul tema Sunshine. A riprova dell’autorevolezza che questo spazio ha avuto nel quadro letterario italiano, tornano al festival proprio alcuni nomi che con “Scritture giovani” hanno avuto il successo. Parliamo di Valeria Parrella e Flavio Soriga. L’appuntamento quindi è nella città dei Gonzaga.</p>
<p>Festival della LetteraturaMantova – 3-7 Settembre 2008</p>
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		<title>Siti: viviamo in un’epoca di neo-neo realismo</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 01:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Plinio a Zola, quando le fedi crollano, ecco che il realismo occupa la scena. Emerge la volontà istrionica e allucinatoria di ricreare la realtà, una realtà i cui contorni si fanno spesso sfuggenti. E oggi? Viviamo in un momento di realismo? A sentir Siti e, banalmente, a guardarsi intorno, viviamo in un momento di iper realismo. Persino l’intrattenimento televisivo, attraverso i reality, vuole esprimere il bisogno che tutto sembri vero. 

Festival della Mente Sarzana 29 – 31 Agosto 2008]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><div class="wp-caption alignleft" style="width: 180px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080903/walter_siti.jpg"><img title="Walter Siti - Festival della Mente " src="/wp-content/uploads/_old/20080903/walter_siti.jpg" alt="Walter Siti - Festival della Mente " width="170" height="134" /></a><p class="wp-caption-text">Walter Siti - Festival della Mente </p></div>
<p>Da Plinio a Zola, quando le fedi crollano, ecco che il realismo occupa la scena. Emerge la volontà istrionica e allucinatoria di ricreare la realtà, una realtà i cui contorni si fanno spesso sfuggenti. E oggi? Viviamo in un momento di realismo? A sentir Siti e, banalmente, a guardarsi intorno, viviamo in un momento di iper realismo. Persino l’intrattenimento televisivo, attraverso i reality, vuole esprimere il bisogno che tutto sembri vero.</p>
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<p><strong><em>Festival della Mente Sarzana 29 – 31 Agosto 2008</em></strong></p>
<p>Charles Dickens, quand’era giovane, sostava a lungo in un caffè di Sant Martin’s Lane. Gli capitava di posare l’occhio sovrappensiero su una scritta presente sulla porta a vetri del locale. La scritta “coffee room” era studiata per l’esterno, così lui, dall’interno, la leggeva “moor eeffoc”.Queste parole incomprensibili, chioserà più tardi Chesterton, che scrisse la biografia di Dickens, “sono il motto di ogni realismo efficace”. Parte da questo aneddoto la lezione di  Walter Siti a Sarzana (30 agosto 2008) , dedicata al “paradosso del realismo”. E sì perché il realismo dà l’illusione di ricreare la realtà, ci dice l’autore de “Il contagio” (Mondadori), ma si tratta di una realtà inventata, un mondo “più vero del vero”. Insomma il realismo è un dispositivo di inganno: finge che ci sia una cosa che in realtà non esiste. Ecco perché Siti definisce il realismo: “una sfida al creatore”.</p>
<p>Non a caso lo studioso parte da Dickens. Quando si pensa al realismo subito la nostra mente corre ai grandi romanzi ottocenteschi. Eppure uno degli episodi fondativi del realismo avviene secoli prima. La gara di pittura tra Zeusi e Parrasio, narrata da Plinio il Vecchio, altro non è che un episodio di realismo allo stato puro. Se ricordate, i due si sfidano. Vince chi dipinge qualcosa di più vicino al vero. Zeusi pensa di aver la vittoria in mano perché la sua natura morta è riuscita ad ingannare degli uccelli ed esorta il collego ad alzare il drappo dalla sua tela, non accorgendosi che Parrasio aveva proprio dipinto un drappo dalle sembianze quanto mai realistiche.E di momenti alti del realismo Siti ne snocciola via via nei secoli, fino ad arrivare alla pittura del Seicento, così reale da avere un che di metafisico. E non vi è da stupirsi, perché il realismo più spinto alla fine provoca in noi questo senso del metafisico. “Certe scene di Zola sembrano quasi dionisiache per quanto sono vere, per non parlare delle febbri di Verga ne “L’amante di Gramigna”, così vere e così deliranti” osserva Walter Siti.<br />Questo risvolto metafisico del realismo, Siti lo riconduce ad un fatto. Da Plinio a Zola, quando le fedi crollano, ecco che il realismo occupa la scena. Emerge la capacità istrionica e allucinatoria di ricreare la realtà, una realtà i cui contorni si fanno spesso sfuggenti.</p>
<p>E oggi? Viviamo in un momento di realismo? A sentir Siti e, banalmente, a guardarsi intorno viviamo in un momento di iper realismo. Persino l’intrattenimento televisivo, attraverso i reality, vuole esprimere il bisogno che tutto sembri vero. E anche il cinema ultimamente ci dà parecchio dentro con la cronaca.“<em>Forse la cultura occidentale</em> – suggerisce Siti – <em>quando ha scelto la tecnologia, ha scelto contemporaneamente di esiliarsi dalla realtà, per crearne poi un suo surrogato</em>”. Oggi si vive in un momento storico di irrealtà, di immaterialità. Ad esempio, dice  Siti, i recenti crack finanziari quasi ci portano a domandarci dove si trovino i soldi: nei pc? Nelle banche?Siamo rimasti orfani non solo dell’assoluto, ma anche di cose tangibili come il denaro? E di fronte a questa prospettiva dai contorni nichilisti, la voglia di aggrapparsi alla realtà si fa tangibile. Ed ecco allora che si va alla ricerca di un realismo engagè o di una simulazione del vero al parossismo nei reality, come nei videogiochi.</p>
<p>Festival della Mente Sarzana 29 – 31 Agosto 2008</p>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">Link</span></strong></p>
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<p><a title="Il sito del Festival" href="http://www.festivaldellamente.it/" target="_blank">Il sito del Festival</a></p>
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		<title>Sarzana, se la creatività fa sold out</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 18:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A poche ore dall’inaugurazione ufficiale del festival, introvabili i biglietti per parecchi appuntamenti. Grande attesa per l’esibizione di stasera di Toni Servillo.Il piccolo borgo della Lunigiana da oggi pomeriggio viene letteralmente preso d’assalto da folle di lettori e amanti degli eventi culturali. Giovani, meno giovani e persino famiglie con bambini. Il successo di Sarzana sta proprio nella sua ricetta: un piccolo  festival con personaggi noti e meno noti, da incontrare “de visu”, con laboratori e lectio magistralis, colto ma non pedante.Dal festival della Mente è nata anche una collana di libri, edita da Laterza. 

Festival della Mente di Sarzana29 – 31 agosto 2008]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><a href="/wp-content/uploads/_old/20080829/TonyServilloSarzana2008.jpg"><img title="Festival della Mente di Sarzana - Tony Servillo" src="/wp-content/uploads/_old/20080829/TonyServilloSarzana2008.jpg" alt="Festival della Mente di Sarzana - Tony Servillo" width="120" height="151" /></a><p class="wp-caption-text">Festival della Mente di Sarzana - Tony Servillo</p></div>
<p><strong>A poche ore dall’inaugurazione ufficiale del festival, introvabili i biglietti per parecchi appuntamenti. Grande attesa per l’esibizione di stasera di Toni Servillo.Il piccolo borgo della Lunigiana da oggi pomeriggio viene letteralmente preso d’assalto da folle di lettori e amanti degli eventi culturali. Giovani, meno giovani e persino famiglie con bambini. Il successo di Sarzana sta proprio nella sua ricetta: un piccolo  festival con personaggi noti e meno noti, da incontrare “de visu”, con laboratori e lectio magistralis, colto ma non pedante.Dal festival della Mente è nata anche una collana di libri, edita da Laterza. </strong></p>
<p><strong><em>Festival della Mente di Sarzana29 – 31 agosto 2008</em></strong></p>
<p>Trovare un posto libero stasera dove cenare a Sarzana, sarà un’impresa. Il piccolo borgo della Lunigiana da oggi pomeriggio viene letteralmente preso d’assalto da folle di lettori e amanti degli eventi culturali. Giovani, meno giovani e persino famiglie con bambini. <br />Il successo di Sarzana sta proprio nella sua ricetta: un piccolo festival con personaggi noti e meno noti, da incontrare “de visu”, con laboratori e lectio magistralis, colto ma non pedante. Un evento in cui tronisti, veline e signor nessuno provenienti da estenuanti esilii televisivi in isole non ben precisate dei Caraibi sono banditi. Qui si parla di creatività, dalle lettere alle scienze, dal teatro alla cucina. E attenzione, la creatività sembra che faccia sold out!</p>
<p>Stasera a muovere le folle sarà Toni Servillo. I biglietti per il suo spettacolo sono ormai introvabili. Ma questo è l’anno di Servillo. Ragion per cui gli organizzatori di Sarzana si stanno adoperando per montare un megaschermo in modo che anche chi non è riuscito ad assicurarsi il biglietto potrà assistere allo spettacolo. Recentemente sul “Sole 24 Ore” Servillo è stato definito l’“eroe dei due mondi” del nostro cinema, ora che “Il divo”, e “Gomorra” sono stati chiamati a rappresentare l’Italia oltreoceano all’imminente Festival del Cinema di Toronto. E si sa che Toronto è la vetrina mondiale dove si iniziano gli “spareggi” per la notte degli Oscar. <br />Raffinato interprete teatrale, prestato al cinema, Servillo è nato ad Afragola in Campania. Attualmente vive a Caserta, dove del resto è cresciuto. Pochi sanno che è il fratello di Peppe, leader degli Avion Travel, la cui storia romanzata è raccontata da Fabrizio Bentivoglio nel suo esordio alla regia “Lascia perdere, Johnny!”, pellicola in cui i due fratelli si ritrovano assieme. Dopo anni di gavetta e un sodalizio artistico al teatro e al cinema con Mario Martone, con cui inizia l’esperienza di “Teatri uniti”, Servillo si può a buon diritto ascrivere alla schiera di personaggi che hanno contribuito ad una sorta di rinascimento del teatro e del cinema italiani. E’ lo stesso Martone a lanciarlo al cinema, offrendogli una parte nel suo esordio cinematografico “Morte di un matematico napoletano”, film premiato a Venezia nel 1992 con il Premio speciale della giuria. E sempre con Martone gira “Rasoi” nel 1993 e “Teatro di guerra” nel 1998. Eppure il nome di Servillo è legato a quello di un altro regista, Paolo Sorrentino. Anche con Sorrentino, Servillo avvia un sodalizio tutt’ora in essere. Ne “L’uomo in più” (2001) interpreta Tony, affermato cantante costretto a rifarsi una vita, dopo aver scontato una condanna per stupro. Due anni dopo in “Le conseguenze dell’amore” (2003) l’attore interpreta Titta di Girolamo, un uomo che vive in un albergo svizzero, solo, per sfuggire ai fantasmi del suo passato. Questo film lo porterà alla fama internazionale, suggellata poi da un David di Donatello e da un Nastro D’Argento.</p>
<p>Allo scorso festival di Cannes Servillo di fatto è il vero mattatore del nostro cinema. E si presenta sulla Croisette, come interprete di ben due pellicole italiane in concorso. <br />Ne “Il Divo” sempre di Sorrentino interpreta Giulio Andreotti, ma è anche nel cast di “Gomorra” (2008) di Matteo Garrone, tratto dall’omonimo best seller di Roberto Saviano. I successi sul grande schermo non gli hanno tuttavia fatto archiviare il teatro. De Filippo, Viviani, Pirandello e i grandi autori francesi: non passa stagione che Servillo non giri i teatri italiani nella doppia veste di regista e interprete (ma è anche stato autore teatrale). Nell’ultima stagione infatti l’abbiamo visto alle prese con l’adattamento e la regia di “Trilogia della villeggiatura” di Carlo Goldoni. E adesso l’attore è atteso a Sarzana, dove l’attore si esibì già nel 2005. Questa volta l’attore ci accompagnerà in un viaggio per l’Italia in compagnia delle poesie di Giorgio Caproni, Patrizia Cavalli, Salvatore Di Giacomo, Franco Marcoaldi, Eugenio Montale e Camillo Sbarbaro. Napoli, Roma, Genova, e ancora la provincia italiana attraverso la poesia del Novecento.Dal festival della Mente è nata anche una collana di libri, edita da Laterza. L’ultimo nato è “Interpretazione e creatività” di Toni Servillo e Gianfranco Capitta. Sul sito del Sole 24 Ore è concesso un piccolo assaggio del volume, dal 4 settembre nelle librerie.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Link</strong></span></p>
</p>
<p><a title="Il sito del Festival" href="http://www.festivaldellamente.it/" target="_blank">Il sito del Festival</a></p>
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