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	<title>pura lana di vetro</title>
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	<description>cultura che non infeltrisce</description>
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		<title>Se a salvarci sarà la censura: i primi giorni al salone</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 07:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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Era seduta su un tappeto arancione fra i cuscini colorati, attorniata da piccoli lettori che vogliono ascoltare da lei le avventure dell&#8217;orsetto Pop, Lavinia Borromeo, moglie del presidente della Fiat e di Exor John Elkann, ma anche giovane stilista con il marchio  BLav dedicato ai bambini  fino a  4 anni, è il personaggio che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/05/salone-libro-torino-memoria-20101.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2084" title="Salone del Libro di Torino 2010" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/05/salone-libro-torino-memoria-20101.jpg" alt="Salone del Libro di Torino 2010" width="570" height="250" /></a></p>
<p>Era seduta su un tappeto arancione fra i cuscini colorati, attorniata da piccoli lettori che vogliono ascoltare da lei le avventure dell&#8217;orsetto Pop, <strong>Lavinia Borromeo</strong>, moglie del presidente della Fiat e di Exor <strong>John Elkann</strong>, ma anche giovane stilista con il marchio  BLav dedicato ai bambini  fino a  4 anni, è il personaggio che ha aperto la seconda giornata Salone Internazionale del Libro di Torino.<br />
Insomma sono le  Magie di Stoffa BLav, la collana di libri per bambini della De Agostini, firmate dalla signora Elkann a ricordarci che la carta non è più l’unico supporto su cui può prendere vita un libro o una narrazione. E se il libro cambia pelle, in stoffa o digitale, tuttavia continua ad attrarre lettori e a portare a Torino un gran numero di persone.<br />
In questi giorni, vista dal Lingotto insomma l’<strong>editoria </strong>sembra essere un’industria in <strong>buona salute</strong> e in <strong>pieno fermento</strong>. E sempre più declinata al femminile, dove irrompono le scrittrice indiane, ma anche la comicità corrosiva di <strong>Luciana Littizzetto</strong> che oggi ha presentato al salone  “<em><strong>L&#8217;assassino lascia sempre qualcosa</strong></em>” di <strong>Rosa Mogliasso</strong>, scrittrice emergente della scuderia <strong>Salani</strong>. Rubando un po’ la scena alla debuttante  Mogliasso, la Luciana nazionale  è stata la protagonista di uno degli incontri più gremiti e ha regalato al pubblico anche uno squarcio sociologico sulle signore del Nord Italia.  &#8220;<em>La sciura milanese e&#8217; tronfia, ricca. Le madame torinesi sono ricche, ma pessimiste. Loro il bicchiere non lo vedono mezzo pieno o mezzo vuoto, lo vedono rotto</em>&#8220;.</p>
<p>Su tutto aleggia la figura di <strong>Berlusconi</strong>, come politico, ma anche come editore. Evocato da <strong>Dario Fo</strong>, in un&#8217;altro degli incontri più affollati della giornata. Evocato da <strong>Rolando Picchioni</strong>, presidente del Salone che ha annunciato ieri la <strong>Russia come paese ospite accanto all’Italia nella prossima edizione</strong>. Il Salone del Libro di Torino sarà uno dei punti cardine  del programma culturale Italia-Russia , che sarà lanciato per il <strong>2011 </strong>per <strong>diretto volere</strong> &#8211; e&#8217; emerso oggi a Torino &#8211; del presidente del Consiglio Silvio <strong>Berlusconi </strong>e del premier russo Vladimir <strong>Putin</strong>. A sorpresa, infatti, il Salone è stato visitato dal viceministro delle Comunicazioni russo, Vladimir Grigoriev.<br />
Ma tornando a <strong>Dario Fo</strong>, è lui a riportare l’attenzione sul presidente del Consiglio.  &#8221;<em>Quando andiamo all&#8217;estero con i nostri spettacoli la gente ci chiede se quello che sta accadendo nel nostro Paese sono cose vere, reali</em>&#8221; chiosa il premio Nobel nel corso dell’incontro, aggiungendo:  &#8221;<em>Berlusconi c&#8217;è o è una finzione, un personaggio mitico? E quello che si è incazzato perché hanno pagato una casa che esiste davvero?</em>”. A Torino per presentare il  libro “<em><strong>La Bibbia dei villani</strong></em>”, appena uscito per <strong>Guanda</strong>, a <strong>cura </strong>di<strong> Franca Rame,</strong> con 68 disegni dell&#8217;autore, Fo ha parlato del suo antico amore, il teatro. La sua ultima provocazione: <strong>a salvare il teatro oggi in crisi potrebbe essere la censura</strong>. Dopo un lungo excursus sul significato che ha avuto in passato la censura per rilanciare il teatro, Fo ha quindi concluso: &#8216;<em>&#8216;Spero che il nostro amato presidente si decida a cacciarci, non solo dalla tv, ma dall&#8217;Italia, via tutti. Così saremo capaci di dimostrare cosa sappiamo fare</em>&#8221;.<br />
Intanto dopo l’abbuffata di libri e cultura di questi giorni, c’è chi pensa al dopo Salone. E’ il Centro per il libro e la lettura e l&#8217;Associazione italiana editori (<strong>Aie</strong>) che ieri a Torino hanno lanciato l&#8217;iniziativa “Se mi vuoi bene il 23 maggio regalami un libro”.<br />
Domenica è indetta la <strong>prima giornata nazionale per la promozione della lettura</strong>, con tre <strong>testimonial </strong>d’eccezione, Roberto <strong>Saviano</strong>, Gianrico <strong>Carofiglio </strong>e Benedetta <strong>Parodi</strong>, che dal 16 maggio compariranno in spot televisivi e radiofonici per decantare le magie della lettura e l’importanza di donarsi dei libri. Saranno 1.300 le librerie in tutta Italia che vi aderiranno. &#8221;<em>Vogliamo istituire</em> – ha spiegato il presidente del Centro per il libro e la lettura, Gian Arturo Ferrari &#8211; <em>un giorno in cui gli italiani si regalano i libri che oggi, sostanzialmente, sono circondati da un&#8217;aura negativa. C&#8217;è un odore di scuola che non è piacevole, ed è quello che vogliamo eliminare</em>”.  Un odore tuttavia che al Salone torinese non si è percepito.</p>
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		<title>Arrivano gli indiani e i banchieri, a Torino si apre il salone</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 17:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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&#8220;L&#8217;India e l&#8217;Italia sono le sole due anarchie democraticamente elette funzionanti nel mondo di oggi&#8221;. Si è aperta così ieri sera, con le parole di Sudhir Kakar, psicanalista, narratore, e docente universitario indiano la serata inaugurale del 23esimo Salone internazionale del libro di Torino, che apre i battenti questa mattina al Lingotto.
&#8220;Sia gli italiani che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/05/salone-libro-torino-memoria-20102.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2088" title="Salone del Libro di Torino 2010 - Indiani e banchieri" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/05/salone-libro-torino-memoria-20102.jpg" alt="Salone del Libro di Torino 2010 - Indiani e banchieri" width="570" height="250" /></a></p>
<p>&#8220;L&#8217;India e l&#8217;Italia sono le sole due anarchie democraticamente elette funzionanti nel mondo di oggi&#8221;. Si è aperta così ieri sera, con le parole di Sudhir Kakar, psicanalista, narratore, e docente universitario indiano la serata inaugurale del 23esimo Salone internazionale del libro di Torino, che apre i battenti questa mattina al Lingotto.</p>
<p>&#8220;Sia gli italiani che gli indiani sono persone estremamente creative, non soltanto nel campo delle arti, dei mestieri e della vita intellettuale ma anche nel trovare soluzioni innovative alle pretese irragionevoli dei governi&#8221; sostiene lo scrittore, ospite d&#8217;onore alla serata di gala con le autorità cittadine.<br />
Ma al centro dell&#8217;attenzione della serata non c&#8217;erano nè i libri, né l&#8217;India.La star della serata di pre inaugurazione del Salone del Libro era un professore, appena incoronato alla presidenza del comitato di gestione della banca di Intesa Sanpaolo, dopo settimane di polemiche e scaramucce.  Alla serata infatti i giornalisti non avevano occhi che per  Andrea Beltratti, professore della Bocconi al centro delle cronache economiche di questi giorni.<br />
Sereno, sorridente, il neopresidente non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. &#8221;Avremo molte occasioni di incontro in futuro&#8221; ha detto ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull&#8217;esito del consiglio generale della Compagnia di Sanpaolo, che tiene banco oggi sui quotidiani.<br />
A Beltratti ha dato il benvenuto ufficiale il presidente del Salone Rolando Picchioni, che lo ha citato nel suo discorso introduttivo. Picchioni ha voluto ringraziare la Compagnia &#8221;che quest&#8217;anno ha coniugato il suo intervento di sponsorizzazionecon riflessioni utili a declinare il tema nel modo più felice ed equilibrato&#8221;.</p>
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		<title>Il Salone del Libro 2010: a Torino memoria tra book ed e-book</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 17:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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Siamo ad una nuova edizione de “Il Salone Internazionale del Libro”  che partirà il prossimo giovedì 13 fino a lunedì 17 maggio 2010 al Lingotto Fiere di Torino.
E questo nuovo appuntamento librario torna alle origini reintroducendo la parola Salone nel suo nome, fortunato termine che ha accompagnato la manifestazione dalle sue origini, nel 1988.
Inaugurazione 
Alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/05/salone-libro-torino-memoria-2010.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2070" title="Salone del Libro di Torino 2010 - La memoria 13-17 Maggio 2010" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2010/05/salone-libro-torino-memoria-2010.jpg" alt="Salone del Libro di Torino 2010 - La memoria 13-17 Maggio 2010" width="570" height="250" /></a></p>
<p>Siamo ad una nuova edizione de “<strong>Il Salone Internazionale del Libro</strong>”  che partirà il prossimo giovedì <strong>13 fino a lunedì 17 maggio 2010 al Lingotto Fiere di Torino</strong>.<br />
E questo nuovo appuntamento librario torna alle origini reintroducendo la parola Salone nel suo nome, fortunato termine che ha accompagnato la manifestazione dalle sue origini, nel 1988.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Inaugurazione </strong></span><br />
Alla presenza del <strong>Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola</strong>, sempre che i fatti degli ultimi giorni non lo inducano a mandare un saluto e trattenersi a Roma.</p>
<p>Per il giorno prima, ma solo su invito, è pianificata la serata a inviti in onore degli editori e autori che partecipano al Salone, nell’Arena del Bookstock Village sarà introdotta dalla <strong>prolusione </strong>dello scrittore indiano <strong>Sudhir Kakar </strong>accompagnata dalla musica del <strong>Quartetto di flauti Indiano</strong> (l’India è il paese ospite della manifestazione 2010, ne abbiamo parlato anche <a title="Salone del Libro di Torino: si sposta in India" href="/2010/01/18/salone-libro-in-india/" target="_self">qui</a>)  diretto da Pt. Hari Mohan Srivastava che offrirà un momento di musica tradizionale del Paese ospite.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Il tema ed il paese ospite</strong></span><br />
E&#8217; la <strong>memoria </strong>il<strong> motivo conduttore</strong> dell&#8217;edizione di quest&#8217;anno. Un tema affrontato non solo in <strong>chiave letteraria</strong>, ma anche dal punto <strong>artistico</strong>, <strong>scientifico e storico,</strong> a partire dalla lectio magistralis di <strong>Gianfranco Ravasi</strong> sulle religioni del ricordo, di <strong>Mario Botta</strong> sul rapporto tra architettura e passato e di registi come <strong>Giuseppe Tornatore </strong>e il francese <strong>Claude Lanzmann</strong>, autore del docu-film sulla Shoah.<br />
Memoria, che si accompagna tuttavia a volte alla necessità dell’oblio, di cui parleranno <strong>Umberto Eco e il filosofo Maurizio Ferraris</strong>.</p>
<p>L<strong>&#8216;India è il paese ospite </strong>d&#8217;onore del salone 2010. Accanto a scrittrici molto apprezzate in occidente, come <strong>Kiran Desai</strong>, la figlia di <strong>Anita</strong>, e <strong>Anita Nair</strong>, ci sarà anche <strong>Vikas Swarup</strong>, il diplomatico scrittore che ha conosciuto una fama mondiale con il film tratto dal suo romanzo “Slumdog Millionaire”. Ma ci sarà anche la coraggiosa attivista femminista <strong>Sampat Devi</strong>, <strong>fondatrice del movimento del Sari rosa.<br />
</strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Le presenze nazionali ed internazionali</strong></span><br />
Grande calendario di <strong>presenze</strong>, sia tra le <strong>istituzioni italiane che straniere</strong>.<br />
Per le istituzioni nazionali italiane possiamo contare il <strong>Miur </strong>(Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca) il <strong>Mibac </strong>(Ministero per i Beni e le Attività Culturali), <strong>Ministero della Difesa</strong>, <strong>Senato della Repubblica e Camera dei Deputati</strong>. Tra le <strong>regioni italiane</strong> sono presenti Abruzzo, che ritorna dal 2004 dopo la tragedia del terremoto che l’ha colpita, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d&#8217;Aosta e Veneto. Oltre <strong>1400 </strong>sono gli <strong>espositori</strong> di cui settantacinque nuovi, divisi in 20 con loro stand e 12 allo spazio Invasioni Mediatiche. Ci sono anche grandi ritorni, Mursia dopo cinque anni, Archetipo libri, Editoriale Olimpia ed Edizioni EL. Sono presenti case editrici e istituzioni di Perù, India, Brasile, Slovacchia, Romania e Albania.</p>
<p>Attesi a Torino  i grandi<strong> protagonisti della stagione letteraria</strong>: Gianrico Carofiglio, l’autore colletivo che risponde al nome di Wu Ming, Gad Lerner, Susanna Tamaro. Ma si sa che ormai la kermesse del Lingotto attira  a Torino personaggi di varie estrazioni, attori, cantanti, presentatori e giornalisti. E così tra gli ospiti che hanno già confermato la loro presenza si fanno i nomi di Francesco Guccini, Reinhold Messner, Antonella Clerici, Neri Marcorè, Benedetta Parodi, Emanuele Filiberto di Savoia, Paolo Brosio e Nicola Legrottaglie.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>E-book e non solo: il futuro del libro</strong></span><br />
<strong>Le parole del Salone di quest’anno non sono solo di carta ma anche quelle dei nuovi supporti di lettura</strong>, specchio della rivoluzione digitale del libro già iniziata fuori dai confini dello stivale e dell&#8217;Europa forse. Mai come in questi mesi, sotto l’incalzare di nuovi modelli di lettori e-book che mostrano come la tecnologia che avremo a portata di mano sia sempre più sofisticata, si discute del <strong>futuro prossimo delle relazioni</strong> (più o meno pericolose o belligeranti) <strong>tra supporto cartaceo ed editoria digitale</strong>.<br />
Al salone del libro quest’anno c’è tanto di cui parlarne, dal libraio «storico» come Romano Montroni che della sua lunga esperienza professionale, Roberto Cicala presenta “Libri scrittori di via Biancamano”, il libro a più mani dedicato al percorso creativo di 75 anni di Einaudi.<br />
Gino Roncaglia affronta di petto la questione digitale ne “Il futuro del libro” (Laterza).</p>
<p>All’<strong>e-book è esplicitamente dedicato il convegno promosso da Wuz.it</strong> (ormai parte integrante della nostra esperienza di internauti su Internet Bookshop, il più grande portale di vendita di libri online italiano sia per la grandezza della fornitura che di volumi di fatturato) sui cambiamenti del mercato librario, con la partecipazione di alcuni tra i maggiori editori italiani.<br />
Alla «nuova stagione» dei mestieri del libro è dedicato il <strong>convegno </strong>«<strong>Reinventare l’editoria</strong>», curato da Giuliano Vigini, vi prendono parte Pietro Boroli, Riccardo Cavallero, Giovanni Peresson, Monica Zioni.<br />
<strong>Ma che questa offensiva dell’editoria digitale sia la maniera di reagire ad un morente impero della carta?</strong> Questo è l’oggetto della <strong>tavola rotonda</strong> sul futuro della carta stampata cui parteciperanno, con gli autori, Mario Calabresi, John Elkann, Gabriele Galateri di Genola e James Murdoch.<br />
Anche “Il ritorno del dinosauro” di Piero Dorfles insiste sulla necessità di coniugare la «vecchia» cultura con le innovazioni tecnologiche, per interrompere la deriva senza ritorno cui altrimenti sarebbe condannato il nostro Paese. L’incontro fa parte del programma del Bookstock Village.<br />
Ed ancora tanta tecnologia tra gli stand, sarà presente anche la <strong>Simplicissimus Book Farm</strong>, unica azienda italiana che ci ha portato nei negozi i primi lettori per ebook assieme ad una dotazione dei primi libri che possiamo leggere, i classici.</p>
<p>Programmi completi di tutte le sezioni del Salone e delle iniziative collaterali su <a title="Salone del Libro di Torino" href="http://www.salonelibro.it" target="_blank">www.salonelibro.it</a> in cui non ci sono solo eventi dentro i padiglioni del Lingotto Fiere di Torino ma tutta la città sabauda..</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Il punto nodale</strong></span><br />
Ammetto che si sta generando tanta aspettativa attorno al salone del libro che quest’anno, soprattutto per le notizie di oggetti del desiderio come iPad, potrebbe segnare il punto di svolta dietro il quale nascerà la nuova lettura, quella di cui abbiamo parlato tante volte anche nelle pagine di questo blog: riuscire ad andare la parco ed avere a disposizione un oggetto che non è solo un libro ma una libreria con centinaia di libri e, perché no, un sacco di giornali.<br />
Non esiste solo iPad, il prossimo autunno si sta delineando particolarmente caldo e ricco di tanti altri lettori per libri elettronici e forse al Salone di Torino ci sono le prime avvisaglie di qualcosa che cambierà le nostre abitudini di lettura in pochi anni (come ha fatto il cellulare, vi ricordate come era la vita prima? come eravamo capaci di vivere come barbari separati dagli altri? quanto tempo è passato?).<br />
Si ha un’impressione, dalle notizie che si leggono, dalle stesse persone che prima parlavano della carta ed adesso del digitale, che l’editoria del futuro deve avere la forza di recidere alcune radici, per tornare vigorosa, radici che  sono profondamente piantate in un terreno secco come quello delle corporazioni.<br />
Se la regola è quella che il mercato vince sempre, ne vedremo delle belle.</p>
<p>Di Marco Montori e Sabina Prestipino</p>
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		<title>Rivoluzione libro: dalla carta al digitale</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 22:59:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il lettore eBook, prodotto da Amazon che permette di scaricare un intero libro in meno di un minuto, dal 20 ottobre è commercializzato anche in Italia.

E' Kindle. Pochi per ora i libri in italiano, mentre su Amazon.com sono già acquistabili gli abbonamenti per La Stampa e Il Corriere della Sera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 581px"><img title="Jeff bezos e Kindle" src="/wp-content/uploads/_old/20091022/kindle.jpg" alt="Jeff bezos e Kindle" width="571" height="213" /><p class="wp-caption-text">Jeff bezos e Kindle</p></div>
<p>La carta ha i giorni contati?</p>
<p>Arriva in Italia <span style="font-weight: bold;">Kindle</span>, ma per ora è una scatoletta vuota o  quasi.<br />
Almeno per i lettori italiani. Il lettore eBook prodotto da Amazon  che permette di scaricare un intero libro in meno di un minuto, dal <span style="font-weight: bold;">20 ottobre</span> è commercializzato anche in Italia.<br />
C’è chi già tra i <span style="font-weight: bold;">librai </span>da qualche  tempo grida <span style="font-weight: bold;">“Al lupo, al lupo!”</span>. Chi mai  entrerà nelle librerie, già messe a dura prova da crisi e grande distribuzione,  se ognuno di noi si può impossessare dell’ultimo successo editoriale standosene  comodamente seduto in poltrona?<br />
Per ora almeno in Italia, i<span style="font-weight: bold;">l libro virtuale è ancora una realtà in  embrione</span>. Molta parte dei titoli disponibili oggi per Kindle sono solo in  inglese, mentre su Amazon.com sono già acquistabili gli abbonamenti per <span style="font-weight: bold;">La Stampa </span>e Il <span style="font-weight: bold;">Corriere della Sera</span>.<br />
Tuttavia non si  capisce se nelle retrovie, alla chetichella, qualcuno dei grandi o dei piccoli  editori ha già fiutato il business oppure se come di consueto in Italia siamo in  forte ritardo su un fenomeno che nei paesi anglofoni sembra stia sempre più  prendendo piede.<br />
All’estero si danno battaglia la Apple, la Sony, Barnes and  Noble per proporre il loro formato proprietario per il libro elettronico. Per  lanciare titoli da commercializzare in forma digitale. Tutti si danno un gran da  fare a inventare soluzioni, a digitalizzare libri, a dividersi tra pro e contro  e a vaticinare la scomparsa del libro come lo conosciamo oggi. Da noi invece il  dibattito non ferve e tanto meno la sperimentazione.<br />
Eppure fino a qualche  anno c’era chi diceva che la fotografia digitale non sarebbe mai decollata. E  sappiamo come è andata a finire la storia. La Kodak si è quasi dovuta inventare  il mestiere da zero per non essere cancellata dalla rivoluzione digitale.  Dall’altra c’è chi dice invece che la musica, la prima a incappare nel digitale,  sta piano piano tornando al vinile.<br />
Secondo l’<span style="font-weight: bold;">Associazione Italiana Editori</span> il mercato  dell’e-book al momento vale lo 0,03% del mercato editoriale italiano. Al  momento.<br />
Ma è anche vero che al momento si possono leggere su Kindle 85  periodici da tutto il mondo e migliaia di volumi in inglese, la lingua che  tutti, urbi et orbi dovrebbero sapere a menadito.<br />
Dall’altra c’è chi dice  che l’aggeggio di Amazon ha un prezzo proibitivo: 279 dollari. Non è proprio  regalato. Anche se permette di portarsi in tasca ben 1.500 volumi, in viaggio, a  casa, ovunque insomma, accanto all’ipod si potrà avere anche un’intera  biblioteca al seguito.<br />
Strano che l’idea non susciti un certo languorino  negli editori italiani.</p>
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		<title>Eco-Carriere: non sperate di liberarvi dei Libri</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 21:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se sperate di liberarvi dei libri, di certo non lo potete fare a Torino dove sta per aprire i battenti la 22ma edizione della Fiera del Libro (14-18 maggio 2009). E se quest’anno, in tempi di crisi, la Fiera ha deciso di fare economia, di certo i due patron Rolando Picchioni ed Ernesto Ferrero non hanno voluto sfoltire la presenza degli autori (da Pamuk a Rushdie fino alla Gimenez Bartlett) 

Fiera del Libro 2009 Torino, Lingotto Fiere, 14-18 Maggio 2009]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Fiera del Libro 2009 Torino, Lingotto Fiere, 14-18 Maggio 2009" src="/wp-content/uploads/_old/20090513/fieralibrotorino2009.jpg" alt="Fiera del Libro 2009 Torino, Lingotto Fiere, 14-18 Maggio 2009" width="120" height="150" /><p class="wp-caption-text">Fiera del Libro 2009 Torino, Lingotto Fiere, 14-18 Maggio 2009</p></div>Ma davvero ormai il libro è un oggetto obsoleto? Davvero sta per essere  mandato in soffitta da Internet e dall’editoria elettronica? E i lettori sono  ormai delle mosche bianche, una specie in estinzione?<br />Alla vigilia della più  prestigiosa kermesse italiana dedicata al libro, la Fiera del Libro di Torino  che apre i battenti il 14 maggio, è naturale che emerga un po’ di scetticismo  attorno alla teoria della fine del libro o attorno alle affermazioni di quanti  sostengono che ormai il lettore è una sorta di Panda da mettere sotto la  protezione del Wwf. <br />Ma quale fine del libro, viene da controbattere. E  allora come mai migliaia di persone di ogni età prendono d’assalto le  biglietterie della Fiera torinese? E allora come mai in occasione della Fiera  Torino registra ogni anno nuovi record di pubblico e il pienone negli alberghi  della città? <br />Una risposta proveranno a darla a Torino due pezzi da novanta  della cultura contemporanea: lo scrittore <strong>Umberto Eco</strong> e lo  sceneggiatore <strong>Jean-Claude Carriére</strong>. Il duo ha appena sfornato  un libro per la Bompiani dal titolo eloquente “Non sperate di liberarvi dei  libri”. E il 14 maggio alle 12 presso la sala Gialla la coppia Eco – Carriére  duetta  sul fatto che il libro non sta esalando gli ultimi respiri.<br />E se  quest’anno, in tempi di crisi, la Fiera ha deciso di fare economia, di certo i  due patron Rolando Picchioni ed Ernesto Ferrero non hanno voluto sfoltire la  presenza degli autori. E’ atteso a Torino il Nobel <strong>Orhan Pamuk</strong>,  c’è <strong>Salman Rushdie</strong> che presenta il suo nuovo romanzo  (“L’incantatrice di Firenze”, Mondadori); e ancora <strong>David  Grossman</strong>. Dalla Spagna ritorna <strong>Alicia Gimenez-Bartlett</strong> anche lei con un nuovo libro dal titolo “Il silenzio dei chiostri” (Sellerio).  Proprio la casa editrice Sellerio all’ombra della Mole festeggerà i suoi primi  40 anni. <br />E per snocciolare qualche cifra sono quasi mille gli appuntamenti  con gli autori, mentre il tema conduttore della 22ma edizione della Fiera è “Io  e gli altri”.</p>
<p><strong>Il paese ospite di quest’anno è l’Egitto</strong>. Un reading sarà  dedicato al Nobel <strong>Naguib Mahfuz</strong>. Mentre c’è molta attesa per  l’arrivo dello scrittore <strong>Ala Al Aswani</strong>, quello per intenderci  di “Palazzo Yacoubian”, che sempre per Feltrinelli ha appena dato alle stampe  “Se non fossi egiziano”. Ala Al Aswani farà da capofila ad altri autori meno  conosciuti nel nostro Paese. La letteratura contemporanea egiziana è infatti  davvero un continente da esplorare.  E se nel nostro paese sono già stati  tradotti 85 romanzi, pare che questi siano solo la punta dell’iceberg di una  cultura che troppo spesso è associata solo ai Faraoni e all’archeologia.</p>
<p>Ritorna Lingua Madre, quest’anno gestita da un’altra autorità cittadina in  fatto di cultura e letteratura, Il Circolo dei Lettori. L’ormai nota  manifestazione, che è un piccolo festival all’interno della Fiera, quest’anno è  tutta dedicata al Caucaso Meridionale, agli autori di Armenia, Georgia,  Azerbaijan. <br />A <strong>inaugurare</strong> ufficialmente la manifestazione  sarà il Presidente della Camera <strong>Gianfranco Fini</strong>, domani 14  maggio alle 10. Sarà invece <strong>Emilia Lodigiani</strong> la fondatrice di  Iperborea la <strong>madrina</strong> di questa edizione, che si concluderà il  18 maggio.</p>
<p><strong><em>Fiera del Libro 2009<br />Torino, Lingotto Fiere, 14-18 Maggio  2009</em></strong></p>
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		<title>Il libro delle profezie vere e verosimili</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2008/01/20/il-libro-delle-profezie-vere-e-verosimili/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 22:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È uscito nelle librerie da qualche tempo uno strano libro, che dal titolo sembra una cosa, ma dalla sua trattazione è tutt’altro. Questo perché non ci sono quartine come quelle che il famoso Nostradamus ha scritto per le sue predizioni ma tanti piccoli versetti che nascono da una minuziosa lettura del presente, che lo spiegano e che forse sono anche capaci di svelarci il futuro. Da qui il titolo del libro. Il libro in questione è il “Primo libro delle profezie” (Marsilio) scritto dal giornalista e scrittore Giorgio Dell'Arti. 

Primo libro delle profezie - Giorgio Dell'Arti - Marsilio ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 140px"><img title="Primo libro delle profezie - Giorgio Dell Arti - Marsilio " src="/wp-content/uploads/_old/20080121/arti-libroprofezie_p.jpg" alt="Primo libro delle profezie - Giorgio Dell Arti - Marsilio " width="130" height="194" /><p class="wp-caption-text">Primo libro delle profezie - Giorgio Dell Arti - Marsilio </p></div>
<p>È uscito nelle librerie da qualche tempo uno strano libro, che dal titolo sembra una cosa, ma dalla sua trattazione è tutt’altro. Questo perché non ci sono quartine come quelle che il famoso Nostradamus ha scritto per le sue predizioni ma tanti piccoli versetti che nascono da una minuziosa lettura del presente, che lo spiegano e che forse sono anche capaci di svelarci il futuro. Da qui il titolo del libro. Il libro in questione è il “Primo libro delle profezie” (Marsilio) scritto dal giornalista e scrittore Giorgio Dell&#8217;Arti.</p>
<p><strong><em>Primo libro delle profezie &#8211; Giorgio Dell&#8217;Arti &#8211; Marsilio</em></strong> </p>
<p>È uscito nelle librerie da qualche tempo uno strano libro, che dal titolo sembra una cosa, ma dalla sua trattazione è tutt’altro. Questo perché non ci sono quartine come quelle che il famoso Nostradamus ha scritto per le sue predizioni ma tanti piccoli versetti che nascono da una minuziosa lettura del presente, che lo spiegano e che forse sono anche capaci di svelarci il futuro. Da qui il titolo del libro.<br />
Il libro in questione è il “Primo libro delle profezie” (Marsilio) scritto dal giornalista e scrittore Giorgio Dell&#8217;Arti.</p>
<p>Nelle oltre duecento pagine di questo libretto verde ci sono versetti, intesi come piccoli riassunti degli articoli che l’autore legge sui giornali tutte le mattine – e per sua ammissione dalle sei alle otto della mattina legge i giornali online e poi passa a quelli cartacei.</p>
<p>E chi pensasse che siano fumose descrizioni di quello che succede si sbaglia, con minuziosa dedizione vengono riportati stralci di articoli, descrizioni e dichiarazioni, che di primo acchito paiono slegate, ma che messe assieme non solo ci danno un quadro molto preciso dell’oggi  ma di mostrano con precisione anche il futuro.</p>
<p>Spesso abbiamo la sensazione che la stampa sia uno specchio fin troppo disinteressato dell’informazione, a volte presa dalla voglia di sensazionalismi  e a volte presa dalla voglia di fare comizio. Quello che abbiamo tra le mani è un libro che forse potrebbe rifarsi a quelli del terzetto Gomez-Travaglio-Barbacetto lunghi e minuziosi ma qui non è la denuncia, ma la spiegazione a farla da padrone.</p>
<p>Qui sono versetti, stringati e veloci, di un primo libro che ne avrà sicuramente altri, da leggere per farsi un’idea che nel mare di carta stampata di tutti i giorni il succo c’è e un filo conduttore esiste. Dove, come l’autore ha dichiarato in una intervista a Io Donna, ci sono frasi dell’amministratore delegato di Unicredit Profumo che dice che non devono essere incolpate le banche se i clienti firmano delle cose che non capiscono e gente come l’ex-Ministro Siniscalco che ha affermato che anche lui fatica a capirle. Troviamo dichiarazioni e contro dichiarazioni sulla Cina in cui dalle frasi piccate sui diritti violati tra la sua popolazione &#8211; costretta spesso a lavori forzati nel senso letterale del termine &#8211; si contrappone l’indifferenza di milioni di dollari in contratti firmati dalle compagnie occidentali.</p>
<p>Insomma, un piccolo e rivelatore libro che, per come ci è stato presentato sia a Striscia la Notizia che a La7, ce ne fa vedere di belle e continuerà a farlo per un po’ di tempo.<br />
Frasi che rimarranno, come spesso accade in Italia, nella carta solamente tra l’ultimo Tg della notte e lo spegnersi della lampada al margine del letto?</p>
<p>Informazioni sul libro:<br />
Titolo: <strong>Primo libro delle profezie</strong><br />
Autore: Giorgio Dell&#8217;Arti<br />
Prezzo: € 13,00<br />
Pagine: 236<br />
Editore: Marsilio</p>
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		<title>Fiera del Libro di Torino: La Lituania, paese ospite d&#8217;onore 2007</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2007 21:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuovo confine dell'Europa a 25, la Lituania sbarca a Torino in qualità di paese ospite della Fiera. Il viaggio nella cultura lituana, che ad un primo assaggio sembra davvero molto sofisticata, non sarà guidato solo da una dozzina di narratori e poeti. La Lituania ha molte frecce al suo arco: è un paese di eccellenti jazzisti, èd è anche la patria del barocco (molti degli architetti che hanno lavorato a Vilnius e negli altri centri lituani erano italiani), e anche il teatro ci riserverà piacevoli scoperte. Per non parlare del cinema. Pochi sanno in effetti che il maestro del cinema underground newyorkese Jonas Mekas è lituano e peraltro sarà uno degli ospiti della kermesse torinese. Nei giorni della Fiera il Museo del Cinema dedica un ciclo al cinema lituano, protagonisti Sharunas Bartas e Jonas Mekas.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Fiera del Libro di Torino: Lituania" src="/wp-content/uploads/_old/20070507/salonelibro20072.jpg" alt="Fiera del Libro di Torino: Lituania" width="120" height="174" /><p class="wp-caption-text">Fiera del Libro di Torino: Lituania</p></div>Nuovo confine dell&#8217;Europa a 25, la Lituania sbarca a Torino in qualità di paese ospite della Fiera. Il viaggio nella cultura lituana, che ad un primo assaggio sembra davvero molto sofisticata, non sarà guidato solo da una dozzina di narratori e poeti. La Lituania ha molte frecce al suo arco: è un paese di eccellenti jazzisti, èd è anche la patria del barocco (molti degli architetti che hanno lavorato a Vilnius e negli altri centri lituani erano italiani), e anche il teatro ci riserverà piacevoli scoperte. Per non parlare del cinema. Pochi sanno in effetti che il maestro del cinema underground newyorkese Jonas Mekas è lituano e peraltro sarà uno degli ospiti della kermesse torinese. Nei giorni della Fiera il Museo del Cinema dedica un ciclo al cinema lituano, protagonisti Sharunas Bartas e Jonas Mekas.</p>
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		<title>Il libro segreto di superman</title>
		<link>http://www.puralanadivetro.it/2006/08/30/il-libro-segreto-di-superman-scott-beaty-newton-compton/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 21:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esattamente tutto quello che avreste voluto sapere e mai osato chiedere. Una guida illuminante scritta da un addentrato nel mondo dei supereroi DC Comics viene pubblicata per il primo settembre, proprio nel momento in cui Superman torna al cinema dopo diciannove anni di assenza e dopo una serie di morti ideologiche come quella del fumetto e quella anche dell'attore che aveva interpretato le pellicole precedenti. Al cinema torna "Il ritorno di Superman" diretto da Mr X-Men 1 e 2 Bryan Singer e questa guida sull'uomo d'acciaio è "Il libro segreto di Superman" (Newton e Compton Editori) di Scott Beatty.

"Il libro segreto di Superman" - Scott Beatty - Newton e Compton Editori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Il libro segreto di Superman - Scott Beatty - Newton &amp; Compton" src="/wp-content/uploads/_old/20060830/supermanlibrosegreto_p.jpg" alt="Il libro segreto di Superman - Scott Beatty - Newton &amp; Compton" width="120" height="193" /><p class="wp-caption-text">Il libro segreto di Superman - Scott Beatty - Newton &amp; Compton</p></div>Tutto quello che avreste sempre voluto chiedere su figlio di Jor-El e che non avete mai osato lo trovate proprio in concomitanza dell&#8217;uscita del film per i primi di settembre. Il film in questione è &#8220;Il ritorno di Superman&#8221; del regista  Bryan Singer &#8211; noto per pellicole come X-Men e X-Men 2 &#8211; ed il volume è  &#8220;Il libro segreto di Superman&#8221; (Newton e Compton Editori).<br />Con questa opera scritta da Scott Beatty non ci saranno segreti e potremmo entrare nell&#8217;universo del supereroe più conosciuto imparando a mettere KO un delinquente, acciuffare un malvivente in fuga, schivare i proiettili, tirare qualcuno fuori dalle sabbie mobili, salvare un uomo appeso a un cornicione; ma ci saranno anche nozioni come sapere che fare per praticare una respirazione bocca a bocca, sopravvivere a un disastro nucleare ed anche la procedura corretta per cambiare una gomma dell&#8217;automobile.<br />A fianco ad insegnamenti di vita &#8220;più o meno&#8221; quotidiana potremmo imparare passo passo le tecniche di Superman &#8211; e del suo alter ego Clark Kent -  illustrate direttamente dai fumetti, e molto altro ancora come leggere dei salvataggi più spettacolari, le debolezze, quanti tipi di Kryptonite ci sono; insomma una lettura che pare leggera ma che vede riassunto un universo caro a fedelissimi ed esplicativo ai neofiti che andranno nelle sale per vedere il grande ritorno del supereroe. Perché nelle sale cinematografiche si preannuncia un ritorno in grande stile in cui si mescolano in maniera perfetta ironia, grandi effetti speciali ed il mito dell&#8217;erore che si rifà ai primi episodi della saga cinematografica.<br /><div class="wp-caption alignright" style="width: 357px"><img title="Superman" src="/wp-content/uploads/_old/20060830/supermanritorno_1.jpg" alt="Superman" width="347" height="183" /><p class="wp-caption-text">Superman</p></div>Parlando della trama, questa volta, dopo un viaggio durato ben 5 anni verso quello che resta di Krypton, pianeta natale, Superman (interpretato Brandon Routh, purtroppo per lui conosciuto per alcune parti minori e per una certa polemica sulla riduzione di certe sue forme virili troppo pronunciate) torna sulla terra e scopre che ciò che ha lasciato ha avuto un corso inaspettato: la sua Lois Lane (la brava Kate Bosworth del circolo Hollywoodiano delle attrici belle ed intelligenti) è accompagnata con un altro e ha anche un bambino, c&#8217;è sempre il cattivone Lex Luthor da fermare che questa volta è interpretato dal bravissimo Kevin Spacey che gli ha dato quel tocco di genio e verve che mancava.<br />Come qualcuno l&#8217;ha già definito, il film non ha grandi novità, forse segna il ritorno di un superman morto in molte occasioni dando una sferzata di aria fresca al personaggio ma, poi, facendo fare al supereroe le stesse cose che faceva prima, con più spettacolo, con più effetto speciale, persino il 3D degli occhialini, la storia è già vista. E forse era questo quello di cui aveva bisogno superman, una maniera per tornare in grande stile e far rivivere una fiammella che pian piano si è spenta.<br />Non ci resta che aspettare l&#8217;arrivo della pellicola e trovarci preparati con questo libro che si vuole porre come una guida insostituibile e scritta da una autore come Beatty che la sa lunga nel mondo DC Comics con altre guide come quella di &#8220;Batman&#8221; edita da Fabbri</p>
<p>Informazioni sul libro:<br />Titolo: <strong>Il libro segreto di Superman</strong><br />Autore: Scott Beatty<br />Editore: Newton Compton Editori</p>
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		<title>Fiera Libro di Torino: ora di altri bilanci</title>
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		<pubDate>Fri, 12 May 2006 22:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Montori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo che la manifestazione è finita ed tutti, e dico proprio tutti hanno detto la loro, ci mettiamo anche noi a fare un piccolo bilancio della manifestazione appena terminata. È vero che c’è stato un grande record di accessi alla manifestazione ma è anche vero che, vista dagli occhi di coloro che ci sono stati, la motivazione è un po’ diversa. È una opinione ed in quanto tale perfettamente opinabile ma prestiamo orecchio anche a questo aspetto che vogliamo riportare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 140px"><img title="Un ultimo scorcio della Fiera" src="/wp-content/uploads/_old/20060516/fine_flibro2006.jpg" alt="Un ultimo scorcio della Fiera" width="130" height="194" /><p class="wp-caption-text">Un ultimo scorcio della Fiera</p></div>Forse non si sente assolutamente il bisogno di altri bilanci dopo tutti quelli che sono usciti alla fine del Salone del Libro di Torino, ma alla fine di tutta una serie di bilanci dei grandi nomi della letteratura, facciamo un ultimo commento. Tutti i giornali hanno decretato che la fiera del libro è stata un successo, ma si sentiva anche nell’aria bollente del salone nei giorni della manifestazione appena conclusa. Quell’aria era bollente per la massa di gente che si accalcava agli stand e alle presentazioni, era bollente per un luogo che insomma non riusciva a contenere la straripante massa di persone che voleva entrare. La massa è stata talmente grande che la stessa organizzazione della fiera ha deciso di interrompere l’entrata ad un certo punto perché avevano superato i limiti della capienza dello stabile. Subito dopo la chiusura della manifestazione i giornali hanno speso parole confortanti su una manifestazione che ha registrato un +40% negli ingressi a fronte del più alto numero di incontri mai pianificati in 19 anni di salone. A mente fredda, dopo aver letto della calca per il libro protagonista, dopo aver letto che i Vip sono stati pochi e che quindi si veniva per solo leggere e trovare da leggere, viene anche da chiedersi alcune cose prendendo in considerazione chi, meno nome importante ha visto la manifestazione.</p>
<p>Domenica pomeriggio, mentre camminavo nel centro del salone, attorno all’Arena Piemonte in cui si portava avanti la fitta agenda di incontri con autori internazionali, c’era una calca mai vista negli altri giorni. Sì, certo, non si può dire che non ci sia mai stata una sala vuota per qualsiasi autore, ma a dispetto della bella intervista a Ben Jelloun della mattina, questa intasava il traffico dei camminatoi attorno all’arena. Chi c’è? Lavanya Sankaran, autrice di una raccolta di racconti che negli Usa ha fatto talmente successo che gli editori hanno fatto un asta per accaparrarsi il suo lavoro. Queste notizie le stava fornendo la brava Daria Bignardi. </p>
<p>Mentre la presentazione procedeva scoppiettante tra le facce sorridenti ho sentito un “eh sì… è proprio brava”. Caspita questa autrice? “Chi è?”, Lavanya Sankaran, l’hanno detto prima, “Quella che fa le interviste su La7”. Oddio! E non erano i soli venuti solo per la Bignardi! </p>
<p>Ma non finisce qui, dove la mettiamo la fila per l’autografo di Geppi Cucciari, la ressa per vedere la presentazione del libro di Fabio Volo, anche se ho l’impressione che fosse solo l’ultima parte della frase: Fabio Volo.</p>
<p>Mi scuso della scoppiettante fiction di quella domenica al Salone ma ho proprio avuto l’impressione che non ci fossero grandi nomi della letteratura ma quelli più nazional-popolari erano abbastanza a presidiare il fortino. Feltrinelli, Salani (o meglio un calderone dal nome RCS che conteneva anche Rizzoli, Marsilio, Bompiani ecc…) erano piene di persone, meno calca era tra gli editori piccoli. </p>
<p>Quando sono uscito dal Salone ho avuto l’impressione che la ressa ci sia stata ma per due motivi, vedere se c’erano gli sconti fiera e vedere le stelle e stelline del nostri immaginario mediatico più che parlare di letteratura vera e propria. Forse è un bene che persone che con i libri hanno meno a che fare vengano a parlare di libri, forse è anche un bene che ci siano figure della TV nostrana che si mettono davanti alla macchina da scrivere a scrivere la loro storia ma rimane un senso di non soddisfazione, come se vedessimo la manifestazione di un successo ma basato su una spiegazione diversa da quella che ci aspettiamo.</p>
<p>Forse una volta c’era meno ressa al salone perché il libro era qualcosa di nicchia, in cui pomposamente ed accademicamente si consumava un certo aspetto della cultura, forse oggi troppi scrivono e scrivono cose senza spessore ma hanno dalla loro parte quella notorietà emersa dal fare altro.</p>
<p>Alla fine di questa fiera potrebbe essere stata un successo perché era piena di persone che non avevano altro da fare ed hanno deciso di passare la domenica ed il sabato da quelle parti, per vedere la Bignardi, sentire un po’ di musica, vedere Gambarotta presentare la sua ultima allegoria, e vedere uscire persone con la borsa che contiene “Il Codice Gianduiotto” (la famosa allegoria di prima) e non il libro presentato da Leila Marouane sull’Algeria di oggi.</p>
<p>L’autore ha il diritto di leggere quello che vuole e di gettare dalla finestra anche i libri della brava Marouane, ma dire che il libro è stato il grande protagonista del salone potrebbe essere un diritto che non ci possiamo prendere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Assenze rumorose: Tabucchi e Amado</title>
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		<pubDate>Fri, 05 May 2006 22:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabina Prestipino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al momento si trova in Algarve a terminare il suo prossimo libro. Antonio Tabucchi , l'autore di "Sostiene Pereira" e de "Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa", profondo conoscitore della cultura e della letterartura portoghese, non sarà alla Fiera. Per il suo editore, Inge Feltrinelli, è un assente giustificato. D'altronde non ha nessun libro nuovo da presentare. Eppure l'assenza del più "lusitano dei nostri romanzieri" come lo definisce il "Correre della Sera" lascia un po' l'amaro in bocca. Viene da chiedersi inoltre come mai dal calendario delle numerose celebrazioni di talenti già scomparsi non si sia trovato modo di far spazio anche al grande Jorge Amado. Egli è stato senza ombra di dubbio il più grande scrittore brasiliano del Novecento. Come si fa a non citare Amado nell'anno in cui il Salone celebra la letteratura brasiliana? A noi piace ricordarlo, citando una frase che Jorge Amado prionunciò in una delle sue ultime interviste: «Il Brasile è la somma meravigliosa di ogni possibile contraddizione: in ogni uomo veramente brasiliano scorre un sangue ricco di fermenti europei, africani, indios, meticci, ed è proprio questo che rende il Brasile così magicamente colmo di luci ed ombre, così fragile, allegro, violento, e tuttavia così impossibile da dimenticare». ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1193" style="margin: 3px;" title="Antonio Tabucchi" src="http://www.puralanadivetro.it/wp-content/uploads/2009/11/tabucchi.gif" alt="Antonio Tabucchi" width="200" height="281" />Al momento si trova in Algarve a terminare il suo prossimo libro. Antonio Tabucchi , l&#8217;autore di &#8220;Sostiene Pereira&#8221; e de &#8220;Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa&#8221;, profondo conoscitore della cultura e della letterartura portoghese, non sarà alla Fiera. Per il suo editore, Inge Feltrinelli, è un assente giustificato. D&#8217;altronde non ha nessun libro nuovo da presentare. Eppure l&#8217;assenza del più &#8220;lusitano dei nostri romanzieri&#8221; come lo definisce il &#8220;Correre della Sera&#8221; lascia un po&#8217; l&#8217;amaro in bocca. Viene da chiedersi inoltre come mai dal calendario delle numerose celebrazioni di talenti già scomparsi non si sia trovato modo di far spazio anche al grande Jorge Amado. Egli è stato senza ombra di dubbio il più grande scrittore brasiliano del Novecento. Come si fa a non citare Amado nell&#8217;anno in cui il Salone celebra la letteratura brasiliana? A noi piace ricordarlo, citando una frase che Jorge Amado prionunciò in una delle sue ultime interviste: «Il Brasile è la somma meravigliosa di ogni possibile contraddizione: in ogni uomo veramente brasiliano scorre un sangue ricco di fermenti europei, africani, indios, meticci, ed è proprio questo che rende il Brasile così magicamente colmo di luci ed ombre, così fragile, allegro, violento, e tuttavia così impossibile da dimenticare».</p>
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