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	<title>pura lana di vetro</title>
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		<title>E all&#8217;ultimo arriva Kusturica</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 00:23:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultimi bagliori di cinema al Torino Film Festival. 
Arriva Emir Kusturica in città. Sabato 21 novembre, nel corso della serata di premiazione, il regista serbo sarà insignito del Premio Gran Torino.
Si vocifera che al momento Kusturica stia lavorando ad un progetto cinematografico sulla Rivoluzione Messicana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 579px"><img title="Emir Kusturica" src="/wp-content/uploads/_old/20091120/kusturica.jpg" alt="Emir Kusturica" width="569" height="212" /><p class="wp-caption-text">Emir Kusturica</p></div>
<p>Ultimi bagliori di cinema al <span style="font-weight: bold;">Torino Film  Festival</span>. <br />Arriva <span style="font-weight: bold;">Emir  Kusturica</span> in città. <br />Domani, <span style="font-style: italic;">sabato  21 novembre</span>, nel corso della serata di premiazione, il regista serbo sarà  insignito del premio <span style="font-weight: bold;">Gran Torino</span>.  <br />Accompagnato dal ministro della Cultura serbo <span style="font-weight: bold;">Nebojsa Bradic</span> e dall&#8217;ambasciatore d&#8217;Italia a  Belgrado<span style="font-weight: bold;"> Armando Varricchio</span>, Kusturica è  giunto all’hotel Principi di Piemonte alle 16.00 in punto, dove lo aspettavano  giornalisti e fotografi. <br />Ad accoglierlo il direttore del festival <span style="font-weight: bold;">Gianni Amelio</span>. Grandi abbracci sotto i flash  dei fotografi tra i due cineasti e poi via all’interno dell’hotel. Non si è  concesso molto alla stampa, il regista. All’interno del Principi lo attendevano  un manipolo di quotidianisti, per un incontro blindatissimo. <br />Poi via al  Cinema Massimo a presentare il <span style="font-weight: bold;">Director’s Cut di  Underground</span>, 6 ore di film. </p>
<p>Si vocifera che al momento <span style="font-weight: bold;">Kusturica </span>stia lavorando ad un progetto  cinematografico sulla Rivoluzione Messicana. Ma siamo ancora lontani dall’inizio  delle riprese.</p>
<p> </p>
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		<title>Coppola: se il cinema è limitato dalla logica del profitto</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 00:16:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Classe 1939, il regista americano potrebbe sedersi sugli allori e invece continua a sperimentare. 
A 70 anni compiuti, Francis Ford Coppola ha lo stesso entusiasmo del neofita. Il suo ultimo film “Tetro”, che esce in questi giorni in Italia con il titolo “Segreti di famiglia” è girato quasi tutto in bianco e nero, con inserti a colori, e completamente in digitale. 
Abbiamo incontrato il regista al Torino Film Festival. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 576px"><img title="Francis Ford Coppola" src="/wp-content/uploads/_old/20091120/coppola_tff.jpg" alt="Francis Ford Coppola" width="566" height="152" /><p class="wp-caption-text">Francis Ford Coppola</p></div>
<p>Sorriso sornione, camicia bianca e una sciarpa annodata elegantemente al collo.  Si presenta così <span style="font-weight: bold;">Francis Ford Coppola</span> davanti allo stuolo di giornalisti internazionali che lo attendono in un salone  dell’Hotel Principi di Piemonte, in pieno centro a Torino.<br />
L’industria del  cinema e la creatività, il 3D e il digitale, la nuova frontiera della settima  arte e poi il suo ultimo film <span style="font-weight: bold;">“Tetro”</span>,  che in Italia uscirà col titolo <span style="font-weight: bold;">&#8221;Segreti di  famiglia&#8221; </span>(presentato in anteprima al TFF).<br />
Non si risparmia  Coppola, giunto al Torino Film Festival per ritirare il <span style="font-weight: bold;">Gran Premio Torin</span>o per la sua casa di  produzione, la <span style="font-weight: bold;">American Zoetrope</span>, fondata  circa 40 anni fa a San Francisco assieme all’amico e collega <span style="font-weight: bold;">George Lucas</span>. Classe 1939, il regista americano  potrebbe sedersi sugli allori e invece continua la sua ricerca formale. A70 anni  compiuti, Coppola ha lo stesso entusiasmo del neofita e continua a sperimentare.  Il suo ultimo film <span style="font-weight: bold;">“Segreti di Famiglia”</span> è girato quasi tutto in bianco e nero, con inserti a colori, e completamente in  digitale.<br />
Lo ha scritto, diretto e in parte prodotto. Il cast tecnico di  <span style="font-weight: bold;">“Segreti di famiglia” </span>è formato anche da  giovani artisti, scoperti dal regista: come il direttore della fotografia rumeno  <span style="font-weight: bold;">Mihai Malamaire Jr</span> e il compositore  argentino <span style="font-weight: bold;">Osvaldo Golijov</span>.<br />
Il suo  vero amore da ragazzo era il teatro. Voleva diventare commediografo. Poi a 17  anni per caso vide <span style="font-weight: bold;">“Ottobre”</span> di  Ejzenstein e fu una folgorazione.<br />
Si iscrisse allora a Ucla e il resto fa  parte della storia del cinema.<br />
Per <span style="font-weight: bold;">“Tetro”</span>, una storia melodrammatica, dalle tinte  forti, Coppola ha schierato sul set attori di varia estrazione da <span style="font-weight: bold;">Karl Maria Brandhauer,</span> a<span style="font-weight: bold;"> Vincent Gallo </span>fino a<span style="font-weight: bold;"> Carmen Maura</span>, sullo sfondo Buenos Aires e la  Patagonia.<br />
“<span style="font-style: italic;">Il cinema appartiene a tutto il  mondo </span>- dice il regista &#8211; e<span style="font-style: italic;"> le  innovazioni possono nascere in qualunque paese. Abbiamo visto una rinascita del  cinema sul piano formale dal Messico all&#8217;Iran e spero che ci sarà presto una  rinascita anche del cinema italiano, una nazione di grandi attori</span>&#8221;.<br />
Del resto ha detto Coppola “<span style="font-style: italic;">mi sento  profondamente italiano, perché tutti e quattro i miei nonni sono italiani, tre  napoletani e uno lucano. Se l&#8217;America è un grande paese è perché la sua  popolazione è costituita al 100 per cento da immigrati che hanno avuto la  possibilità di esprimere il proprio talento</span>&#8221;. Italiano, americano o  messicano il cinema è un linguaggio. “<span style="font-style: italic;">E come  tutte le lingue si evolve. La pellicola sta scomparendo. Oggi c’è il digitale.  Con questo nuovo formato si possono fare bellissimi film, basta avere dei buoni  obiettivi e un bravo direttore della fotografia. Credo che fra una trentina  d’anni il cinema sarà cambiato in modo che neanche possiamo immaginare. Come  dice il mio amico Lucas ‘Film is dead. Lunga vita al cinema’</span>”.<br />
Forse  il digitale sarà il mezzo che aiuterà il cinema ad uscire dalla dittatura  dell’industria, auspica Coppola. L’industria e i soldi condizionano il settore,  secondo l’autore di <span style="font-weight: bold;">“Apocalipse Now”</span> che  ama dire che &#8220;<span style="font-style: italic;">la m di movie sta a significare  soprattutto money</span> “. &#8221;<span style="font-style: italic;">Non c&#8217;è nulla di  male a far soldi </span>- precisa Coppola &#8211; i<span style="font-style: italic;">o  per primo ne ho fatti tanti anche se ne ho persi moltissimi, ma bisogna avere  voglia di rischiare e chiunque ha il coraggio di farlo può avere delle  soddisfazioni, soprattutto oggi, un’epoca in cui grazie alle nuove tecnologie si  possono girare film di successo senza grandi capitali</span>”. E cita l’esempio  di <span style="font-weight: bold;">“Millionaire”</span>, una produzione a basso  costo che l’anno scorso ha fatto incetta di Oscar.<br />
Negli Usa ormai gli  Studios pensano solo a fare film d’azione, o con supereroi oppure commedie  volgari, puntualizza il regista. E ora il cinema commerciale punta sul <span style="font-weight: bold;">3D</span>. “<span style="font-style: italic;">No, non  sarà il 3D il cinema del futuro</span>”.<br />
&#8221;<span style="font-style: italic;">E&#8217; triste</span> &#8211; prosegue Coppola &#8211; <span style="font-style: italic;">che il cinema che è un&#8217;arte, con un’enorme varietà di  mezzi e di generi, sia limitato dai capitali dell&#8217;industria cinematografica che  vogliono respingere le immense possibilità dell&#8217;arte cinematografica</span>&#8221;.<br />
E a chi gli chiede lumi sui suoi progetti futuri risponde sornione: “<span style="font-style: italic;">Perché dovrei parlarne qui?</span>”.<br />
Ma poco dopo  il regista incontra <span style="font-weight: bold;">Roberto Benigni</span>, che  si trova a Torino al seguito della moglie <span style="font-weight: bold;">Nicoletta Braschi</span>, impegnata al teatro  Carignano in <span style="font-weight: bold;">“Tradimenti”</span> di Harold  Pinter.<br />
E già si vocifera che non si sia trattato solo di una visita di  cortesia, ma che presto vedremo il duo lavorare insieme.</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">VIDEO</span></strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zmUL0t8ya6c" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/zmUL0t8ya6c"></embed></object></p>
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		<title>A Torino arriva “La bella gente”</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 00:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un cast di grandi nomi: Monica Guerritore, Antonio Catania, Iaia Forte e Elio Germano, in cui eccelle l’esordiente Victoria Larcenko. 
Una storia di interni borghesi, scritta con grande talento narrativo. Stiamo parlando de “La bella gente”, del giovane e sanguigno Ivano De Matteo. 
Una pellicola che è l’esempio del miglior cinema italiano, di qualità e a basso costo, ma che non trova ancora un distributore. 
Abbiamo incontrato l’autore e il cast.

Torino Film Festival - 13-21 novembre 2009]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 581px"><img title="Antonio Catania, Ivano De Matteo, Victoria Larcenko, Gianni Amelio e Elio Germano." src="/wp-content/uploads/_old/20091116/bellagente_big.jpg" alt="Antonio Catania, Ivano De Matteo, Victoria Larcenko, Gianni Amelio e Elio Germano." width="571" height="213" /><p class="wp-caption-text">Antonio Catania, Ivano De Matteo, Victoria Larcenko, Gianni Amelio e Elio Germano.</p></div>
<p>Può una famiglia borghese, che si considera progressista e aperta, mettere a  repentaglio la propria agiata e sofisticata quotidianità per proseguire i propri  ideali?<br />Da questo assunto parte <span style="font-weight: bold;">“La bella  gente”</span> di <span style="font-weight: bold;">Ivano De Matteo</span>,  presentato ieri in anteprima nazionale al <span style="font-weight: bold;">Torino  Film Festival</span>, nella sezione <span style="font-weight: bold;">Festa  Mobile</span>. <br />Scritto da <span style="font-weight: bold;">Valentina  Ferlan</span>, compagna del regista, con notevole cura e talento per dialoghi e  costruzione dei personaggi, il film ci mostra un’inquietante interno familiare  della Roma bene. <br />Lui (<span style="font-weight: bold;">Antonio  Catania</span>) è architetto e lei (<span style="font-weight: bold;">Monica  Guerritore</span>) psicologa in un centro dedito ad aiutare donne che subiscono  violenze. Hanno un figlio Giulio (<span style="font-weight: bold;">Elio  Germano</span>), ormai grande, che studia a Londra e che d’estate li viene a  trovare con la fidanzata (<span style="font-weight: bold;">Myriam  Catania</span>). <br />L’estate la trascorrano nella loro tenuta in Umbria, tra  una cena e un bagno in piscina, con gli amici e vicini di casa <span style="font-weight: bold;">Iaia Forte</span> e <span style="font-weight: bold;">Giorgio Gobbi</span>. Anche questi ultimi sono ricchi  e non ne fanno mistero. Il loro argomento preferito sono i soldi, hanno un  filippino al seguito che dileggiano e schiavizzano come e meglio possono, non  sembrano così aperti e di sinistra come la coppia Guerritore/Catania. <br />Un  giorno la Guerritore nota ai bordi della statale una giovane (<span style="font-weight: bold;">Victoria Larcenko</span>) prostituta, mentre viene  schiaffeggiata da uno che ha tutta l’aria di essere il suo protettore. <br />La  scena la colpisce al  punto che convince il marito a portare a casa la ragazza  per salvarla dalla strada. Dopo una prima diffidenza, la ragazza ucraina si  stabilisce a casa loro.</p>
<p>Sembrerebbe un racconto edificante e invece  <span style="font-weight: bold;">“La bella gente”</span> diventa un <span style="font-weight: bold;">“Pretty Woman”</span> all’incontrario. Quando il  giovane Elio Germano mette gli occhi sulla bella ucraina tutto la retorica delle  buone azioni salvifiche, viene archiviata in un attimo. Tutti improvvisamente si  ricordano che quella bella ragazzina ucraina è in fondo una prostituta, a cui si  può dare a patto che stia al suo posto, che non inizia a prendere. E il suo  posto è davvero in quella casa? <br />Un film per niente buonista, che dialogo  dopo dialogo, si avvia verso un finale amaro e triste. E la cosa ancora più  toccante è che questa storia di individualismo esasperato, di interno borghese  piccolo piccolo, avviene nella più banale normalità. E’ proprio la normalità,  quella apparente, in cui non compaiono schizzi di sangue o grandi colpi di scena  è la forza di questo film, che è stato presentato ieri mattina al Circolo dei  Lettori dal regista e da alcuni attori del cast: Enzo Catania, Elio Germano e  Victoria Larcenko. <br />Reduce da un prestigioso premio al <span style="font-weight: bold;">Festival del cinema italiano di Annency,</span> il  film di De Matteo è davvero girato con cura e attenzione ai dettagli. <br />Eppure  non ha (ancora) una distribuzione. Girata in 4 settimane, con un budget esiguo  (450 mila euro), la pellicola punta il dito sull’ipocrisia di certi ambienti  borghesi, che si battono per grandi ideali, ma quando poi si sporcano le mani  con la realtà è tutto un altro paio di maniche. <br />“<span style="font-style: italic;">L’ipocrisia è come il colesterolo</span> – dice il  regista – <span style="font-style: italic;">c’è quella buona e quello cattiva.  C’è l’ipocrisia che serve per andare avanti, per non risultare magari offensivi,  e quella cattiva, quella perbenista</span>”.<br />Nel film finalmente vediamo  Antonio Catania in un ruolo a tutto tondo. Un uomo profondamente innamorato  della moglie, che per il quieto vivere, per la pace in famiglia, alla fine si  piega a fare cose che non avrebbe mai pensato di fare. “<span style="font-style: italic;">La cosa interessante di questo film è che mostra  personaggi </span>– spiega l’attore – <span style="font-style: italic;">che  all’inizio sono profondamente convinti si essere in una certa maniera, di essere  aperti e per bene. E invece dietro l’angolo c’è la possibilità di scoprire che  tu non sei quella bella persona che credevi di essere. E a rendere ancora più  tragico il finale, c’è la credenza dei personaggi che tutto nella vita passi,  che tutto sia una parentesi, che ci si possa chiudere la porta alle spalle e  ricominciare da capo</span>”. <br />Elio Germano, nel film rappresenta il principe  azzurro che invece del cavallo bianco ha la Mini, fa le vacanze in barca  all’isola del Giglio, studia a Londra e non ha la benché minima volontà di  faticare per avere la principessa. <br />Il giovane attore in conferenza stampa  punta il dito contro quello che definisce il male del secolo: “<span style="font-style: italic;">L’individualismo. Il fatto di pensare sempre al  proprio tornaconto personale. E’ la cosa che fa più male è vedere questo tratto  nelle giovani generazioni, che dovrebbero essere portatrici di idee fresche, di  ideali alti. In un certo senso questo film rappresenta senza retorica la  decomposizione della società attuale</span>”.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>GALLERIA DI IMMAGINI</strong></span></p>
<p>				<div id="gallery-9fa3d00a" class="flickr-gallery photoset">
													<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159102278"><img class="photo" title="Louis Ronan Choisy" src="http://farm3.static.flickr.com/2631/4159102278_eb7b0befe4_s.jpg" alt="Louis Ronan Choisy" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4158339147"><img class="photo" title="Louis Ronan Choisy" src="http://farm3.static.flickr.com/2497/4158339147_868e804631_s.jpg" alt="Louis Ronan Choisy" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4158339441"><img class="photo" title="Louis Ronan Choisy" src="http://farm3.static.flickr.com/2632/4158339441_660cf03ac3_s.jpg" alt="Louis Ronan Choisy" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159102798"><img class="photo" title="Louis Ronan Choisy" src="http://farm3.static.flickr.com/2799/4159102798_cf875e3d52_s.jpg" alt="Louis Ronan Choisy" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159118458"><img class="photo" title="Torino Film Festival 2009" src="http://farm3.static.flickr.com/2646/4159118458_7e758ee6af_s.jpg" alt="Torino Film Festival 2009" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159118548"><img class="photo" title="Una scena di Le refuge di Ozon" src="http://farm5.static.flickr.com/4001/4159118548_b04c7295ec_s.jpg" alt="Una scena di Le refuge di Ozon" /></a>
								</div>
															<div class="flickr-thumb">
									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4158355093"><img class="photo" title="Torino Film Festival 2009" src="http://farm3.static.flickr.com/2534/4158355093_70c6c5ce54_s.jpg" alt="Torino Film Festival 2009" /></a>
								</div>
												<div class="fg-clear"></div>
				</div>
													<div class="fg-clear alignright">Powered by <a href="http://co.deme.me/projects/flickr-gallery/">Flickr Gallery</a></div>
								<div class="fg-clear"></div>
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		<title>Il TFF entra nel vivo</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2009/11/15/torino-film-festival-13-22-novembre-2009/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 23:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Libri&Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[2009]]></category>
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		<category><![CDATA[Torino]]></category>

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		<description><![CDATA[Choisy, cantante di professione prestato al cinema, è il primo anti-divo del festival, rassegna quest'anno declinata sul binomio buoni film e austerity. Giovane, con quell'atteggiamento da "bello e impossibile", Choisy ha raccontato il film di Ozon, di cui è l'interprete principale. 
"La Refuge" è una storia di solitudine e abbandono molto toccante.

Torino Film Festival - 13-22 Novembre 2009]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 579px"><img title="Torino Film Festival - 13-22 Novembre 2009 - Choisy" src="/wp-content/uploads/_old/20091115/choisy1.jpg" alt="Torino Film Festival - 13-22 Novembre 2009 - Choisy" width="569" height="212" /><p class="wp-caption-text">Torino Film Festival - 13-22 Novembre 2009 - Choisy</p></div>
<p>Un&#8217;inaugurazione con contestazione, con i ragazzi dei centri sociali che  irrompono al Teatro Regio. Il direttore Gianni Amelio e la madrina Maya Sansa a  fare gli onori di casa. Sempre il direttore Amelio che si infuria, perché un  giornalista gli chiede se a fronte dei tagli di budget al festival, anche se il  suo cachet è stato rivisto al ribasso, rispetto a quello che intascava nanni  Moretti gli anni scorsi.</p>
<p>Un <strong>sabato</strong>, ieri,  un po&#8217;  <strong>sonnacchioso</strong>, in cui la macchina del festival inizia a  <strong>carburare</strong>, con <strong>Louis Ronan Choisy</strong>,  l&#8217;interprete de &#8220;<strong>La Refuge</strong>&#8221; di <strong>Ozon</strong> (oggi  all&#8217;Ambrosio alle 14, e domani al Nazionale alle 20,15) che ha incontrato il  pubblico.<br />
Choisy, cantante di professione prestato al cinema, è il primo  anti-divo del festival, rassegna quest&#8217;anno declinata sul binomio buoni film e  austerity.<br />
Giovane, con quell&#8217;atteggiamento da &#8220;bello e impossibile&#8221;, Choisy  ha raccontato il film di Ozon, di cui è l&#8217;interprete principale.<br />
&#8220;La Refuge&#8221;  è una <strong>storia</strong> di <strong>solitudine</strong> e abbandono molto  toccante. &#8220;Paul, il personaggio che interpreto, non è mai stato accettato  completamente dalla sua famiglia&#8221;. E di Mousse (Isabelle Carré), nessuno accetta  la sua gravidanza.<br />
Il film peraltro è stato definito quasi un documentario  sull maternità e sulla gravidanza dallo stesso regista. &#8220;<em>Ozon voleva mettere  a nudo, attraverso questa storia, le emozioni che una donna prova in gravidanza.  Isabel Carré, l&#8217;interprete di Mousse, era davvero incinta. Anche se la sua  maternità era completamente diversa da quella problematica della protagonista  del film</em>&#8220;.</p>
<p>Nel film, Choisy, alla sua prima esperienza sul set,  interpreta un ragazzo omossessuale con un grandissimo istinto paterno, ma è  anche l&#8217;autore della colonna sonora. &#8220;<em>Non è stato un lavoro semplice  scrivere le musiche per questo film. All&#8217;inizio pensavo di comporre la musica  nelle pause delle riprese o alla sera. Isabel Carré mi aveva avvertito: la  stanchezza dopo una giornata sul set non lascia molto scampo. Ma io non le avevo  badato. Purtroppo aveva ragione lei. Ad ogni modo ho lavorato su suggerimento  del regista, che voleva una canzone malinconica, ma allo stesso tempo  rassicurante come una ninna nanna. Un tema che rimandasse anche ad un&#8217;immagine  di infanzia. Una bella sfida insomma</em>&#8220;.<br />
Oggi pomeriggio a Caselle atterra  Charlotte Rampling, che incontrerà un piccolo gruppo di quotidianisti al  Principi di Piemonte e il pubblico in serata.</p>
<p><strong><em>Torino Film Festival &#8211; 13-22 Novembre 2009</em></strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>LINK</strong></span><strong><em> </em></strong></p>
<p><a href="http://www.torinofilmfest.org" target="_blank">http://www.torinofilmfest.org</a></p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">GALLERIA DI FOTO</span></strong></p>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159102278"><img class="photo" title="Louis Ronan Choisy" src="http://farm3.static.flickr.com/2631/4159102278_eb7b0befe4_s.jpg" alt="Louis Ronan Choisy" /></a>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4158339441"><img class="photo" title="Louis Ronan Choisy" src="http://farm3.static.flickr.com/2632/4158339441_660cf03ac3_s.jpg" alt="Louis Ronan Choisy" /></a>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159102798"><img class="photo" title="Louis Ronan Choisy" src="http://farm3.static.flickr.com/2799/4159102798_cf875e3d52_s.jpg" alt="Louis Ronan Choisy" /></a>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159118458"><img class="photo" title="Torino Film Festival 2009" src="http://farm3.static.flickr.com/2646/4159118458_7e758ee6af_s.jpg" alt="Torino Film Festival 2009" /></a>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4159118548"><img class="photo" title="Una scena di Le refuge di Ozon" src="http://farm5.static.flickr.com/4001/4159118548_b04c7295ec_s.jpg" alt="Una scena di Le refuge di Ozon" /></a>
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									<a href="http://flickr.com/photo.gne?id=4158355093"><img class="photo" title="Torino Film Festival 2009" src="http://farm3.static.flickr.com/2534/4158355093_70c6c5ce54_s.jpg" alt="Torino Film Festival 2009" /></a>
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		<title>Al Torino Film Fest è di scena John Lennon</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 22:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Nowhere Boy” della regista Sam Taylor Wood, che il 13 novembre ha inaugurato ufficialmente il Torino Film Festival, prende le mosse dalla biografia dell’artista di Julia Baird. 
Ce ne parla la regista. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 579px"><img title=" Nowhere Boy di Sam Taylor Wood" src="/wp-content/uploads/_old/20091114/nowhere_boy.jpg" alt=" Nowhere Boy di Sam Taylor Wood" width="569" height="212" /><p class="wp-caption-text"> Nowhere Boy di Sam Taylor Wood</p></div>
<p>Un libro catartico e doloroso allo stesso tempo. Con queste parole <span style="font-weight: bold;">Julia Baird</span>, autrice di <span style="font-weight: bold;">“Imagine This- Io e mio fratello John Lennon”</span> (<span style="font-style: italic;">Giulio Perrone Editore</span>) definisce la  biografia del celeberrimo fratello. <br />Il libro racconta l’autore di “Imagine”  quando ancora era un ragazzo qualunque nella Liverpool degli anni Cinquanta. Non  fu un’infanzia facile quella di Lennon. Senza padre, da piccolo fu allontanato  dalla madre, che perse ad appena 18 anni. <br />A tirare su il piccolo Lennon fu  la discussa <span style="font-weight: bold;">Zia Mimi</span>. In una bella  intervista uscita il 12 novembre sul quotidiano <span style="font-style: italic;">“La Repubblica”</span> l’autrice di “Imagine This”  confida a Gino Castaldo che la zia Mimi morì nel 1997 “<span style="font-style: italic;">piena di pentimenti e rimpianti”</span> per aver  allontanato John, da sua madre, nonché sua sorella. La zia Mimi, infatti, si  crucciava di aver giudicato troppo rigidamente sua sorella, che viveva nel  peccato ed ebbe altri figli da uomini diversi. <br />Fu la stessa Mimi che forse  mise il primo tassello del Lennon personaggio che noi tutti conosciamo,  assecondando la sua passione per la musica e regalandogli la sua prima chitarra  acustica.  <br />Il libro è una delle fonti del biopic <span style="font-weight: bold;">“Nowhere Boy”</span> della regista <span style="font-weight: bold;">Sam Taylor Wood</span>, che ieri sera ha inaugurato  ufficialmente il <span style="font-weight: bold;">Torino Film Festival</span>.  Abbiamo incontrato la regista inglese alla conferenza stampa del film al Circolo  dei Lettori di Torino. <br />“I<span style="font-style: italic;">l libro di Julia  Baird era molto focalizzato sulla figura della madre di Lennon. Quindi è stato  solo un punto di partenza. Lo sceneggiatore ha usato molte fonti per questo  film. Per cui non si può definire ‘Nowhere Boy’ un adattamento di ‘Immagine  This’</span>” ci dice Sam Taylor Wood. <br />Il film ha entusiasmato anche Yoko  Ono, che ha concesso così i diritti per l’uso d “Mother” alla fine. “<span style="font-style: italic;">L’approvazione di Yoko Ono mi ha fatto piacere.  Perché per me come artista era molto importante capire se avevo reso bene l’uomo  John Lennon</span>” spiega la regista. <br />Dal pubblico di giornalisti, qualcuno  chiede se McCartney ha già visto il film. “<span style="font-style: italic;">No,  non l’ha ancora visto, ma durante la lavorazione ha collaborato con noi. Ci ha  dato dei dettagli su Lennon e sui modi in cui inizialmente loro registravano.  Tuttavia è stato molto corretto perché si è tenuto ad una distanza di sicurezza  da set. Il suo contributo non è stato invadente, non ha voluto interferire con  il nostro lavoro</span>”. <br />A impersonare John Lennon sul grande schermo è  <span style="font-weight: bold;">Aaron Johnson</span>, un giovane attore molto  affascinante, ma che fisicamente sembra quanto di più lontano possa esistere da  Lennon. “<span style="font-style: italic;">Non mi interessava portare sullo  schermo dei cloni dei personaggi reali. Volevo rendere al meglio l’intensità  artistica e creativa di Johnn Lennon. Ai provini si sono presentati moltissimi  sosia dei Beatles, ma io li ho scartati tutti</span>”.  <br />Il film è dedicato a  <span style="font-weight: bold;">Anthony Minghella</span>, il regista e  produttore inglese recentemente scomparso. “<span style="font-style: italic;">Minghella ha rappresentato nel cinema inglese una  grande foza, come regista e come produttore. E’ grazie a lui che sono diventata  una regista di lungometraggi. Mi ha spronato, mi ha dato forza e sicurezza. E’  grazie a lui se ho debuttato alla regia</span>”. <br />Insomma una dedica che ha  il sapore quasi di un debito di riconoscenza.</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Harry Potter: Grande festa per l’ultimo atto</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 12:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pare che siamo veramente alle ultime battute del maghetto di Hogwarts che lotta contro colui che non si può nominare, della scrittrice inglese J.K. Rowling. Il volume edito da Salani – editore italiano dell’intera collana – sarà disponibile nelle librerie dalla mezzanotte del 4 gennaio. Chi volesse essere alla grande festa bolognese del 4 Gennaio si può presentare presso la “Piazza coperta della biblioteca Sala Borsa” per una magica festa patrocinata dalla Salani stessa e dal Comune di Bologna.

Harry Potter e i doni della morte – J.K. Rowling – Salani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 150px"><img title="Harry Potter e i doni della morte – J.K. Rowling – Salani" src="/wp-content/uploads/_old/20080103/harrypotter2007.jpg" alt="Harry Potter e i doni della morte – J.K. Rowling – Salani" width="140" height="148" /><p class="wp-caption-text">Harry Potter e i doni della morte – J.K. Rowling – Salani</p></div>
<p>Pare che siamo veramente alle ultime battute del maghetto di Hogwarts che lotta contro colui che non si può nominare, della scrittrice inglese J.K. Rowling. Il volume edito da Salani – editore italiano dell’intera collana – sarà disponibile nelle librerie dalla mezzanotte del 4 gennaio. Chi volesse essere alla grande festa bolognese del 4 Gennaio si può presentare presso la “Piazza coperta della biblioteca Sala Borsa” per una magica festa patrocinata dalla Salani stessa e dal Comune di Bologna.</p>
<p><strong><em>Harry Potter e i doni della morte – J.K. Rowling – Salani</em></strong></p>
<p>Pare che siamo veramente alle ultime battute del maghetto di Hogwarts che lotta contro colui che non si può nominare, della scrittrice inglese J.K. Rowling. Infatti il volume sarebbe in vendita nel nostro paese dalla mezzanotte del 4 Gennaio. Mettiamo il condizionare sulle notizie che vi stiamo scrivendo perché pare che in alcune regioni come la Calabria il libro sia già stato messo in vendita e ci è caduto l’occhio su una dichiarazione della scrittrice che prima alludeva alla redazione di una nuova avventura che forse smonterebbe l’aura di mistero mistico che un po’ aveva irretito i patiti meno giovani delle vicende del mago Potter. L’ultima dichiarazione poi è decaduta da un&#8217;altra che verrà messa in onda in un documentario nella TV inglese che dice che la sua autrice sarà sempre la sola a parlare del futuro di un mago che tutti avevano dato per spacciato nell’ultimo libro. E esattamente nel momento in cui pubblichiamo questa segnalazione, il TG5 nazionale ha riportato che ci saranno altri due libri e un parco a tema.</p>
<p>È il momento di festeggiare per ora, leggiamoci questo ultimo capitolo della saga dal titolo “Harry Potter e i doni della morte” che sarà nelle librerie dalla mezzanotte, chi volesse essere alla grande festa bolognese del 4 Gennaio si può presentare alle ore 22 in Piazza Nettuno 3 presso la “Piazza coperta della biblioteca Sala Borsa” per una grande festa patrocinata da Salani – editore dell’intera collana – e dal Comune di Bologna.</p>
<p>Alla fine di questa segnalazione ci viene spontaneo ammettere che la magia del fenomeno Harry Potter è titanica, quasi come la fortuna commerciale che si è sviluppata fino ad oggi e che ci sarà domani.</p>
<p><strong><em>Harry Potter e i doni della morte – J.K. Rowling – Salani</em></strong><br />Festa di anteprima c/o “Piazza coperta della biblioteca Sala Borsa”<br />BOLOGNA – P.za Nettuno 3 – 4 Gennaio 2008 &#8211; ore 22.00</p>
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		<title>E&#8217; ancora sodalizio tra Salvatores e Ammaniti</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2007/12/13/e-ancora-sodalizio-tra-salvatores-e-ammaniti/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 22:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inizieranno in Friuli nei primi mesi del 2008 le riprese di Come Dio comanda, il film diretto da Gabriele Salvatores e tratto dall'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti (premio Strega) che sarà coprodotto da Rai Cinema e Colorado Film. Dopo l'esperienza da sceneggiatoe per l'adattamento "Io non ho paura", anche in questo caso Ammaniti ha partecipato alla sceneggiatura del film. Ad annunciarlo sono stati i due autori, ospiti sabato 8 dicembre del Courmayeur Noir in Festival. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 140px"><img title="Gabriele Salvatores " src="/wp-content/uploads/_old/20071213/salvatores.jpg" alt="Gabriele Salvatores " width="130" height="169" /><p class="wp-caption-text">Gabriele Salvatores </p></div>Inizieranno in Friuli nei primi mesi del 2008 le riprese di &#8220;Come Dio comanda&#8221;, il film diretto da Gabriele Salvatores e tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti (premio Strega) che sarà coprodotto da Rai Cinema e Colorado Film. Dopo l&#8217;esperienza da sceneggiatoe per l&#8217;adattamento &#8220;Io non ho paura&#8221;, anche in questo caso Ammaniti ha partecipato alla sceneggiatura del film. Ad annunciarlo sono stati i due autori, ospiti sabato 8 dicembre del Courmayeur Noir in Festival. </p>
<p>Protagonista della vicenda è Cristiano, un ragazzino di undici anni, che vive solo con il padre Rino dopo che la madre se n&#8217;è andata. L&#8217;uomo è un disoccupato, emarginato e violento, per questo i due sono sorvegliati dall&#8217;assistenza sociale, ma tutto questo non gli impedisce di amare intensamente suo figlio, educato all&#8217;insegna della violenza e della prevaricazione, e disposto a tutto per aiutare il padre. </p>
<p>&#8220;Con Ammaniti – ha dichiarato a Courmayeur Salvatores &#8211; è come se stessimo giocando a ping-pong da un po&#8217; di tempo. Mentre ero in Australia per l&#8217;uscita di Io non ho paura ho letto Come Dio comanda e ho capito che lui era andato avanti: ora toccava a me giocare e trovare le immagini per questa nuova straordinaria storia&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brokeback Mountain, e la sua gente del Wyoming</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2006 21:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ennis del Mar e Jack Twist sono due cowboy, o per meglio dire vaccari, che si conoscono una estate su quella Brokeback Mountain che li fa avvicinare, divenire più intimi fino alla carnalità. Consumando una passione che non chiameranno mai amore, vivono vent'anni della loro vita di fronte al desiderio di stare assieme ed il terrore degli altri capaci di uccidere i deviati come loro. Questo è il film di Ang Lee candidato a 8 oscar ma anche il libro "I segreti di Brokeback Mountain" (Baldini &#038; Castaldi Dalai), scritto dalla premio Pulitzer Annie Proulx.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="I segreti di Brokeback Mountain - Annie Proulx - Baldini &amp; Castoldi Dalai" src="/wp-content/uploads/_old/20060207/brokebackmountains.jpg" alt="I segreti di Brokeback Mountain - Annie Proulx - Baldini &amp; Castoldi Dalai" width="120" height="174" /><p class="wp-caption-text">I segreti di Brokeback Mountain - Annie Proulx - Baldini &amp; Castoldi Dalai</p></div>La prima cosa che viene in mente quando si sente parlare de &#8220;I segreti di Brokeback Mountain&#8221; è il film sui due cowboy gay che danno al cinema in questi giorni; la seconda cosa è che il film è di Ang Lee; la terza che ha vinto il festival di Venezia, sta concorrendo per otto oscar e l&#8217;ultima, solo per i pochi che leggono la pagina letteraria dei giornali, che questo film si basa sul racconto di Annie Proulx (&#8220;I segreti di Brokeback Mountain&#8221;, Baldini &amp; Castaldi Dalai).<br />Ennis del Mar e Jack Twist, due ragazzi rozzi, senza un soldo, sono abituati a lavorare duramente in quella provincia profonda di coloro che vivono spaccandosi la schiena sotto il sole cocente tutti i giorni.<br />Un&#8217;estate del 1963 si trovano entrambi all&#8217;ufficio di collocamento per portare al pascolo un gregge di pecore su quella montagna, quella Brokeback Mountain, che segnerà la loro vita per sempre come il luogo della loro passione. Stanno assieme e divengono buoni amici fino al giorno in cui quella loro amicizia diviene qualcosa di più, di più intimo, di più carnale, insomma una passione che li prende nel profondo da impedire loro di stare lontani per più di un certo tempo. Ci sono le mogli, ce la vita normale come tutti la concepiscono e poi c&#8217;è quale momento, quello in cui ci sono loro e nulla di più, in cui consumare la loro passione, quella passione che fa viaggiare Jack per migliaia di miglia fino ad Ennis. Ma con il loro sentimento ci sono fantasmi del passato, timori e terrori del presente che segnano inesorabilmente la loro vita fino la drammatico epilogo.<br /><div class="wp-caption alignright" style="width: 297px"><img title="Il regista (a sinistra) ed i protagonisti del film" src="/wp-content/uploads/_old/20060207/brokebackmountains_attori.jpg" alt="Il regista (a sinistra) ed i protagonisti del film" width="287" height="250" /><p class="wp-caption-text">Il regista (a sinistra) ed i protagonisti del film</p></div>Questa storia è cruda ma la parola finocchio compare una volta sola. Ci sono affermazioni, rivelazioni, sogni ma non c&#8217;è mai riferimento esplicito a quella condizione lasciando tutto avvolto di quell&#8217;aurea forma di passione alla quale nulla è comparabile.<br />Annie Proulx, la sua autrice, è stata definita una delle grandi voci della narrativa americana, ha pubblicato questo racconto (perché la sua lunghezza non è facilmente paragonabile ad un volume) sulla rivista The New Yorker nel lontano 1997 e per la rima volta viene pubblicato come romanzo a seguito dell&#8217;uscita del film &#8211; e ad un prezzo tutt&#8217;altro che di romanzo breve n.d.r. -.<br />In un&#8217;intervista che l&#8217;autrice, ormai settantenne, ha rilasciato al sito Advocate.com, ammette che la sua storia ha toccato un nervo sensibile in questi luoghi rurali perché c&#8217;è una grande fame di amore nella vita degli USA, da quando questo racconto è uscito per la prima volta ha ricevuto tutti i giorni lettere di ragazzi che affermavano fosse la loro vicenda, fosse la spiegazione della loro fuga dal Wyoming, dall&#8217;Idaho. Sempre nella stessa intervista ha affermato che non ci sarà un ritorno dei due personaggi perché nella sua penna ci sono altre cose da raccontare, sempre vicine a quella realtà rurale oggetto di altre storie. <br />Tra quelle altre storie c&#8217;è la raccolta di racconti dal titolo &#8220;Distanza Ravvicinata&#8221; &#8211; che fino a ieri conteneva anche questo racconto &#8211; sempre edito da Baldini &amp;Castoldi Dalai. Ma la sua bibliografia non finisce qui, benché sia un&#8217;autrice che ha scoperto la vocazione oltre i cinquanta, è stata la prima donna a vincere nel 1993 il prestigioso premio americano PEN/Faulkner per &#8220;Cartoline&#8221; e nel 1994 ha vinto anche il premio Pulitzer per &#8220;Avviso ai Naviganti&#8221; entrambi pubblicati dal Baldini &amp; Castoldi Dalai.<br />Le pubblicazioni di Annie Proulx sono sempre ricche di espedienti, immaginifici e ricchi di colore in cui si intrecciano le storie dei personaggi con gli elementi specifici di quella società rurale che l&#8217;autrice vuole mettete in piazza. In &#8220;Cartoline&#8221;, un romanzo ricco, violento e surreale si narra la dissoluzione della famiglia Blood e del vagabondare del loro figlio Loyal in cerca di una sua collocazione; la storia viene portata avanti tramite le cartoline, un mezzo di comunicazione spesso usato dalla popolazione come facile e poco costoso (anche Ennis e Jack le usano per parlarsi).<br />&#8220;Avviso ai Naviganti&#8221; parla di quella classe media che viene sempre meno negli States, di gente come Quoyle, un giornalista di terz&#8217;ordine che vive a Brooklin, che perde il lavoro, la donna e le figlie e decide ad un certo punto di fare la grande scelta, di andare a nord e di aprire un giornale per pescatori.<br />Quello che Annie mette nelle sue storie è vita, vera come la verità delle cose, vera da far innamorare, vera oltre i preconcetti. Se così non fosse Brokeback mountain sarebbe una storia come le altre e non sarebbe nata una moda in europa, una caccia alla copia pirata nella Cina che ha censurato il film, una polemica tra chi strumentalizza e chi vorrebbe che la demagogia fosse un lontano ricordo.</p>
<p>Informazioni sulla pubblicazione:<br />Titolo: <strong>I segreti di Brokeback Mountain</strong><br />Autore: Annie Proulx<br />Editore: Baldini &amp; Castoldi Dalai<br />Pagine: 52<br />Prezzo: €9</p>
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